martedì 10 marzo 2015
lunedì 9 marzo 2015
Sepolti dalla neve, escono dalle finestre.
Capracotta, paesino in provincia di Isernia, è letteralmente sommerso dalla neve
Capracotta, in provincia di Isernia, si trova a 1.421 metri sul livello del mare ed è il secondo comune più alto dell'Appennino (dopo Rocca di Cambio, in Abruzzo).
Foto e video
Dai cappelli al gas, il buco da 3 miliardi del signor Borsalino
In un capannone alla periferia di Asti c’è un buco che potrebbe arrivare fino a tre miliardi e mezzo di euro, la seconda più grande bancarotta della storia d’Italia dopo Parmalat. Un sistema di truffe e raggiri a catena in un settore ultra-regolamentato e strategico per la sicurezza nazionale come il mercato dell’energia. E i costi - in parte - scaricati sui consumatori sottoforma di maggiorazione nella bolletta del gas. È la storia della voragine nascosta sotto i cappelli Borsalino, lo storico marchio della moda italiana ad un passo dal fallimento. Protagonista di tutto questo, il signor Marco Marenco, azionista di Borsalino che da piccolo imprenditore che vende tubi in rame diventa uno dei principali operatori del mercato del gas prima e un latitante e bancarottiere da record poi.
Le truffe
Fino a un paio di anni fa, nessuno sapeva bene chi fosse davvero Marco Marenco. Neppure ad Asti, la sua città. I primi ad accorgersi che qualcosa non va sono i funzionari dell’agenzia delle dogane di Alessandria. Mettono insieme i puntini e si accorgono che quella fila di società che fanno trading di gas e non pagano le accise fanno tutte capo alla stessa persona: Marco Marenco, appunto. All’Erario mancano almeno 200 milioni di euro. Intanto, c’è anche qualcun altro che si accorge che qualcosa non va. È Snam, la società che tra le altre cose gestisce il mercato del gas in Italia. Il sistema degli stoccaggi è in mano a Stogit, una controllata di Snam. È un settore chiave della sicurezza nazionale che garantisce una fetta importante del nostro fabbisogno di energia. Il sistema prevede delle compensazioni, per cui se un operatore non riceve la fornitura attinge alle riserve comuni, con l’obbligo di pagare in denaro o gas, pena pesanti sanzioni. Marenco non paga. Lo fa ripetutamente e per un bel po’ di tempo e accumula almeno 355 milioni di euro di debiti tra il 2009 e il 2011. Cambiano le società: prima la Speia, poi la Service, la Exergia e altre. In totale, il buco per il sistema del gas potrebbe superare il miliardo, in gran parte per sanzioni non pagate. Non basta. All’inizio del 2012 un pronunciamento del Tar apre una «falla» normativa nel sistema delle compensazioni. Marenco e altri operatori truffaldini s’infilano anche lì e fanno un altro buco. Oltre 400 milioni di forniture non pagate. Almeno 250 milioni sono società del gruppo Marenco. È la parte nota alle cronache come «i furbetti del gas». Meno noto è che il buco, ridotto a 280 milioni, finisce nella bolletta del gas. Sono 0,001 euro a metro cubo spalmati su tre anni che pagano i consumatori.
La donazione a mamma
Intanto Marenco non sta con le mani in mano. Siamo a metà del 2012. Snam si rivolge al tribunale per riavere i soldi, ma Marenco fa partire una lunga battaglia legale che ancora va avanti. In quei giorni, parte un bonifico di 40 milioni di euro dalla Speia ad un conto della madre di Marenco. Causale: «donazione». Si arriva al 2013 e le società dell’imprenditore vengono dichiarate fallite dal tribunale. Sono una decina in tutte. Oltre alla Speia c’è Finind, Baltea Energia, Service srl, Camarfin, Camar. La voragine del «sistema Marenco» appare in tutta la sua enormità: almeno 3,5 miliardi di euro in totale, debiti con il fisco, con Snam, con le banche (circa 340 milioni suddivisi tra Intesa, Unicredit, Banco Popolare, Mps, Banca Marche e altri), con fornitori di gas italiani e stranieri, grandi e piccoli.
