Secondo l'ultimo rapporto Ocse 'Tax Wages 2019' imposte e contributi tolgono il 47,9% del costo del lavoro per un single, mentre per le famiglie con due figli la situazione diventa ancor più pesante
Secondo Karl Marx il capitalismo si poteva uccidere soltanto in un modo: tasse, tasse e ancora tasse. Ma guardando da vicino la situazione italiana, sul banco dell'obitorio (metaforicamente parlando) non ci finisce soltanto il sistema economico-sociale citato dal filosofo tedesco, ma anche la solidità economica delle famiglie italiane, sempre più tartassate da una miriade di imposte, che prosciugano giorno dopo giorno, i nostri conti in banca. Ma quanto pesano le tasse sulla nostra vita? Molto, anzi troppo. Basta pensare che in media quasi metà dello stipendio di un lavoratore italiano finisce nelle casse del Fisco, come testimoniato dall'ultimo rapporto Ocse 'Tax Wages 2019', secondo cui l'Italia occupa il terzo posto della graduatoria internazionale dell'Ocse per il peso del cuneo fiscale ovvero le tasse che gravano sulla busta paga.
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venerdì 12 aprile 2019
giovedì 11 aprile 2019
Tir invade la corsia opposta sulla A12 tra Sestri e Lavagna, morte due persone
Genova - Tragico scambio di carreggiata al chilometro 42 sull’autostrada A12: poco prima delle 14, un mezzo pesante che stava viaggiando in direzione di Genova ha invaso la carreggiata opposta nel tratto compreso fra Sestri Levante e Lavagna, alla fine della galleria Madonna della Neve.
Nell’incidente è rimasto coinvolto un altro mezzo pesante (una bisarca carica di auto) e alcune vetture e sono morte due persone, che erano a bordo del tir che ha fatto il “salto” di carreggiata: si tratta di un cittadino italiano di 49 anni e di un brasiliano 24enne, entrambi residenti a Savona; inoltre, è rimasto ferito il conducente delle bisarca. Sul posto sono arrivati i mezzi di soccorso da Cogorno e Riva Trigoso e l’automedica della centrale del 118 di Lavagna.
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Debito pubblico insostenibile: ogni neoanato italiano paga 60mila euro
Il debito pubblico italiano è un macigno che condiziona la politica economica nazionale: 2.358 miliardi di stock con una spesa per interessi annua pari a 65,6 miliardi di euro (dato 2017). Un macigno che pregiudica soprattutto i più giovani, in uno scontro generazionale che li vede vittime degli errori del passato. Ogni residente in Italia, si sa, ha un debito pari a 38mila euro circa: un dato a suo modo spaventoso, che non risparmia neonati e pensionati. Che però sono coinvolti in modo molto differente rispetto a questa montagna di debito da finanziare periodicamente sui mercati dei capitali.
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Per questo l’Ufficio Studi del Sole 24 Ore ha elaborato i dati della Banca d’Italia e dell’Istat dal 1946, anno di fondazione della Repubblica italiana, per descrivere con numeri e proporzioni la diseguale distribuzione del debito pubblico tra i residenti in Italia. Il risultato? Per esempio, che per ogni euro di interessi da pagare per debito generato da parte dell’ottantenne di oggi, il 56enne ne deve pagare 10; cifra che sale a 100 per il 15enne, mentre per chi è nato nel 2017 la proporzione sale a mille. Viene da chiedersi: se porta più voti soddisfare le esigenze degli over50, chi riuscirà a convincerà i giovani a non trasferirsi all’estero?
Brexit, concordata proroga fino al 31 ottobre. La Gran Bretagna dovrà votare alle elezioni Europee
Dopo otto ore di vertice Ue straordinario, i 27 e il Regno Unito hanno concordato una soluzione "flessibile". La premier May ha sei mesi in pù per cercare una maggioranza per l'accordo di divorzio a Westminster. Se verrà ratificato da entrambe le parti prima della nuova data di uscita, il ritiro dall’Ue "avrà luogo il primo giorno del mese successivo". Macron contrario fino all'ultimo al rinvio
La Brexit è rinviata ad Halloween. Nella notte, dopo otto ore di vertice Ue straordinario, i 27 e il Regno Unito hanno concordato “una proroga flessibile fino al 31 ottobre”, ha comunicato via Twitter il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. “Questo significa ulteriori sei mesi per il Regno Unito per trovare la migliore soluzione possibile”. La condizione posta da Bruxelles è la partecipazione della Gran Bretagna alle elezioni Europee, pena trovarsi catapultata fuori dal blocco senza un accordo, il primo giugno. Theresa May in compenso ha sei mesi in più per e permetterle così di cercare una maggioranza per l’accordo di divorzio a Westminster, evitando lo sfacelo di una separazione traumatica, che secondo il vecchio calendario si sarebbe compiuta domani.
