venerdì 24 febbraio 2017

Caporalato, il marito della vittima: "Abbiamo rotto l'omertà, ora i miei figli non trovano lavoro"

Dopo l'inchiesta che ha portato a 6 arresti, intervista a Stefano Arcuri: "La nostra è stata battaglia di dignità in memoria di Paola"


Stefano Arcuri, è soddisfatto?
"Tutto quello che abbiamo fatto è stato soltanto per la memoria di Paola e perché nessuna possa più lavorare nelle sue stesse condizioni. Siamo gente semplice, la nostra è una battaglia di dignità. Oggi è una giornata importante".

Stefano è il marito di Paola Clemente. Se non avesse avuto il coraggio di denunciare le condizioni nelle quali sua moglie era costretta a lavorare mai nessuno avrebbe riesumato il cadavere di Paola. Mai nessuno avrebbe potuto mettere spalle al muro il sistema del nuovo caporalato con l'inchiesta che ieri ha portato a sei arresti in Puglia. Parla con il suo avvocato, Vito Miccolis, che fin dal principio lo ha accompagnato in questa storia.

L'INCHIESTA: LE NUOVE SCHIAVE DEI CAMPI


"I miei figli, oggi, hanno difficoltà a trovare lavoro e temo che sia anche per quello che abbiamo fatto, per il coraggio della nostra denuncia. Ma non mi pare che abbiamo fatto niente di speciale. Ma soltanto quello che era giusto per Paola. Quello che è accaduto oggi mi sembra la migliore risposta: se si ha fiducia nelle istituzioni, se ci si affida alla giustizia, prima a poi la giustizia quella vera, arriva. Certo c'è ancora altro da fare".

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