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lunedì 13 luglio 2020

Regionali Toscana, la candidata della Lega Ceccardi: “Non sono antifascista. Facile dirsi così oggi con un nemico che non esiste”

L'aspirante governatrice del centrodestra: "Sono anti ideologica. Vengo anch’io dalla storia rossa, sono nata nel 1987 ma ho una famiglia di tradizione di sinistra, il fratello di mio nonno era un partigiano e fu ucciso dai fascisti. Non sono né fascista né antifascista, aveva un senso la domanda allora, nel 1944". Accetterebbe i voti di Casapound? "Il voto è libero e segreto. A nessuno viene chiesto censo, orientamento sessuale, religiosoo politico prima di entrare in cabina elettorale"
Susanna Ceccardi, candidata governatrice del centrodestra della Regione Toscana, non “né fascista né antifascista“. Anzi “oggi è troppo facile dirsi antifascisti con un nemi che non esiste”. Lo dice lei stessa, in un’intervista all’edizione fiorentina di Repubblica: “Io sono anti ideologica. Vengo anch’io dalla storia rossa, sono nata nel 1987 ma ho una famiglia di tradizione di sinistra, il fratello di mio nonno era un partigiano e fu ucciso dai fascisti. Non sono né fascista né antifascista, aveva un senso la domanda allora, nel 1944. Oggi è troppo facile dirsi antifascisti con un nemico che non esiste“, sono le parole dell’ex sindaca di Cascina, eletta dalla Lega all’europarlamento. Che non chiude al sostegno dell’estrema destra. Alla domanda “accetterebbe voti di Casapound?”, infatti ha risposto: “Il voto è libero e segreto. A nessuno viene chiesto censo, orientamento sessuale, religiosoo politico prima di entrare in cabina elettorale”.
La pupilla di Matteo Salvini sostiene di essere in grado di prendere pure i voti di sinistra della “rossa” Toscana dicendo la verità“. Per esempio? “Lo slogan acqua pubblica ora piace a tutti ma l’acqua l’ha privatizzata la sinistra. Loro vogliono ingraziarsi l’elettorato, io faccio una valutazionecosti-benefici.Io metterò al centro i temi sociali e la sicurezza. Case popolari modello Cascina: prima gli italiani. Servirà il certificato patrimoniale del Paese di origine per le domande”. Sui rifiuti e l’ipotesi inceneritori, invece, risponde: “Un governatore deve dare l’indicazione politica: non gli inceneritori ma moderni termovalorizzatori, che tutelano la salute e l’economia, per me servono”.
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Basket paralimpico, aggressione a sfondo razziale a Beatrice Ion. Il padre la difende e viene ferito

E' successo ad Ardea, vicino Roma: il genitore della giocatrice della nazionale è finito in ospedale. "Offesa come disabile e come straniera, sebbene io abbia la cittadinanza italiana da 16 anni"

Una nuova circolazione di bassa pressione raggiungerà lo stivale

Prende piede l'ipotesi di una nuova settimana incerta. Rimane il rischio di temporali soprattutto sulle regioni orientali. Temperature estive ma gradevoli.


Dagli aggiornamenti di questa sera sembra acquistare importanza l'ipotesi di un nuovo passaggio instabile nel corso della prossima settimana. I modelli infatti ipotizzano un abbassamento più deciso della pressione atmosferica e dei geopotenziali, con l'arrivo anche di una maggiore quantità di aria fredda in quota, veicolata da una circolazione depressionaria. Con queste premesse potrebbero costruirsi i presupposti per un nuovo periodo di tempo instabile al nord e su parte del centro. Si tratta di una situazione atmosferica che contribuirà a mantenere il grande caldo lontano dall'Italia ancora per un po' di tempo.

L'anticiclone delle Azzorre resterà confinato sull'Europa occidentale e nel vicino oceano Atlantico, mentre sull'Europa centrale è previsto scavarsi un corridoio di correnti più fresche nord-atlantiche, con lo sviluppo di una circolazione di bassa pressione strutturata soprattutto in quota.