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La Brexit è rinviata ad Halloween. Nella notte, dopo otto ore di vertice Ue straordinario, i 27 e il Regno Unito hanno concordato “una proroga flessibile fino al 31 ottobre”, ha comunicato via Twitter il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. “Questo significa ulteriori sei mesi per il Regno Unito per trovare la migliore soluzione possibile”. La condizione posta da Bruxelles è la partecipazione della Gran Bretagna alle elezioni Europee, pena trovarsi catapultata fuori dal blocco senza un accordo, il primo giugno. Theresa May in compenso ha sei mesi in più per e permetterle così di cercare una maggioranza per l’accordo di divorzio a Westminster, evitando lo sfacelo di una separazione traumatica, che secondo il vecchio calendario si sarebbe compiuta domani.
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Moby Prince, le famiglie fanno causa allo Stato: “Noi come Ustica. Così sarà riconosciuta la verità sul disastro”
Saranno citati Palazzo Chigi e i ministeri della Difesa e dei Trasporti. L'iniziativa parte dalle conclusioni della commissione d'inchiesta del Senato: "Era compito della Capitaneria garantire la sicurezza"
Non solo l’inchiesta penale, che si puntella su quell’accordo assicurativo tra compagnie, anomalo e segreto per 27 anni. Ma anche una causa civile per accertare le responsabilità dello Stato nella morte dei 140 tra passeggeri e membridell’equipaggio a bordo del Moby Prince, il traghetto che la sera del 10 aprile 1991 andò a fuoco dopo essere entrato in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, a due miglia e mezzo dal porto di Livorno. Un’azione legale, condotta da un pool di avvocati di Livorno, Pisa e Milano, che prende impulso – così come l’indagine della Procura, la terza in 28 anni – dalle conclusioni della commissione d’inchiesta del Senato. Una strategia analoga a quella dei familiari delle vittime di Ustica che poi hanno visto riconosciuta la loro tesi: non solo il fatto che lo Stato non abbia tutelato i propri cittadini sull’aereo Itavia, ma anche l’incapacità dello Stato (leggi depistaggi) nella ricerca della verità sull’abbattimento del DC-9. La causa, fanno sapere i legali, sarà nei confronti della presidenza del Consiglio, del ministero della Difesa e del ministero dei Trasporti.
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Non solo l’inchiesta penale, che si puntella su quell’accordo assicurativo tra compagnie, anomalo e segreto per 27 anni. Ma anche una causa civile per accertare le responsabilità dello Stato nella morte dei 140 tra passeggeri e membridell’equipaggio a bordo del Moby Prince, il traghetto che la sera del 10 aprile 1991 andò a fuoco dopo essere entrato in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, a due miglia e mezzo dal porto di Livorno. Un’azione legale, condotta da un pool di avvocati di Livorno, Pisa e Milano, che prende impulso – così come l’indagine della Procura, la terza in 28 anni – dalle conclusioni della commissione d’inchiesta del Senato. Una strategia analoga a quella dei familiari delle vittime di Ustica che poi hanno visto riconosciuta la loro tesi: non solo il fatto che lo Stato non abbia tutelato i propri cittadini sull’aereo Itavia, ma anche l’incapacità dello Stato (leggi depistaggi) nella ricerca della verità sull’abbattimento del DC-9. La causa, fanno sapere i legali, sarà nei confronti della presidenza del Consiglio, del ministero della Difesa e del ministero dei Trasporti.
