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giovedì 5 gennaio 2012

Negozi, tre chiusure al giorno. Crolla il commercio

E il post-alluvione fa ancora più paura. Nell'ultimo trimestre addio a 266 attività, 200 delle quali a Genova

di RAFFAELE NIRI



Ogni santissimo giorno chiudono, a Genova e provincia, tre negozi. Tre negozi lunedì, tre negozi martedì, tre negozi ieri, altri tre oggi. Un massacro. In termini assoluti, nel trimestre scorso, le cessazioni di attività nel commercio genovese sono state 266 (quasi tutte a Genova città: 198) che si vanno ad aggiungere alle 305 cessazioni del trimestre precedente (cioè aprile-maggio-giugno 2011).

E il dato è solo parzialmente compensato dalle nuove iscrizioni che sono, comunque, sensibilmente meno delle chiusure: alla Camera di Commercio attenderanno ancora qualche giorno prima di chiudere anche il quarto trimestre e, quindi, il bilancio di un anno intero. Ma la tendenza è tremenda: mentre in tutti gli altri comparti, in tutte le attività economiche. il numero delle attività che aprono - nonostante la tanto ventilata crisi - supera di gran lunga quello delle attività che chiudono, nel commercio i titolari si assottigliano a vista d'occhio (alla fine di settembre, a Genova, era rimasto un esercito di 11.337 commercianti, meno del doppio dei dipendenti di Palazzo Tursi, che resta il maggior datore di lavoro cittadino). Undicimila commercianti, su oltre seicentomila abitanti, è un dato risibile, in quella che da sempre viene disegnata come "città di bottegai".

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Disoccupazione giovanile al top dal 2004

Dato in aumento di 0,9 % rispetto a ottobre e di 1,8 % su base annua. Picco tra le donne al Sud

ROMA - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre e' al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. E' il tasso piu' alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori).

DISOCCUPAZIONE NOVEMBRE SALE A 8,6%  - Il tasso di disoccupazione a novembre é all'8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie. E' il livello più alto da maggio 2010.

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Etna, prima colata del 2012

Dal vulcano una colonna di cenere alta 5.000 metri

Si è conclusa la prima eruzione del 2012 sull'Etna. Come le 18 attività dello scorso anno, quasi tutte a carattere stromboliano, ovvero caratterizzate da esplosioni, fontane di lava, emissione di cenere nera e la fuoriuscita di una colata, è durata alcune ore. Ma, secondo gli studiosi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, è stata ad alta criticità, nella zona sommitale.
La colata di lava c'e' stata nella zona sommitale dell'Etna ed è stata registrata alle ore 4.34 dalle reti di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La colata ha origine dal Nuovo Cratere di Sud-Est

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Rapina e terrore a Tor Pignattara uccisi padre e bimba di sei mesi

Gli hanno sparato un colpo al petto e l’hanno ucciso senza pietà insieme alla figlioletta che teneva in braccio. Ferita anche la moglie. Caccia ai rapinatori-killer. Nella borsa della donna 5000 euro, l'incasso della giornata. Convocato un vertice in prefettura

di FEDERICA ANGELI E EMILIO ORLANDO

Un duplice omicidio dopo un tentativo di rapina fallito. L’ennesimo episodio di violenza è avvenuto in via Giovannoli, angolo via Tempesta, periferia est della capitale, intorno alle 21. Zhou Zheng, uomo di 31 anni di origine cinese che gestisce un bar e un money transfer al Pigneto, era per strada con la famiglia. Ad un certo punto due giovani, in sella a uno scooter, si sono avvicinati e gli hanno puntato la pistola.


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Il sindaco: 'La pazienda e' finita: ora fatti'. Malviventi hanno ucciso per 5.000 euro

mercoledì 4 gennaio 2012

La crisi non frena gli sprechi di cibo A Natale nel cassonetto 1,32 mld di euro

Le cifre emergono da un'indagine condotta dalla Cia sulle tavole degli italiani durante le feste di fine anno. Dal 24 dicembre a Capodanno sono finite nella spazzatura 440 mila tonnellate di alimenti, oltre 50 euro a famiglia. I più sacrificati carne, uova e latticini

 