Il vortice fresco in quota tra mercoledì e giovedì potrebbe collocarsi a poca distanza dalle regioni di nord-est e sui vicini Balcani, in questo modo i temporali sarebbero più probabili sui versanti adriatici e sul Triveneto, sebbene alcuni modelli non escludano addirittura un'ipotesi di un vortice più occidentale, con un possibile ritorno dell'instabilità anche sui versanti tirrenici e sul nord-ovest. Stima delle precipitazioni previste sull'Italia giovedì 16 luglio:

In virtù di tale circolazione che potrebbe accompagnarci fino a ridosso del prossimo fine settimana, il quadro generale delle temperature resterà ancora piuttosto gradevole, con valori che al nord e sulle adriatiche potrebbero essere a tratti freschi.

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domenica 12 luglio 2020

Coronavirus: risalgono i contagi, 234 nuovi casi, 9 morti

Otto delle vittime in Lombardia, molti positivi in Emilia Romagna e Calabria. Lieve aumento delle terapie intensive

Sono 234 i nuovi contagiati da Covid nelle ultimi 24 ore, in risalita rispetto ai 188 di ieri. Le vittime sono 9 (di cui 8 in Lombardia), contro le 7 di ieri. I casi totali salgono a 243.061, i morti a 34.954.
    Dei nuovi contagiati 77 sono in Lombardia (32,9%) e 71 in Emilia Romagna (30,3%); se ne registrano 28 in Calabria, i migranti sbarcati nel Reggino. Sono stati effettuati appena 38.259 tamponi, in calo rispetto agli oltre 45 mila di ieri, secondo i dati del ministero della Salute.
Sono 68 i positivi al Covid in terapia intensiva in Italia, uno più di ieri, il secondo giorno consecutivo di lieve aumento, mentre crescono di due unità in Lombardia, da 29 a 31. Quattordici regioni non hanno pazienti in terapia intensiva. I ricoverati con sintomi sono 776 (-50), quelli in isolamento domiciliare sono 12.335 (-175). 
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Coronavirus, nuovo record negli Usa, 66.528 contagi in 24 ore

E 760 decessi secondo la Johns Hopkins University

I casi giornalieri di coronavirus a livello globale hanno ampiamente superato la soglia dei 220.000 venerdì scorso segnando un nuovo record dall'inizio della pandemia: è quanto emerge dal sito dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che in sole 24 ore ha registrato il 10 luglio 228.186 contagi confermati nel mondo. Si tratta dell'ultimo dato definitivo finora disponibile sul sito dell'organizzazione, in quanto per la giornata di ieri il conteggio - di 219.983 casi confermati - è ancora provvisorio. Venerdì scorso l'incremento è stato di 23.219 casi rispetto a giovedì, pari all'11,33%. Inoltre, venerdì sono morte nel mondo 5.568 persone a causa del coronavirus, mentre per la giornata di ieri il dato provvisorio indica 5.286 decessi.
Nuovo record giornaliero di contagi negli Stati Uniti, il Paese più colpito dal coronavirus: ieri se ne sono registrati 66.528 nuovi casi, mai così tanti in 24 ore, secondo un conteggio della Johns Hopkins University. Il totale dei casi dall'inizio della pandemia sale quindi a 3.242.073. Il bilancio dei decessi è aumentato di 760 unità, portando il totale dei morti a 134.729.
Non accenna a diminuire il bilancio quotidiano dei morti provocati dal coronavirus in Brasile, che ieri ha superato di nuovo la soglia dei mille, portandosi a quota 1.071: lo hanno annunciato le autorità sanitarie del Paese, secondo quanto riporta la Cnn. Il totale dei decessi sale così a quota 71.469, pari al livello più alto nel mondo dopo gli Stati Uniti (134.814).

sabato 11 luglio 2020

CORONAVIRUS: NUOVO STUDIO, il VIRUS c'era Già da ANNI e NON si trasmette per VIA RESPIRATORIA! Ecco le CONSEGUENZE

