Pagine

mercoledì 1 luglio 2009

Addio a Gino Amisano, re dei caschi delle moto


Aveva 89 anni. Fondò la ditta Agv
ENRICO BIONDI
TORINO
Ai più giovani il nome non dice molto. A chi ha i capelli bianchiI, invece, il nome Gino Amisano ricorda un magnifico momento della storia sportiva italiana. Amisano ci ha lasciato a 89 anni, ieri pomeriggio: da anni viveva a Nervi dopo aver passato tutta la vita tra Valenza Po, la città dell’oro dove aveva fondato dal nulla (e precursore visto il periodo) la celebre ditta di caschi per motociclisti Agv (acronimo del suo stesso nome Amisano Gino Valenza) e Alessandria, dove era diventato anche presidente amatissimo della squadra di calcio.

E’ morto per un attacco di bronco-polmonite: del resto la sigaretta non l’aveva mai mollata neppure per un minuto. Lo chiamano tutti “Ginetto” ed è stato uno dei primi a credere nello sport come veicolo pubblicitario per la propria azienda. Con i suoi caschi Ginetto ha vestito i più grandi campioni dello sporto motociclistico e ancora oggi Valentino Rossi corre con un casco che porta il suo nome. Valentino e Ginetto si sono incontrati nell’ormai lontano 1996 e l’imprenditore alessandrino fu il primo a credere nel progetto di Giampiero Sacchi (oggi direttore sportivo dell’Aprilia) che volle iniziare con quello sbarazzino pilota la sua avventura nella classe 125. In proposito, ricordiamo personalmente il giorno della presentazione ufficiale del Team Carrizosa di Giampiero Sacchi e la esilarante scenetta a cui assistemmo. Eravamo all’autodromo di Monza, arrivai in forte anticipo e vidi che Gino Amisano non riusciva a stare fermo un momento. Voleva che tutto fosse pronto in orario, che non mancasse nulla. Bisognava ancora sistemare le moto sul palco. “Ma dove sono gli operai?”, urlò a squarciagola. Poi, per rompere gli indugi, si avvicinò a un ragazzino che aveva un grosso cerotto sulla fronte e gli disse: “Ragazzo, non hai niente da fare? Vieni qui e dammi una mano a mettere la moto sul palco”. Sacchi non fece in tempo a intervenire. La moto andò regolarmente al suo posto ma grande fu la sorpresa di Amisano quando al momento di presentare i piloti, Sacchi chiamò accanto a lui quel ragazzino con il cerotto sulla fronte: era Valentino Rossi. Amisano non si perse d’animo e buttò lì: “Questo ragazzo farà bene: ho visto già cosa sa fare con le moto!”.

...

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento