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lunedì 18 febbraio 2019

Quota 100 e reddito di cittadinanza da varare, ma senza presidente all’Inps non c’è chi può firmare

Da sabato Tito Boeri non è più il Presidente dell’Inps, il suo mandato è scaduto. Con la presidenza vacante non si sa chi abbia la responsabilità legale e i poteri di firma sulle decisioni. Intanto Lega e M5S litigano sul nome del sostituto. Il commento di Paolo Baroni.

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Terzo valico, si torna a scavare a Voltaggio

Voltaggio - La Grandi lavori Fincosit (Glf) di Roma ha (ri) vinto l’appalto nell’ottobre del 2017 ma lo scavo del camerone di innesto del futuro tunnel del Terzo valico dei Giovi, sotto l’Appennino, a Voltaggio (Alessandria) è partito solo di recente.
Nessun ricorso o blocco del cantiere da parte degli oppositori dell’opera a rallentare il via ma piuttosto le gravi traversie finanziarie dell’azienda, la quale aveva già fatto suo l’appalto nel 2016 ma se l’era poi visto sfilare dal consorzio Cociv, contraente generale della linea ad alta capacità, in quanto inizialmente coinvolta nelle indagini delle procure di Genova e Roma che nell’ottobre di quell’anno avevano portato in carcere i titolari di quasi tutte le imprese appaltatrici e del Cociv.
Successivamente, la Glf è risultata estranea alle accuse di turbativa d’asta e corruzione che hanno portato a una serie di condanne, e alla fine del 2017 l’allora commissario del Cociv, ora presidente del consorzio, Marco Rettighieri, dopo una nuova gara aveva riassegnato alla società romana lo scavo del tunnel nel territorio di Voltaggio.
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E' giapponese donna che puliva strada da cartacce a Pesaro

Sindaco Ricci: 'L'abbiamo trovata e le daremo un riconoscimento'


E' una giapponese di 40 anni, da venti residente a Pesaro, la donna immortalata mentre con scopa a paletta pulisce da cicche e cartacce le strade della città marchigiana. Lo rende noto il sindaco Matteo Ricci su Facebook. "L'abbiamo trovata! Si chiama Natsuko Takase la donna che ci ha dato questa bella lezione di senso civico. La stiamo rintracciando per premiarla con un piccolo riconoscimento - annuncia -. Spero che questa bella storia abbia fatto riflettere coloro che continuano a sporcare le città. Ognuno ha il diritto di vivere in una città pulita, ma anche il dovere di non sporcare ed essere rispettoso del bene comune".

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Gallipoli, nigeriano sventa rapina al supermercato e fa arrestare il bandito: il titolare lo assume

Un nigeriano di 33 anni ha sventato una rapina in un supermercato bloccando e facendo arrestate il rapinatore, che era armato con una pistola poi rivelatasi un giocattolo, e il titolare del negozio, per gratitudine, ha deciso di assumerlo. È accaduto a Gallipoli, nel supermercato Sisa di via Alfieri ieri pomeriggio. Il rapinatore, con il volto coperto e armato con la pistola finta, ha fatto irruzione nell'esercizio commerciale minacciando gli impiegati e gli altri presenti per farsi consegnare i soldi, fuggendo poi con un bottino di circa 500 euro. Il nigeriano che abitualmente si ferma all'ingresso del supermercato per racimolare qualche soldo aiutando gli acquirenti a portare la spesa in auto, lo ha visto e lo ha bloccato dopo una colluttazione. Subito dopo è arrivata la polizia che ha fermato il rapinatore, un gallipolino di 54 anni, già noto alle forze dell'ordine.

L'uomo è stato portato prima al pronto soccorso dell'ospedale di Galipoli dove è stato medicato e gli è stata diagnosticata una prognosi di 30 giorni per le lesioni riportate nella colluttazione e poi trasferito in carcere. Il titolare del supermercato, Mauro Gaetani, ha annunciato che il 33 nigeriano, Richard, sarà assunto con un regolare contratto.


