Pagine

mercoledì 13 febbraio 2019

Torino, Hamburgheria Eataly di Settimo e 28 società sequestrate

L’operazione dei carabinieri nel capoluogo piemontese e a Cosenza, Milano e Vercelli. Le accuse sono di riciclaggio, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori

Riciclaggio, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori sono le accuse alla base dell’operazione denominata Avatar, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Torino insieme ai colleghi di Cosenza, Milano e Vercelli, che ha portato al sequestro preventivo di 29 società con un volume d’affari pari a 250 milioni di euro. Sei le persone arrestate. Secondo fonti di agenzia tra le attività sequestrate figurerebbe anche l’Hamburgheria Eataly a Settimo Torinese.
Venti società fantasma
Le aziende coinvolte sono attive nel settore energetico e consulting finanziario, sequestrati anche 79 conti correnti bancari, 25 carte Postepay e prepagate, sei macchine, negozi, contanti e lingotti d’oro per un valore di 2,5 milioni di euro. Le indagini, scattate dopo il ritrovamento di lingotti d’oro e denaro contante per un valore di 1,3 milioni di euro, che hanno portato a smantellare un gruppo criminale che, in Italia e all’estero, ha costituito con identità false più di venti società fantasma per ottenere finanziamenti per diversi milioni di euro. 

Continua qui

A 3 anni 'dimenticato' 6 ore su pullmino

Allarme scattato quando la mamma è andata per riprenderlo


Un bambino di tre anni è rimasto circa 6 ore solo, chiuso nel pullmino che doveva portarlo alla scuola materna, e che invece l'autista aveva parcheggiato. E' successo oggi a San Giovanni Valdarno (Arezzo). L'allarme è scattato quando la mamma è andata alla scuola per riprenderlo. In pochissimo tempo i carabinieri hanno ritrovato il bimbo: era ancora sul pullman, seduto sul sedile con la cintura di sicurezza allacciata. Impaurito e in lacrime è stato portato in ospedale, ma secondo quanto appreso sta bene.
    Sul mezzo di Autolinee Toscane, che svolge il servizio in convenzione per il comune, c'era anche un'accompagnatrice di una cooperativa: né lei né l'autista si sono accorti che il piccolo era rimasto seduto. I genitori, secondo quanto appreso, domani presenteranno una denuncia. L'accompagnatrice, secondo quanto dice Autolinee Toscane, è già stata sospesa mentre l'azienda ha avviato un'indagine interna per verificare le responsabilità dell'autista.

Continua qui

Serravalle Scrivia, a rischio 1.200 posti con le chiusure domenicali

IL POLO RETAIL NELL’ALESSANDRINO


Quali potrebbero essere le conseguenze per un polo del retail come Serravalle Scrivia, nell’Alessandrino, nel caso diventi legge il progetto portato avanti da Lega e M5S per introdurre almeno una trentina di chiusure domenicali? «A rischio ci sarà almeno il 40% dei posti senza contare i tanti negozi che faranno fatica a restare aperti» è la risposta di Alberto Carbone, sindaco di Serravalle Scrivia eletto con la lista civica «La forza del buonsenso» al suo secondo mandato. In altre parole almeno 1.200 addetti sui circa 3mila avrebbero il posto di lavoro a rischio. Per di più ci saranno pesanti ripercussioni per tutte le altre attività locali di ristorazione e ospitalità al servizio di quei 50-60mila clienti che il sabato e la domenica affollano outlet e gallerie commerciali di Serravalle. In altre parole a rischio ci saranno anche i ristoranti e pizzerie della zona «che ne risentirebbero più dei negozi» aggiunge Carbone. Insomma le conseguenze per l’indotto non sono assolutamente da sottovalutare.

