mercoledì 15 giugno 2011

E' iniziata la fuga da Facebook?

Emorragia di abbonati negli Usa, ma gli italiani sono primi per attaccamento ai social network

GIANLUCA NICOLETTI
ROMA
Una gaffe di Bill Gates, che ha definito Priscilla Chan «fiancée» di Mark Zuckerberg, implicando così che il fondatore di Facebook abbia intenzione di sposarla, ha scatenato un nuovo interesse per la vita privata del «più giovane miliardario al mondo». Strano culto della personalità, quello che circonda Zuckerberg, che trasforma in personaggio anche Beast, il suo cane, e fa filtrare notizie sulle regole che la ragazza gli avrebbe imposto: 100 minuti al giorno insieme e una cena o un cinema a settimana. L’ufficio stampa di Facebook ha comunque smentito la notizia: «Se Mark si è fidanzato, Gates sa qualcosa che noi non sappiamo».Nell'ultimo anno c’è stata un’emorragia di 6 milioni di utenti negli Usa e così si parla di crisi di Facebook. Alla fine ci sono sempre 149,4 milioni di persone che si sono iscritte, ma il dato è salito all’attenzione dei media come sintomo di un fatale deperimento del più consistente agglomerato di umani connessi che l'umanità abbia finora conosciuto. La perdita di affiliati ha contagiato anche il Canada, dove ne sarebbero evaporati 1,6 milioni e, Regno Unito, Norvegia e Confederazione Russa, tutti con cali di nuove iscrizioni pari a 100 mila utenti. A bilanciare la decrescita nei Paesi dove Facebook era maggiormente presente è invece l’incremento generale a livello mondiale (+1.7%), ma proprio perché molti Paesi in via di sviluppo sono ancora nella fase entusiastica e portano linfa vitale al re del social networking.

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