lunedì 29 agosto 2016

La bufala sul governo che avrebbe abbassato la magnitudo del terremoto

C'è chi sostiene che lo avrebbe fatto per non pagare i danni, ma è una storia vecchia, falsa e inesatta in ogni punto

Da qualche giorno circolano messaggi, tweet e post su Facebook secondo cui il governo italiano e l’INGV (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) avrebbero di proposito abbassato la magnitudo del terremoto nel Centro Italia del 24 agosto. I messaggi – non tutti uguali, ma comunque molto simili – sostengono che la magnitudo sarebbe stata abbassata da 6.2 a 6.0: questo perché, dicono quei messaggi, c’è una legge del maggio 2012 in base alla quale se la magnitudo è inferiore a 6.1 lo Stato non deve pagare i danni ed è tutto a carico degli enti locali. È una bufala: non è vero che la magnitudo è stata “abbassata” e non è vero che lo Stato italiano non pagherà i danni; i risarcimenti dei danni non si calcolano in base alla magnitudo e comunque quella legge del maggio 2012 fu soppressa pochi mesi dopo.

Il punto di partenza delle tesi complottiste sull’abbassamento della magnitudo è che i media italiani parlano quasi tutti di una magnitudo di 6.0 e quelli stranieri dicono quasi tutti che la magnitudo è stata di 6.2: succede perché – come ha spiegato Emanuele Menietti del Post nel suo “Decalogo minimo per la cronaca di un terremoto” – la magnitudo viene misurata in modi diversi e può variare da una stazione di rilevamento all’altra. È plausibile che alcuni siti, canali tv e giornali stranieri abbiano parlato di una magnitudo di 6.2, ma non c’è dietro nessun complotto. Il National Geographic lo ha fatto spiegare a un sismologo.

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