«L’arrivo dell’outlet e degli altri centri commerciali è stata una fortuna per tutto il nostro territorio perché ha calamitato e continua ad attirare investimenti» dice ancora il sindaco. Questo piccolo comune dell’Alessandrino ha la fortuna di ospitare quello che è diventato il più grande outlet d’Europa del gruppo McArthurGlen. Tra l’outlet (circa 51mila metri quadri di spazi di vendita), il retail park di Aedes Siiq con poco più di altri 40mila metri quadri divisi tra 36 negozi di cui 9 megastore e un piano di sviluppo che nell’arco dei prossimi mesi porterà la superficie totale a 46mila metri quadri per finire con il grande ipermercato (l’Iper Serravalle che fa capo al Gruppo Finiper di Marco Brunelli) da altri 24mila metri quadri, gli occupati sono più di tremila di cui almeno il 20% risiede nel comune. «Nella zona, da Novi ad Arquata Scrivia inoltre è nato un ricco indotto con una ventina di piccole imprese artigianali e non, che lavorano per tutti quei punti vendita».

Continua qui

martedì 12 febbraio 2019

Tav, l’analisi costi benefici boccia l’opera

Verdetto impietoso dagli esperti (che hanno sempre avuto una posizione contraria): sproporzione di costi di 5,7 miliardi e con l’ipotesi che il divario arrivi fino a 8 miliardi


TORINO
L’analisi sui costi e benefici della Torino-Lione, approdata ieri sera a Palazzo Chigi, porta un verdetto impietoso: secondo la commissione di esperti guidata dal professor Marco Ponti, e composta da professori in passato apertamente scettici o contrari all’opera, la Tav sarebbe un enorme spreco di soldi pubblicicon una sproporzione di costi di almeno 5,7 miliardi rispetto ai benefici e con l’ipotesi che il divario arrivi fino a 8 miliardi. Riporta la firma di cinque commissari l'analisi costi-benefici, pubblicata oggi dal Mit, che boccia la Torino-Lione. Il sesto, l'ingegnere Pierluigi Coppola, non ha sottoscritto il documento. A farlo notare è il parlamentare torinese del Pd, Davide Gariglio, che parla di «documento da invalidare». Coppola, sostiene, era «l'unico esperto neutrale presente tra i commissari scelti dal ministro Toninelli, che si è peraltro apertamente dissociato dai risultati finali»
Il dossier commissionato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, e rimasto secretato per oltre quaranta giorni, stima invece i benefici in più di 800 milioni, cifra ben lontana dai 20 miliardi stimati da Telt, la società Italo francese che segue i cantieri.

Venezuela: 'Pronta la mozione di maggioranza'. Guaidò, sconcerto per la posizione italiana

Il leader dell'opposizione in una lettera agli italiani: 'Non capiamo perché non si schieri chiaramente contro Maduro' - LA DIRETTA del dibattito in Aula


Juan Guaidò ha espresso "sconcerto" per la linea neutrale dell'Italia sul Venezuela ed ha inviato una sua delegazione a Roma per convincere il governo a schierarsi dalla sua parte, insieme con quasi tutta Europa, per proseguire la sua battaglia verso nuove elezioni presidenziali. "Con profondo sconcerto - ha scritto - non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo a noi più vicino non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni sotto l'egida della comunità internazionale e lo sblocco degli aiuti umanitari". E ancora: "Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia".
Guaidò ha ricevuto il sostegno di Matteo Salvini, che al telefono gli ha confermato la sua posizione anti-Maduro. Ma tutto è rinviato al voto di oggi in Parlamento, che si terrà dopo una comunicazione del ministro Enzo Moavero Milanesi, per verificare la coesione della maggioranza, fin qui spaccata tra la Lega che vuole l'uscita di scena del presidente chavista e i 5S che non vogliono schierarsi con nessuno.
Continua qui

