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sabato 9 febbraio 2019

Sindacati, al via manifestazione unitaria. Furlan: 'Il governo esca dalla realtà virtuale'

Corteo a Roma da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni con comizio finale dei leader. Barbagallo: 'La piazza sarà strapiena'


Al via la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, con lo slogan 'Futuro al lavoro', a Roma, per sostenere la proposte unitarie su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco e chiedere al governo di aprire un confronto di merito e cambiare la politica economica, ascoltando i sindacati. Il corteo è partito da piazza della Repubblica a Roma e arriverà in piazza San Giovanni lì dal palco, intorno a mezzogiorno, interverranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. "La piazza sarà strapiena", sottolinea Barbagallo.

"Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro" dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, dal corteo della manifestazione unitaria sostenendo che "il governo deve cambiare la linea economica. L'Italia è ad un passo dalla recessione economica. Il governo deve cambiare assolutamente rotta. Si confronti finalmente con i sindacati, perché dopo tanti anni di sacrifici degli italiani, non possiamo permetterci che il Paese torni a decrescere. Nessuno da solo riesce a risolvere problemi così complessi". L'Italia è già in recessione tecnica, crolla la produzione industriale, sale lo spread. I dati dell'economia sono negativi. 

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Autocisterna esplode al distributore di carburante

[AGGIORNAMENTO] Una autocisterna è esplosa questa mattina a Novi Ligure. Il mezzo si trovava al distributore di carburante Retitalia, di fronte al Bowling. Aveva trasportato eptano ma non era ancora stata bonificata

AGGIORNAMENTO ORE 12.00 – L'autista e il gestore del distributore di carburante stavano effettuando lavori di manutenzione alla cisterna che è esplosa. Lo riferisce il comando provinciale dei vigili del fuoco di Alessandria. L'autocisterna, che era vuota, aveva trasportato eptano e non era ancora stata bonificata. La deflagrazione non ha provocato incendio.

NOVI LIGURE – Una autocisterna è esplosa questa mattina a Novi Ligure. L'incidente è avvenuto alle 10.30 di oggi, sabato 9 febbraio. E' rimasta coinvolta una autocisterna che si trovava al distributore di carburante Retitalia, di fronte al Bowling, lungo la 35 bis dei Giovi, all'altezza della rotonda di congiunzione con la nuova strada 35 ter. Uno dei due semirimorchi cisternati è esploso per motivi ancora sconosciuti. La deflagrazione si è sviluppata verso l'alto e fortunatamente non ha provocato feriti. 


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venerdì 8 febbraio 2019

Il richiamo dell’ambasciatore francese, spiegato bene

È «il passo immediatamente prima della rottura delle relazioni diplomatiche», e in molti ne parlano come del punto più basso dei rapporti tra i due paesi dalla Seconda guerra mondiale


L'ambasciatore francese in Italia Christian Masset . (EPA/ETIENNE LAURENT)
Giovedì la Francia ha richiamato il suo ambasciatore in Italia Christian Masset, in seguito alle forti tensioni delle scorse settimane con il governo italiano. È una decisione che ha un grande significato diplomatico. Francia e Italia sono da decenni paesi strettamente alleati: l’ultima volta che un ambasciatore fu richiamato era il 1940, e l’Italia aveva appena dichiarato guerra alla Francia. In molti hanno parlato del momento più basso delle relazioni diplomatiche tra i due paesi dalla Seconda guerra mondiale.
La motivazione ufficiale della Francia è che «ha subìto per diversi mesi accuse ripetute, attacchi e pretese infondate. Si tratta di un fatto senza precedenti dalla fine della guerra. Avere disaccordi è una cosa, sfruttarli a fini elettorali è un’altra». Il comportamento dell’Italia, dice la Francia, vìola «il rispetto che deve esistere tra governi democraticamente e liberamente eletti».
Sono mesi che la maggioranza parlamentare italiana, e nello specifico il M5S, attacca la Francia: sulla TAV, sulla Libia e sulla questione dei respingimenti e dei controlli sui migranti al confine tra Italia e Francia in Piemonte e Liguria: lo scorso marzo, dopo uno sconfinamento di poliziotti francesi in Italia, il ministero degli Esteri aveva convocato l’ambasciatore francese per chiarimenti. Lo stesso aveva fatto il governo francese con l’ambasciatore italiano dopo che più recentemente Di Maio e Di Battista hanno costruito un caso infondato sul legame tra l’immigrazione in Europa e la questione del franco CFA, accusando la Francia di neo-colonialismo.