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domenica 17 febbraio 2019

Attenti a scrivere male di Facebook su Facebook

Il social network ha una lista nera di chi lo insulta sulle sue stesse pagine. E controlla tutto quello che fa per tenerlo d'occhio

Manifestanti anti-Facebook
Una lista nera degli utenti ritenuti pericolosi, un team che si occupa di tenerli sotto controllo analizzando i loro dati e localizzandoli se necessario, gruppi che funzionano da sentinelle, le cosiddette unità di investigazione e intelligence.
Alla sicurezza Facebook ci tiene: se quella degli utenti, alle volte, non si è rivelata esattamente in una botte di ferro (come a settembre 2018 quando 50 milioni di account vennero violati, o nel caso dello scandalo Cambridge Analytica), la società di Mark Zuckerberg sembra essere particolarmente attenta almeno alla propria. Per questo motivo ha organizzato un articolato meccanismo di difesa dei propri uffici e, di conseguenza, anche dei propri dipendenti. Cnbc lo ha descritto, raccogliendo le testimonianze di una dozzina di ex dipendenti di Facebook.

La lista “Bolo”: l’elenco degli utenti pericolosi


Si chiama lista “Bolo”, un acronimo che sta per Be on lookout– letteralmente “essere alla ricerca”, ed è l’elenco compilato da Facebook che raggruppa gli utenti ritenuti una minaccia per la sicurezza fisica delle persone che lavorano per la società del social network e per le sue sedi. La lista, che esiste dal 2008, viene aggiornata una volta a settimana. Un ex dipendente di Facebook, che ha lasciato il gruppo nel 2016, ha raccontato a Cnbc che vi fanno parte “centinaia di utenti”.

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sabato 16 febbraio 2019

Bologna, la Sirti licenzia 833 dipendenti: partono gli scioperi

Inizia la protesta per i tagli annunciati che coinvolgeranno un quarto dei lavoratori

BOLOGNA - Partono proteste e scioperi anche a Bologna alla Sirti, l’azienda specializzata nelle infrastrutture per le telecomunicazioni. Il gruppo, che in città ha 150 dipendenti, ha annunciato il licenziamento di 833 persone su 4200 addetti in totale, quasi un quarto della forza lavoro, e questo avrà sicuramente ricadute anche sulla sede di via dell’Elettricista. Per questo la settimana prossima da lunedì a mercoledì è previsto il blocco degli straordinari, più quattro ore di sciopero che a Bologna ci saranno martedì e mercoledì, con presidio davanti ai cancelli dell’azienda dalle 8 alle 10.

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Carrefour, niente più iper: negozi medio-piccoli ma con 590 esuberi

Gilet gialli: scontri a Parigi, evacuata Invalides

Un'automobile forza il blocco, almeno tre feriti a Rouen


Partecipazione ancora in ribasso, ma violenza sempre presente: i gilet gialli in tutta la Francia erano per il 14/o fine settimana consecutivo - secondo le cifre del ministero dell'Interno - 41.500, contro i 51.400 della settimana scorsa. A Parigi, i manifestanti erano 5.000. La tensione - a circa due ore dall'ordine di scioglimento della manifestazione - è ancora alta attorno agli Champs-Elysees, dove alcune centinaia premono per accedere. Ma la polizia, che blinda la grande avenue dopo le devastazioni delle settimane scorse, li tiene a distanza. Traffico ancora completamente bloccato nel centro, molte le stazioni della metropolitana che restano chiuse.

A Parigi, all'altezza della spianata degli Invalides, un corteo è stato bloccato dalla polizia. Gruppi di black bloc hanno preso l'iniziativa lanciando oggetti contro la polizia, le forze dell'ordine hanno lanciato dei lacrimogeni. Decisa l'evacuazione per motivi di sicurezza dell'intera spianata, a poche decine di metri dalla Tour Eiffel. In precedenza, lungo il percorso, c'erano stati incendi di cassonetti e, sul boulevard Saint-Michel, la devastazione di un piccolo supermercato.