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Le truffe
Fino a un paio di anni fa, nessuno sapeva bene chi fosse davvero Marco Marenco. Neppure ad Asti, la sua città. I primi ad accorgersi che qualcosa non va sono i funzionari dell’agenzia delle dogane di Alessandria. Mettono insieme i puntini e si accorgono che quella fila di società che fanno trading di gas e non pagano le accise fanno tutte capo alla stessa persona: Marco Marenco, appunto. All’Erario mancano almeno 200 milioni di euro. Intanto, c’è anche qualcun altro che si accorge che qualcosa non va. È Snam, la società che tra le altre cose gestisce il mercato del gas in Italia. Il sistema degli stoccaggi è in mano a Stogit, una controllata di Snam. È un settore chiave della sicurezza nazionale che garantisce una fetta importante del nostro fabbisogno di energia. Il sistema prevede delle compensazioni, per cui se un operatore non riceve la fornitura attinge alle riserve comuni, con l’obbligo di pagare in denaro o gas, pena pesanti sanzioni. Marenco non paga. Lo fa ripetutamente e per un bel po’ di tempo e accumula almeno 355 milioni di euro di debiti tra il 2009 e il 2011. Cambiano le società: prima la Speia, poi la Service, la Exergia e altre. In totale, il buco per il sistema del gas potrebbe superare il miliardo, in gran parte per sanzioni non pagate. Non basta. All’inizio del 2012 un pronunciamento del Tar apre una «falla» normativa nel sistema delle compensazioni. Marenco e altri operatori truffaldini s’infilano anche lì e fanno un altro buco. Oltre 400 milioni di forniture non pagate. Almeno 250 milioni sono società del gruppo Marenco. È la parte nota alle cronache come «i furbetti del gas». Meno noto è che il buco, ridotto a 280 milioni, finisce nella bolletta del gas. Sono 0,001 euro a metro cubo spalmati su tre anni che pagano i consumatori.
La donazione a mamma
Intanto Marenco non sta con le mani in mano. Siamo a metà del 2012. Snam si rivolge al tribunale per riavere i soldi, ma Marenco fa partire una lunga battaglia legale che ancora va avanti. In quei giorni, parte un bonifico di 40 milioni di euro dalla Speia ad un conto della madre di Marenco. Causale: «donazione». Si arriva al 2013 e le società dell’imprenditore vengono dichiarate fallite dal tribunale. Sono una decina in tutte. Oltre alla Speia c’è Finind, Baltea Energia, Service srl, Camarfin, Camar. La voragine del «sistema Marenco» appare in tutta la sua enormità: almeno 3,5 miliardi di euro in totale, debiti con il fisco, con Snam, con le banche (circa 340 milioni suddivisi tra Intesa, Unicredit, Banco Popolare, Mps, Banca Marche e altri), con fornitori di gas italiani e stranieri, grandi e piccoli.
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Uccide agricoltore e poi si spara. Una tragica lite per motivi di lavoro
Un muratore 35enne di Scaldasole ha ucciso il 60enne nella sua azienda
di Sannazzaro, sparandogli mentre era sul trattore. Poi è andato al
cimitero di Scaldasole e si è tolto la vita
SANNAZZARO (PV)
Doppia tragedia tra Sannazzaro e Scaldasole. Matteo Zanini, 35 anni, muratore, residente a Scaldasole, intorno alle 13 ha prima ucciso Maurizio Varesi, 60 anni, agricoltore della frazione Buscarella di Sannazzaro, e qualche ora dopo si è tolto la vita. Il suo corpo è stato trovato vicino al cimitero di Scaldasole.
Alla base del tragico episodio potrebbe esserci una lite per motivi di affari. Il muratore stava eseguendo dei lavori nell'azienda della vittima, a proposito dei quali sabato aveva avuto un violento alterco con il proprietario. La discussione era finita tra gli insulti. Zanini è così tornato il giorno dopo da Varesi e lo ha ucciso con alcuni colpi di fucile da caccia, esplosi a pochi metri di distanza mentre l'agricoltore si trovava nella cabina del trattore.
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SANNAZZARO (PV)
Doppia tragedia tra Sannazzaro e Scaldasole. Matteo Zanini, 35 anni, muratore, residente a Scaldasole, intorno alle 13 ha prima ucciso Maurizio Varesi, 60 anni, agricoltore della frazione Buscarella di Sannazzaro, e qualche ora dopo si è tolto la vita. Il suo corpo è stato trovato vicino al cimitero di Scaldasole.
Alla base del tragico episodio potrebbe esserci una lite per motivi di affari. Il muratore stava eseguendo dei lavori nell'azienda della vittima, a proposito dei quali sabato aveva avuto un violento alterco con il proprietario. La discussione era finita tra gli insulti. Zanini è così tornato il giorno dopo da Varesi e lo ha ucciso con alcuni colpi di fucile da caccia, esplosi a pochi metri di distanza mentre l'agricoltore si trovava nella cabina del trattore.
