Il paradosso della Goja del Pis: ora l’amministrazione dovrà correre ai ripari
Almese
Bagnanti stipati come sardine, barbecues accesi, musica «a
palla», macchine in doppia fila, rifiuti abbandonati, caos. Insomma:
tutto quello che non vorreste trovare in una rilassante gita fuori porta
in mezzo alla natura. Tutto ciò è purtroppo il triste primato della
Goja del Pis, fino a qualche mese fa suggestiva pozza (con cascata) nei
dintorni di Almese. Lo spettacolo, si fa per dire, tocca ovviamente
l’apice il fine settimana quando decine di villeggianti raggiungono la
località in cerca di refrigerio, un tuffo, un posto all’ombra per il
pic-nic. Non è così.
Il fenomeno è scoppiato questa estate, dopo la campagna pubblicitaria
lanciata dal Comune su Internet. L’idea sembra buona, il posto ha le
carte in regola per piacere, la notizia della Goja incontaminata fa il
giro del web. Il tam tam funziona, richiama in Valsusa frotte di
turisti, molti da Torino e anche più in là. Tutto bene? No, se non è un
disastro poco ci manca. Perché i turisti sono troppi per quel piccolo
spazio incastrato tra le rocce. E soprattutto sono troppo maleducati a
giudicare la gran quantità di cartacce, vetro e plastica che lasciano
ovunque, triste spettacolo ogni lunedì mattina.
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