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mercoledì 10 aprile 2019
Ajax Juve, scontri prima dei quarti di Champions. Le news
Momenti di tensione fuori dallo stadio nel pre-partita, azionati gli idranti per contenere i tifosi dell'Ajax: necessario l'intervento della polizia a cavallo e cariche con i manganelli. Un centinaio di tifosi della Juve, invece, sono stati fermati nel pomeriggio per possesso di oggetti proibiti. Stasera c'è anche United-Barcellona
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Cesate, richiedente asilo ridà portafogli con 1325 euro a pensionato
Il giovane si è presentato alla stazione dei carabinieri proprio quando l'anziano di 71 anni stava denunciando ai militari lo smarrimento. Per riconoscenza il legittimo proprietario gli ha regalato 100 euro
A Cesate, in provincia di Milano, un ragazzo di 23 anni ha trovato e restituito a un pensionato un portafogli con dentro 1325 euro. Il giovane, un richiedente asilo politico originario del Mali, si è presentato alla stazione dei carabinieri proprio quando l'anziano di 71 anni stava denunciando ai militari lo smarrimento del portafogli. Il ragazzo ha detto di averlo trovato in strada.
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A Cesate, in provincia di Milano, un ragazzo di 23 anni ha trovato e restituito a un pensionato un portafogli con dentro 1325 euro. Il giovane, un richiedente asilo politico originario del Mali, si è presentato alla stazione dei carabinieri proprio quando l'anziano di 71 anni stava denunciando ai militari lo smarrimento del portafogli. Il ragazzo ha detto di averlo trovato in strada.
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Meteo a 7 giorni: tempo INAFFIDABILE ancora per diversi giorni
Ancora tempo instabile sull'Italia con una probabile recrudescenza al nord durante il week-end. A seguire condizioni di variabilità e clima più mite.
Acquazzoni dietro l'angolo sull'Italia ancora per diverso tempo; l'alta pressione, dopo averci protetto nei mesi di febbraio e marzo, sembra aver levato le tende dal Mediterraneo per accamparsi molto piu a nord, alle latitudini della Scandinavia.
Sul fianco meridionale della figura stabilizzante scorreranno correnti fredde da est che tenderanno poi a contrastare con aria più temperata e mite proveniente da occidente; tutto ciò rinnoverà condizioni instabili che prenderanno di mira il nostro Paese (a fasi alterne) almeno fino a metà della settimana prossima.
In attesa del fine settimana, che si preannuncia molto instabile e addirittura freddo per alcune regioni, anche la giornata di domani, giovedi 11 aprile, non sarà da meno:
Saranno ben poche le zone che si salveranno dalle grinfie di Giove Pluvio. Non si tratterà di piogge estese, ma a carattere di rovescio intermittente nel tempo e nello spazio; non saranno esclusi ovviamente temporali.
La blanda depressione responsabile della marcata instabilità italica, tra venerdi e sabato veleggerà verso sud, liberando in parte il centro-nord dalle spire dei fenomeni; si tratterà però di una tregua temporanea, in attesa di un nuovo peggioramento che diverrà realtà su alcune zone d'Italia tra sabato 13 e domenica 14 aprile.
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L'ACME del maltempo di domenica 14: mappe a confronto!
In Veneto poche domande di Reddito di cittadinanza: "Ci si vergogna. Se in paese si viene a sapere.."
La regione è all'ultimo posto per le richieste. Caf e Inps spiegano: "C'è anche chi si rifiuta per una questione culturale. Lo annusiamo dalle interviste"
Il Veneto è all'ultimo posto nella classifica delle richieste di reddito di cittadinanza. Sono in pochi ad averne bisogno nella regione del Nord Est? Probabilmente no. O almeno - anche se i dati sono parziali - non è solo questa la ragione per cui non si sono registrate file per la domanda del sussidio. Alla base della scarsità di richieste ci sarebbero altri paletti. Uno di questi è la vergogna, il timore che i concittadini vengano a conoscenza di uno stato di bisogno. Lo sostiene Alfio Calvagna, presidente del comitato Inps del Veneto, sentito dal Corriere della Sera:
Continua quiSecondo me, un po' come succedeva per il vecchio Rei (il Reddito di inclusione del governo Gentiloni, sostituito dal Reddito di cittadinanza, ndr), in regione c'è anche l'aspetto per cui ci si vergogna un po' a chiedere questi sostegni, perché poi in paese si viene a sapere, perché non sta bene..
Pernigotti, nuovo stop alla vendita
Novi Ligure - Un doppio stop che sembra fermare le ipotesi di dare lavoro a una parte dei cento cassintegrati della Pernigotti di Novi Ligure, chiusa dal 6 febbraio scorso, seppure a costo di attuare il temuto spezzatino societario. Praticamente in contemporanea, sia la Laica di Arona, interessata a produrre cioccolato per conto dei Toksoz, sia l’imprenditore romagnolo Giordano Emendatori, intenzionato ad acquistare il comparto gelati, hanno interrotto le trattative con la Pernigotti. Per questo ieri i sindacati hanno chiesto di essere convocati insieme alla proprietà dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) in anticipo rispetto alla data del 29 maggio, già concordata a marzo.