Gilet gialli: il 56% dei francesi dice basta


Guerra del latte: ancora nessun accordo, no dei pastori a 70 centesimi

A Cagliari il tavolo con Centinaio. Il ministro: "Fiducioso" VIDEO


Tutto da rivedere nella trattativa per il prezzo del latte che il ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, e il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, stanno portando avanti in prefettura a Cagliari. Secondo le prime indiscrezioni i pastori avrebbero risposto con un rifiuto alla proposta delle cooperative e degli industriali di una griglia con partenza da 70 centesimi al litro per arrivare, entro due mesi, all'euro richiesto dagli allevatori. Il no, anticipato in qualche modo anche dal presidio di pastori che staziona davanti alla Prefettura, riguarderebbe sia la base di partenza, 70 centesimi, sia i tempi, troppo lunghi e senza garanzie per i prossimi 60 giorni. Gli allevatori insomma non sarebbero così ottimisti sulle naturali oscillazioni di mercato che porterebbero il prezzo del latte al litro sino a un euro. Sarebbe ora in corso un nuovo giro di consultazioni per verificare la possibilità di partire da una base più alta, sempre ancorata a un valore minimo del Pecorino Romano.
A Cagliari in Prefettura il tavolo per la vertenza latte alla presenza del ministro dell'Agricoltura Gianmarco Centinaio. Al vertice sono presenti la Regione con il presidente della Giunta Francesco Pigliaru e l'assessore all'Agricoltura Pierluigi Caria, le associazioni agricole (Coldiretti con il presidente nazionale Ettore Prandini, Copagri, Legacoop, Confagricoltura), e gli industriali.
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FUNIVIA DEL CATRIA: INAUGURATA E SUBITO CHIUSA

Frontone (PU) – Sabato scorso si è svolta in pompa magna, con la presenza del presidente della Regione Marche Ceriscioli, in sindaco di Frontone Passetti e il Vicepresidente del Consiglio Regionale Minardi, l’inaugurazione della nuova funivia del Catria, costata ai cittadini marchigiani 1.400.000 euro. Ad attendere le autorità c’erano gli attivisti dell’associazione La Lupus in Fabula con un lungo striscione dalla scritta “milioni sprecati-basta scempi”.
Perché si tratta proprio di questo. Per realizzare i nuovi impianti per lo sci da discesa sono stati sradicati 3 ettari di bosco maturo, aperte nuove strade e fatti sbancamenti di vari metri di altezza, chiaramente visibili anche dal satellite. Gli amministratori locali hanno magnificato l’opera definendola “strategica” necessaria allo “sviluppo, crescita e rilancio turistico delle aree interne” e per “dare lavoro ai giovani e permettergli di restare”. Ma non basta, oltre ad esaltare le potenzialità e le caratteristiche della bidonvia, per giustificare la bontà della spesa di fondi regionali, Ceriscioli e Minardi hanno precisato che la funivia “sarà aperta 365 giorni l’anno”.
Ma le bugie hanno le gambe corte: da domenica gli impianti di risalita del Catria sono chiusi, prima a causa del forte vento, poi perché il manto nevoso è insufficiente per poter sciare.  Ma a parte le condizioni climatiche e l’innevamento, di per se sufficienti a sconsigliare l’investimento pubblico, occorre sottolineare che dal primo aprile al 30 novembre, sarà possibile raggiungere il rifugio Cupa delle Cotaline attraverso tre strade. Perché mai un turista, un escursionista, un residente della zona dovrebbe spendere 10 euro per salire con la funivia quando può farlo comodamente in auto?
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Pastori sardi: Coop pagherà il latte di pecora 1 €/l. È la prima risposta concreta alla crisi

COOP si schiera subito a fianco dei pastori sardi e decide di riconoscere un valore all’acquisto del pecorino sardo, in grado di assicurare agli allevatori il prezzo di 1 euro al litro. Si tratta di un gesto importante. Attualmente il latte viene pagato ai pastori 60 centesimi al litro considerando che per fare un chilo di pecorino servono 6 litri, Coop verserà 2,4 euro per ogni chilo di formaggio (attualmente in vendita a seconda del tipo a un prezzo variabile da 12 a 17 €/kg).
Considerando che stiamo parlando di 1.100 punti vendita in Italia, vuol dire che diverse centinaia di migliaia di euro arriveranno ai pastori sardi. Si tratta del primo vero gesto concreto con un’efficacia immediata che viene incontro alle richieste legittime dei pastori. In questi giorni le dichiarazioni di solidarietà sono state tante, ma le proposte concrete e realizzabili nel breve periodo molto poche.

L’iniziativa straordinaria della Coop verrà sostenuta per un periodo utile a superare la crisi di mercato in corso e interesserà i fornitori e gli allevatori coinvolti nella produzione dei pecorini Coop, compreso il pecorino romano (le linee Coop e Fior Fiore presenti sugli scaffali).