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Triathlon, incidente in Sudafrica: due azzurre ferite
Edith Niederfriniger e Linda Scattolin si stavano allenando in
bicicletta quando un pullman che trasportava una squadra di rugby, che
successivamente su è ribaltato, le ha investite. Due rugbisti e un
tifoso al seguito sono morti
Sono ore di ansia nel mondo del triathlon Due azzurre, Edith Niederfriniger e Linda Scattolin, sono rimaste gravemente ferite in un incidente avvenuto in Sudafrica nella regione del Capo. Le due triatlete, mentre stavano svolgendo una seduta di allenamento in bicicletta, sono state investite da un pullman che stava trasportando una squadra di rugby. Il pullman è uscito di strada e si è ribaltato. Tre componenti della squadra del Franschhoek Rugby Club (due giocatori ed un supporter) sono morti: si stavano recando a Grabouw per disputare un incontro. Gli altri feriti, si parla di 26 persone, sono stati trasferiti negli ospedali di Paarl, Stellenbosch e Città del Capo.
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Sono ore di ansia nel mondo del triathlon Due azzurre, Edith Niederfriniger e Linda Scattolin, sono rimaste gravemente ferite in un incidente avvenuto in Sudafrica nella regione del Capo. Le due triatlete, mentre stavano svolgendo una seduta di allenamento in bicicletta, sono state investite da un pullman che stava trasportando una squadra di rugby. Il pullman è uscito di strada e si è ribaltato. Tre componenti della squadra del Franschhoek Rugby Club (due giocatori ed un supporter) sono morti: si stavano recando a Grabouw per disputare un incontro. Gli altri feriti, si parla di 26 persone, sono stati trasferiti negli ospedali di Paarl, Stellenbosch e Città del Capo.
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sabato 7 marzo 2015
Atletica, Euroindoor: meravigliosa Trost, argento nell'alto
La friulana perde lo spareggio con la russa Kuchina, ma centra la prima medaglia di peso tra i grandi. Entrambe centrano al primo salto la misura di 1.97 e poi si affrontano in un duello per il gradino più alto del podio. Bronzo alla polacca Licwinko
Alessia Trost è splendido argento europeo: la 21enne pordenonese, alla vigilia del compleanno, si fa proprio un bel regalo. Per lei, dopo tanti podi importanti nelle categorie giovanili, è il primo risultato di peso in quella assoluta. Arriva al termine di una gara tiratissima, che si decide addirittura allo spareggio. Su quote non altissime, ma al cospetto di avversarie di qualità. L’azzurra, con 1.97 e a pari misura, è preceduta dalla russa Maria Kuchina. Al di là del risultato (prestigiosissimo) è la conferma di un talento cristallino, sul quale l’atletica tricolore può continuare a investire con slancio e sicurezza. E per tutto l’ambiente, che vive un periodo difficile, è una bella boccata d’ossigeno.
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Fiat Chrysler, a Marchionne 6,6 milioni di stipendio e 60 milioni tra premi e azioni
Nel 2014 l'amministratore delegato ha ricevuto 24,7 milioni per aver portato a termine con successo la fusione con la società statunitense. In più gli sono stati riconosciuti 12 milioni di bonus una tantum da incassare quando lascerà il gruppo e un pacchetto di azioni che ai corsi attuali vale circa 23 milioni
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venerdì 6 marzo 2015
Caso Roberta Ragusa, prosciolto il marito all'udienza preliminare: il fatto non sussiste
La donna scomparsa da San Giuliano Terme (Pisa) nella notte tra il 13 e
14 gennaio 2012, Antonio Logli è accusato dalla procura di omicidio
volontario e di distruzione di cadavere. Per il gup, in assenza del
corpo, potrebbe non essere morta. Il procuratore: "Continueremo ad
indagare"
Prima dell'udienza preliminare, questa mattina, era entrato in tribunale da un ingresso secondario, arrivato in auto insieme al suo avvocato. Il volto sempre sereno, a tratti sorridente. Anche se l'attesa era per la decisione del giudice sul rinvio a giudizio per la scomparsa della moglie, Roberta Ragusa. Della donna non si hanno più notizie da tre anni. E' scomparsa da Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa.
Dopo essere stato prosciolto dal gup, invece, Antonio Logli, indagato dalla procura per omicidio volontario e distruzione di cadavere, è uscito a testa alta dall'ingresso principale. Scortato dai suoi avvocati ha passeggiato tra giornalisti e telecamere senza dire una parola, guardandoli negli occhi. Ha raggiunto a piedi l'auto parcheggiata ancora sul retro del palazzo di giustizia, forse nell'eventualità di un epilogo diverso. Logli è stato prosciolto dal gup dall'accusa di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa perché il fatto non sussite. "Nell'interpretazione del dispositivo e in attesa di leggerne le motivazione - ha detto il procuratore facente capo di Pisa Antonio Giaconi - è possibile che il giudice abbia ritenuto che, in assenza del corpo, Roberta Ragusa non sia morta. Noi invece riteniamo che sia stata uccisa e per questo continueremo a indagare".