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Un altro morto nei cantieri del Terzo valico: oggi sciopero di 4 ore.
Nella cava del monte Gazzo, a Sestri Ponente, un operaio di 39 anni, padre di tre figli, è caduto da un’altezza d 20 metri.
La Grande opera miete un’altra vittima e i cantieri oggi scioperano. L’ultima morte bianca è avvenuta due giorni fa a Sestri Ponente, in Liguria, nella cava del monte Gazzo, utilizzata per depositare lo smarino del Terzo valico. Un operaio di origine albanese, Xhafer Sahitaj, 39 anni, padre di tre figli, è caduto da un’altezza di venti metri, morendo sul colpo. Solo pochi mesi una scena simile era avvenuta nella galleria del Terzo valico di Voltaggio: a morire era stato un operaio di origine meridionale. I sindacati edili Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato uno sciopero di quattro ore. “Lo sciopero – spiegano i sindacati – avviene alla vigilia di un importante incontro tra le segreterie sindacali di categoria e vertici del Cociv che si terrà giovedì pomeriggio.
Nonostante i tanti confronti con la stazione appaltante e i risultati raggiunti, ancora molto si può fare a patto che imprese e politica vogliano davvero investire sulla sicurezza sul lavoro. Purtroppo le recenti disposizioni del governo che, con la legge di bilancio 2019 ha ridotto di oltre il 30% i premi assicurativi antinfortunistici che le imprese hanno l’obbligo di pagare all’Inail, non pare vadano in questa direzione.
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La Grande opera miete un’altra vittima e i cantieri oggi scioperano. L’ultima morte bianca è avvenuta due giorni fa a Sestri Ponente, in Liguria, nella cava del monte Gazzo, utilizzata per depositare lo smarino del Terzo valico. Un operaio di origine albanese, Xhafer Sahitaj, 39 anni, padre di tre figli, è caduto da un’altezza di venti metri, morendo sul colpo. Solo pochi mesi una scena simile era avvenuta nella galleria del Terzo valico di Voltaggio: a morire era stato un operaio di origine meridionale. I sindacati edili Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato uno sciopero di quattro ore. “Lo sciopero – spiegano i sindacati – avviene alla vigilia di un importante incontro tra le segreterie sindacali di categoria e vertici del Cociv che si terrà giovedì pomeriggio.
Nonostante i tanti confronti con la stazione appaltante e i risultati raggiunti, ancora molto si può fare a patto che imprese e politica vogliano davvero investire sulla sicurezza sul lavoro. Purtroppo le recenti disposizioni del governo che, con la legge di bilancio 2019 ha ridotto di oltre il 30% i premi assicurativi antinfortunistici che le imprese hanno l’obbligo di pagare all’Inail, non pare vadano in questa direzione.
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Trump minaccia la Ue, dazi anche su prosecco e pecorino
Usa pronti a colpire con 11 miliardi di beni. Ira di Bruxelles, reagiremo
Ci sono il Pecorino e altri formaggi come Emmental, cheddar, ma anche yogurt, burro, vini frizzanti e non, agrumi, olio d'oliva, marmellata nella lista preliminare dei prodotti europei ed italiani a cui l'amministrazione Trump potrebbe applicare dazi in risposta agli aiuti ad Airbus. E' quanto emerge dalla documentazione resa nota dall'amministrazione Usa. Il presidente americano lo ha confermato con un tweet.
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Un miliziano dell'Isis uccide una bimba incatenandola al sole per mezza giornata: in Germania inizia il processo alla moglie tedesca
Per l'omicidio l'uomo è stato esiliato dall'Isis. La mamma della bambina ora vive in Germania e ha denunciato le violenze subite da lei e dalla figlia, che ha visto morire sotto i suoi occhi
Era troppo persino per l'Isis. È stato condannato ed esiliato: un crimine così efferato non era tollerabile nemmeno dagli efferati miliziani dello Stato islamico. Ha incatenato una bambina di 5 anni alle inferiate di una finestra per 11 ore, sotto il sole a 45 gradi di Falluja, in Iraq. Punita perché si era fatta la pipì addosso. Accanto a lei la madre, Nora B., yazida catturata dai fondamentalisti e schiava dell'uomo che ha ucciso la figlia senza alcuna pietà. Il suo nome è Abu Mahawi ed è stato punito dai combattenti dello Stato islamico per il suo crimine: ora vive in Turchia con la famiglia.