Non è la prima volta che la catena di supermercati interviene per riconoscere una migliore remunerazione agli agricoltori in fasi di eccesso dell’offerta e di crollo dei prezzi. È già successo in passato per le filiere del latte bovino o del pomodoro di Pachino. Ci aspettiamo nei prossimi giorni iniziative simili da parte delle altre catene di supermercati.
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Taranto, l’esodo grillino: così il M5S è scomparso dal Comune dov’era al 50%

L'insegna di ArcelorMittal che ha sostituito quella dell'Ilva a Taranto


In pochi mesi hanno perso tutti i consiglieri. Dall'Ilva alla Tap fino a trivelle e xylella, troppe le promesse che gli elettori 5Stelle considerano tradite

TARANTO. Era giugno del 2017, piena campagna elettorale per le elezioni comunali. Alessandro di Battista era abbronzato, sul palco teneva sotto braccio il candidato sindaco del Movimento, Francesco Nevoli. La piazza era stracolma. "Ma davvero - gridava Di Battista - pensiamo che si uscirà dalla crisi producendo ancora più acciaio? Verremo in massa a Taranto a fare le azioni più drastiche. Chiudiamo il mostro!". 

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Delusione a 5 Stelle: Michele e Fiorella, pentiti eccellenti​

In fiamme baracche S.Ferdinando, un migrante morto

La vittima sarebbe un 35enne senegalese. Rogo spento. Una ventina di baracche distrutte. Tensione tra gli abitanti del campo

Un incendio è divampato la notte scorsa nella baraccopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria) ed un migrante è morto: Moussa Ba, di 29 anni, del Senegal. L'uomo viveva in una piccola roulotte all'interno del campo. Le fiamme sono divampate in una baracca ad una quindicina di metri da dove si trovava, ma si sono rapidamente propagate a causa del materiale usato per costruire le baracche, legno, plastica e cartoni. Ba è stato colto nel sonno e non ha avuto scampo. Nel rogo sono state distrutte una ventina di baracche.
Le fiamme potrebbero essere scaturite da uno dei tanti fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi: una scintilla avrebbe provocato le fiamme che poi si sono rapidamente propagate tra le abitazioni di fortuna fatte di materiale infiammabile come legno e plastica.
C'è tensione tra i migranti che vivono nella baraccopoli dopo l'ennesimo incendio che ha provocato una vittima.
I migranti da tempo chiedono soluzioni abitative alternative che superino l'emergenza della baraccopoli.

venerdì 15 febbraio 2019

Panettiere offre lavoro a 1.400 euro al mese: «Non trovo nessuno, i giovani non vogliono lavorare di notte»


Il panettiere cerca un apprendista da 1.400 euro al mese, ma senza successo. L’ennesima storia di un imprenditore che offre lavoro ma che si vede davanti il muro della scarsa disponibilità dei giovani viene dal Veneto, precisamente da Reschigliano di Campodarsego, provincia di Padova: lo ha raccontato oggi il quotidiano Il Gazzettino.

Offre lavoro per 1500 euro, oltre 4mila candidature. Poi lo sfogo: «Sapete solo criticare»

Lui si chiama Stefano Brigato e insieme al cognato Guglielmo Peruzzo gestisce lo storico panificio del paese, rilevato 35 anni fa: da tempo sulla vetrina del suo negozio è esposto il cartello Cercasi apprendista panettiere, ma la ricerca è finora andata male. «Ci serve personale da assumere a tempo pieno, con contratto regolare, ma spesso è proprio questo il problema», ha detto Brigato: otto ore di lavoro al giorno, uno stipendio che arriva fino a 1.400 euro netti al mese, un ottimo stipendio considerando anche che in tanti settori si lavora di più per una retribuzione minore.

L'imprenditore Francesco Casile non trova nessuno: «Preferiscono il reddito di cittadinanza»


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Conti correnti, allarme falsi Rid. Polizia postale: «Attenti alla truffa dei 19,90 euro»

Soldi addebitati sul conto corrente: molte segnalazioni per la nuova truffa da 19,90 euro che sta imperversando nelle ultime settimane attraverso un addebito con domiciliazione bancaria (R.I.D. richiesta di addebito diretto), apparentemente richiesta dal titolare del conto, ma in realtà autorizzata con dati personali presi  con metodi truffaldini.