ROMA - La manovra 'lacrime e sangue' arrivata alla vigilia delle feste di fine anno avrà anche indotto a ridurre al minimo le spese per regali e addobbi, ma non sembra aver avuto effetti sugli sprechi alimentari. Neanche nel bel mezzo di una crisi che da mesi condiziona i consumi, gli italiani hanno rinunciato alla brutta abitudine di imbandire tavole troppo ricche di cibo e pietanze: dalla vigilia di Natale a Capodanno, sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di 1,32 miliardi di euro, il 20% della spesa complessiva. Uno sperpero di risorse e un danno rilevante per l'ambiente, 'costato' più di 50 euro a famiglia. Poco consola il fatto che, rispetto all'anno scorso, lo spreco si è ridotto del 12%, dovuto peraltro alla generale contrazione della spesa alimentare: si tratta comunque, evidenzia un'indagine della Cia (Confederazione italiana agricoltori) di cifre notevoli.


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Boom di incassi a Cortina nel giorno dei controlli fiscali

ll'agenzia delle entrate del Veneto ha impegnato 80 agenti per valutare soli 35 esercizi commerciali (su un totale di quasi mille della località turistica delle Dolomiti) e le dichiarazioni dei proprietari di 251 auto di lusso: su 133 intestate a persone fisiche, "42 sono di cittadini che fanno fatica a 'sbarcare il lunario'"

 

ROMA - Neve, impianti aperti, luci di un natale appena finito e controlli fiscali. Così proprio oggi gli incassi degli esercizi commerciali di Cortina - tra alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, e saloni di bellezza -, "sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010". A comunicarlo è l'agenzia delle entrate del Veneto che ha anche sottolineato come: "i ristoranti hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dell'anno prima, i bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104% rispetto al giorno prima)".


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Stop alla tassa sul permesso di soggiorno Sì del Pd, ira della Lega: "E' una vergogna"

L'annuncio arriva dai ministri Cancellieri e Riccardi: "Sarà riconsiderato il contributo chiesto agli stranieri per il rilascio del permesso. Bisogna valutare se è compatibile con il reddito del lavoratore e con la composizione del suo nucleo familiare". Nei giorni scorsi un ampio schieramento, dalla Cgil alla Cei, si era mobilitato per l'abolizione. Ma ora la Lega insorge. Maroni: "Attacco ai padani"

 

ROMA - C'è la crisi economica, va dunque ripensato il contributo chiesto agli stranieri per il rilascio del permesso di soggiorno. 1L'annuncio, oggi, è arrivato dai ministri dell'Interno, Anna Maria Cancellieri e della Cooperazione, Andrea Riccardi. Consenso dal Pd, che anzi chiede la totale abolizione della tassa. La Lega, però, minaccia battaglia contro l'iniziativa del governo: "Vigileremo, il contributo deve restare così com'è". 

La nuova norma, apparsa sulla Gazzetta ufficiale del 31 dicembre, impone agli immigrati un contributo variabile tra gli 80 e i 200 euro che vanno ad aggiungersi ai costi amministrativi della pratica. Nei giorni scorsi c'è stata un'ampia mobilitazione - dalla Cei alla Cgil - contro la stangata. E oggi il Viminale spiega: i ministri Cancellieri e Riccardi "hanno deciso di avviare un'approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio". In particolare, aggiungono i ministri, "in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c'è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare".


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martedì 3 gennaio 2012

Niente tagli agli stipendi della Casta. La commissione: "Per farli serve più tempo"

Il presidente dell'Istat: dati "del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge"

Tagliare gli stipendi alla casta è troppo difficile, e per farlo in modo serio serve tempo: più tempo di quello concesso alla Commissione Giovannini. E' questa, in sostanza, la conclusione della relazione del gruppo incaricato di redigere il rapporto per consentire di decidere sui possibili risparmi in merito agli stipendi dei politici. Che quindi, per ora, continuano a restare invariati.

I nostri parlamentari prendono oltre 16mila euro al mese, ben più di francesi (13.500), spagnoli (4.630), ma anche tedeschi (12.600), olandesi (10.000), austriaci (8.650). Siamo intorno al 60% in più rispetto alla media: da un minimo del 20 a un massimo del 400% in più.