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Spese condominiali, moroso il 25% dei genovesi
Genova - Un genovese su quattro non riesce a pagare le spese condominiali. Basta poco, una crisi lavorativa o un conto improvviso del dentista che fa sballare il budget familiare.
Un fenomeno che si allarga a macchia d’olio in tutti i quartieri: «La percentuale sale nelle periferie – spiega Paolo Gatto, il presidente di Alac, l’associazione liberi amministratori condominiali – Le situazioni più gravi si registrano tra il centro storico, la parte bassa di Sampierdarena e il ponente. L’esempio più clamoroso è un condominio a Rivarolo dove l’80 per cento delle famiglie non paga l’amministrazione».
«Ormai il fenomeno è generalizzato – aggiunge Pierluigi D’Angelo, presidente dell’Anaci, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari.
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Ignazio Marino assolto in Cassazione per il caso scontrini: “Il fatto non sussiste” Lui: “Hanno vinto la verità e la giustizia”
L’ex sindaco di Roma non ha commesso i reati di peculato e falso: la Suprema corte ha annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione comminatagli in appello. Il Partito Democratico guidato da Matteo Renzi lo aveva fatto dimettere facendo depositare a 26 consiglieri le dimissioni dal notaio
Ignazio Marino non ha commesso i reati di peculato e falso nella vicenda degli scontrini che aveva portato alla sua caduta nell’ottobre 2015. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione comminata in appello all’ex sindaco di Roma, difeso dall’avvocato Enzo Musco, “perché il fatto non sussiste“. Marino, che in primo grado era stato assolto, era accusato di peculato e falso. Prendendo spunto dalla vicenda il Partito Democratico guidato dall’allora premier Matteo Renzi aveva fatto cadere il primo cittadino: 26 consiglieri dem si erano recati nello studio del notaio Claudio Togna e avevano depositato le proprie dimissioni dall’Assemblea capitolina decretando la decadenza di giunta e consiglio.
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Ignazio Marino non ha commesso i reati di peculato e falso nella vicenda degli scontrini che aveva portato alla sua caduta nell’ottobre 2015. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione comminata in appello all’ex sindaco di Roma, difeso dall’avvocato Enzo Musco, “perché il fatto non sussiste“. Marino, che in primo grado era stato assolto, era accusato di peculato e falso. Prendendo spunto dalla vicenda il Partito Democratico guidato dall’allora premier Matteo Renzi aveva fatto cadere il primo cittadino: 26 consiglieri dem si erano recati nello studio del notaio Claudio Togna e avevano depositato le proprie dimissioni dall’Assemblea capitolina decretando la decadenza di giunta e consiglio.
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martedì 9 aprile 2019
Gite scolastiche, autista trovato alla guida in stato di ebrezza
SAVONA - A Savona un autobus noleggiato per la gita scolastica di una cinquantina di alunni delle elementari è stato fermato dalla polizia stradale perché l'autista è stato trovato in stato di ebbrezza. Il controllo preventivo ha evitato che i bimbi salissero sul mezzo e in questi minuti si sta organizzando la sostituzione del pullman. All'autista risultato positivo all'etilometro è stata ritirata la patente.
Il controllo è avvenuto nell'ambito dei protocolli stipulati fra il ministero dell'Istruzione e il ministero dell'Interno, che prevedono da parte degli istituti scolastici una segnalazione alla polizia stradale delle gite scolastiche organizzate con autobus a noleggio.
Guida ubriaca e provoca un incidente: denunciata una 78enne
Quanto guadagnano Salvini e Di Maio, i due vicepremier italiani
Facciamo i conti in tasca ai due personaggi più in vista della politica italiana
Dopo aver accertato che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha uno stipendio in linea, quando non minore, con quello della maggior parte dei suoi colleghi europei, facciamo i conti in tasca a Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i due uomini più in vista della politica italiana. Fra stipendio e indennità parlamentari, una cifra compresa fra i 326mila e 336mila euro annui.