Oro di Bankitalia, ecco perché le riserve non si possono usare

Di tanto in tanto le riserve auree della Banca d’Italia tornano sotto i riflettori e accendono tutte le suggestioni tipiche che solo il metallo giallo, da sempre, sa suscitare. Quanto valgono, dove sono, a che cosa servono, di chi sono veramente? E si possono vendere per finanziare lo Stato? 
Tante domande, tutte interessate naturalmente, per capire se e come sia mai possibile utilizzare quell’asset per dare vita a una qualche operazione di politica economica nazionale o europea. Ultima in ordine di tempo è la proposta del leghista Claudio Borghi che chiede una norma di interpretazione autentica sulla proprietà delle riserve auree di Bankitalia.
Un valore pari a circa 90 miliardi
Per proporre una sintetica risposta ai tanti perché sulle riserve auree partiamo dall’ultimo Bilancio 2017 di Bankitalia, approvato nel marzo scorso, per dire che stiamo parlando di un valore pari dodici mesi fa a circa 85,3 miliardi di euro (erano 87 miliardi ai prezzi di mercato di fine 2016), poco più del 9% del totale dell’attivo, salito lo scorso anno a 931 miliardi (+20%) soprattutto in virtù dell’incremento del portafoglio titoli generato dalla politica monetaria espansiva decisa dalla Bce. Il valore più aggiornato delle riserve, il dato è di ieri, è salito a fine gennaio 2019 a 90 miliardi, secondo la pubblicazione "banche e moneta" della Banca d'Italia.

Palermo, tra gli operai Blutec che hanno votato 5Stelle: "Di Maio rispetti i patti"

A Termini Imerese i 5Stelle hanno incassato il 45 per cento dei voti alle scorse politiche, ottenendo consensi anche tra gli operai della Blutec. Ma adesso che la cassa integrazione è scaduta per 700 lavoratori dell'ex Fiat e non si vedono prospettive per lo stabilimento, le tute blu si sentono tradite: "Il 26 ottobre è venuto qui Luigi Di Maio e ci ha rassicurato. Ma a oggi non è stato firmato il decreto per rinnovare gli ammortizzatori sociali scaduti il 31 dicembre" di Giorgio Ruta

Continua qui (video)


Blutec, a Termini Imerese esplode la protesta degli operai

I nuovi esodati del reddito di cittadinanza: non abbastanza poveri e senza più assegno di ricollocazione

I nuovi esodati del reddito di cittadinanza: non abbastanza poveri e senza più assegno di ricollocazione
Per come è formulato il reddito di cittadinanza, le vittime degli esuberi aziendali rischiano di non avere adeguate protezioni: i disoccupati in NASPI e non in CIGS non hanno più diritto all'assegno di ricollocazione. Potrebbero essere fino a 100mila l'anno




I nuovi esodati del reddito di cittadinanza: non abbastanza poveri e senza più assegno di ricollocazione
Con il decretone istitutivo del reddito di cittadinanza sono state bloccate - già dal 29 gennaio - le richieste dell'assegno di ricollocazione, il voucher di importo fino a 5mila euro che permette ai disoccupati di riqualificarsi professionalmente e rientrare nel mondo del lavoro.
A risentirne saranno i disoccupati non abbastanza poveri da rientrare nei requisiti che danno il diritto d'accesso al reddito di cittadinanza e che non potranno fare ricorso all'aiuto alla ricerca di un posto di lavoro che l'assegno di ricollocazione poteva assicurare. Ma non solo: le nuove misure di sostegno sono limitate a soggetti poco occupabili, lasciando scoperte le vittime degli esuberi aziendali (in genere 40-50enni).
Ma andiamo con ordine. Come si legge all’articolo 9, comma 7, del Decreto Legge numero 4 del 28 gennaio 2019disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, la possibilità di ottenere l’assegno di ricollocazione è sospesa fino al 31 dicembre 2021 per chi percepisce l’indennità di disoccupazione da almeno 4 mesi.

Continua qui

Reddito di cittadinanza, per il Garante privacy monitoraggio spese è "intrusione sproporzionata e ingiustificata"
Il Reddito di cittadinanza così com'è ha un (altro) grosso problema





Potrebbe interessarti: http://www.today.it/economia/esodati-reddito-cittadinanza.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930

lunedì 11 febbraio 2019

Crollo del M5s in Abruzzo, Pizzarotti: "Finito il tempo degli slogan"

"Oltre alla destra cresce una forza che arriva dalle realtà civiche, non più legate a doppio filo ai partiti"


Fustigatore della piega presa dal M5s, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti coglie l'occasione del cattivo risultato conseguito dal Movimento alle elezioni Regionali in Abruzzo per dare una nuova sferzata agli ex compagni pentastellati.

