sabato 20 gennaio 2018

Liliana Segre a 13 anni nella neve di Auschwitz ingrigita dalla cenere dei forni: “Voglio vivere”

La neo senatrice a vita che dopo 40 anni ha iniziato a raccontare gli orrori della guerra

La neve sui binari che portavano i treni ad Auschwitz

Andrea Carugati
Roma
La neve di Auschwitz ingrigita dalla cenere che usciva incessantemente dai forni crematori. E una ragazzina italiana di 13 anni che vagava in mezzo a questo orrore dicendosi da sola una frase: «Voglio vivere», «Voglio vivere» «Voglio vivere». Una frase che la aiutò a resistere nel lager per un lunghissimo, infinito anno di prigionia dal gennaio 1944 a quello successivo. Sono solo alcuni frammenti della testimonianza che da vent’anni Liliana Segre porta nelle scuole italiane. Il racconto della sua partenza insieme al padre Alberto dal binario 21 della stazione di Milano, diretta verso l’inferno. Un racconto così forte da restare impresso per anni in chi ha avuto il privilegio di ascoltarla: la voce calma, quasi monocorde, i dettagli precisi, il rapporto fortissimo col padre che viene spezzato subito, quando i carcerieri li separano all’arrivo ad Auschwitz. Solo in una occasione Liliana Segre alza la voce. Quando ricorda quella frase «Voglio vivere!». Stringe i pugni, per trasmettere la forza di quel sentimento che l’ha tenuta viva nel corpo ma soprattutto nell’anima. 

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