Ma tutto questo non conta. Perché la Commissione che avrebbe dovuto elaborare la sua proposta di taglio ha avuto troppo poco tempo per il suo lavoro. Perché Palazzo Chigi ha negato la proroga. Ma soprattutto perché la normativa che regola gli stipendi dei parlamentari è talmente complicata, arzigogolata, complessa, che rivederla è una vera impresa. Soprattutto, pare che sia stata la raccolta dei dati a mettere nei guai gli esperti della commissione Giovannini, che avrebbero dovuto mettere a punto il programma dei tagli.

Quei dati, si legge nel documento della commissione, sono "del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge". E ancora: "Di fatto è stato chiesto alla commissione di condurre in pochi mesi lo studio degli assetti istituzionali e organizzativi di sei Paesi, più l'Italia, con un dettaglio mai realizzato in letteratura e visto l'utilizzo a fini legali dei risultati, con l'esigenza di raccogliere dati di elevata qualità, inconfutabili e pienamente comparabili".

Così, ecco la conclusione: non ci sono le condizioni per calcolare le medie di riferimento richieste. E quindi non si può tagliare. Quei 16mila euro al mese restano intatti. La crisi? Evidentemente non è affare dei politici. I parlamentari hanno altro a cui pensare.
 

Auto, un 2011 da dimenticare Crollo vendite: a dicembre -15%

Nel'anno appena passato il mercato dell'auto in Italia ha subito una flessione del 10,88%, a fronte di 1.748.143 nuove immatricolazioni, contro le 1.961.579 del 2010.

Nel 2011 il mercato dell' auto in Italia ha subito una flessione del 10,88%, a fronte di 1.748.143 nuove immatricolazioni, contro le 1.961.579 del 2010. Nel solo dicembre il calo del mercato è stato del 15,30% con 111.211 nuove immatricolazioni, contro le 131.298 di dicembre 2010. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Nel mese di novembre 2011 la Motorizzazione ha invece immatricolato 132.579 autovetture, con una variazione di -9,25% rispetto a novembre 2010. A dicembre 2011 sono stati registrati - fa ancora sapere il ministero dei Trasporti - 386.710 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -6,38% rispetto a dicembre 2010, durante il quale furono registrati 413.050 trasferimenti di proprietà (nel mese di novembre 2011 sono stati invece registrati 390.822 trasferimenti di usato, con una variazione di -6,56% rispetto a novembre 2010). 

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Gli stipendi record del Parlamento. Stangata in arrivo per gli onorevoli

Ecco i risultati della Commissione Giovannini. In Italia indennità superiore, ma Francia e Germania pagano di più per i portaborse. Che però da noi non vanno giustificati. L'organismo guidato dal presidente dell'Istat ha consegnato il rapporto elaborato su incarico del governo di CARMELO LOPAPA 


L'INDENNITÀ mensile (lorda) è la più alta d'Europa. Ma il "costo complessivo" del parlamentare in altri paesi, quali Francia e Germania, è ben superiore. Difficile, dunque, anzi "impossibile" decidere chi guadagna di più e chi meno. E soprattutto "fare una media".

La Commissione per il livellamento retributivo, guidata dal presidente Istat Enrico Giovannini, rinuncia però a quell'obiettivo. L'organismo (composto anche da quattro accademici) incaricato dal governo Berlusconi  - confermato da Monti - e dalle presidenze di Camera e Senato di confrontare i compensi tra le cariche elettive e gli organi istituzionali di sei paesi Ue, pubblica dunque i risultati della sua attesa comparazione.

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Borse europee in rialzo, lo spread scende sotto 500 punti

Petrolio oltre 100 dlr, benzina vicina a 1,74 euro

ROMA - Avvio in rialzo per Piazza Affari con il Ftse Mib che sale dello 0,49% a 15.529 punti e il Ftse All Share dello 0,54% a 16.308 punti. Londra ha aperto con un buon rialzo, +1,84%, con l'indice Ft-100 salito a 5.674,7 punti. Francoforte ha aperto in rialzo dello 0,80%, con l'indice Dax a 6.124,11 punti. La Borsa di Parigi ha aperto in rialzo dello 0,28%, con l'indice Cac a 3.231,43 punti.

Lo spread tra Btp e Bund decennali scende questa mattina sotto 500 punti base (a 499,3) con il rendimento della carta italiana a 10 anni al 6,92%.
Intanto il petrolio vola oltre i 100 dollari alle quotazioni elettroniche di New York. Il barile di greggio con consegna a febbraio è scambiato a 100,70 dollari in crescita di 1,81 dollari.

