mercoledì 27 maggio 2015

Ocse, in Italia lavora il 53% dei giovani contro media del 74%. Peggio solo Grecia


Il tasso di occupazione dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni è sceso di 12 punti percentuali dal 2007 al 2013. Nel nostro Paese poi, gli under 30 che non lavorano né sono iscritti a scuola sono il 26%. Mentre il 31,5% è impiegato in attività che non richiedono l'utilizzo di competenze specifiche

Il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni in Italia è passato dal 64,33% al 52,79%, scendendo di quasi 12 punti percentuali dal 2007 al 2013. E’ uno dei dati messi in evidenza dall’ultimo rapporto Ocse su giovani e occupazione. La media dell’area nello stesso periodo è invece a quota 73,7%. Quello dell’Italia il secondo peggior dato, dopo quello della Grecia.

I giovani cosiddetti Neet (Neither employed nor in education or training), cioè non occupati né iscritti a scuola o in apprendistato, sono il 26,09% degli under 30, il quarto dato più elevato tra i Paesi Ocse. All’inizio della crisi, nel 2008, erano il 19,15%, quasi 7 punti percentuali in meno.

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