Sono a dir poco impressionanti e clamorose le dichiarazioni, di Tom Jefferson, medico al Center for Evidence-Based Medicine (Cebm) presso l'Università di Oxford e pubblicate dal quotidiano inglese "The Telegraph": il medico sostiene che ci siano prove sempre più consistenti che il virus fosse già presente altrove, ben prima che emergesse a Wuhan, forse già da anni. Quindi, altro che Cina, altro che mercato del pesce o errore di laboratorio.
Come riportato dal quotidiano "Il Sole 24 ore" nella sua versione online (qui l'articolo), tale teoria farebbe saltare tutto ciò che sappiamo fino a oggi su questa pandemia che continua a terrorizzare il mondo. E proprio queste tesi potrebbero avere delle conseguenze stravolgenti.
Abbiamo già affrontato il capitolo che afferma come il coronavirus fosse presente già dallo scorso autunno anche in Italia come confermato dalle ricerche effettuate alla rete idrica e non solo. Ora degli studi confermano che Sars-Cov-2 ha più facilità di diffusione in particolari condizioni meteoclimatico/ambientali. Le prime, fanno riferimento, appunto a particolari condizioni atmosferiche meteorologiche (pioggia, neve, vento), quelle climatiche sono indirizzate invece alla stagionalità. Ovvero, sembra sempre più probabile che il coronavirus si diffonda a temperature più basse, con alti tassi di umidità e con poco soleggiamento (autunno e primavera per intenderci).
Ultimo, ma non meno importante, il fattore ambientale: l'inquinamento. La correlazione tra virus e pessima qualità dell'aria è emerso, in particolare, da uno studio curato da ricercatori italiani e da medici della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima): le polveri sottili avrebbero esercitato un cosiddetto 'boost', ovvero un accelerazione nel contagio dell'infezione. A tal proposito, Leonardo Setti, ricercatore dell'Università di Bologna, ha così commentato: "Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura Padana hanno prodotto un'accelerazione alla diffusione del Covid19. L'effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai".

Coronavirus, lo sfogo di un infermiere di Cremona: “Sta ancora infettando”

Noi esseri umani, facciamo finta che non esista, qualcuno pensa non sia mai esistito – spiega Luca Alini in un post sui social - ma il virus esiste, non è magicamente sparito, e sta mietendo ancora vittime"

“Ci risiamo. Abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti Covid con gravi insufficienze respiratorie. Per ora la cosa è limitata, ma il coronavirus fa quello che deve: infetta nuovi ospiti per sopravvivere", è lo sfogo, affidato a un post Facebook, di Luca Alini un infermiere di Cremona. Il post, che ha raccolto oltre 1.600 commenti e più di 4 mila condivisioni, è stato pubblicato il 9 luglio e l'infermiere il giorno successivo ne ha pubblicato un altro riportando alcuni dati sul periodo dell'emergenza Covid. 

"Noi esseri umani, facciamo finta che non esista, qualcuno pensa non sia mai esistito", sottolinea, ma "il virus esiste, non è magicamente sparito, e sta mietendo ancora vittime". "La maggior parte delle persone ormai pensa al mare, alla montagna, all'aperitivo con gli amici, alla gita del week end - insiste l'infermiere - Nel frattempo, noi continuiamo a fare quello che facciamo sempre, anche se adesso non siamo più eroi, angeli o qualunque altro titolo onorifico. L'ultimo paziente della prima ondata è stato dimesso, dal nostro reparto, il 30 giugno. Sono passati 8 giorni. Non siamo più Covid free, ma poco importa". La speranza è che "tutto ciò che è stato non si ripeta, ma nessuno ne può avere la certezza, e chi afferma il contrario è un bugiardo clamoroso", aggiunge l'infermiere, che se la prende "con chi non ha la minima cognizione di causa" e si mette "a pontificare". "Io il Covid l'ho beccato, anche se non ho mai avuto i sintomi - conclude - ma non mi sento affatto tranquillo".

Fonte


L'infermiere di Cremona: "Ho scritto quel post per dire che i casi di Covid sono tornati. Il virus non è scomparso"



Coronavirus Lombardia, test sierologico nel Bergamasco: positivo il 42%.

Robert De Niro, i danni economici per il Covid e l’accordo con l’ex moglie che fatica a rispettare

La star di Hoolywood quasi al verde per gli effetti economici causati dal lockdown tra ristoranti e alberghi chiusi. La sua avvocatessa: "Quasi 5 milioni di dollari persi in due mesi". E l'ex moglie Grace Hightower lo trascina in tribunale perché non starebbe rispettando gli accordi presi con il divorzio

Robert De Niro è quasi al verde. Il divo di Hollywood sta accumulando molti debiti causati dalla chiusura delle sue attività ristorative e ricettive e non riesce più a pagare nella maniera appropriata gli alimenti della ex moglie. Alimenti che ammontano a 1 milione di dollari l’anno con un tetto spese su una carta di credito da 100mila dollari. Ma ciò che è stato deciso in tribunale è legge, così De Niro è stato trascinato davanti la corte dopo aver abbassato il tetto di spese della carta della ex moglie da 100mila a 50mila dollari.