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lunedì 2 gennaio 2012

I record delle autostrade che rincarano di più

Ecco la lista: periodo nero per i pendolari

Le infrastrutture costano, i pedaggi aumentano e per i pendolari la vita è sempre più dura. I rincari delle bretelle autostradali, oltre ad avere un effetto dirompente sull’inflazione, andranno a intaccare anche la produttività pro capite, e oggi sono il vero grande problema di Capodanno. La Stampa mette a confronto i rincari, e scopre che:
Benvenuti sulla A5, l’autostrada che ogni volta batte il record dei rincari. Nel tratto Quincinetto-Aosta, gestito dalla Sav (Società autostrade valdostane) stavolta si sono accontentati di un aumento dei pedaggi pari all’11,75 per cento, dopo l’exploit di dodici mesi fa quando le tariffe furono incrementate di un sobrio 18,95 per cento. I «cugini» della Rav (Raccordo autostradale valdostano), che gestiscono la cosiddetta «autostrada del Monte Bianco», ossia il tratto che prosegue da Aosta per raggiungere Courmayeur, hanno piazzato un +14,17 per cento perché l’anno scorso si dovettero accontentare di un aumento del 14,15. Il raffronto rispetto all’epoca della lira è impietoso: i pedaggi sono triplicati in dieci anni. La tratta autostradale lastricata d’oro comincia nell’ultimo casello piemontese prima del confine con la regione più piccola d’Italia: Quincinetto. E’ qui che inizia la gestione Sav della A5. Oltretutto, per evitare di aggiungere al danno (dei pedaggi) la beffa (del carburante) è meglio fare il pieno prima del confine e non dopo. Nella zona di Ivrea il gasolio oggi è quotato 1,580 mentre una volta entrati nel territorio valdostano schizza a 1,710 (area di servizio di Brissogne).

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Aziende in crisi: a rischio 30 mila posti di lavoro

Al ministero dello Sviluppo economico sono circa 230 i tavoli aperti. I settori più colpiti trasporti, tessile e telecomunicazioni.

 

Aziende in crisi: a rischio 30 mila posti di lavoro
Operai al lavoro

ROMA - Il 2012 si apre tutto in salita per le crisi aziendali. Al ministero dello Sviluppo economico sono circa 230 i tavoli aperti per cercare una soluzione: coinvolti 300mila lavoratori, con rischi occupazionali più immediati per 40mila persone. "Le vertenze attive con tavoli che si convocano frequentemente - si legge nel dossier - sono oltre un centinaio, poi ci sono vertenze che invece hanno una dimensione un pò meno pressante e arriviamo a 230 tavoli. Sono coinvolti oltre 300mila lavoratori e i posti a rischio sono tra i 30mila e i 40mila".

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Prezzo benzina, nuova fiammata. La verde tocca 1,74 euro a litro

Scattano con il nuovo anno le addizionali regionali in cinque regioni, con un effetto consistente sul costo del pieno soprattutto in alcune aree del Centro e del Sud d'Italia

 

ROMA - Prezzi in aumento per la benzina che ha raggiunto il nuovo livello record di 1,738 euro/litro, con punte di quasi 1,8 euro/litro in alcune aree del Paese, in particolare al Sud e al Centro, dove è più forte l'effetto addizionali. Con il nuovo anno, infatti, sono scattate le addizionali regionali in cinque regioni. Da ieri, infatti, la Toscana ha aumentato l'imposizione fiscale sulla benzina di 5 centesimi (6,1 cent iva inclusa), il Lazio di 2,6 cent, la Liguria di 2,5 cent, le Marche di 5 cent, 'Umbria di 4 centesimi.