Ma l’episodio che con ogni probabilità è stato giudicato più grave dal governo francese è avvenuto pochi giorni fa, quando il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e il dirigente del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista avevano incontrato la fazione più estremista del movimento dei “gilet gialli”, guidata da Christophe Chalencon, un artigiano che ha detto di volere la guerra civile in Francia e di chiedere che l’esercito prenda il controllo del paese. L’incontro serviva a sondare una possibile alleanza in vista delle elezioni europee: visto che il M5S non è affiliato ad altri partiti all’estero, sta cercando con una certa insistenza qualcuno con cui formare una coalizione in almeno altri sei paesi, per formare un gruppo politico e ottenerne i conseguenti vantaggi a livello di rappresentanza al Parlamento Europeo. L’incontro ha però provocato molta irritazione nel governo francese, quello che la frangia dei gilet gialli incontrata da Di Maio vorrebbe destituire, se serve, con un colpo di stato.
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Lʼanalisi costi-benefici boccia la Tav: "Non toglie il traffico pesante a Torino, lo aumenta"

Tgcom24 anticipa il documento che nemmeno Salvini ha letto: solo duemila Tir al giorno attraversano il Frejus

La Commissione di valutazione sulla Tav Torino-Lione boccia senza appello l’opera. Del tutto inutile, secondo quanto emerge dalla bozza dell’analisi costi-benefici che Tgcom24 ha potuto visionare.

Il nodo dell’analisi condotta dal comitato di esperti guidato dal professor Marco Ponti del Politecnico di Milano e presentata in bozza in Francia, verte tra le altre cose sulla questione del traffico pesante: se cioè la costruenda linea ferroviaria ad Alta velocità sia effettivamente in grado di decongestionare il movimento merci su gomma che gravita intorno a Torino, riducendo l’inquinamento oltre che i tempi di viaggio delle merci.

I NUMERI DEL TRAFFICO PESANTE - I numeri snocciolati nell’analisi dicono che questo effetto non ci sarebbe: il traffico che ogni giorno insiste sulla tangenziale di Torino, si legge nel documento, ammonta complessivamente a 400 mila veicoli, di cui 80 mila mezzi pesanti. Ebbene, di questi soltanto una minima parte (stando al dato ufficiale medio del 2018 riportato dalla società Sitaf) imbocca oggi il tragitto stradale che di fatto verrebbe soppiantato dalla Tav: sono infatti 2.150 i Tir che quotidianamente attraversano il traforo del Frejus (e oltre 3 mila automobili) e circa 3.300 gli autoarticolati che percorrono nei due sensi la A32 Torino-Bardonecchia. Come dire: gran parte del traffico è locale, e non fa parte di quel grande flusso internazionale che già esiste e che l’apertura del Corridoio V (di cui la Torino-Lione sarebbe una piccola ma centrale sezione) dovrebbe attirare.
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Manuel Bortuzzo, il messaggio audio dall'ospedale: "Mi avete fatto emozionare, torno più forte di prima"

Il nuotatore ferito dopo essere stato colpito da un proiettile per errore, parla per la prima volta dopo la sparatoria di sabato sera all'Axa. La fidanzata: "Esperienza che non dimenticherò mai"


Le risate dopo gli spari a Manuel: “Ora questa piazza è nostra”

Bari, code infinite all'Anagrafe per i cambi di residenza: effetto Reddito di cittadinanza?

