mercoledì 10 giugno 2015

Caccia ai killer dell’orafo

Sono proseguite senza sosta anche nella notte le ricerche dei due uomini che hanno sparato a Patrizio Piatti, forse dopo una colluttazione per una rapina “finita male"

E’ proseguita per tutta la notte la caccia ai banditi che ieri mattina hanno ucciso Patrizio Piatti, orafo in pensione di 65 anni, raggiunto da un colpo di pistola alla testa nella sua villa di Monteu Roero. Le ricerche sono concentrate sui due uomini armati che, intorno alle 6,30, si sono introdotti nel garage dell’orafo proprio quando la vittima stava per andare a lavorare nel suo laboratorio artigiano di Torino. 
In casa, al piano superiore, c’era la moglie Maddalena, che ha sentito prima delle urla e poi lo sparo: è stata lei a dare l’allarme, dopo aver trovato il marito riverso a terra, con il viso sanguinante.
Le indagini dei carabinierim guidati dal maggiore Nicola Ricchiuti, sono coordinate dal sostituto procuratore Francesca Dentis della Procura di Asti, che ieri nella caserma di Canale ha ascoltato per tutto il pomeriggio le testimonianze della moglie, del socio torinese e della figlia di Patrizio Piatti. La pista della tentata rapina in villa sembra la più accreditata, anche se al momento restano aperte tutte le ipotesi. I malviventi non hanno rubato nulla dalla casa e sono fuggiti a piedi nel campo che circoncronacada il retro della villetta, prima di salire su un’auto dove probabilmente c’era un complice ad attenderli.
Sono stati allestiti posti di blocco sulle principali strade albesi, mentre la casa in frazione Capelli, al confine tra Santo Stefano e Monteu Roero, è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi del Ris. Il cadavere dell’orafo è stato trasferito alla camera mortuaria di Bra, dove venerdì sarà eseguita l’autopsia.

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