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BOT e BTP, un miliardo di interessi in più per il debito pubblico
Secondo i calcoli di UniCredit, nel primo trimestre del 2019 il tasso medio ponderato dei titoli a medio-lungo termine in emissione è stato del 2,27%, quasi un punto in più rispetto all’1,35% del primo trimestre 2018
30 marzo 2019 - Debito pubblico: due parole che pesano come un macigno sul futuro dell’Italia rallentando crescita e sviluppo. Insomma, un vero e proprio fardello per la nostra già debole economia. E il fatto ancor più grave è che continua a crescere a ritmo serrato: secondo lo studio di Unimpresa su dati di Bankitalia, negli ultimi dodici mesi è cresciuto di 71 miliardi di euro a un ritmo di 5,92 miliardi al mese (dai 2,93 miliardi dell’anno precedente).
Soltanto a gennaio scorso, il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record ed è schizzato su quota 2.358 miliardi di euro, attestandosi sopra al 130% del Pil.
BCE, costo debito pubblico: solo in Italia superiore a crescita Pil – Appena qualche giorno era arrivato l’allarme della BCE. L’Italia è l’unico paese dell’area euro che presenta un costo del debito pubblico superiore al tasso di crescita nominale dell’economia.
A rilevarlo, appunto, il Bollettino economico diffuso dalla Banca Centrale Europea segnalando che il differenziale tra tasso di interesse e tasso di crescita è negativo in tutti i paesi euro ad eccezione dell’Italia. E il differenziale resterà negativo anche nel 2019 e nel 2020, ad eccezione, appunto, della Penisola.
Spiega oggi Il Sole 24 Ore che anche se gli investitori sono decisamente più benevoli nei confronti del nostro Paese, ora che i capitali esteri stanno tornando, e il Tesoro riesce ad emettere BoT a tassi negativi (ieri ne ha collocati 6 miliardi a un rendimento di -0,062%), il nostro debito pubblico continua a costare di più rispetto al periodo preGoverno Conte.
I dati del primo trimestre, si legge ancora, parlano chiaro: i 76 miliardi di titoli di Stato a medio-lungo termine (BTp, CcT e CTz) emessi dal Tesoro fino ad oggi costano, in termini di interessi annualizzati, circa 700 milioni di euroin più rispetto ai titoli analoghi collocati nel primo trimestre dell’anno scorso. E se si sommano anche i BoT collocati da gennaio (anche se il calcolo in questo caso è molto più spannometrico perché i BoT vengono rinnovati due volte l’anno), si può dire che le emissioni del solo primo trimestre 2019 costeranno in totale allo Stato quest’anno circa 900 milioni di interessi in più rispetto a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso.
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lunedì 8 aprile 2019
Ferma la Ferrari in posto disabili, poi insulta chi lo denuncia
A Napoli, l'imprenditore non si scusa e attacca consigliere regionale
Viene ripreso mentre è al volante della sua Ferrari in un posto auto riservato ai disabili: il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli (nella foto) pubblica le immagini sui social, tacciandolo di inciviltà, e lui reagisce con un video in cui insulta Borrelli e annuncia di volerlo portare in tribunale. La vicenda è diventata virale sul web, alimentando una lunga serie di commenti in gran parte solidali con l'iniziativa del consigliere, noto alle cronache per le sue frequenti denunce di episodi di malcostume.
Il proprietario della Ferrari è l'imprenditore Pino Bozza, titolare di una catena di ristoranti. Borrelli, nel primo post di denuncia, mostra la sua auto rossa fiammante (priva della targa anteriore) ma non ne fa il nome. Nel video però si scorge il volto del conducente, evidentemente identificabile, e così l'interessato reagisce su Instagram, pubblicando due video in cui rivolge a Borrelli minacce di azioni legali e improperi poco riferibili".
"Volevo dedicare questa storia al consigliere regionale Borrelli, chi c... è, che crede di essere Masaniello", dice Bozza in uno dei due video. "Ieri ho pubblicato una storia in cui mi fermo un attimo con la Ferrari in un posto disabili, e lui ha pubblicato il video infangando il mio nome". "Presto ci vediamo in Tribunale", dice ancora l'uomo, fra una serie di improperi contro il consigliere regionale e un attacco finale a sfondo sessuale.