Decine di cittadini si sono assiepati a partire dalle 15.30 sulle scale esterne e nei corridoi degli uffici della ripartizione Servizi demografici del Comune di Bari.  Nei giorni scorsi il Comune aveva lanciato l'allarme sui possibili escamotage


Quelli che cambiano la residenza al volo per avere il sussidio

Spread vola a 290, tasso Btp al 2,99%

Tensione porta i tassi ai massimi di due mesi

Il differenziale tra Btp e Bund tedesco vola a 290 punti base, segnando nuovi massimi di circa due mesi. Il rendimento del decennale italiano è al 2,99%, a un passo dalla soglia psicologica del 3%.

Istat: "Serie difficoltà di tenuta economica". Crolla la produzione industriale, -5,5% in un anno

Si tratta della diminuzione tendenziale più accentuata dal dicembre del 2012

Allarme dell'istat sull'economia italiana: a gennaio l'indicatore anticipatore, 'spia' di quel che accadrà, ha "registrato una marcata flessione, prospettando serie difficoltà di tenuta dei livelli di attività".
L'istituto ha diffuso anche i dati sulla produzione industriale, che indicano un crollo: a dicembre si registra rispetto a novembre un calo dello 0,8%. Si tratta della quarta contrazione consecutiva. Su base annua l'indice corretto per gli effetti di calendario risulta in ribasso del 5,5% (dato corretto per gli effetti di calendario). Si tratta della diminuzione tendenziale più accentuata dal dicembre del 2012, ovvero da sei anni. In ribasso anche il dato grezzo (-2,5% su base annua).
Riguardo alla disoccupazione, il tasso nel 2018 si è fermato al 10,6%, 0,7 punti percentuali in meno rispetto al 2017. Nella nota mensile, l'Istat ha diffuso una stima preliminare, basata sui dati mensili, in anticipo rispetto al dato annuo che verrà diffuso a metà marzo, insieme alle statistiche trimestrali.

Macron si vendica: non prende più gli immigrati della Sea Watch

La Francia cambia idea e rompe l'accordo sulla redistribuzione delle persone che si trovavano a bordo della Sea Watch: "Sono immigrati economici"


Con un dietrofront improvviso e inaspettato, il numero uno dell'Eliseo ha infatti fatto sapere di aver cambiato idea sugli immigrati che si trovavano a bordo della Sea Watch 3. Non li ospiterà in Francia. "Sono immigrati economici", hanno fatto sapere da Parigi rompendo così l'accordo preso a livello europeo per convincere il ministro dell'Interno Matteo Salvini a far attraccare in Sicilia la nave della Ong tedesca.
"Dei 47 migranti della Sea Watch in Italia ne resteranno uno o due". Dopo oltre dieici giorni di un estenuante braccio di ferro con l'Unione europea, Salvini era riuscito a portare a casa un importate risultato facendo sì che il peso dello sbarco non gravasse soltanto sull'Italia. Alla fine l'accoglienza degli stranieri avrebbe dovuto essere ripartita tra otto Paesi: Germania, Lussemburgo, Francia, Romania, Spagna, Portogallo, Lituania e Malta. Ad ogni Paese sarebbe, appunto, toccato un certo numero di immigrati. All'Italia ne sarebbero dovuti rimanere, appunto, soltanto un paio. E non più tutti come accadeva quando al governo c'era il Partito democratico. Ora, però, si viene a sapere che questo accordo è carta straccia. Non per tutti. Lo è per i francesi che, secondo quanto fanno sapere dal Viminale, hanno "cambiato idea" decidendo che non accoglieranno più i migranti della Sea Watch3. Parigi ha, infatti, fatto sapere al ministero dell'Interno italiano che "prenderà solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici".
Il tempismo della decisione sorprende. Solo ieri, infatti, la Francia aveva richiamato l'ambasciatore a Roma, Christian Masset, "per consultazioni" dopo che "per vari mesi la Francia è stata soggetta ad attacchi infondati e senza precedenza, dichiarazioni oltraggiose"dei leader italiani. Una mossa senza precedenti che arriva al culmine di una tensione diplomatica sull'asse Roma-Parigi. E, nonostante Salvini si sia detto disposto a incontrare Macron per provare a "voltare pagina", oggi da Parigi è arrivato l'ennesimo sgambetto che, di fatto, obbliga il Viminale a dover gestire anche gli immigrati di cui i francesi avevano promesso di farsi carico