"Il cambiamento non si attua a colpi di slogan. Se prometti uno stop ai condoni edilizi e fiscali e stop all'Ilva ma poi fai il contrario, il cittadino si volta dall'altra parte" scrive il primo cittadino e presidente di Italia in Comune Federico Pizzarotti, che prosegue: "I 5 stelle calano sotto i colpi dei loro slogan, ma oltre alla destra cresce una forza che arriva dalle realtà civiche, non più legate a doppio filo ai partiti che hanno governato l'Italia".

"Il cambiamento - è convinto Pizzarotti, reduce da un tour elettorale in Sardegna con il candidato Massimo Zedda  - passa da lì: gli abruzzesi hanno mostrato la strada. Presto anche le elezioni in Sardegna ci daranno questa conferma. Perciò andiamo avanti con l'idea di un partito che lavora senza slogan e alternativo alla destra, nato nei territori, che unisce le realtà civiche, che tutela l'ambiente, che parla di opportunità e di occupazione, di protezione e unità attorno alla bandiera italiana".


Continua qui


Regionali in Abruzzo, la débâcle del M5s. Fattori: "Spostarsi a destra non paga"

“Come si crea una fake news”: parla il troll dell’Aquarius Gian Marco Saolini

TPI ha incontrato l'autore del video-bufala sulla nave che ha totalizzato 5 milioni di visualizzazioni e 150mila condivisioni: "Metto in luce quanto è diffuso l'analfabetismo funzionale"



Gian Marco Saolini è il mattatore dei social del momento. In realtà, lo è da parecchio tempo. È lui l’inventore del sito di news satirico Il Corriere del Corsaro, ma anche della pagina Gianni il Malvagio, la pagina fake ispirata al personaggio social di Gianni Morandi.
Negli ultimi giorni ha totalizzato 5 milioni di visualizzazioni con il suo ultimo video in cui dice di essere il nostromo della nave di ricerca e soccorso Aquarius, gestita in partnership da Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere.
Nel video, cavalca tutti i luoghi comuni sull’immigrazione: “non stanno male, non scappano dalla guerra, giocano d’azzardo sulla nave, fanno balli di gruppo ecc…”.
Racconta di essere stato cacciato dalla nave perché persona scomoda che conosce la verità e rischia di dirla a tutti, ovvero il classico schema comunicativo di molti ambienti del web.
Poco importa quanto inverosimili siano le situazioni raccontate da Gian Marco, basta poco per far infuriare gli odiatori social, che in meno di una settimana condividono il video più di 150mila volte.
Continua qui

domenica 10 febbraio 2019

Alessandria, la polizia installa Mercurio: controlla sino a 300 targhe in un’ora

Alessandria - In un’ora si arriva a controllare fino a 300 targhe di auto e, se qualcuna è rubata o senza assicurazione o non è revisionata, il “Sistema Mercurio” fa la spia.
La nuova tecnologia è stata installata sulle volanti di Alessandria che il questore Michele Morelli ha mostrato con orgoglio al capo della polizia Franco Gabrielli, l’altro giorno, in occasione del giuramento degli allievi alla scuola di corso Acqui.
La volante ha a bordo una serie di dotazioni, collegate con la sala operativa della questura, che consentono di velocizzare notevolmente i tempi dei controlli e di effettuarli con maggiore sicurezza.
Per esempio, mentre con i metodi tradizionali il controllo di un veicolo richiede una decina di minuti, con il Sistema Mercurio, al semplice passaggio della vettura per le strade, si controllano in modo automatizzato fino a 300 targhe.
Continua qui