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Prima dell'udienza preliminare, questa mattina, era entrato in tribunale da un ingresso secondario, arrivato in auto insieme al suo avvocato. Il volto sempre sereno, a tratti sorridente. Anche se l'attesa era per la decisione del giudice sul rinvio a giudizio per la scomparsa della moglie, Roberta Ragusa. Della donna non si hanno più notizie da tre anni. E' scomparsa da Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa.
Dopo essere stato prosciolto dal gup, invece, Antonio Logli, indagato dalla procura per omicidio volontario e distruzione di cadavere, è uscito a testa alta dall'ingresso principale. Scortato dai suoi avvocati ha passeggiato tra giornalisti e telecamere senza dire una parola, guardandoli negli occhi. Ha raggiunto a piedi l'auto parcheggiata ancora sul retro del palazzo di giustizia, forse nell'eventualità di un epilogo diverso. Logli è stato prosciolto dal gup dall'accusa di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa perché il fatto non sussite. "Nell'interpretazione del dispositivo e in attesa di leggerne le motivazione - ha detto il procuratore facente capo di Pisa Antonio Giaconi - è possibile che il giudice abbia ritenuto che, in assenza del corpo, Roberta Ragusa non sia morta. Noi invece riteniamo che sia stata uccisa e per questo continueremo a indagare".
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Nessuno paga per il deragliamento del treno Livorno-Torino del 16 maggio 2004
A Libarna di Serravalle Scrivia morì una sessantasettenne di Torino,
rimasero feriti altri 34 viaggiatori e 5 dipendenti delle Ferrovie, una
casa fu rasa al suolo
Nessuno paga per il deragliamento del treno Livorno-Torino
avvenuto il pomeriggio del 16 maggio 2004 a Libarna di Serravalle
Scrivia: morì una sessantasettenne di Torino, rimasero feriti altri 34
viaggiatori e 5 dipendenti delle Ferrovie, una casa fu rasa al suolo,
ingentissimi i danni. Varie le cause del deragliamento, in primis il
mancato pretensionamento del binario (per limitare rischi di
deformazioni per sbalzi termici) su cui erano in corso opere
indispensabili a evitare dilatazioni dell’acciaio in caso di aumenti di
temperatura (quel giorno era molto caldo).
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Emma Camagna
ALESSANDRIA
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Isis, jihadisti distruggono antica città di Nimrud. Unesco: “Crimine di guerra”
A dare la notizia dello scempio del sito archeologico è stato il ministero del Turismo iracheno. Nei giorni scorsi i miliziani avevano distrutto statue e manufatti del museo di Mosul. Irina Bokova, direttrice generale dell’agenzia delle Nazioni Unite: "Appello a tutti i responsabili politici e religiosi della regione a sollevarsi contro questa barbarie"
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Inga, l'Arpa conferma la presenza di amianto
Serravalle Scrivia (AL)
“Alto indice di degrado e scadente stato
di conservazione”. Sono le parole che sceglie il vicesindaco di
Serravalle Scrivia, Pasquale Vecchi, per descrivere lo stato delle
lastre di amianto conservate all’interno del complesso dell’ex
distilleria Inga-Gambarotta, dopo i risultati del sopralluogo e del
campionamento dell’Arpa
“In sostanza si accertano alcune centinaia di metri quadrati di vecchie
lastre ondulate composte di materiale che si può spezzare facilmente con presenza diffusa di sfaldamenti e crepe
e che presentano residui a bordo lastra - spiega ancora il vicesindaco
di Serravalle - Tali residui sono altresì presenti nei canali di gronda
in maniera consistente e inoltre sono presenti affioramenti di fibre.
Quindi un alto indice di degrado che porta a definire il cemento amianto
in scadente stato di conservazione”. Questo significa che c'è il
potenziale rilascio di fibre nell'ambiente esterno.