Lo comunica la Polizia postale di Venezia: «Negli ultimi giorni stanno giungendo numerose segnalazioni relative ad una nuova truffa che sta colpendo ignari titolari di conti correnti mediante disposizioni SEPA». L'importo addebitato è esiguo, proprio perchè così gli utenti potrebbero  non notarlo. 

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Moody's taglia stime Pil Italia a 0-0,5%

Eurostat, crescita italiana è all'ultimo posto nella Ue


"Avevamo una stima dell'1,3% sulla crescita del Pil italiano. Quest'anno sarà sicuramente sotto l'1%, probabilmente un valore tra 0 e 0,5%". Lo ha detto Kathrin Muehlbronner, lead analyst per l'Italia di Moody's. Quanto al rating di Moody's sull'Italia, abbassato lo scorso ottobre, "abbiamo un outlook stabile, copre un arco di 12-18 mesi e non vediamo cambiamenti", ha aggiunto sottolineando che "abbiamo assunto una crescita bassa, per un paio di anni al massimo, e sotto 1%". Moody's vede anche "un significativo rischio di elezioni anticipate probabilmente dopo le elezioni europee.

giovedì 14 febbraio 2019

Cresce business agromafie, vale 24,5 miliardi (+12,4%)

Rapporto 2018 Coldiretti-Eurispes, coinvolge tutta la filiera


ROMA - Sale del 12,4% il business delle agromafie nel 2018, per un totale di 24,5 miliardi di euro. E' quanto emerge dal Rapporto Agromafie 2018 Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agroalimentare. Una rete criminale che incrocia la filiera del cibo, dalla produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita. Il risultato sono la moltiplicazione dei prezzi per i consumatori, i danni di immagine per il Made in Italy e i rischi per la salute con 399 allarmi nel corso dell'anno.

Le organizzazioni criminali, evidenzia il Rapporto, hanno cambiato volto, abbandonando l'abito 'militare' per vestire il 'doppiopetto' e il 'colletto bianco'; questo per riuscire meglio a gestire il business di quello che il Rapporto definisce 'mafia 3.0'. Le nuove leve provengono dalle 'famiglie' che hanno indirizzato figli, nipoti e parenti a studi universitari e in parte sono il prodotto di un'operazione di arruolamento ben remunerato. Persone colte, preparate e plurilingue, con poteri criminali che si annidano nel percorso che frutta e verdura, carne e pesce, devono compiere per raggiungere le tavole degli italiani, passando per alcuni grandi mercati di scambio fino alla grande distribuzione.

Ma la criminalità colpisce duro anche in campagna. Lo conferma l'impennata di furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti (dai limoni alle nocciole, dall'olio al vino) e animali, con un ritorno dell'abigeato. A questo si aggiungono racket, usura, pascolo abusivo ed estorsione; nelle città invece, i tradizionali fruttivendoli e i fiorai sono quasi scomparsi, sostituiti da egiziani indiani e pakistani che controllano ormai gran parte delle rivendite sul territorio.

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Picchiata dal compagno della madre, in fin di vita una bimba di 22 mesi

È accaduto alle porte di Roma. L'uomo, un 24enne, è stato arrestato per tentato omicidio. Oltre a ecchimosi e graffi sul volto la piccola avrebbe anche segni di morsi


È in pericolo di vita la bambina di 22 mesi picchiata dal compagno della madre in un'abitazione di Genzano, alle porte di Roma. La bimba è ricoverata in prognosi riservata in terapia intensiva all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La piccola avrebbe riportato un ematoma cerebrale. Con lei c'era la madre che ha riferito alla polizia che la bimba era stata picchiata dal suo compagno.  L'uomo, un 24enne italiano, è stato arrestato per tentato omicidio.
"E' stato un raptus. Non volevo...". Si sarebbe giustificato così il 24enne arrestato. A quanto ricostruito l'uomo era da solo in casa con in quattro figli della donna, tra cui la bimba e la sua gemellina, quando si è scagliato contro la bambina. Oltre a ecchimosi e graffi sul volto la piccola avrebbe anche segni di morsi. La coppia sembra convivesse da due mesi e già in passato la bambina avesse subito percosse.
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E intanto il governo “scippa” 285 milioni alla Sardegna

