lunedì 27 ottobre 2014

Roma, madre uccide due figli e s’impicca. Terza sorellina è in fin di vita, ferito anche il padre

La macabra scoperta nell’appartamento vicino a piazza San Giovanni. Il cadavere della donna era nella vasca da bagno. Interrogato il padre, ricoverato nella notte

Un uomo di 43 anni si presenta al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni con una ferita all’addome. Sono le 4 del mattina e dice di essere stato aggredito sotto casa da un rapinatore. Una storia anomala, che non torna. Perché quello che è successo al quarto piano di una palazzina di viale Carlo Felice, lo si scoprirà solo ore dopo, quando - uscito dalla sala operatoria - l’uomo chiamerà a casa per parlare con la moglie. Chiamata inutile, nessuna risposta. L’uomo, preoccupato, chiama un amico e chiede di andare a controllare. Purtroppo, a quell’ora del mattino, l’orrore è già avvenuto.

Comincia così questa tragedia familiare avvenuta nel centro della capitale. Quando la polizia arriva sul posto si rende subito conto che dentro l’appartamento troverà una strage. La porta è semichiusa, sul pavimento ci sono tracce di sangue. Khadia Fatkani, 42 anni, la moglie di Idris (l’uomo ricoverato in ospedale), è nella vasca da bagno. Ha una grossa ferita al collo, probabilmente causata dalla cinghia che ha attorno al collo e che si è rotta durante un tentativo di impiccagione. Nella camera da letto ci sono due bambini, di 8 e 2 anni. Hanno ferite da arma da taglio su tutto il corpo. Una terza sorellina, di 4 anni, ha le stesse ferite, ma quando gli agenti arrivano ancora respira. Viene trasportata d’urgenza all’ospedale San Giovanni. Ora lotta tra la vita e la morte. In casa vengono trovate e sequestrate due mannaie sporche di sangue.

Cosa è successo la scorsa notte nella palazzina di viale Carlo Felice? 

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