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Maltempo, tre morti. Albero si abbatte su funivia, in Val Gardena salvati 200 sciatori
Le vittime sono un automobilista schiacciato da un masso a Lucca, una
donna travolta da un albero a Urbino e un anziano in bici sospinto dal
vento contro un furgone nel milanese. Ingentissimi danni in Toscana,
mezzo Abruzzo al buio. A Genova nella notte una nave portacontainer ha
strappato gli ormeggi. Strade allagate e traffico in tilt a Roma
ROMA - Annunciato da giorni, il repentino peggioramento del meteo è arrivato a flagellare le regioni del Centro-Sud. E ha fatto tre vittime. La prima è un automobilista, Sauro Tortelli, 41 anni, morto questa mattina in Toscana, schiacciato da un masso mentre percorreva la via Lodovica, che collega Lucca alla Garfagnana, nei pressi di Ponte a Moriano, dove due donne sono rimaste ferite dal crollo di alcuni pannelli del tetto di una palestra. A Urbino una donna ha perso la vita, travolta da un albero abbattuto da fortissime raffiche di vento nella zona dei collegi universitari: Rita Buccarini, 49 anni, era appena scesa dall'autobus e stava andando al lavoro, lascia il marito disoccupato e due figli di 12 e 10 anni. La terza vittima è un anziano, Luigi Merlotti, 76 anni, che a Buscate, in provincia di Milano, a causa del vento ha sbandato mentre era in bici ed è stato investito da un furgone.
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ROMA - Annunciato da giorni, il repentino peggioramento del meteo è arrivato a flagellare le regioni del Centro-Sud. E ha fatto tre vittime. La prima è un automobilista, Sauro Tortelli, 41 anni, morto questa mattina in Toscana, schiacciato da un masso mentre percorreva la via Lodovica, che collega Lucca alla Garfagnana, nei pressi di Ponte a Moriano, dove due donne sono rimaste ferite dal crollo di alcuni pannelli del tetto di una palestra. A Urbino una donna ha perso la vita, travolta da un albero abbattuto da fortissime raffiche di vento nella zona dei collegi universitari: Rita Buccarini, 49 anni, era appena scesa dall'autobus e stava andando al lavoro, lascia il marito disoccupato e due figli di 12 e 10 anni. La terza vittima è un anziano, Luigi Merlotti, 76 anni, che a Buscate, in provincia di Milano, a causa del vento ha sbandato mentre era in bici ed è stato investito da un furgone.
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Il vento forte in provincia di Alessandria ha soffiato fino a 130 km orari: alberi caduti e danni
giovedì 5 marzo 2015
Escort, le intercettazioni di Berlusconi: "Stasera ho due bambine, una giornalista e una brasiliana"
L'ex premier intercettato al telefono parla a ruota libera con Tarantini
che vuole portare a casa sue delle ragazze. "Siamo vecchietti ma di
potere"
Migliaia di pagine, ore di conversazioni. Due protagonisti: Silvio Berlusconi e Gianpi Tarantini. Sono state depositate a Bari le trascrizioni delle intercettazioni fiume effettuate dai magistrati nell'ambito del processo sulle escort portate nelle residenze dell'ex premier dall'imprenditore pugliese.
I dirigenti di Rai e Mediaset dovevano servire a dare un altro sapore alle «cene eleganti». E’ quanto emerge dalle telefonate depositate oggi dal perito del tribunale di Bari nell’ambito del processo contro Gianpaolo Tarantini. Telefonate nelle quali si sente in viva voce il presidente Berlusconi.
Migliaia di pagine, ore di conversazioni. Due protagonisti: Silvio Berlusconi e Gianpi Tarantini. Sono state depositate a Bari le trascrizioni delle intercettazioni fiume effettuate dai magistrati nell'ambito del processo sulle escort portate nelle residenze dell'ex premier dall'imprenditore pugliese.
I dirigenti di Rai e Mediaset dovevano servire a dare un altro sapore alle «cene eleganti». E’ quanto emerge dalle telefonate depositate oggi dal perito del tribunale di Bari nell’ambito del processo contro Gianpaolo Tarantini. Telefonate nelle quali si sente in viva voce il presidente Berlusconi.
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Lodi, perde memoria di 12 anni: lavorerà di nuovo come medico di pronto soccorso
Pierdante Piccioni, dopo un incidente, ha dimenticato tutto ciò che è
avvenuto tra il 2001 e il 2013: non riconsceva la moglie invecchiata e i
figli con la barba, non conosceva l'euro e non sapeva delle Torri
Gemelle. Dopo due anni di impegno e studio tornerà a fare il suo
mestiere
Ha perso la memoria per 12 anni: non riconosceva la moglie invecchiata e i figli con la barba, non conosceva l’euro e non sapeva delle Torri Gemelle e della Juventus in B. Ora però Pierdante Piccioni, dopo due anni, torna al lavoro: ha ripreso servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno (in provincia di Lodi). La memoria di Piccioni si era fermata al 2001 per un incidente dovuto a un malore in auto: “I ricordi e le emozioni vissute in questi 12 anni non li ho più – racconta all’Adnkronos Piccioni – è come se fossi rinato. Quello che so oggi, l’ho dovuto reimparare con grande fatica. Ma come medico ho acquisito una capacità diversa, avendo vissuto quest’esperienza: capire, ascoltare ed essere utile agli altri. Nessuno può dirmi ‘tu non capisci’, al massimo ‘tu non ti ricordi'”. “È come se fossi rinato” – continua – quello che so oggi l’ho dovuto imparare di nuovo con grande fatica, mi sono rimesso a studiare per colmare il buco della mia memoria”.