Mentre Salvini promette una soluzione in 48 ore per i pastori sardi e il latte di pecora il governo si tiene i 285 milioni di euro che dovrebbe restituire alla Sardegna dopo una sentenza della Corte Costituzionale. La storia, raccontata dal Fatto Quotidiano, è questa: una lettera firmata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria il 22 gennaio, spedita con posta ordinaria e arrivata fuori tempo massimo negli uffici della Regione Sardegna per consentire la riapertura del dialogo sulla vertenza “accantonamenti”, ossia le quote di risorse regionali dovute annualmente allo Stato come contributo alla finanza pubblica: la scadenza era il 31 gennaio, ma la lettera del ministero, recapitata per posta anziché per via telematica, è arrivata solo il 5 febbraio.


Da oltre un anno, dalla scadenza dell’ultimo Accordo triennale sulla finanza pubblica nel 2017, l’isola chiede la rinegoziazione dei contributi trattenuti da Roma, ritenuti troppo onerosi persino da una recentissima sentenza della Corte costituzionale che l’11 gennaio ha invitato lo Stato a restituire alla Regione quasi 300 milioni di euro di accantonamenti “non dovuti”.
La Consulta ha accolto in toto il ricorso della Regione Sardegna dichiarando illegittimo il passaggio della legge di Bilancio 2018 che chiedeva 285 milioni all’isola. Ma nel frattempo il governo (cambiato) è diventato uccel di bosco e dei 285 milioni non c’è traccia, così come non c’è traccia delle decisioni del ministro Tria inviate per posta ordinaria invece che in via telematica. La cosa divertente è che in Sardegna domenica si vota.

Arsenico nell'acqua, sequestrati 12 pozzi nel Casertano

Pm: "Epidemia tumori. Tutti sapevano, nessuno ha fatto nulla" 

13 febbraio 2019 Pozzi utilizzati per le colture agricole e l'uso domestico contaminati per decenni con l'arsenico usato per l'attività industriale, ed un intero quartiere fatto di abitazioni e attività produttive sorto nel frattempo, sottoposto al rischio di contaminazione della falda. E' quanto scoperto dall'indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha sequestrato dodici pozzi in un'area compresa tra Caserta e San Nicola la Strada. Il decreto dei pm, confermato anche dal Gip, è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Caserta e del Nucleo Operativo Ecologico. Un fascicolo al momento contro ignoti, in cui sono contestati i reati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque. In alcuni pozzi è stata accertata la presenza di circa 9000 milligrammi per litro di arsenico, una "quantità abnorme" per il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone (la soglia legale è di 10 mg); acqua utilizzata per anni per irrigare alcune colture ma anche per i giardini di complessi residenziali; non arriva invece nelle case, che sono allacciate alla normale condotta idrica. 

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mercoledì 13 febbraio 2019

Frittelle gratis "solo ai bambini italiani", l'iniziativa del consigliere 'sovranista' di Mantova. Meloni: "La annulli subito"

Luca de Marchi, consigliere comunale di FdI: "Gli extracomunitari hanno già tante agevolazioni". La leader del suo partito: "Mi dissocio, chieda scusa". Il sindaco Pd Palazzi: "Discriminare sulla pelle dei bambini fa ancora più schifo" di LUCIA LANDONI

Il consigliere Luca de Marchi 
Le frittelle e i biglietti per l'autoscontro in regalo al luna park? Solo ai bambini italiani, però. Perché gli immigrati "hanno già troppe agevolazioni dal Comune: quindi io penso prima agli italiani". E' un nuovo caso di razzismo - nonostante i distinguo che vengono fatti tra immigrati "integrati" e non - e anche rivendicato con orgoglio. Accade a Mantova, e protagonista è un consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Luca de Marchi, "sovranista mantovano", come si definisce sul suo profilo Facebook e, sembra, già allontanato dalla Lega e da CasaPound. Il 15 febbraio organizza al luna park, e lo fa sapere con una nota, una distribuzione gratuita di frittelle riservata però "solo ai bambini italiani": un gesto di attenzione, dice, verso i bambini di famiglie in difficoltà". Ma la leader di FdI Giorgia Meloni, appena l'ha saputo, ha diffuso una nota durissima: "Mi dissocio nella maniera più categorica dall'iniziativa presa dal consigliere de Marchi, lede l'immagine del partito. Il consigliere la annulli immediatamente e porga le scuse pubbliche o saremo costretti a prendere provvedimenti nei suoi confronti". E il sindaco Pd Mattia Palazzi rilancia: "Discriminare fa schifo, farlo sulla pelle dei bambini ancora di più".

