Le lancette andranno spostate avanti di un'ora: dormiremo tutti un'ora in meno
L’ora legale in Italia fu introdotta per la prima volta nel 1916, con il
decreto legislativo 631 del 25 maggio per risparmiare sull’energia
sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica: poi fu abolita e
ripristinata diverse volte e adottata definitivamente con una legge del
1965, applicata a partire dall’anno seguente. Nei primi anni Ottanta si
decise di estenderne la durata, portandola da 4 a 6 mesi. Nel 1996 è
stato introdotto un ulteriore prolungamento di un mese, concordato a
livello europeo: il ritorno all’ora solare è stato quindi ritardato
all’ultima domenica di ottobre.
L’ora legale nel resto del mondo
Oltre che negli stati membri dell’Ue, stanotte cambierà l’ora in
Svizzera e in Norvegia; in questi paesi l’ora legale terminerà l’ultima
domenica di ottobre, quando verrà ripristinata l’ora solare. Ancora vari
e diversi sono invece i tempi e le regole dell’ora legale nel resto del
mondo, e ci sono paesi in cui esiste solo l’ora solare, come la Russia,
che dal 2014 ha abolito l’ora legale. Negli Stati Uniti l’ora legale –
che lì è chiamata DST, Daylight Saving Time, “risparmio diurno di luce” –
è in vigore dal 12 marzo.
Ma serve davvero?
Negli Stati Uniti, come in Italia e negli altri paesi che adottano
questo sistema, ogni anno si discute sul fatto se l’ora legale sia
davvero necessaria e se la sua adozione porti effettivamente a uno stato
di stress temporaneo causato dal dormire un’ora di meno e dallo
spostare i propri orari biologici. Qualche anno fa l’
Atlantic fa definiva il passaggio all’ora legale «
dispendioso, inutile e persino pericoloso». Nello stesso periodo il
Wall Street Journal raccontava le
conseguenze negative del Daylight Saving Time per le relazioni sociali e la salute.
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