sabato 17 dicembre 2016

Borsalino rischia il crac. Il giudice revoca il concordato preventivo

Il mito dei cappelli di nuovo in difficoltà: il Comune di Alessandria si mobilita


Alessandria
Alessandria si schiera per evitare il fallimento della Borsalino, tornato all’ordine del giorno dopo che il giudice ha revocato il concordato preventivo in bianco concesso a marzo. Una decisione che mette in forse la soluzione trovata l’anno scorso, con l’arrivo dell’imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio che aveva affittato l’azienda famosa nel mondo per i suoi cappelli in attesa di poterne diventare proprietario.

La Borsalino ha chiuso il 2015 con una crescita del fatturato da 13,5 a 15 milioni e il ritorno all’utile dopo anni, mentre i dati di quest’anno sono ancora migliori (più 20%). Camperio ha messo a disposizione del fallimento 15 milioni oltre a saldare un debito di 8 milioni con l’erario e finanziare nuovi macchinari e sei assunzioni. Invece ora il rischio è che qualcuno, ad esempio lo stesso pm cui sono stati girati gli atti, chieda il fallimento. Ieri mattina, nella sala consiliare del Comune, si è tenuta una specie di assemblea con i 130 lavoratori del cappellificio, i sindacati, il sindaco Rita Rossa e i parlamentari della provincia. 

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