La legge di stabilità del 2015 aveva introdotto una contestata tassa a
carico del settore della macchinette. Il gettito atteso era 500 milioni
con scadenza a ottobre scorso, ma finora ne sono arrivati molti meno.
Molti non pagano in attesa di una decisione della Consulta, ma il
balzello è in vigore a tutti gli effetti. Un danno all'erario, ma anche
alla concorrenza
Era nata male e sta finendo peggio la tassa di
500 milioni di euro ai concessionari e gestori di
slot,
le cosiddette macchinette mangiasoldi piazzate ovunque, circa 400mila
apparecchi che strabordano in bar, pizzerie, ristoranti, mense,
aeroporti, stazioni, supermercati. I soggetti della filiera, cioè i
13 concessionari, i
4mila gestori
sparsi in tutta Italia e la miriade di esercenti avevano criticato con
intensità e argomentazioni diverse la misura decisa dal governo con la
legge di Stabilità del 2015.
Poi obtorto collo sembrava avessero deciso di pagare. Con il passare
del tempo, però, molti hanno cambiato idea sottraendosi all’obbligo di
sborsare la prima rata pari al 40 per cento degli importi dovuti entro
aprile dell’altr’anno e la seconda con il restante 60 per cento entro
ottobre.
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