Partita a Genova la demolizione del Ponte Morandi

Operatori e mezzi all'opera sul moncone ovest del viadotto

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Sindaca leghista nega la sala a don Ciotti, i Cinquestelle attaccano: "Censura preoccupante"

Polemiche ad Oderzo. Il presidente della Commissione Antimafia contro il primo cittadino Maria Scardellato. Che non rinnega la sua scelta

Diventa un caso politico in seno alla maggioranza gialloverde la sala negata dalla sindaca leghista di Oderzo a don Ciotti.


"Quando la Lega censura don Ciotti affinché non parli di mafie e immigrazione desta dubbi e preoccupazione", affermano i senatori del M5S, Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, e Giovanni Endrizzi. "Veniamo dalla tre giorni di Libera sulle mafie a Nordest, tema che dovebbe essere molto caro alla Lega, a tutela del tessuto economico sano del Veneto".

Il caso è scoppiato ieri, quando la sindaca Maria Scardellato ha negato il patrocinio e l'utilizzo gratuito del teatro comunale Cristallo per un incontro antimafia con don Luigi Ciotti, una decisione definita dall'opposizione di centrosinistra una "battaglia di inciviltà".

In vista dell'incontro, previsto per  domenica, ai promotori, il coordinamento Volontarinsieme-Csv e Insieme diamo luce, non è rimasto altro che ripiegare su un'altra sede, la sala privata del collegio Brandolini-Rota.


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giovedì 7 febbraio 2019

Cogne: Annamaria Franzoni libera, ha scontato pena

Condannata a 16 anni nel 2008 per l'omicidio del figlio


Annamaria Franzoni è una donna libera. Condannata nel 2008 a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele di tre anni, a Cogne il 30 gennaio 2002, nelle scorse settimane, apprende l’ANSA, è stata informata dal Tribunale di sorveglianza di Bologna che la sua pena è espiata, con mesi di anticipo rispetto alle previsioni, potendo usufruire di molti giorni di liberazione anticipata per la buona condotta. Da giugno 2014 era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, sull’Appennino bolognese.
“La notizia ci lascia assolutamente indifferenti, è l’ultimo dei nostri pensieri”. Questo il commento di Franco Allera, sindaco di Cogne, alla notizia della liberazione di Annamaria Franzoni. “La nostra comunità si è lasciata alle spalle questa vecchia storia”.
Franzoni, che si è sempre proclamata innocente, era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008, quando la Corte di Cassazione confermò la sentenza della Corte di appello di Torino. I 16 anni di pena sono stati ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata: è possibile ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare.
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Sanremo, il Festival è “musica” per le casse della Rai: 31 milioni dagli spot, è record

La kermesse canora italiana per eccellenza è molto più che un evento musicale: tanti i risvolti economici dietro alla manifestazione

Sanremo come il Super Bowl. Sono stati in tanti in questi giorni ad azzardare il paragone con quello che negli Usa è l’evento sportivo dell’anno. Molto più di una partita: un vero e proprio show che a sua volta genera un incredibile volume d’affari. Con le dovute differenze, però, sembra proprio che anche il “nostro” Festival di Sanremo non scherzi in fatti di numeri.
SANREMO, E’ MUSICA ANCHE PER LA LIGURIA – Insomma, la kermesse canora più amata e discussa del nostro Paese, giunta quest’anno alla 69sima Edizione, si conferma ancora una “gallina dalle uovo d’oro” con la città dei fiori che, come da tradizione, si prepara al pacifico assalto di spettatori, giornalisti e curiosi in attesa delle star dello spettacolo e della televisione, con l’indotto economico che ringrazia (pensiamo solo a turismo e ristorazione che nella settimana del Festival mettono le ali).
GONGOLA LA RAI – Ne sa qualcosa anche la Rai che già gongola grazie agli incassi dagli spot : raccolta pubblicitaria da record quest’ anno. Numeri alla mano parliamo di oltre 31 milioni di euro.
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Maurizio Carucci degli Ex-Otago, orgogliosamente tortonese d’adozione

