domenica 15 marzo 2015

Castel del Monte, dopo la neve le suore si ristorano nell’igloo

Le Carmelitane si “riscaldano” nella grotta scavata nel ghiaccio dal titolare dell’Osteria del lupo, che ha offerto un punto di ritrovo alla gente del paese, sepolto sotto una coltre

Castel del Monte (AQ)

Un gruppo di suore in un igloo, ma non è uno scherzo e non siamo nel nord del Canada e quella che si vede nell’immagine non è l’abitazione tipica degli eschimesi. La foto è stata scattata a Castel del Monte, in provincia dell’Aquila, nei giorni della bufera e della neve record che in Abruzzo, a Pescocostanzo in particolare, e in Molise, partendo da Capracotta, ha superato anche i due metri e mezzo di altezza. Le suore fanno parte della congregazione delle Carmelitane Scalze che, a Castel del Monte, gestisce la casa di riposo. Sono state immortalate mentre cercavano un po’ di ristoro all’interno della grotta scavata nella neve e nel ghiaccio che il titolare dell’Osteria del lupo, locale situato in via della Vittoria (la strada centrale del paese), ha costruito intorno alla propria struttura quasi completamente sommersa dalla coltre. 

Isolamento
L’intero paese di Castel del Monte, molto conosciuto sia per la bellezza dei suoi vicoli che gli sono valsi l’appartenenza al circuito dei “borghi più belli d’Italia” sia per la vicinanza alla suggestiva Rocca di Calascio set di alcuni film di successo (tra i quali “Lady Hawke”), ha offerto nei giorni della neve un paesaggio e delle immagini mozzafiato, come a voler compensare i tanti disagi che hanno colpito il borgo: «Siamo rimasti tre giorni e tre notti senza corrente – racconta Bruno Dante, pensionato – e di conseguenza senza riscaldamento e senza luce. Il paese è stato anche isolato per ventiquattro ore ma ora, finalmente, l’emergenza è cessata. In tutta la mia vita non ho mai visto così tanta neve cadere in una sola giornata». A Castel del Monte, come dimostrano le foto scattate da alcuni residenti, gli abitanti del centro storico hanno dovuto lavorare a lungo per liberare le strade e i vicoli, scavando in alcuni casi cunicoli e varchi attraverso i quali poter raggiungere l’ingresso delle proprie abitazioni o, come nel caso dell’osteria dove sono state ritratte le suore, riaprire il proprio esercizio. 

Continua qui (foto)

 

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