martedì 7 aprile 2015

Jobs Act, l’occhio della Ue su microchip e braccialetti per controllare i lavoratori

Entro agosto il ministro del Lavoro Poletti conta di varare tutti i decreti attuativi della delega. Compreso quello che modifica l'articolo 4 dello Statuto aprendo all'uso delle nuove tecnologie per monitorare impianti e strumenti di lavoro. Ma nel frattempo il Consiglio d'Europa ha fissato precisi paletti: "Vietato sorvegliare attività e comportamenti dei dipendenti"

Microchip negli scarponi da lavoro o negli elmetti, gps integrato nelle cinture, braccialetti vibranti ai polsi “come ai carcerati” o videocamere: le nuove tecnologie stanno rendendo il lavoratore sempre più simile a un cyborg controllabile in stile Grande Fratello. Le giustificazioni delle aziende che applicano questi congegni (“aumentiamo la sicurezza e miglioriamo l’organizzazione del lavoro”, è il ritornello) non convincono però in pieno. Molti lamentano che si tratta solo di un modo per controllare in modo più stringente i ritmi di produzione e “spremere” il dipendente. E la Fiom punta i piedi: il segretario Maurizio Landini ha chiarito che il sindacato dei metalmeccanici anche su questo fronte punta a “mantenere le norme contrattuali e legislative preesistenti”.

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