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Quasi 4 ore per arrivare da Busalla a Genova. Nel caos anche la Provinciale

È prevista entro sabato la riapertura al traffico galleria “Zella”, con conseguente ripristino della viabilità sulla A7 tra Genova Ovest e la A12. All’interno del fornice sono state eseguite attività di ispezione notturna che hanno rilevato <difettosità in alcune porzioni del calcestruzzo>


<L’intervento di ripristino ha impegnato 20 persone per turno sulle 24 ore – spiegano ad Aspi -. Resterà chiuso invece il tratto da Bolzaneto, in direzione sud, per consentire il completamento degli interventi in corso nella galleria Monte Galletto>.



Intanto, stamattina, gli abitanti della Vallescrivia hanno impiegato quasi 4 ore (chi è partito prima delle 7 è arrivato alle 10:45) ad arrivare a Genova. 4 ore per 27 km (calcolati fino a piazza della Vittoria). C’è stato chi, volendo prendere il treno, ha fatto a piedi da Isorelle a Busalla perché la strada provinciale era bloccata già prima delle 7.

venerdì 10 luglio 2020

Matrimonio con Coronavirus, a Cittadella 91 invitati in quarantena

Il padre della sposa accusa, dopo i festeggiamenti, i sintomi del Covid-19 e risulta positivo al tampone. Come lui anche un amico della sposa. Tutti sono in isolamento

Dalla gioia dei festeggiamenti alla quarantena in casa. I protagonisti sono 91 partecipanti a un matrimonio a Cittadella, in provincia di Padova, e tutto ha inizio poco dopo la fine del banchetto nuziale, quando il padre della sposa accusa i sintomi del Covid-19.
Dalle nozze al tampone
Il matrimonio di una coppia di origini congolesi risale al 27 giugno, come ricostruisce il Gazzettino. Nessuno però immaginava, durante brindisi e banchetto, cosa sarebbe successo. Dopo i sintomi, infatti, per il padre della sposa scatta il tampone che conferma la positività al virus. L’uomo viene ricoverato e, come da prassi, si cercano di ricostruire gli ultimi contatti e così si risale al matrimonio.

Allerta meteo della Protezione Civile: piogge, temporali e venti forti in arrivo fra stasera e domani

Un'ondulazione del getto nord-atlantico provocherà il passaggio di una rapida ma incisiva perturbazione sul Nord Italia fra le prossime ore e la giornata di Sabato.
La Protezione Civile ha emesso un'allerta meteo per piogge, temporali e venti forti. Vediamo tutti i dettagli.
Maltempo: in arrivo temporali e venti di burrasca al Nord
10 luglio 2020
Allerta arancione oggi e domani in Lombardia
La coda di un fronte freddo, associato a una saccatura attiva sul Nord-Europa, interessa, tra il pomeriggio di oggi e la giornata di domani, le regioni settentrionali italiane, specie i settori alpini, con piogge a prevalente carattere temporalesco e con tendenza anche ad aumento, domani, dei venti nei bassi strati.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d`intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l`attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche.

L`avviso prevede dal pomeriggio di oggi, venerdì 10 luglio, precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Valle d`Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, grandinate e forti raffiche di vento. Dal pomeriggio di domani, sabato 11 luglio, si prevedono inoltre venti forti o di burrasca nord-orientali su Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, con mareggiate lungo le coste esposte.
Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, è stata valutata per la giornata di oggi, venerdì 10 luglio, e di domani, sabato 11 luglio, allerta arancione su alcuni settori della Lombardia. Per la giornata di domani valutata, inoltre, allerta gialla in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, su alcuni settori del Piemonte e sul restante territorio della Lombardia.
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giovedì 9 luglio 2020

Sabato TEMPORALI anche INTENSI sul nord-est!

Il temporaneo cedimento dell'alta pressione sul nord Italia darà luogo a temporali anche intensi nella giornata di sabato, specie al nord-est.


