martedì 21 luglio 2015

Palenzona choc: “Terzo Valico inutile”

L'omo de panza (e de sostanza) boccia l'opera ferroviaria dei Giovi: "Non serve se il porto di Genova non entra in competizione con Rotterdam". Una dichiarazione che gela lo stato maggiore del Pd, del governo e della logistica nazionale

“Il Terzo Valico? Non è da fare”. Così la pensa Fabrizio Palenzona e così, con una nettezza inaspettata, lo dice al convegno romano sulle Infrastrutture di connessione, promosso dal gruppo Pd della Commissione Trasporti di Palazzo Madama, cui partecipano il ministro Graziano Delrio e i vertici delle Ferrovie, oltre ai grandi nomi della logistica italiana. Lui, il potentissimo signore delle banche, delle autostrade con un’indiscussa esperienza proprio nella logistica (settore da cui proviene dai tempi della sua vicinanza con Marcellino Gavio), pone per la prima volta in assoluto una questione da sempre sottaciuta: “Se non si decide che il porto di Genova deve competere con quello di Rotterdam”  e non si lavora concretamente in questa direzione “il Terzo Valico ferroviario non serve a niente”. E quindi “non è da fare”. Un’opinione tanto autorevole e destinata ad essere presa in considerazione, quanto capace di rimettere in discussione una delle grandi opere del Paese, quella di Palenzona.

Il ragionamento del “camionista” di Tortona è semplice, tranchant: perché investire enormi risorse in un collegamento ferroviario se poi il principale asset che ne dovrebbe trarre beneficio non è, e non si pone, nelle condizioni di essere competitivo con gli scali marittimi del Nord Europa? A che cosa servirebbe, quindi, il Terzo Valico? Progettato come nuova linea ferroviaria per potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa, inserendosi nel Corridoio Reno-Alpi, uno dei corridoi della rete strategica transeuropea di trasporto che collega le regioni europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale. Questo il presupposto alla base della grande opera, ma se nell’impianto strutturale manca una parte fondamentale come la competitività del porto di Genova rispetto a quelli del Nord Europa e Rotterdam in particolare, tutto crolla e la nuova linea ferroviaria risulterebbe di fatto una cattedrale del deserto. E che lo scalo genovese, ad oggi, non sia competitivo con Rotterdam è un fatto. Che lo possa essere in futuro è tutto da verificare e soprattutto da decidere.

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