Incastrata come appare oggi tra lo Scrivia e la ferrovia - che anzi
l'attraversa - difficilmente guardando le antiche rovine di Libarna, un
fortuito viaggiatore che capitasse in queste contrade, al confine tra
basso Piemonte e Liguria, pochi chilometri da Serravalle Scrivia,
penserebbe di trovarsi di fronte a una città che fu invece grande e
prospera, uno dei più importanti centri dell'Italia settentrionale
romana.
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| Vista aerea di Libarna |
Fu proprio quella posizione che oggi potrebbe apparire un
po' infelice a fare le fortune dell'antica Libarna. E fu la via
Postumia, la strada realizzata nel 148 avanti Cristo che collegava
Genova con Aquileia, a trasformare il vecchio villaggio dei Liguri,
soggiogato dalle legioni romane, in una fiorente e bella città
imperiale. Percorrendo i suoi isolati regolari, ordinati secondo la
consuetudine romana attorno al cardo (nord-sud) e il decumano
(est-ovest) si intuisce qualcosa della passata grandezza.
La raccontano i reperti, come i frammenti architettonici, i gioielli,
gli ornamenti, i numerosi oggetti. Le semplici anfore, con il loro
prezioso carico di olio e vino, immagine concreta dell'imponente
traffico di uomini e merci che attraversavano la città. Ce lo dicono
soprattutto gli edifici, non solo le lussuose e ampie case private
decorate con mosaici, ma anche i complessi pubblici, che fecero di
Libarna una città romana a tutti gli effetti.
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