venerdì 1 aprile 2016

Banca Etruria, indagati per truffa i primi tre direttori di filiale

Notificato l'avviso di chiusura delle indagini. Avrebbero falsificato le informazioni sul profilo di rischio. Ma l'inchiesta punta a "identificare" altri responsabili

CI SONO i primi tre indagati per la vendita delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria. La procura di Arezzo ha notificato il 415bis (l'avviso di chiusura indagini) a tre direttori di filiali della provincia di Arezzo, tutti accusati di truffa aggravata.

Il pool di magistrati al lavoro sul dossier Etruria contesta ai direttori di aver indotto i clienti della Popolare a investire gran parte dei loro risparmi in titoli rischiosi, diventati carta straccia dopo il decreto Salva Banche del novembre scorso. In particolare, gli inquirenti hanno scoperto che molti profili Mifid (i moduli per la trasparenza che devono essere compilati da chi acquista le obbligazioni) erano stati falsificati con informazioni non corrispondenti alla realtà. Il tutto per rendere possibile la vendita a soggetti che non avevano gli strumenti per valutarne oggettivamente il rischio.


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