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giovedì 18 ottobre 2018

Agenzia delle Entrate, dalla corruzione all’accesso abusivo ai pc: 562 dipendenti inquisiti

di Ivan Cimmarusti

Dal 2013 al 31 dicembre 2017 sono finiti sotto procedimento 562 dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, per accuse che vanno dalla corruzione all’accesso abusivo al sistema informatico. Funzionari che in 171 casi (156 indagati e 15 condannati) avrebbero fatto «accessi alla documentazione» fiscale, fornendo - in 98 casi dietro sospette corruzioni- ausilio a «imprenditori e soggetti che si rivolgevano loro per ottenere la verifica degli estratti ruolo, la rateizzazione di cartelle esattoriali senza averne i requisiti» e tanto altro.
Particolari contenuti nelle relazioni investigativee che ricalcano i fatti contestati a un dipendente dell’Agenzia, arrestato per essere stato corrotto da un commercialista.

I dati: 455 indagati e 107 condannati 
Stando ai dati forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate, in cinque anni (dal 2013 al 31 dicembre 2017) sono finiti sotto inchiesta 455 dipendenti, mentre in 107 sono stati condannati.
I reati contestati riguardano proprio forme di corruzione e concussione, abuso d’ufficio, peculato e accesso abusivo ai sistemi informatici.

Le 2.278 pratiche modificate 
Indagando su questi fronti, la Procura di Roma ha arresto un dipendente dell’Agenzia Roma 2. Bastava una tangente e le tasse erano facilmente aggirabili. Debiti fiscali, liste di controlli preventivi e operazioni correttive erano manipolabili attraverso il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate. 
L’innesto del procedimento è un whistleblower (disciplinato dall'articolo 1 comma 51 della legge 6 novembre 2012, n. 190), ossia un dipendente dell’Agenzia che ha denunciato un suo collega, colto in flagrante a contare i soldi di una tangente in un bar. I pm hanno ottenuto l’arresto di Orazio Orrei, funzionario accusato di essere stato corrotto da Maurizio Sinigagliesi, commercialista romano. Gli accertamenti - supportati anche da verifiche svolte dall’Agenzia tramite audit - hanno confermato l’attività illecita del dipendente: in pochi i giorni, dal primo dicembre del 2015 al 17 febbraio del 2016, il funzionario ha alterato dati fiscali per oltre 2.278 pratiche per fare ottenere ai clienti del commercialista una diminuzione dell’importo dell’imposta dovuta.

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