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Ha perso la memoria per 12 anni: non riconosceva la moglie invecchiata e i figli con la barba, non conosceva l’euro e non sapeva delle Torri Gemelle e della Juventus in B. Ora però Pierdante Piccioni, dopo due anni, torna al lavoro: ha ripreso servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno (in provincia di Lodi). La memoria di Piccioni si era fermata al 2001 per un incidente dovuto a un malore in auto: “I ricordi e le emozioni vissute in questi 12 anni non li ho più – racconta all’Adnkronos Piccioni – è come se fossi rinato. Quello che so oggi, l’ho dovuto reimparare con grande fatica. Ma come medico ho acquisito una capacità diversa, avendo vissuto quest’esperienza: capire, ascoltare ed essere utile agli altri. Nessuno può dirmi ‘tu non capisci’, al massimo ‘tu non ti ricordi'”. “È come se fossi rinato” – continua – quello che so oggi l’ho dovuto imparare di nuovo con grande fatica, mi sono rimesso a studiare per colmare il buco della mia memoria”.
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Banca Etruria: Altroconsumo consiglia ai correntisti di chiudere il conto il prima possibile
Se avete un conto in questa banca, chiudetelo. Questo il consiglio di Altroconsumo. Parliamo di Banca Entruria, recentemente commissariata.
Già da tempo in difficoltà, Banca Etruria non è riuscita a trovare un "partner" bancario che l'aiutasse a ripianare le perdite (i dati 2014 non sono ancora noti, ma al 30 settembre il rosso era di oltre 126 milioni di euro). E così, non riuscendo ad andare avanti "da sola", si è arrivati alla decisione di Banca d'Italia che ieri ha di fatto rimosso i vertici e mandato dei commissari straordinari al loro posto. Notizia che, certo, non arriva inaspettata, ma che comunque rappresenta un serio segnale d'allarme.
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Già da tempo in difficoltà, Banca Etruria non è riuscita a trovare un "partner" bancario che l'aiutasse a ripianare le perdite (i dati 2014 non sono ancora noti, ma al 30 settembre il rosso era di oltre 126 milioni di euro). E così, non riuscendo ad andare avanti "da sola", si è arrivati alla decisione di Banca d'Italia che ieri ha di fatto rimosso i vertici e mandato dei commissari straordinari al loro posto. Notizia che, certo, non arriva inaspettata, ma che comunque rappresenta un serio segnale d'allarme.
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Salerno Reggio Calabria chiusa per crollo: muore operaio
Cede campata, schianto su pilone del viadotto «Italia». La caduta
trascina un addetto che ha perso la vita dopo volo di 80 metri.
«Sicurezza a rischio» e traffico bloccato.
Una fetta d'asfalto e cemento lunga come un mezzo campo da calcio precipitata nel vuoto. Giù per ottanta metri. La campata stradale ha ceduto d'improvviso. Uno schianto secco. Nel crollo è morto un operaio, un venticinquenne, Adrian Miholca, rumeno. È successo lunedì sera sulla Salerno Reggio-Calabria, nel Cosentino, in un cantiere sul viadotto «Italia», il più alto della Penisola e il secondo in Europa. Un disastro.
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Una fetta d'asfalto e cemento lunga come un mezzo campo da calcio precipitata nel vuoto. Giù per ottanta metri. La campata stradale ha ceduto d'improvviso. Uno schianto secco. Nel crollo è morto un operaio, un venticinquenne, Adrian Miholca, rumeno. È successo lunedì sera sulla Salerno Reggio-Calabria, nel Cosentino, in un cantiere sul viadotto «Italia», il più alto della Penisola e il secondo in Europa. Un disastro.
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Maltempo, Centro Italia spazzato dal vento. Due morti.
Ingenti danni a causa del forte vento di burrasca che si è abbattuto su tutta la Toscana. Allerta massima per altre 24 ore
DUE MORTI - Un automobilista di 41 anni è morto in località Diecimo, nel comune di Borgo a Mozzano (Lucca). Secondo le prime informazioni la sua Ford Focus è stata travolta da un masso staccatosi dalla parete sovrastante. Illesa la donna che era al suo fianco. Una donna è morta, schiacciata da un albero schiantato da fortissime raffiche di vento, a Urbino. Il fatto è avvenuto nella zona del collegi universitari. La donna era appena scesa dall'autobus e stava andando a lavorare a piedi. E' stata soccorso, ma è deceduta poco dopo l'arrivo in ospedale. Lo riporta l'Ansa.