Il cantante è stato intervistato a Sanremo dal Brocks di Radio PNR al quale si è dichiarato orgoglioso di aver scelto di vivere ad Albera Ligure, in Val Borbera.


Ho scelto di vivere tra gli alberi, non in mezzo ai palazzi

Ormai da qualche anno siamo abituati alle interviste che Stefano Brocchetti di Radio PNR realizza durante il Festival di Sanremo.
Personalmente non seguo il Festival, non chiedetemi perchè, non c’è un motivo preciso, lo faccio per partito preso, un po’ come chi non segue certe trasmissioni televisive. Tutti quanti, ammettiamolo, abbiamo alcuni programmi proprio non riusciamo a trovare interessanti. Questo non toglie che io le interviste del Brocks le ascolti sempre con piacere e una pizzico d’invidia. È proprio bravo, riesce a dare alle sue conversazioni quel tocco di irreverenza che, solitamente, gli artisti assecondano, una volta capita la sua grande professionalità e preparazione, tant’è che non è raro che siano gli intervistati stessi a fare i complimenti a lui!!!
Ebbene come ogni anno Stefano Brocchetti è operativo durante la kermesse invernale della città dei fiori e, anche se sono passati solo due giorni, la sua presenza rivierasca sta già dando i primi risultati.
Oggi vorrei parlarvi dell’intervista fatta al gruppo degli Ex-Otago, la band nata a Genova nel 2002 che, dopo diversi cambi di formazione, si presenta quest’anno al suo debutto sul palco dell’Ariston composta da: Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Francesco Bacci, Olmo Martellacci e Rachid Bouchabla.
Sotto trovate il link all’intera intervista, qui voglio parlarvi non tanto di quanto si è detto a livello musicale, ma piuttosto dell’aspetto legato al nostro territorio; infatti il cantante della band, pur nato a Genova, quando non è impegnato con la sua attività di cantante, fa il contadino in Val Borbera, ad Albera Ligure, ridente paesino di circa 300 anime, vicino a Garbagna (il punto di riferimento è lui stesso a darlo).

Borberino per scelta, Maurizio, ha eletto la nostra valle come valle della sua vita. Nato a Genova, già a vent’anni se ne era andato, perchè aveva capito che voleva essere circondato da alberi e non da palazzi.
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Il femminicidio è una strage senza fine. Ma al Senato c’è una Commissione sulla violenza di genere che non si è mai riunita e neanche ha un presidente

Due giorni fa a Bergamo una ragazza di soli 25 anni è stata uccisa dall’ex che non aveva accettato il fatto di essere stato lasciato. Ieri, invece, l’ennesimo dramma si è consumato a Vercelli, dove un uomo ha speronato l’auto della ex e le ha dato fuoco. In entrambi i casi i due uomini erano stati denunciati dalle vittime. Ma, a quanto pare, a nulla era servito. Tragicamente. Ed ecco perché in questi casi dovrebbero essere le istituzioni a farsi carico di tale drammatico fenomeno.
Peccato, però, che anche da questo punto di vista la risposta della politica sia quanto mai insufficiente. Eppure, si dirà, al Senato, guidato da Maria Elisabetta Alberti Casellati, c’è una commissione d’inchiesta sul femminicidio “nonché su ogni forma di violenza di genere”. Vero. Peccato sia stata istituita solo con delibera del 16 ottobre scorso, pubblicata in Gazzetta la settimana dopo, il 25.
In pratica, dunque, sono passati dalle elezioni del 4 marzo otto mesi senza che neanche ci fosse una commissione specifica sulla grave piaga sociale italiana. Da allora, però, i 20 membri della commissione avranno preso in mano la situazione? No, neanche per sbaglio. Da ottobre, infatti, non c’è stata una sola riunione sul femminicidio. C’è di più: neanche sono stati nominati presidente, vicepresidenti e segretari. Il vuoto cosmico.

