lunedì 26 giugno 2017

L’appello di 30 sindaci: risparmiate l’acqua

L’emergenza interessa per ora l’Acquese e la Val Bormida, non Alessandria


ALESSANDRIA 
 
«Abbiamo già richiesto ai 61 sindaci dei Comuni serviti dalla nostra rete idrica emettano ordinanze per limitare l’uso d’acqua destinata a usi non strettamente alimentari. Al momento ne sono state emesse una trentina». Mauro Bressan, ad di Amag che distribuisce l’acqua da Alessandria all’Aquese, lancia l’allarme: «L’emergenza idrica interessa per adesso l’Acquese e l’alta val Bormida. Nei 30 comuni hanno già risposto al nostro appello le ordinanze obbligano a un uso responsabile della risorsa idrica: evitare irrigazione di prati, consumi in piscine e l’utilizzo per tutto ciò che non è alimentare o strettamente necessario».

E il capoluogo? «Ad Alessandria per ora nessun problema. Il nostro bacino idrico è sufficientemente ampio, questo non significa che anche da noi l’uso non debba essere dettato dal buon senso e dal risparmio». L’annata si presenta difficile sotto questo profilo: secondo Utilitalia, l’associazione delle aziende di distribuzione di cui fa parte anche Amag, questo tipo di carenza idrica è normale se avviene alla fine dell’estate, a settembre, non con un anticipo di tre mesi. Ad andare in crisi è la parte iniziale della filiera, il prelievo dell’acqua dalla sorgente. Le fonti di approvvigionamento per i nostri rubinetti, sono per l’85,6% acque sotterranee, per il 14,3% acque superficiali (corsi d’acqua, laghi e invasi artificiali), per l’0,1% acque marine o salmastre.  

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