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Perché un imprenditore straricco come Guido Ghisolfi, si suicida? Depressione dovuta a……
Guido Ghisolfi
Generalmente nell’immaginario collettivo, un imprenditore come Guido Ghisolfi, uno dei primi produttori al mondo di plastica per le bottiglie di acqua minerale, vice presidente di un gruppo internazionale come la M&G, che nel 2013 ha conseguito un fatturato di oltre 2 miliardi di euro, con 1.800 dipendenti sparsi in diverse aziende in tutto il mondo tra Brasile, Usa, e molti altri Paesi, viene visto come una persona inarrivabile, che vive in una mega villa con piscina in mezzo ad un parco secolare circondato da Guardie del corpo.
No, niente di tutto questo. Guido Ghisolfi era un ricco atipico: viaggiava in continuazione tra le sue varie aziende sparse nel mondo, aveva una sede di centrale a Milano, ma seguendo le orme del padre, Vittorio Ghisolfi, aveva deciso di mantenere qui, a Tortona la sede centrale del Gruppo, situata in un piccolo fabbricato praticamente invisibile vicino alla statale per Genova, proprio a fianco della Madonna della Guardia
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Bari, esplosione in sala giochi: sette ragazzi feriti, alcuni in modo grave
La deflagrazione è avvenuta poco dopo la mezzanotte. Gli investigatori non escludono possa essere stata causata da una bomba carta. Uno dei feriti si trova in fin di vita
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St. Martin, aereo sfiora i bagnanti: atterraggio in slow motion
A Maho Beach, a Saint Martin, la spiaggia è
da brividi. In tutti i sensi. Ila mare da una aprte, l'aeroporto
dall'altra. E sulle teste dei bagnanti i voli di linea che sembrano
quasi sfiorarli. Come dimostra questo spettacolare video amatoriale di
Paul Luning, pubblicato su Instagram. L'atterragigo in slow motion è
incredibile
Il video
Il video
Corruzione, Renzi avvisa Alfano: "Basta sgambetti"
Il retroscena. Palazzo Chigi al ministro: "Non può mettersi di traverso". E Grasso: "Sembra la tela di Penelope"
ROMA - Stop di Renzi ad Alfano sull'anti-corruzione - "No, non ti puoi mettere di traverso così come i tuoi hanno fatto oggi" - e tagliola di Grasso sui tempi di discussione in Senato. Un "uno-due" che potrebbe bloccare le diatribe nella maggioranza e i rinvii senza fine sulle nuove norme anti-mazzette. Cominciamo da Piero Grasso, che reagisce così: "Parlare della corruzione? Per dire cosa? Nelle ultime due settimane solo sul falso in bilancio siamo passati da niente soglie a soglie percentuali, poi soglie con cifre, poi di nuovo niente soglie, le pene che si alzano e si abbassano, intercettazioni si poi no poi forse. Non posso rincorrere le voci del giorno, non sarebbe serio da parte mia. Parlerò quando ci sarà un testo definitivo". Parole amare, si può ben dire in questo caso. Sono dell'autore del primo disegno di legge sulla corruzione. E poi un'altra staffilata: "Come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza: ormai più che di ddl Grasso dovremmo parlare di ddl Penelope, perché questo tira e molla va avanti da troppo".
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ROMA - Stop di Renzi ad Alfano sull'anti-corruzione - "No, non ti puoi mettere di traverso così come i tuoi hanno fatto oggi" - e tagliola di Grasso sui tempi di discussione in Senato. Un "uno-due" che potrebbe bloccare le diatribe nella maggioranza e i rinvii senza fine sulle nuove norme anti-mazzette. Cominciamo da Piero Grasso, che reagisce così: "Parlare della corruzione? Per dire cosa? Nelle ultime due settimane solo sul falso in bilancio siamo passati da niente soglie a soglie percentuali, poi soglie con cifre, poi di nuovo niente soglie, le pene che si alzano e si abbassano, intercettazioni si poi no poi forse. Non posso rincorrere le voci del giorno, non sarebbe serio da parte mia. Parlerò quando ci sarà un testo definitivo". Parole amare, si può ben dire in questo caso. Sono dell'autore del primo disegno di legge sulla corruzione. E poi un'altra staffilata: "Come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza: ormai più che di ddl Grasso dovremmo parlare di ddl Penelope, perché questo tira e molla va avanti da troppo".