Il tempo splendido di questi giorni lascerà spazio ad un sabato decisamente più movimentato su alcune aree della nostra Penisola. 
L'alta pressione che ci sta interessando subirà un temporaneo cedimento sulle regioni settentrionali; il cavo d'onda ospiterà la coda di una perturbazione che si farà sentire a suon di temporali che dalle regioni settentrionali si estenderanno alle aree interne del centro e al versante adriatico, seppur con fenomeni meno vistosi rispetto al nord. 
I fenomeni più intensi sono comunque attesi al nord-est. Ecco la sommatoria delle precipitazioni attese in Italia nell'arco di tutta la giornata di sabato 11 luglio: 
Temporali forti con associate grandinate e colpi di vento si faranno vedere sull'est della Lombardia e il Triveneto. In queste aree non si escludono locali allagamenti. Tutte le regioni settentrionali vedranno comunque il transito di qualche temporale, anche sul settore di nord-ovest. 
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Usa, nuovo record di casi Covid. Trump: “Sarebbe peggio se avessi ascoltato esperti”

In 24 ore oltre 60mila contagi negli Stati Uniti. Il presidente attacca Fauci: «Non ho ascoltato i miei esperti e ho vietato l'ingresso alla Cina. Se non l'avessi fatto  oggi staremmo peggio»


Nuovo record di casi di contagio negli Stati Uniti: 60.209 nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi di contagio in Usa sono oramai quasi tre milioni: 2.991.351. Le vittime dall'inizio della pandemia sono 131.362.

Trump: “Scuole aperte in Usa”
Le scuole e università devono riaprire. Donald Trump ha convocato alla Casa Bianca funzionari dell'Istruzione di tutto il Paese per un evento durato un giorno intero. «Faremo pressione sui governatori e su tutti gli altri perché le scuole vengono riaperte», avverte il presidente, minimizzando i rischi della pandemia mentre negli Usa i contagi superano quota 3 milioni. 


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mercoledì 8 luglio 2020

Coronavirus, Oms: "La pandemia sta accelerando, non abbiamo ancora raggiunto il picco"

"La pandemia sta accelerando e chiaramente non abbiamo raggiunto il picco. Ci sono volute 12 settimane perché il mondo raggiungesse 400.000 casi di Covid-19. Ma ora, solo durante l’ultimo fine settimana, ci sono stati più di 400.000 casi in tutto il mondo. In tutto contiamo 11,4 milioni di casi e oltre 535.000 vite perse". Così il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella conferenza stampa tenuta il 7 luglio a Ginevra.

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L'Oms conferma: "Prove sulla trasmissione per via aerea del virus"


martedì 7 luglio 2020

Un contagiato su tre scoperto per caso: “Segno che il virus circola ancora”

“La caccia agli asintomatici funziona”. Torna a salire il numero degli attualmente positivi: non succedeva dal picco di fine marzo

VENERDI' a Roma un ragazzo è caduto col motorino. Al pronto soccorso l’hanno sottoposto a tampone. Era positivo. Dieci casi su 31, nel Lazio, quel giorno sono stati trovati così: per caso. Erano persone che dovevano ricoverarsi per malattie diverse dal Covid. Ma in questa fase chi entra in ospedale viene testato, per non far entrare il virus in corsia. E spesso col referto arriva la sorpresa.

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La beffa dei test sierologici. Ora scadono, saranno buttati

lunedì 6 luglio 2020

Torna a far paura la peste bubbonica, segnalato un nuovo caso in Cina

Il comitato sanitario della città di Bayannur nella Regione della Mongolia interna ha emesso un allarme di terzo livello che vieta la caccia e il consumo di animali selvatici, in particolare marmotte


Le autorità sanitarie della Regione cinese della Mongolia interna hanno registrato un nuovo sospetto caso di peste bubbonica. Il paziente, un pastore della città di Bayannur, è in quarantena ed è in condizioni stabili. In tutto il distretto, il comitato sanitario ha emesso un allarme di terzo livello, in una scala da uno a quattro. L'allerta vieta la caccia e il consumo di animali selvatici, in particolare marmotte.  

Quattro giorni fa la Mongolia aveva messo in quarantena la sua Regione occidentale che confina con la Russia dopo aver identificato due casi sospetti di peste nera legati proprio al consumo di carne di marmotta. 