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COME RISPARMIARE CARBURANTE 

 


domenica 1 gennaio 2012

Non sono bastati divieti e sequestri. Due morti e oltre 100 feriti per i botti

A Roma l'esplosione di un petardo ha devastato un appartamento uccidendo un trentunenne e ferendo quattro bambini. Nel Napoletano un uomo è morto per ferite alla bocca, causate probabilmente da un proiettile vagante. Il bollettino di guerra oscura le tante gioiose feste di piazza


ROMA - Due morti e più di cento feriti. Questo il primo bilancio delle vittime dei botti in quella che ancora una volta da notte di festa si è trasformata in notte di guerra, malgrado i divieti imposti da circa 2.000 sindaci 1 e i sequestri effettuati dalle forze dell'ordine. A Roma l'esplosione di petardi e botti ha devastato un appartamento causando la morte di uomo di 31 anni e il ferimento di quattro bambini, uno dei quali è in condizioni gravissime. L'altra vittima è un trentanovenne di Casandrino, in provincia di Napoli: non è ancora chiaro se sia stato ucciso da un proiettile vagante o da fuochi d'artificio che stava posizionando davanti al suo ristorante. Il bollettino del Capodanno 2012 registra per ora 73 feriti nel Napoletano e 27 nel Salernitano. Una quindicina i feriti nel Foggiano. A Palermo 2 un ragazzino di 14 anni ha perso le dita di una mano e rischia di perdere un occhio. Notizie che fanno passare in secondo piano le tante gioiose feste di piazza con cui centinaia di migliaia di italiani hanno salutato l'arrivo del nuovo anno.

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sabato 31 dicembre 2011

Don Verzè, padre del San Raffaele, morto per arresto cardiocircolatorio

Aveva 91 anni ed è deceduto nella sua casa di Milano all'interno del complesso dell'ospedale che aveva fondato, ora al centro di una tempesta giudiziaria. Il portavoce: ha pesato lo stress. Proprio oggi è scaduto il termine per presentare offerte migliorative per l'acquisto del San Raffaele

 


Don Luigi Verzè è morto nella prima mattinata di oggi nel suo appartamento all'interno del complesso del San Raffaele.  Il decesso di don Verzè, che aveva 91 anni, è stato causato da una crisi cardiaca. I funerali si svolgeranno lunedì a Illasi, in provincia di Verona, il paese natale del sacerdote.

Colaprico: "Una morte, tanti segreti"

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Botti vietati in 2.000 Comuni raffica di sequestri prima della festa

Proibito salutare il 2012 con spari e fuochi d'artificio in grandi città come Milano, Torino, Venezia e Bari e in tantissimi centri minori.Quasi quattro tonnellate di materiali esplodenti scoperte dalle forze dell'ordine nel Napoletano, due tonnellate a Padova

 

ROMA - Quest'anno la guerra ai botti non l'hanno fatta solo le forze dell'ordine ma anche le amministrazioni locali. Sono infatti circa duemila i Comuni in cui sarà proibito salutare l'anno nuovo con spari e fuochi d'artificio. Dalle grandi città come Torino 1, Milano 2, Venezia e Bari 3 ai centri minori come Ercolano 4 e Seriate. E le multe arriveranno in alcuni casi a 500 euro. Chiaro l'intento dei sindaci che hanno optato per il divieto: evitare che il 2012 inizi con il tragico bollettino delle vittime che ha spesso funestato il Capodanno in passato. Ma c'è anche chi, come il primo cittadino di Torino Piero Fassino, ha motivato la sua scelta con la necessità di tutelare gli animali domestici che rischiano la morte per lo spavento. Ma c'è anche chi, come il sindaco di Roma Gianni Alemanno 5 e quello di Firenze Matteo Renzi 6, ha giudicato inutile adottare un provvedimento di questo tipo.


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venerdì 30 dicembre 2011

Consumatori, 5 e 6 gennaio sciopero automobilisti: niente pieno per protesta

ROMA - Due giorni di «sciopero della benzina» per protestare contro i rincari abnormi dei carburanti. Ad indirli sono le associazioni dei consumatori aderenti a CASPER (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori): «il 5 e il 6 gennaio - annunciano - i cittadini italiani sono invitati ad astenersi dal fare rifornimento di benzina e gasolio, come forma di protesta contro i continui aumenti delle accise decisi dagli ultimi due governi e contro le speculazioni sui prezzi alla pompa che mantengono alti i listini nonostante il calo del petrolio».