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mercoledì 4 marzo 2015
Aborto on line, rischia la vita a 17 anni
Genova - Il ventenne accusato di aver fatto abortire con un farmaco per l’ulcera la
fidanzatina di 17 anni rischiando di ucciderla è stato interrogato nei
giorni scorsi dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà. Il giovane,
difeso dall’avvocato Claudio Velasco, ha ammesso le sue responsabilità
spiegando di «aver fatto un grave errore». «Sono stato uno stupido - ha sottolineato - a credere di risolvere il problema in questo modo».
Il ventenne, accusato del reato di procurato aborto, ha anche spiegato come si è procurato il farmaco: «Ho cercato su Google - ha aggiunto - ed ho scoperto che il gastroprotettore se preso in dosi massicce può provocare l’aborto». Al quel punto si è rivolto al medico di famiglia: «Con la scusa di aver dei bruciori di stomaco - ha concluso il giovane - l’ho convinto a prescrivermi quel medicinale. L’ho ingannato e mi dispiace moltissimo».
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Il ventenne, accusato del reato di procurato aborto, ha anche spiegato come si è procurato il farmaco: «Ho cercato su Google - ha aggiunto - ed ho scoperto che il gastroprotettore se preso in dosi massicce può provocare l’aborto». Al quel punto si è rivolto al medico di famiglia: «Con la scusa di aver dei bruciori di stomaco - ha concluso il giovane - l’ho convinto a prescrivermi quel medicinale. L’ho ingannato e mi dispiace moltissimo».
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Immigrazione, dieci morti nel Canale di Sicilia. L’Ue accelera: “Ora basta con lo scaricabarire”
Un gommone carico di profughi si rovescia, 1000 soccorsi ieri.
Commissione Ue: «Pronti a parlare con tutti per contrastare il fenomeno e
se sono dittatori non significa legittimarli»
Un gommone carico di immigrati si è rovesciato nel Canale di Sicilia. Dieci cadaveri sono stati ripescati dall’equipaggio della nave «Dattilo» della Guardia costiera, che li sta trasportando nel porto di Augusta, nel Siracurano, insieme a 500 profughi tratti in salvo anche in un altro intervento di soccorso. Altri 121 stranieri sono stati soccorsi da dal rimorchiatore “Occ Cougar”, in servizio nelle piattaforme petrolifere libiche, che si è diretto a Pozzallo. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposi.
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Un gommone carico di immigrati si è rovesciato nel Canale di Sicilia. Dieci cadaveri sono stati ripescati dall’equipaggio della nave «Dattilo» della Guardia costiera, che li sta trasportando nel porto di Augusta, nel Siracurano, insieme a 500 profughi tratti in salvo anche in un altro intervento di soccorso. Altri 121 stranieri sono stati soccorsi da dal rimorchiatore “Occ Cougar”, in servizio nelle piattaforme petrolifere libiche, che si è diretto a Pozzallo. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposi.
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Caos Veneto, la Lega verso la rottura. Nasce un nuovo gruppo in Regione
I consiglieri vicini a Tosi fondano «Impegno veneto». Salvini: «Stima
per il sindaco di Verona, mi auguro che nessuno voglia rompere»
Un nuovo gruppo è stato costituito nel Consiglio regionale del Veneto. A farne parte il presidente della Liga Veneta Luca Baggio, l’altro leghista Matteo Toscano e un consigliere del gruppo misto, Francesco Piccolo. «La deriva a destra di Salvini non mi piace. Sono con Tosi», ha spiegato Baggio. Il nuovo gruppo si chiamerà «Impegno veneto».
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Un nuovo gruppo è stato costituito nel Consiglio regionale del Veneto. A farne parte il presidente della Liga Veneta Luca Baggio, l’altro leghista Matteo Toscano e un consigliere del gruppo misto, Francesco Piccolo. «La deriva a destra di Salvini non mi piace. Sono con Tosi», ha spiegato Baggio. Il nuovo gruppo si chiamerà «Impegno veneto».
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martedì 3 marzo 2015
Un colpo di fucile in auto: morto l’industriale Guido Ghisolfi
Il cadavere dell’imprenditore tortonese è stato trovato nella sua auto a Carbonara Scrivia
È stato trovato morto nella sua auto a Carbonara Scrivia, in
provincia di Alessandria, l’industriale Guido Ghisolfi, 58 anni. A
provocare il decesso un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata
con un’arma regolarmente denunciata. Non ci sarebbero dubbi che si
tratti di suicidio. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Tortona.
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Maria Teresa Marchese
Tortona(AL)
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Amico di Renzi e Chiamparino, ecco chi era l’industriale Guido Ghisolfi
"Ghisolfi suicida per la depressione”
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