martedì 26 maggio 2015

“Alla Kme di Serravalle utilizzate gli operai in esubero come guardie contro i furti di rame”

Proposta dei sindacati per evitare licenziamenti: l’industria da tempo soffre la crisi del mercato del rame e adesso lamenta sofferenza anche il settore dell’ottone

SERRAVALLE SCRIVIA (AL)
Cassa integrazione per tutto lo stabilimento Kme di Serravalle Scrivia. L’industria da tempo soffre la crisi del mercato del rame, riflessa sul ramo Kme spa. Adesso lamenta sofferenza anche il settore dell’ottone nel ramo Brass, che sino a poco tempo fa vantava un buon mercato nel settore della produzione delle barre destinate soprattutto alla produzione di rubinetteria e maniglie. Adesso i 400 dipendenti di entrambi i settori sono in cassa integrazione ordinaria. Inoltre si paventano 40 esuberi. I sindacati propongono una singolare soluzione per evitare i licenziamenti. In aggiunta ad altre misure, hanno lanciato l’idea di utilizzare alcuni lavoratori per i servizi di guardiani, distaccandoli dai reparti. La proposta ha già trovato buona rispondenza da parte dell’azienda.

«No a guerra tra poveri»
«Sia chiaro che non vogliamo, con questa proposta di internalizzazione della portineria, fare una guerra tra poveri con le aziende e cooperative che gestiscono i servizi di sicurezza - dice Angelo Paternò per le Rsu -. Si parla di introdurre 10 -12 persone per risolvere il problema dei furti in azienda e dare maggiore sicurezza ai servizi di portineria e guardiania, fermo restando le competenze di vigilanza armata che spettano alle ditte specializzate. Si tratta di mettere a punto una nuova organizzazione dove nessuno della cooperativa addetta a queste competenze, dovrà rimanere a casa. Per quanto riguarda invece la situazione dello stabilimento, se non rientreranno i volumi di produzione, drasticamente ridotti, dovremo tutti subire la cassa integrazione, almeno per un anno solare. Da 2 anni  e mezzo abbiamo rinunciato al premio di produzione, per senso di responsabilità e di collaborazione e soprattutto per salvare l’occupazione».

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