«L’abnorme situazione dei carburanti in Italia determina non solo una stangata sul pieno che sfiora i 200 euro annui ad automobilista, ma anche un effetto negativo sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati su gomma. Effetto che - spiegano Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori - potrà arrivare al +0,3% sul tasso di inflazione, con danni enormi per le tasche delle famiglie italiane». Le 4 associazioni annunciano inoltre la preparazione di una denuncia penale in relazione alle speculazioni sui prezzi di benzina e gasolio.


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Autostrade, dal 2012 pedaggi più cari

 

Dieci anni di euro, aumenti medi del 53,7%

 
La moneta unica europea spegne dieci candeline, ma sarà una festa in tono minore, visti i prezzi. La denuncia arriva dal  Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori): dal 2001 – poco prima di salutare la Lira – a oggi, i costi dei beni e servizi di largo consumo sono schizzati alle stelle, con aumenti medi del 53,7% che hanno ristretto il potere d’acquisto delle famiglie del 39,7%.
"Un vero e proprio massacro per le tasche delle famiglie italiane", fra rincari delle tariffe, manovre economiche, caro-affitti, caro-carburanti. Una famiglia di 4 persone, secondo i calcoli fatti dalle associazioni dei consumatori su un paniere di circa 100 elementi, avrebbe subito una “eurostangata” di circa 10.850 euro. Qualche esempio: coni gelato a +159%, penne a sfera +207%, tramezzino al bar +192%, biscotti +113%, la lavanderia 109%, caffè+136%, pizza margherita +93%, jeans +95%, biglietto del bus di una metropoli come Milano +95%, messe in piega dal parrucchiere +63%.

“E l'ondata – spiega il comitato - non è finita, perché il recente scatto dell’aliquota Iva dal 20 al 21 per cento deciso dal governo produrrà un ulteriore incremento dei listini al dettaglio”.

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Una chiamata notturna al Quirinale così la Merkel 'licenziò' Berlusconi

La rivelazione del Wall Street Journal. A ottobre la telefonata del cancelliere a Napolitano: "Non credo che Berlusconi abbia la forza necessaria per rilanciare la crescita"

ROMA - Dovete cambiare premier se vogliamo salvare l'euro: l'appello, che suonava molto simile a un ultimatum, arrivò a ottobre da Berlino, direttamente dal telefono del cancelliere Angela Merkel, e fu diretto a Giorgio Napolitano. Della chiamata era già giunta notizia, ma i dettagli della telefonata, che ha convinto il capo dello Stato del fatto che una scossa fosse necessaria, sono stati rivelati solo oggi dal Wall Street Journal.

La Merkel, sempre secondo il Wsj, avrebbe detto a Napolitano che "gli sforzi contro il deficit sono apprezzabili", ma erano necessarie riforme molto più aggressive per rilanciare la crescita. Aggiungendo poi: "Sono preoccupata, non credo che Berlusconi sia abbastanza forte da metterle in cantiere".


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Wsj, "Così la Merkel 'licenziò' Berlusconi" il Quirinale e Berlino smentiscono

 

Perché la benzina aumenta ancora. Più 18% in un anno

La Libia e le mosse delle compagnie

ROMA - Natale era filato via liscio ma Capodanno non perdona. Gli italiani si rimettono in macchina per le vacanze e arrivati al distributore (il pieno, grazie) sono costretti a rifare di nuovo i conti. Il prezzo della benzina ha raggiunto un nuovo record, 1,723 al litro, così come il gasolio che ha toccato quota 1,698. Il rialzo - di un centesimo per la verde, di mezzo per il diesel - riguarda per ora solo Eni ed Esso come osserva il giornale specializzato «Staffetta quotidiana». Ma visto che Eni è la compagnia leader del mercato italiano è possibile che a breve anche i concorrenti facciano la stessa mossa.

Perché questo nuovo aumento? Proprio ieri il governo di Tripoli ha annunciato di voler rivedere «alla luce degli interessi della Libia» i contratti firmati in passato dal regime di Gheddafi con l'Eni. La compagnia precisa che i contratti da rivedere «non hanno nulla a che fare con il petrolio o con il gas naturale» e che invece riguardano «iniziative in materia sociale». Cosa c'è da rivedere, allora? Da Tripoli il comunicato del governo di transizione spiega che le «compagnie straniere dovranno provare di essere state dalla parte della Libia e non del regime: l'Eni dovrà darne prova giocando un ruolo significativo nella ricostruzione».  