Razzismo? Quando mai, dice lui: "Le anime belle possono stare tranquille, nessun razzismo, ma priorità: a mio parere vanno aiutati prima gli italiani, che si parli di frittelle, di case popolari o di reddito di cittadinanza. Comprerò delle frittelle, dolci tipici della tradizione mantovana, e dei biglietti per l'autoscontro a mie spese e predisporrò uno stand al luna park per distribuirli ai bambini. L'amministrazione comunale di Mantova garantisce un gran numero di agevolazioni agli extracomunitari, quindi io penso agli italiani".


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Consigliere leghista del monzese rompe il naso con una testata a un 13enne: denunciato

L'episodio sabato a tarda ora: tre ragazzini hanno acceso un petardo per strada, l'uomo si è spaventato e li ha rimproverati. Dal diverbio si è passati all'aggressione: schiaffeggiato anche un altro 13enne
Ferdinando Biella 
Una testata che gli ha rotto il setto nasale, sette giorni di prognosi. I genitori di un 13enne italo-colombiano hanno denunciato per lesioni un consigliere comunale leghista di Bellusco, in provincia di Monza e Brianza, già candidato sindaco nel 2014. L'uomo, Fernando Biella, 66 anni, avrebbe anche minacciato con parole a sfondo razzista un altro ragazzino, di origini nordafricane, e schiaffeggiato un terzo amico che era con loro.

Secondo quanto raccontato dai ragazzini - una versione ritenura verosimile dai carabinieri di Vimercate guidati dal capitano Antonio Stanizzi - venerdì scorso intorno alle 23 il gruppo di ragazzini si trovava all'esterno dell'abitazione del consigliere, una villetta con giardino a Bellusco. I tre avrebbero acceso un petardo in un cortile nelle vicinanze dell'abitazione del consigliere del Carroccio che, spaventato dal rumore, è uscito di casa per verificare l'accaduto. Ne è nato un diverbio. E l'aggressione.

Ikea Corsico, dipendenti rubavano mobili: 30 sospesi e denunciati

L’inchiesta nel punto vendita di Corsico. Le merci date a parenti e amici sostituendo i cartellini. Avviato un procedimento disciplinare per colpa grave


Mattina del 22 gennaio, un’addetta alle vendite incontra il marito tra le corsie. Insieme raggiungono «l’angolo delle occasioni» dove sono in vendita a prezzi scontati i mobili fallati o provenienti dall’esposizione. L’uomo ha in mano un sgabello «Bekvam» da meno di trenta euro. La moglie lo passa a una collega che sostituisce l’etichetta con quella di una mensola «Lack» da meno di dieci euro. Il marito si avvicina alle casse automatiche, paga la finta mensola e se ne va.
Scene che si sono ripetute per mesi, sempre con prodotti diversi, da poche decine di euro fino a centinaia. Prodotti che passavano alle casse come «bottiglie d’acqua minerale», «mensole», «cuscini» o «portapenne». E che spesso finivano nelle case di parenti e amici se non, come accertato in alcuni casi, nei mercatini «offro e vendo» del web.
Sono una trentina i dipendenti del punto vendita Ikea di Corsico, alle porte di Milano, che negli ultimi tre giorni si sono visti consegnare — rigorosamente a mano con convocazione davanti al capo del personale — una lettera di avvio di un procedimento disciplinare per colpa grave. Dipendenti che sono stati immediatamente sospesi dal servizio e subito allontanati dallo store dopo aver recuperato i loro effetti personali. E che ora hanno cinque giorni di tempo per rispondere alle contestazioni disciplinari. Questioni che riguardano, appunto, merce sparita o fatta uscire dal punto vendita dopo aver sostituito il cartellino con il codice e a barre con uno a prezzo più vantaggioso. Ma quel che colpisce è il numero di dipendenti coinvolti visto che lo store di Corsico — lo stesso balzato alle cronache per la mamma licenziata perché non voleva cambi di turno, provvedimento confermato dal giudice — conta poco più di 350 unità tra cassieri e addetti alla vendita.

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