Inchiesta sul Morandi: «Sabbia e iuta nelle macerie». Nuova lista di indagati

Genova - L’introduzione al paragrafo, pur trattandosi nel resto delle pagine d’un documento parecchio tecnicistico, è tanto chiara quanto inquietante: «Corpo estraneo». E la descrizione di quel che significa è parimenti chiara: «Nell’area dei trefoli rotti sono stati rinvenuti corpi estranei come materiale di iuta concrezionato, residui di grasso su parti in acciaio e frammenti di asfalto libero». Il problema è che tutto questo, lì, non ci doveva stare. Perché i «trefoli» in questione sono le fibre dei cavi in acciaio contenuti dentro i tiranti del Ponte Morandi crollato il 14 agosto scorso, quando sull’A10 Genova-Savona sono morte 43 persone.
Ancora più specificamente: l’esame riguardava i tiranti del pilone 9, ovvero quello collassato insieme a oltre 200 metri di strada, e il responso sui «corpi estranei» è uno dei passaggi più importanti della relazione completata nelle scorse settimane dai laboratori svizzeri dell’Empa, dove sono stati individuati 16 reperti selezionati fra le macerie affinché fosse verificato il livello di corrosione.
Continua qui

Nel weekend (e sino a marzo), bus al posto dei treni tra Arquata e Genova

Acqui Terme - Bus al posto dei treni al sabato e alla domenica tra Novi-Arquata e Genova Pontedecimo, nel periodo compreso tra l’11 febbraio e il 18 marzo. Lo annunciano le Ferrovie, che per poco più di un mese dovranno lavorare sulla linea “dei Giovi” Novi-Arquata-Busalla-Genova per risistemare la massicciata e sostituire traversine e rotaie in un tratto di binari di 2,5 chilometri proprio tra le stazioni di Busalla e Pontedecimo. I lavori faranno capo alla divisione Rfi e sono previste diverse variazioni sull’orario dei treni regionali in circolazione, mentre quelli a media e lunga percorrenza non saranno interessati da alcuna modifica.

Continua qui

Sanremo 2019, i commenti razzisti alla vittoria di Mahmood: “Vince un immigrato, vomitevole”

La vittoria a sorpresa di Mahmood al 69esimo Festival di Sanremo indigna anziché sorprendere. Boom di messaggi razzisti e xenofobi sui social network, con tanto di assurde richieste a Matteo Salvini di ridare “L’Italia agli italiani”. Eppure Mahmood è italiano al 100% e la sua vittoria arriva con merito e grande sacrificio. Sottovalutato da tutti, ecco perché la sua vittoria è sacrosanta e apre una prospettiva tutta nuova nella musica italiana.

Mahmood ha trionfato a sorpresa al 69esimo Festival di Sanremo. La vittoria ha praticamente lasciato senza parole i leoni da tastiera di turno, scatenati nella notte sui social. Ma è stata una vittoria che ha dimostrato ancora una volta di aver sottovalutato la grandezza artistica di un Festival che, nonostante la flessione rispetto all'anno scorso, Claudio Baglioni ha dimostrato di saper sfruttare ed evolvere aderendo al momento, al tempo che stiamo vivendo. Ci ricorderemo sicuramente di questo: nel biennio diretto dal dittatore-dirottatore artistico, ha vinto la musica prima che un nome sugli altri. Un cast variegato ed espressione del contemporaneo: è questo il Festival della Canzone Italiana che bisogna sperare di avere da qui in avanti.

Ma veniamo al vincitore. Partito in sordina, Mahmood è stato sottovalutato da tutti. Eppure aveva già vinto "Sanremo Giovani", confermando in un certo senso la stessa parabola ascendente di Ultimo, arrivato secondo tra l'indignazione di tanti, lo stesso Matteo Salvini, che in fase iniziale di Festival consigliò proprio a Claudio Baglioni di occuparsi di musica e non di politica, ieri sera non ha resistito ed ha twittato la sua. E verrebbe naturale da consigliargli di occuparsi di politica e non di musica, seguendo un postulato tutto sommato coerente. Meno male che ci ha pensato Elisa Isoardi a controbilanciare.

Ma vi prego, torniamo a Mahmood. Madre sarda e padre egiziano, nato a Milano e per questo italiano al 100%, come ha ben sottolineato lui stesso in conferenza stampa, Alessandro Mahmud (il suo nome completo) si segnala già alla sesta edizione di X-Factor per la categoria Under Uomini di Simona Ventura. Riesce ad arrivare alla terza puntata, esce fuori dai radar ma continua a lavorare sul suo sound fresco e originale: r'n'b e soul di influenze arabe. Una primizia che in altre parti del mondo è in classifica già da tempo. Vincendo "Sanremo Giovani", riprende quota e posizione: "Gioventù Bruciata", che canta ancora una volta il contrastato rapporto con il padre, è un capolavoro moderno.