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Balotelli il buono, offerte e da bere per tutti

Balotelli il buono, offerte e da bere per tutti

Il Mario Balotelli che non ti aspetti. Se è vero che l'attaccante del Manchester City ha spesso fatto parlare di sè per le sue bravate, è anche vero che è capace di bei gesti che non passano certo inosservati. La vigilia di Natale, per esempio, lo ha visto protagonista in positivo prima in un pub e poi in chiesa. Balotelli, raccontano i tabloid inglesi, si è presentato al Tudor pub, alla periferia di Peel Hall, e ha messo sul tavolo mille sterline per offrire da bere a tutti i clienti, facendosi scattare anche qualche foto con loro e chiacchierando tra un bicchiere e l'altro anche se lui si è limitato a qualche cocktail leggero. Poi, in compagnia della fidanzata Raffaella Fico, si è diretto alla chiesa St. John di Chorlton, a Manchester, per la tradizionale messa di mezzanotte, la stessa a cui aveva assistito un anno prima Roberto Mancini. E durante l'offertorio, SuperMario ha donato 200 sterline. "Quando è entrato nessuno riusciva a credere che fosse lui - racconta un testimone al 'Sun'- L'ultima cosa che ci si aspettava è che una grande celebrità come lui venisse per la messa ma è stato molto gentile, incantevole e non ha attirato l'attenzione su di sè". Il prete sarebbe rimasto così sbalordito da invitare il giocatore alla cena di Natale per i senzatetto.

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Bossi insulta Napolitano: "Terùn" "Ci siamo rotti, la Padania ci sarà"

Alla "Berghem Frecc" dure contestazioni al Presidente della Repubblica e al premier Monti. La folla grida "secessione". Il Senatur: "Chiamiamola indipendenza, ma con le buone o le cattive la Padania ci sarà"

 

ALBINO (Bergamo) - Insulti, fischi e grevi ironie. Alla "Berghem Frecc" va in scena il peggio della Lega non più di governo che cerca di rinverdire agli occhi dei militanti l'immagine della "Lega di lotta". Obiettivi dello stato maggiore del Carroccio il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

A dare il "la" agli attacchi è stato in prima persona il leader leghista, Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di "mandare un saluto al presidente della Repubblica": è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all'indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan 'Monti vaffa...': "Magari gli piace", ha osservato ridendo l'ex ministro delle Riforme dal palco.


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giovedì 29 dicembre 2011

La ragazza dal reggiseno blu: “Sarò un esempio”



“Non rivelate il mio nome, non parlerò con nessuno: le immagini dicono tutto”, dice dall’ospedale



Ha fatto il giro della rete l’immagine delle forze di polizia del nuovo Egitto comandato dalla giunta militare transitoria: buttata a terra, picchiata e trascinata, la polizia ha tolto il velo ad una ragazza, le ha tolto la maglietta e l’ha mostrata in reggiseno al mondo intero. Uno scandalo di prima portata per la restrittiva legge coranica musulmana, che ha delle idee ben precise sul corpo delle donne e sulla sua esposizione in pubblico. E’ anche per questo che la donna non vuole, adesso, che il suo nome venga divulgato dalla stampa, perché altrimenti sarebbe “disonorata per sempre”.

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Un italiano su 4 a rischio povertà Più esposti i giovani tra 18 e 24 anni

La fotografia scattata dall'Istituto nazionale di statistica si riferisce al 2010.  Il 16% delle famiglie residenti in Italia ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Meglio di noi sia Germania che Francia

ROMA - Un italiano su quattro è a rischio di povertà o di esclusione sociale, e il pericolo aumenta soprattutto per i giovani tra i 18 e i 24 anni: lo rileva l'Istat, in una ricerca sul reddito e le condizioni di vita relative al 2010.
Cifre alla mano, il 18,2% delle persone residenti in Italia risulta esposto al rischio di povertà, il 6,9% si trova in condizioni di grave disagio economico e il 10,2% vive in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro.

L'indicatore sintetico del rischio di povertà e di esclusione sociale, che considera vulnerabile chi si trova in almeno una di queste tre condizioni, è così pari al 24,5%. Le altre due maggiori economie dell'area dell'euro, Germania e Francia, mostrano valori inferiori sia del rischio di povertà, sia dell'indicatore di grave povertà.


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