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giovedì 11 ottobre 2018

Gli immigrati in Italia producono il 9% del Pil, più di Croazia e Ungheria

2,4 milioni di occupati immigrati in Italia nel 2016 hanno prodotto 130 miliardi di valore aggiunto (8,9% del Pil, il prodotto interno lordo). 130 miliardi significa che, se fossero uno stato a sè, sarebbero la 17a economia europea. Si lascerebbero alle spalle Ungheria, Slovacchia e Croazia. È quanto emerge dalla settima edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione “La dimensione internazionale delle migrazioni”, a cura della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi alla Farnesina.

La spinta delle imprese condotte da immigrati 
Un contributo importante è arrivato dalle imprese condotte da immigrati, che continuano a crescere e a produrre valore aggiunto. Negli ultimi cinque anni, infatti, mentre le imprese italiane sono diminuite del 2,7%, quelle straniere hanno registrato un +25,8% raggiungendo quota 570 mila (9,4% sul totale) e producendo 102 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 6,9% della ricchezza complessiva. In forte crescita gli imprenditori del Bangladesh, anche se il primato per gli imprenditori stranieri è del Marocco (11%) e della Cina (10%).


Il contributo alla sostenibilità del sistema previdenziale 
Il contributo è stato anche sul piano della sostenibilità del sistema previdenziale. I lavoratori immigrati versano 11,5 miliardi di contributi e garantiscono un saldo positivo per le casse Inps. L’Italia è sempre più anziana. Siamo a sette nascite contro 11 morti ogni mille abitanti. Senza trascurare il fatto che gli immigrati garantiscono forza lavoro indispensabile in molti settori.


Italiani e stranieri fanno lavori diversi 
Non è un’occupazione in concorrenza con quella italiana - sottolinea il report - ma un’occupazione “complementare”. Italiani e stranieri fanno lavori diversi: tra gli immigrati, solo l'11% è laureato, mentre tra i giovani italiani questa quota raggiunge il 31%. Anche per questo alcune professioni sono a conduzione prevalentemente straniera: il 74% dei lavoratori domestici è straniero, così come oltre il 56% delle “badanti” ed il 52% dei venditori ambulanti.


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