Continua qui

Elezioni Abruzzo, tweet di Salvini per chiedere di votare Lega: “Violato il silenzio elettorale”

Questa mattina, mentre in Abruzzo dalle 7 alle 23 si vota per le elezioni regionali, il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha invitato, tramite i social, i cittadini a recarsi alle urne per votare Lega. Numerose le repliche ai suoi tweet: “Hai mai sentito parlare di silenzio elettorale?”.

Il primo tweet della giornata di domenica il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini lo aveva dedicato al festival di Sanremo, quando poco dopo la proclamazione del vincitore il leader della Lega non si è risparmiato dicendo la sua, e poi già nelle prime ore di questa mattina non ha evitato neppure di scrivere qualcosa sulle elezioni regionali in corso in Abruzzo. Tweet attraverso i quali Matteo Salvini ha invitato gli abruzzesi a votare per la Lega e che hanno scatenato le repliche di diversi utenti che hanno accusato il ministro di violare il silenzio elettorale. Già tre i tweet pubblicati dal vicepremier leghista dedicati alle elezioni regionali in Abruzzo. “Oggi in Abruzzo, dalle 7 alle 23, vota Lega!”, si legge nel primo messaggio di stamane.

Continua qui

Laura Castelli dovrà rispondere di diffamazione aggravata, insieme ai suoi 18 followers

  • Nel maggio 2016 Laura Castelli condivise una foto che ritraeva Piero Fassino insieme ad una candidata del PD
  • La didascalia insinuava un intreccio sentimentale, economico e politico tra i due, e scatenò commenti sessisti e volgari
  • La sottosegretaria all'economia dovrà rispondere di diffamazione aggravata insieme ai 18 profili identificati
Laura Castelli probabilmente non pensava che sarebbe finita così. Il suo post del 7 maggio 2016, quello in cui insinuava legami loschi tra Piero Fassino e la candidata Pd alla circoscrizione 3 di Torino Lidia Lorena Roscaneanu, ora torna a tormentarla. Dovrà rispondere di diffamazione aggravata, ed è in buona compagnia: insieme a lei anche i suoi followers.

LEGGI ANCHE > LAURA CASTELLI VUOLE FARVI COMPRARE UNA PANDA CHE NON ESISTE

Laura Castelli a processo per diffamazione aggravata

Laura Castelli, ora sottosegretaria all’Economia, dovrà andare a processo per diffamazione aggravata a carico di Piero Fassino. Insieme a lei anche alcuni dei suoi followers: sono i 18 profili di cui le autorità sono riuscite ad accertare l’identità. Colpa di un post tendenzioso su Piero Fassino e una candidata sindaca di Torino del Pd, che aveva dato il la ad una sfilza di commenti volgari, sessisti, e offensivi.
Continua qui

Centri sociali contro lo sgombero, guerriglia urbana a Torino

Fermate 12 persone. Salvini: galera per questi infami


Dodici manifestanti sono stati fermati dalla Polizia per lo scontro al corteo degli anarchici che ha sconvolto una zona vicino al centro storico di Torino. La situazione continua a restare tesa dopo quasi due ore di scontri e lancio di bottiglie, cestini dei rifiuti, tegole, petardi da parte di manifestanti incappucciati e che indossavano caschi. Con i cassonetti rovesciati i manifestanti hanno creato sbarramenti nelle strade cittadine. Panico tra i passanti e i residenti.
Continuano le scene da guerriglia urbana nel centro di Torino al corteo dei centri sociali contro lo sgombero dell'Asilo, concluso ieri dopo due giorni di tensione. Pietre e petardi contro le forze dell'ordine, cassonetti rovesciati e incendiati, spaccata la vetrata della Smat, l'azienda dell'acqua potabile. Il corteo, con centinaia di manifestanti, molti dei quali incappucciati e con caschi, si sta riorganizzando e un pezzo della città tra il centro storico e Porta Palazzo è isolato.
Un gruppo di black bloc ha assaltato un pullman di linea a Torino, terrorizzando l'autista e i passeggeri. Saliti a bordo, i manifestanti hanno vandalizzato il bus e lanciato sostanze lacrimogene. "Non ho mai visto niente di simile - racconta l'autista - sono saliti incappucciati sfasciando tutto. Tremo ancora adesso".
Continua qui