(...)Ma non è mai stata discussa, nonostante la proposta sia stata assegnata alle commissioni Giustizia e Affari sociali già ad agosto. A quanto pare, dunque, il tema non è una priorità per questo Parlamento. Non è d’altronde un tema minimamente affrontato nel contratto di governo gialloverde. L’unico riferimento è relativo all’opportunità di “impartire una specifica formazione agli operatori delle forze dell’ordine sulla ricezione delle denunce”. Dopodiché il nulla in merito a politiche di prevenzione ed eventuali fonti di finanziamento.

(...)Qualche esempio per capirci: le “somme da destinare al piano contro la violenza sulle donne” sono passate da 35 a 33 milioni; il fondo destinato al “finanziamento dei programmi di assistenza e di integrazione sociale in favore delle vittime di violenza e di sfruttamento” è passato da 21 a 14 milioni di euro. Facendo un calcolo complessivo, i fondi per le politiche delle Pari opportunità sono calati quasi del 10% rispetto al passato. 

L’avvelenata di Guccini contro i cinque Stelle: “Sembrano testimoni di Geova”

In un'intervista a Radio Capital, il cantautore si scaglia contro il movimento 5 Stelle

Guccini e i cinque stelle

Il cantautore modenese Francesco Guccini si lancia  in un commento sul movimento 5 Stelle durante un’intervista radiofonica. Le parole sono avvelenate, come la sua canzone più famosa.


“Il movimento 5 stelle è il nuovo? Sì perché certe spinte naturali ci sono, no perché mi sembra che ci sia una impreparazione generale. Molto spesso parlano come i testimoni di Geova, che vogliono convincerti che il mondo è stato creato e non si è evoluto e i dinosauri non sono esistiti. Per me le domande sono fondamentali, la fede cieca è roba da altri tempi” ha detto il cantante.

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Il 2018 è il quarto anno più caldo mai registrato

Temperature globali quasi un grado oltre la media del XX secolo


Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato sul Pianeta da quando c'è disponibilità di dati, a partire cioè dal 1880. Le temperature globali hanno superato di 0,83 gradi la media registrata tra il 1951 e il 1980, facendo classificare l'anno passato appena dietro i 'bollenti' 2016, 2017 e 2015. Considerati nel loro insieme, gli ultimi 5 anni sono stati in assoluto i più caldi dell'era moderna. A certificarlo sono i dati della Nasa e dell'ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa).

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mercoledì 6 febbraio 2019

Manuel, in due sotto torchio

Due sospettati sono stati portati in Questura e vengono al momento sentiti in relazione al ferimento di Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore ferito da un colpo di pistola all'Axa, la notte tra sabato e domenica scorsi. La loro posizione è al momento al vaglio degli agenti della Squadra mobile di Roma che indagano sul caso.


Intanto una pistola è stata trovata nei pressi del pub di piazza Eschilo all'Axa a Roma. La polizia sta indagando e gli esami chiariranno con certezza se si tratta dell'arma utilizzata per sparare al giovane.

"La storia di Manuel Bortuzzo mi ha toccato profondamente" twitta il ministro della Salute Giulia Grillo. "Sono vicina a lui, ai suoi familiari e al personale sanitario che sta facendo tutto il possibile per questo splendido ragazzo colpito ingiustamente nel fiore degli anni".