La peste bubbonica, conosciuta come la "Morte Nera" nel Medioevo, è una malattia altamente contagiosa e spesso fatale che si diffonde soprattutto nei roditori. E' fatale nel 90% dei casi, se non curata, soprattutto con alcuni specifici antibiotici. Dalla bubbonica può inoltre svilupparsi la peste polmonare, che causa grave infezione polmonare con problemi respiratori, mal di testa e tosse.
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Dal Veneto alla Campania: l'elenco dei focolai di Covid-19 presenti in Italia

Preoccupano anche i cluster familiari in Toscana: ma i casi da monitorare riguardano diverse province da Nord a Sud


Non si tratta più solo della vicenda isolata del presunto diffusore del contagio in Veneto (un manager vicentino in trasferta in Serbia che ha fatto finite in isolamento oltre cento persone per aver preso parte a feste e aver frequentato locali), dopo la quale Zaia ha annunciato un'ordinanza con regole più severe. In Toscana nelle ultime due settimane sono stati registrati tre cluster familiari: si tratta di 18 persone, straniere, che rappresentano più del 40% dei nuovi casi. I contagi sono dovuti principalmente al sovraffollamento in casa e per questo il governatore Rossi ha firmato una nuova ordinanza affincé i sindaci adottino provvedimenti per eliminare eventuali sovraffollamenti con l'utilizzo dell'albergo sanitario.

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domenica 5 luglio 2020

“Oggi voglio uccidere una donna” e la stupra più volte: agricoltore sospettato di essere violentatore seriale

NOVI LIGURE (AL) – Era la notte tra il 21 e il 22 giugno, poco dopo le 03.30, quando la Compagnia dei Carabinieri di Novi Ligure è intervenuta a seguito della segnalazione al 112 di un uomo che denunciava la rapina e lo stupro subiti dalla figlia da parte di uno sconosciuto. Grazie alle indicazioni ricevute dalla giovane donna – trasportata in stato di choc all’ospedale di Novi Ligure – i Carabinieri di Serravalle Scrivia, coadiuvati nelle indagini dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Novi Ligure, sono riusciti a risalire al luogo dove la vittima aveva subito la violenza da parte del malvivente.
Il racconto della giovane è pressoché scioccante. La ragazza verso le 23.40 di quella sera, mentre stava tornando a casa alla guida della sua auto, aveva notato che sulla strada si trovava un grosso ramo che le ostruiva il passaggio. Non potendo aggirarlo si era fermata ed era scesa dalla macchina per spostarlo. Appena fuori dall’auto la vittima aveva avvertito immediatamente qualcosa muoversi tra i cespugli sul lato della carreggiata. In un primo momento aveva pensato si trattasse di un cinghiale ma a sbucare dalle sterpaglie era stato invece un uomo con un passamontagna sul viso e una roncola in mano. La ragazza, terrorizzata e impietrita, aveva comunque trovato la forza per risalire in auto e chiudersi dentro. Un tentativo che non ha avuto purtroppo esito positivo perché l’uomo aveva sfondato il finestrino ed era riuscito a entrare anche lui nell’abitacolo.
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sabato 4 luglio 2020

Coronavirus: studio, 2 ceppi diversi virus in Lombardia

Lo studio di San Matteo di Pavia e Niguarda di Milano

Due ceppi diversi per il Covid-19 in due tra le aree della Lombardia più colpite dalla pandemia. Ad annunciarlo, in un convegno svoltosi all'Università di Pavia ed organizzato dall'associazione culturale "Nova Ticinum" presieduta dal prof. Mario Viganò, è stato il professor Fausto Baldanti, direttore della Virologia del San Matteo. "Grazie a uno studio che abbiamo condotto con il Niguarda di Milano - ha spiegato Baldanti - abbiamo scoperto che ci sono stati due diversi ceppi del virus in Lombardia. Quello circolato nella zona di Bergamo è diverso dal Coronavirus che si è diffuso nelle province di Cremona e Lodi. Due virus differenti tra di loro, per sequenza genetica e caratteristiche, che hanno provocato due diversi focolai". 
"Il Covid-19 - ha aggiunto il virologo pavese - secondo i nostri studi circolava nella zona rossa di Codogno già dalla metà di gennaio: dagli esami effettuati, abbiamo scoperto anticorpi che risalivano a quell'epoca. L'immunità di gregge comunque è ancora lontana dall'essere raggiunta. Sempre dai controlli effettuati è emerso che nella zona rossa di Codogno solo il 23 per cento della popolazione ha incontrato il virus. Da questo dato capiamo quanto sia importante rispettare le regole di prevenzione, dalla mascherina al distanziamento sociale".

