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sabato 17 novembre 2012

Lacrimogeni dal ministero di Via Arenula, Severino non sapeva. Com'è possibile? Quattro domande per il ministro (FOTO)

Aggiornamento delle ore 14,35 Al ministero della Giustizia sono in corso esami testimoniali di tutti gli impiegati presenti al quarto piano del dicastero, oltre che del personale in servizio presso gli ingressi del palazzo, per fare luce su quanto accaduto mercoledì scorso, dopo il video in cui si vedono lacrimogeni lanciati durante le manifestazioni degli studenti. Si stanno inoltre esaminando tutti i filmati degli ingressi per vedere se qualcuno e entrato e chi. Con l'avvicinarsi del corteo alla sede del ministero, infatti, tutte le porte erano state chiuse.

Il Guardasigilli, Paola Severino, esprime "inquietudine e preoccupazione" per le immagini diffuse oggi da Repubblica.it nelle quali si vede chiaramente che, durante gli scontri di mercoledì scorso tra forze dell'ordine e studenti, qualcuno ha lanciato lacrimogeni dalle finestre del ministero della Giustizia. Severino annuncia anche un'indagine interna per capire cosa sia veramente successo nel dicastero di via Arenula il 14 novembre scorso. Perché il ministro, pur essendo in sede due giorni fa, fa sapere, tramite il suo staff, che non sapeva che qualcuno, evidentemente forze dell'ordine, stava usando il ministero come 'trincea d'altura' per sedare la guerriglia. Severino inoltre sottolinea che lacrimogeni a strappo, come quelli che sembrerebbero essere stati lanciati dal Ministero, non sono in dotazione al reparto di polizia penitenziaria di via Arenula.


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  I fumogeni dal balcone di via Arenula

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