Foibe, il giorno del ricordo. La memoria spaccata

Le insidie del negazionismo davanti alla verità storica. Nel 2007 Napolitano denunciò i pregiudizi e "la congiura del silenzio"



di FRANCESCO PERFETTI


Roma, 9 febbraio 2019 - Il 10 febbraio 2007 il presidente Giorgio Napolitano – celebrando il “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, istituito per legge durante il settennato del suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi – ebbe parole ferme e nobili. Parlò delle foibe come di un "imperdonabile orrore contro l’umanità", denunciò la "congiura del silenzio", "la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio" steso su quelle tristi vicende e, soprattutto, richiamò l’attenzione sulla necessità che ci fosse una pubblica assunzione della "responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali". 
In quelle parole erano indicati i fattori che avevano contribuito a far sì che l’orrendo capitolo delle foibe diventasse, di fatto, un buco nero nella storia dell’Italia contemporanea.
C’erano, dietro il silenzio e le manipolazioni storiografiche, le conseguenze del sanguinoso scontro ideologico tra fascisti e partigiani, ma anche quelle di un non meno sanguinoso scontro all’interno del movimento partigiano fra l’anima comunista e quelle non comuniste, e, infine, c’erano le esigenze di una sciagurata Realpolitik nei confronti, in epoca di guerra fredda, della Jugoslavia di Tito.

Continua qui

Video Mattarella: ricordiamo pagina buia nostra storia

sabato 9 febbraio 2019

Monta la protesta dei pastori in Sardegna, solidarietà anche dai calciatori del Cagliari

Esasperati per il crollo del prezzo del latte. Migliaia di litri sversati sulla statale 131


Non si placa la protesta dei pastori sardi, sul piede di guerra da alcuni giorni per il prezzo del latte venduto alle aziende ad un costo ritenuto troppo basso (circa 60 centesimi). Anche questa mattina, dopo le proteste di ieri, la rabbia degli allevatori si è riversata sulle strade, ed in particolare sulla Statale 131, la principale arteria sarda che collega Cagliari con Sassari. I manifestanti hanno bloccato il traffico in entrambe le direzioni all'altezza di Giave, nel sassarese. Altri blocchi stradali si registrano nel Nuorese e in Ogliastra, in particolare sulla Statale 125 nei pressi di Cardedu, e sulla Ss 129 a Orotelli.
La protesta si è poi spostata al caseificio Pinna di Thiesi (Sassari), una delle più grandi industrie del settore caseario sardo. Centinaia di pastori hanno manifestato davanti allo stabilimento e agli uffici dell'azienda, scagliando il latte contro i muri perimetrali e le vetrate, sfondate da alcuni contestatori con dei bidoni da 50 litri svuotati poi all'interno degli uffici. Sul posto ci sono polizia e carabinieri in assetto antisommossa.

I poliziotti di Silp in piazza con i sindacati: "Dal governo solo annunci, per la sicurezza poche risorse"

Sono un centinaio gli agenti che sfilano a Roma: "L'esecutivo ha incrementato la paura. Sentiamo la necessità di far sentire la nostra voce"


I poliziotti di Silp Cgil partecipano alla manifestazione sindacale di Roma contro il governo: "Siamo in piazza - spiega una nota della Segreteria Nazionale Silp Cgil- perché crediamo fermamente che per ridare lavoro, sviluppo e futuro a questo paese siano assolutamente inadeguate le misure previste dalla legge di bilancio. Così come sono inadeguate le risorse per le forze dell'ordine, inferiori rispetto anche al recente passato per quel che riguarda il contratto e il riordino delle carriere". Al corteo i poliziotti - un centinaio, liberi dal servizio - sfilano con uno striscione.