Fmi boccia reddito cittadinanza

Dura critica del Fondo Monetario Internazionale alle misure del governo italiano. L'Fmi invita l'esecutivo a "valutare la transizione dal Rei al reddito di cittadinanza" tenuto conto che "vista la forte evasione fiscale e le dimensioni dell'economia sommersa, sarà necessaria una grande attenzione per garantire" la corretta destinazione degli incentivi. Nel documento si ricorda come al Reddito sia destinata una quota pari allo 0,5% del Pil, ma si segnala anche i pericoli, legati a un elevato livello di partecipazione, ma anche al fatto che alcuni beneficiari potrebbero cercare di combinare i benefici con il lavoro in nero. Senza contare che un forte impatto sul reddito "con benefici generosi, potrebbe anche spingere i lavoratori a basso reddito a smettere di cercare un'occupazione" con una ricaduta "nella trappola della povertà". Con una dotazione di 2 miliardi l'anno (lo 0,1% del Pil italiano), scrive il Fondo, "i finanziamenti al Reddito di inclusione erano inadeguati". Al contrario "i 780 euro del reddito di cittadinanza sono generosi" visto che un livello mensile di benefici "che risponda alle esigenze minime senza causare dipendenza da welfare" si attesterebbe fra i 325 e 568 euro.

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Ue taglia previsioni di crescita

Il tempo si prende una PAUSA ma attenzione a...

Freddo mattutino al nord e nelle zone interne del centro, residui annuvolamenti al sud. Nei prossimi giorni un po' di variabilità al nord, ma fino a sabato fenomeni solo su est Liguria, coinvolta anche l'alta Toscana, per il resto tempo buono. Tra domenica e lunedì peggiora al nord con piogge e nevicate sui rilievi dalle quote medie, martedì precipitazioni sparse in trasferimento al centro e al sud, temperature in generale calo.


INVERNO: si va verso una seconda metà di febbraio fredda e con risvolti anche nevosi? Il modello europeo e in parte quello americano stamane rilanciano una simile ipotesi. A fare da esca parziale ci sarebbe la depressione in azione all'inizio della prossima settimana al nord, che andrebbe a richiamare dal nord Europa aria progressivamente più fredda, con rotazione delle correnti addirittura ad est per la metà del mese, con conseguenze tutte da verificare. Quanto è attendibile questa linea di tendenza? Seguite i nostri approfondimenti per scoprirlo.

SITUAZIONE: la circolazione depressionaria ancora presente lungo le regioni joniche perderà d'importanza nel corso delle prossime ore, riportando anche all'estremo sud condizioni di tempo buono. Altrove una zona di relativa alta pressione determina cieli sereni, ma al nord sono presenti gelate diffuse, esaltate dalla presenza di neve al suolo sul basso Piemonte e da una corrente occidentale che ne veicola il freddo verso est nei bassi strati. 

EVOLUZIONE: giovedì poche variazioni, mentre per venerdì è attesa una graduale flessione del campo barico con abbassamento del flusso umido zonale atlantico: di conseguenza aumenterà la nuvolosità sulla Liguria e l'alta Toscana, associata a deboli piogge, nuvolaglia stratiforme si farà strada sul resto del nord, mentre altrove non ci saranno conseguenze importanti.

FINE SETTIMANA: sabato continuerà ad affluire al nord e sulla Toscana aria piuttosto umida da ovest che determinerà cieli nuvolosi e soprattutto da domenica alcune precipitazioni sul catino padano, la fascia prealpina, la Liguria e l'alta Toscana. 
PROSSIMA SETTIMANA: lunedì depressione in azione sul nord Italia con moderato maltempo e precipitazioni, anche nevose in montagna dalle quote medie, martedì tale depressione si muoverà attenuata verso sud, portando alcune precipitazioni sparse, in un contesto ventoso e progressivamente più freddo, a causa dell'inserimento di venti settentrionali.

FREDDO: ancora tutta da verificare la possibilità che da mercoledì 13 l'alta pressione si allunghi verso nord favorendo l'ingresso di aria ulteriormente fredda dai quadranti nord-orientali con conseguenze anche nevose su alcune regioni italiane. 




Si è concluso il gennaio 2019: mese degli estremi (**VIDEO**)