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Caso Cucchi, il carabiniere superteste: "A Stefano fu dato un calcio in faccia"
L'imputato Francesco Tedesco in aula: "Per me questi anni sono stati un muro insormontabile"
Il processo Cucchi entra nel vivo con l'interrogatorio davanti alla Corte d'Assise del superteste Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale. "Al fotosegnalamento Cucchi si rifiutava di prendere le impronte: siamo usciti dalla stanza e il battibecco con Alessio Di Bernardo (carabiniere imputato,ndr) è proseguito. A un certo punto Di Bernardo ha dato uno schiaffo violento a Stefano"... poi "Cucchi è caduto a terra, battendo la testa e Raffaele D'Alessandro (anche lui cc imputato, ndr) ha dato un calcio in faccia a Stefano" ha detto Tedesco.
"Chiedo scusa alla famiglia Cucchi e agli agenti della polizia penitenziaria, imputati al primo processo. Per me questi anni sono stati un muro insormontabile" ha detto in aula all'inizio del suo interrogatorio, Tedesco che accusa di pestaggio gli altri due militari coimputati, Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo.
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L’Arabia Saudita bombarda una scuola in Yemen: 13 scolare uccise. Il silenzio dei media
Sauditi bombardano scuola in Yemen
È successo di nuovo. L’Arabia Saudita ha bombardato una scuola yemenita nella capitale del Paese, Sana’a, uccidendo 13 piccole studentesse e ferendo più di 100 persone, la maggior parte dei quali bambini.
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È successo di nuovo. L’Arabia Saudita ha bombardato una scuola yemenita nella capitale del Paese, Sana’a, uccidendo 13 piccole studentesse e ferendo più di 100 persone, la maggior parte dei quali bambini.
La strage è avvenuta il 7 aprile in mattinata, quando la coalizione saudita ha bombardato la zona vicina ad una scuola di Sana’a. 13 piccole studentesse sono rimaste uccise nel bombardamento. Si stima che un centinaio di persone siano rimaste ferite. Le foto delle bambine morte e ferite hanno fatto il giro dei social solamente grazie ai reporter yemeniti che hanno fotografato direttamente il disastro per farlo conoscere al mondo.
“Alcune studentesse sono rimaste uccise e altre ferite dopo il raid aereo dei missili. La scuola è andata distrutta” dice il preside.
Fiumi di plastica
Sembrerebbe uno scenario tipico dei paesi del Sud-est asiatico, in cui i fiumi sono delle vere e proprie discariche a cielo aperto. E invece le immagini che ci hanno inviato alcuni cittadini– e che pubblichiamo di seguito – sono state catturate il 3 aprile e arrivano dal nord Italia, dalla località Torretta nel comune di Legnago (Verona). Esattamente dalle chiuse del CanalBianco, corso d’acqua facente parte del bacino idrografico del Po.
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La surfista nuota e raccoglie plastica nell’Oceano: ecco il video (da riflessione) che arriva da Bali
Piaggio, Cisl chiede chiarezza su procedura cassa integrazione
Genova. “Le istituzioni locali, a cominciare dalla Regione che sono certo sarà’ molto sensibile e disponibile a spendersi in tal senso, chiedano chiarezza una volta per tutte. E il Governo faccia questa chiarezza definitivamente, senza indugiare oltre. La misura è colma e le tante parole ormai stanno a zero”.
Il segretario generale della CISL Liguria Luca Maestripieri chiedere spiegazioni sulle motivazioni della decisione del commissario di avviare la procedura per la cassa integrazione di oltre mille dipendenti. “Su Piaggio Aero – spiega in una nota – va fatta immediata e definitiva chiarezza”.
domenica 7 aprile 2019
Fanno il saluto romano a scuola: sospesi, dovranno studiare la Resistenza e le storie dei migranti
Quattro studenti di un liceo di Cuneo hanno fatto il saluto romano davanti a una mostra fotografica sui campi di sterminio allestita a scuola. La preside li ha sospesi per sei giorni, ma non staranno a casa senza far nulla: dovranno obbligatoriamente studiare la Resistenza, gli orrori del fascismo e visitare le associazioni che lavorano accanto ai migranti.