"Un governo - prosegue il Silp Cgil - che fino ad oggi ha vissuto di annunci e promesse, che sulla sicurezza non ha immesso le necessarie risorse per gli operatori e che ha incrementato la paura, pone ai poliziotti democratici la necessita di far sentire con forza la propria voce.

I gilet gialli sbattono la porta in faccia a Di Maio: respinta al mittente la proposta di alleanza

Una posizione chiara e netta, che arriva in coro dalle tante voci che compongono un movimento sempre più eterogeneo


I gilet gialli fanno blocco contro l'intromissione del Movimento 5 Stelle nei loro affari interni e respingono al mittente la proposta di un'alleanza in vista delle prossime elezioni europee. Una posizione chiara e netta, che arriva in coro dalle tante voci che compongono un movimento sempre più eterogeneo e frammentato, al cui interno convivono correnti diverse, ognuna guidata dal suo leader.
L'incontro avvenuto il 5 febbraio scorso a Montargis, a sud di Parigi, tra una delegazione pentastellata guidata dal vicepremier Luigi Di Maio e un gruppo di presunti rappresentanti della lista elettorale RIC capitanati da un certo Christophe Chalençon ha provocato parecchi malumori all'interno del movimento, che non sembra aver ben digerito l'intromissione di un politico straniero.
I gilet gialli sbattono così la porta in faccia a Di Maio, confermando la loro impermeabilità a qualsiasi intromissione politica. Una posizione che risuona quasi come un avvertimento, lanciato con l'obiettivo di dissuadere eventuali tentativi di strumentalizzazione.
Continua qui

Il surfista a 30 sotto zero: un blocco di ghiaccio

Il surfista Dan Schetter si produce in una sessione di surf sul Lago Superiore nel Michigan, alla temperatura di 30 gradi sotto zero. Rischia il congelamento di una mano e ne esce così. (Youtube Jerry Mills)


Video

Iperdì, tutti riassunti i lavoratori: il 21 febbraio la riapertura come Galassia

Tutti i dipendenti del supermercato Iperdì di Novi Ligure torneranno al lavoro, anche se qualcuno subirà riduzioni d'orario. Il 21 febbraio la riapertura con l'insegna Galassia

NOVI LIGURE (AL) – La trattativa è andata avanti tutto il giorno, fino a notte, ma alla fine è arrivata la firma: da lunedì 11 febbraio tutto il personale del supermercato Iperdì di Novi Ligure tornerà al lavoro. Per la riapertura del punto vendita di via Oneto, però, ci vorrà ancora un po’ di tempo: la data fissata è quella di giovedì 21 febbraio. Il supermarket è stato acquisito dalla società Maxi Di, titolare dei marchi Famila e Galassia: anche se nascosta da un telo protettivo, la grande scritta rossa «Galassia» già si nota sul tetto dell’edificio.

La vicenda andava avanti da agosto, da quando cioè la società Gca Generalmarket, proprietaria di decine di supermercati a insegna Iperdì e Superdì, è entrata in crisi profonda, chiudendo tutti i punti vendita. I dipendenti si sono ritrovati da un giorno all’altro senza stipendio, ma senza avere diritto agli ammortizzatori sociali perché formalmente risultavano ancora al lavoro.

«Finalmente siamo usciti dal tunnel – commenta Alex Delnevo della Filcams-Cgil – I 21 lavoratori da lunedì passeranno in carico alla Maxi Di, che si è anche impegnata a saldare quasi per intero le retribuzioni arretrate di agosto e settembre che Gca non aveva pagato. Nel giro di 15-20 giorni, i lavoratori riceveranno i versamenti». Per il periodo che va dal 29 settembre 2018 a oggi, interverrà invece la cassa integrazione, concessa dal ministero del Lavoro: l’erogazione partirà con ogni probabilità nel mese di marzo. «Ma ormai il peggio è alle spalle», dice Delnevo, secondo cui il sindacato è riuscito a spuntare «buone condizioni» al tavolo delle trattative.


Continua qui