Covid, lo studio: nel mondo domina nuovo ceppo più contagioso

Un nuovo ceppo più contagioso di Sars-Cov-2 domina nel mondo. La notizia della scoperta di questa variante era circolata settimane fa, grazie alla pubblicazione su alcune riviste scientifiche di una serie di studi internazionali - fra i quali uno italiano, firmato da Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, Roberto Cauda, docente di Malattie infettive all'Università Cattolica di Roma e Antonio Cassone, docente di Microbiologia dell'Università di Perugia. Ora un team internazionale di ricercatori dimostra che la variante ha migliorato la capacità del virus di infettare le cellule umane e l'ha aiutata a diventare il ceppo dominante che circola oggi nel mondo.

Lo studio, pubblicato su 'Cell', mostra che questa variante - la "D614G" . è più contagiosa nelle colture cellulari (in condizioni di laboratorio), e apporta una piccola ma efficace modifica alla glicoproteina Spike, usata dal virus per penetrare nelle cellule. Così la variante D614G di Covid-19 ha preso rapidamente il posto del ceppo dominante subito dopo la sua comparsa, con "un significativo spostamento nella popolazione virale dall'originale al nuovo ceppo del virus", rilevato dall'analisi di diversi campioni a livello internazionale. I ricercatori del Los Alamos National Laboratory nel New Mexico e della Duke University in North Carolina, hanno collaborato con il gruppo di ricerca dell'Università di Sheffield (GB) per analizzare campioni di genoma del virus pubblicati su Gisaid, una risorsa internazionale per condividere sequenze di genoma tra ricercatori di tutto il mondo.

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Zaia: "Veneto a rischio elevato, lunedì nuova ordinanza"

"Purtroppo siamo passati dal rischio basso al rischio elevato in Veneto con l'indice RT che dallo 0,43% è salito all'1,63 per cento, sta accadendo quello che temevamo, Se continuiamo a non usare la mascherina e a creare assembramenti andrà sempre peggio. Abbiamo una categoria di irresponsabili, ne prendiamo atto". A lanciare l'allarme è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che oggi è tornato al punto stampa proprio per avvertire che la situazione dell'epidemia si sta aggravando.


"Il virus tornerà ad ottobre? E' inevitabile, lo abbiamo già qui oggi. E per colpa di qualcuno, per i comportamenti irresponsabili, si aggiungono i tanti irresponsabili che abbiamo conosciuto nelle ultime ore. Abbiamo una sorta di sensazione di 'liberazione' dal virus, ma chi pensa che sia tutto finito si sbaglia, e poi abbiamo chi è positivo e va in giro tranquillamente e peggio rifiuta il ricovero proposto dai sanitari", ha aggiunto.
Zaia ha spiegato che l'RT a 1,63 % è stato causato da un nuovo focolaio nel vicentino, causato dal ritorno a fine giugno dalla Serbia di un imprenditore, che è risultato poi infetto e ora è ricoverato in terapia intensiva, e che da causato 52 persone in isolamento fiduciario a Vicenza e 37 nel veronese. "Qui siamo davanti a una persona che dopo aver accusato i sintomi ed effettuato il tampone risultato positivo ha rifiutato il ricovero proposto dai sanitari, nel frattempo è andato a una festa, poi c'è la signora reticente che non vuol dire quali contatti abbia avuto, se le motivazioni al richiamo dell'etica non servono, allora lunedì presenterò una nuova ordinanza per inasprire le regole. L'ordinanza è già parzialmente scritta, avrei potuto firmarla oggi. Noi dobbiamo muoverci nei limiti di legge, la legge prevede una multa di mille euro, per me mettere a rischio la vita di molte persone vale più di mille euro, è ridicolo per me deve essere previsto, a livello nazionale un TSO, un ricovero coatto per i positivi che non possono andarsene in giro tranquillamente".