venerdì 15 gennaio 2016

L’eco-suino arriva dall’Asia. In Giappone utilizzano un sistema per nutrire i maiali che potrebbe, se riproposto in Europa, dare enormi benefici

Un allevatore inglese usando illegalmente scarti di cibo crudo per i suoi maiali nel 2002 dà origine a un’epidemia virale veicolata da virus della famiglia coxsackie e da picornavirus, che si diffonde rapidamente in tutto il mondo. La reazione della comunità internazionale non si fa attendere: in Europa viene bandito l’utilizzo di eccedenze alimentari per la dieta dei suini, mentre in Asia, soprattutto in Giappone, i ricercatori si mettono al lavoro per trovare un modo più sicuro di impiegare quanto non viene mangiato dall’uomo, e ci riescono.

Ogni anno, ogni europeo mangia 34 chilogrammi di carne di maiale, per un totale di 21,5 tonnellate. Circa il 75% delle terre coltivate del mondo è destinato a cereali e vegetali diversi usati per nutrire anche l’enorme numero di suini necessario a sfamare l’Europa, e molte di queste terre si trovano oggi dove un tempo sorgevano foreste e savane (1,2 milioni di ettari solo in America del Sud). Entro il 2050, inoltre, il fabbisogno di carne di maiale aumenterà del 60%, con costi destinati a salire fino a livelli difficilmente gestibili.

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