lunedì 29 maggio 2017

Inps: «Reddito minimo garantito» di 500 euro dai 55 anni in su

Le risorse per la lotta povertà verrebbero da 250mila pensionati d’oro. Tra possibili perdenti anche 4mila percettori di vitalizi per cariche elettive. Ma il governo frena: «Utile contributo, ma proposta inattuabile: costi sociali ed economici troppo alti»

«Abbattere la povertà, riducendola almeno del 50%, fra chi ha più di 55 anni di età e garantire una transizione più flessibile dal lavoro al non lavoro e viceversa». Sono questi i due assi portanti delle proposte contenute nel rapporto Inps sulle pensioni, intitolato «Non per cassa ma per equità». Un titolo che suggerisce l’obiettivo che l’istituto guidato da Tito Boeri si pone in questo pacchetto di proposte presentato al governo mesi fa, ma che palazzo Chigi non ha voluto accogliere: non solo costoso, ma anche politicamente e giuridicamente troppo complicato da realizzare. Partendo dal presupposto che la spesa pensionistica non deve salire, secondo Boeri per rendere le pensioni povere più consistenti ma soprattutto per dare una pensione ai giovani, bisogna intervenire su quelle esistenti con un’operazione-equità. Nel rapporto di 69 pagine, pubblicato oggi sul sito, e di cui il Corriere aveva chiesto la desecretazione, c’è anche «un’aspirazione alla semplificazione della normativa e all’unificazione dei trattamenti contributivi e previdenziali fra gestioni diverse».

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