sabato 30 aprile 2016

Iraq, Isis senza soldi: vende automobili, ortaggi e pesce

Crollano gli introiti dal petrolio, lo Stato islamico costretto ad arrangiarsi


inviato a Beirut 
 
Sono i primi scricchiolii che potrebbero portare presto, si spera, anche al collasso sul piano militare. Lo Stato islamico non sa più come procurarsi liquidi per pagare i combattenti. E allora torna all’antico e punta sulla piscicoltura, l’agricoltura tradizionale e vende automobili nella concessionarie che prima erano dello Stato iracheno.

Acquacoltura nel lago a nord di Baghdad
Nelle zone controllate dalla Stato islamico a nord di Baghdad, secondo un’indagine condotta dal giudice iracheno Jabbar al-Huchaimi, «i meccanismi di finanziamento sono cambiati completamente: l’esercito ha ripreso il controllo di parecchi pozzi di petrolio e gli islamisti hanno riattivato l’acquacultura» nel lago vicino alla capitale. La vendita del pesce procura «milioni di dollari al mese» alla casse dell’Isis

Contadini tassati
L’altra fonte di reddito sono le imposte sui prodotti agricoli e di allevamento, del 10 per cento, che sono state reintrodotte e causano malcontento fra la popolazione. L’Isis sta anche cercando di creare «canali di esportazione» per i prodotti agricoli verso le zone non sotto il suo controllo, come faceva con il petrolio. Secondo il giudice, «decine di fattorie abbandonate dalla popolazione in fuga» sono state occupate dai militanti che intendono rimetterle a coltura.

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