Sei giorni di sospensione dalle lezioni scolastiche ma soprattutto l'obbligo di studiare la Resistenza al nazifascismo e il sacrificio di migliaia di Partigiani. Accade a Cuneo, dove un gruppo di quattro studenti del liceo De Amicis due mesi fa durante l'intervallo si è reso protagonista di una stupida bravata: dopo essersi messi in fila hanno inscenato il saluto romano davanti a un manifesto di "Lager SS", una mostra fotografica allestita nell'aula magna della scuola e dedicata ai deportati politici nei campi di sterminio in occasione della "Settimana della Memoria". Come racconta La Stampa i quattro, approfittando dell'assenza degli insegnanti, hanno fatto il saluto fascista ignorando che qualcuno li stava però riprendendo con il cellulare e che quel video, fatto girare tra gli studenti, alla fine è arrivato alla preside, Mariella Rulfi. La donna, dopo aver consultato il Consiglio di classe, ha ottenuto il via libera per una "punizione esemplare".
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Sei giorni di sospensione dalle lezioni scolastiche ma soprattutto l'obbligo di studiare la Resistenza al nazifascismo e il sacrificio di migliaia di Partigiani. Accade a Cuneo, dove un gruppo di quattro studenti del liceo De Amicis due mesi fa durante l'intervallo si è reso protagonista di una stupida bravata: dopo essersi messi in fila hanno inscenato il saluto romano davanti a un manifesto di "Lager SS", una mostra fotografica allestita nell'aula magna della scuola e dedicata ai deportati politici nei campi di sterminio in occasione della "Settimana della Memoria". Come racconta La Stampa i quattro, approfittando dell'assenza degli insegnanti, hanno fatto il saluto fascista ignorando che qualcuno li stava però riprendendo con il cellulare e che quel video, fatto girare tra gli studenti, alla fine è arrivato alla preside, Mariella Rulfi. La donna, dopo aver consultato il Consiglio di classe, ha ottenuto il via libera per una "punizione esemplare".
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Treviso, maestra contagia ai bimbi la tubercolosi: batterio silente in lei per 30 anni
A Motta di Livenza, in provincia di Treviso un caso eccezionale di contagio di tubercolosi. In una classe è stato riscontrato il 95% di contagiati: l’insegnante si è ammalata, dopo che il bacillo di Koch era rimasto silente in lei per 30 anni. La malattia si è propagata a scuola, con 36 persone che hanno contratto il morbo, in forma acuta.
Panico in una scuola in provincia di Treviso. L'insegnante non sapeva si poter essere pericolosa per i bimbi della sua classe. Il batterio della tubercolosi era rimasto latente in lei per 30 anni. È accaduto a Motta di Livenza. La maestra ha scoperto che di poter essere contagiosa lo scorso 5 marzo. L'Usl trevigiana ha organizzato una task force, dopo che la maestra e un allievo della sua classe hanno cominciato ad avere febbre altissima e tosse, e sono finiti in ospedale. Dopo di loro gli stessi sintomi si sono manifestati in altri 7 bambini e un'altra insegnante: a tutti è stata diagnosticata una tubercolosi acuta.
Come è potuto accadere? Il vettore della tubercolosi, il bacillo di Koch, può rimanere anche latente nel corpo per anni, senza che il morbo si manifesti. È bastato probabilmente un'influenza, magari le difese immunitarie della docente si sono abbassate di colpo, e il batterio è diventato aggressivo. La maestra ha avuto una bronchite a novembre, ma ha continuato a fare lezione e si è recata a scuola normalmente, temendo di avere una malattia incurabile, e volendo per questo rimanere il più al lungo possibile con i suoi ragazzi.
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Panico in una scuola in provincia di Treviso. L'insegnante non sapeva si poter essere pericolosa per i bimbi della sua classe. Il batterio della tubercolosi era rimasto latente in lei per 30 anni. È accaduto a Motta di Livenza. La maestra ha scoperto che di poter essere contagiosa lo scorso 5 marzo. L'Usl trevigiana ha organizzato una task force, dopo che la maestra e un allievo della sua classe hanno cominciato ad avere febbre altissima e tosse, e sono finiti in ospedale. Dopo di loro gli stessi sintomi si sono manifestati in altri 7 bambini e un'altra insegnante: a tutti è stata diagnosticata una tubercolosi acuta.
Come è potuto accadere? Il vettore della tubercolosi, il bacillo di Koch, può rimanere anche latente nel corpo per anni, senza che il morbo si manifesti. È bastato probabilmente un'influenza, magari le difese immunitarie della docente si sono abbassate di colpo, e il batterio è diventato aggressivo. La maestra ha avuto una bronchite a novembre, ma ha continuato a fare lezione e si è recata a scuola normalmente, temendo di avere una malattia incurabile, e volendo per questo rimanere il più al lungo possibile con i suoi ragazzi.
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