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mercoledì 15 aprile 2020

La strage degli anziani nella RSA Santa Chiara di Lodi e il silenzio della sindaca leghista

Cinquantadue morti a marzo (rispetto ai 4 decessi dello stesso periodo 2019), 6 fino al 7 aprile. Sono i numeri della strage silenziosa all’Rsa “Santa Chiara” di Lodi, nella prima zona italiana a essere toccata dalla diffusione del Covid-19. Molto probabilmente anche loro vittime del contagio da coronavirus, ma che non rientrano nel computo ufficiale fornito dalla Regione Lombardia sin qui.

La strage degli anziani nella RSA Santa Chiara di Lodi e il silenzio della sindaca leghista

In Procura sono già due gli esposti presentati da parenti di anziani ospiti deceduti. In uno, riporta un articolo di Cristina Vercellone su Il Cittadino di oggi, si legge:
Le prima misure di limitazione degli accessi di esterni a Santa Chiara sono state disposte, a quanto risulta, solo il 3 marzo, con l’introduzione di un modulo di autocertificazione dello stato di salute del visitatore in ingresso. Solo dal 5 marzo è stato limitato l’accesso ai visitatori esterni alla struttura. Ci sono stati ingressi di nuovi ospiti (in sostituzione degli ospiti deceduti) ben dopo il 20 febbraio, con alcuni casi dopo il 5 marzo
La campagna di screening col tampone nella Rsa è cominciata solo il 9 aprile (il primo caso di coronavirus a Codogno è stato rilevato il 20 febbraio e reso noto il giorno dopo) e solo per 55 ospiti sintomatici. Non per tutti, quindi, e non per il personale della struttura, che è di proprietà dell’omonima Fondazione, un ente di promozione sociale di diritto privato e di interesse pubblico, soggetto alla vigilanza dell’Azienda di Tutela della Salute (Ats) ma che, in quanto ente strumentale del Comune, vede il sindaco nominare direttamente i componenti del consiglio di amministrazione.

A Lodi, a guidare l’amministrazione di centrodestra, c’è la sindaca leghista Sara Casanova, eletta nel 2017 e già assurta agli onori delle cronache nazionali per il caso mense, quando rischiavano di essere esclusi dalla refezione scolastica i bambini figli di immigrati che non avessero potuto produrre l’autocertificazione nei paesi di provenienza dei genitori su eventuali redditi all’estero. Sindaca che, in questa situazione di emergenza, ha invece preferito prendersela con molta più calma, molto verosimilmente per questioni di “scuderia” (a guidare la Regione c’è il leghista Attilio Fontana), tanto che il primo incontro con i vertici di Santa Chiara e dell’Ats (che nel frattempo aveva autorizzato dal 2 aprile la formazione di personale della struttura per effettuare i tamponi), l’ha fissato soltanto il 6 aprile.

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APPELLO URGENTE IMPONENTE INCENDIO NELLA ZONA DI ESCLUSIONE DI CHERNOBYL. POPOLAZIONI A RISCHIO E PROBLEMA MONDIALE

Oltre al problema universale della pandemia da coronavirus, un’ altra grande preoccupazione affligge noi tutti: gli enormi incendi che da 10 giorni bruciano le foreste della zona di esclusione di Chernobyl e che si stanno dirigendo verso la centrale nucleare. Oltre 8.000 ettari sono stati interessati


La situazione è drammatica nella provincia di Polesie (regione di Kiev) in Ucraina. Immensi fumi acri liberatesi dagli incendi stanno causando seri problemi respiratori agli anziani e ai bambini, già sotto minaccia da coronavirus. Sono interessati tutti i villaggi della provincia, soprattutto Ragovka, Lugovichi, Radynka, Mar’yanovka, Maksimovichi. Markovka. E’ completamente bruciato il villaggio di Vilìcha. Molti bambini e le loro famiglie sono rimaste senza casa, vestiti, alimenti. Il fumo radioattivo agisce negativamente nell’organismo umano, soprattutto in quello dei bambini.
Gli elementi radioattivi rilasciati dalla combustione degli alberi si muovono nell’atmosfera tramite i venti, si spostano per lunghe distanze e si depositano sui terreni o contaminandoli di nuovo o per la prima volta. Gli incendi nella zona di esclusione oltre a determinare maggiori incorporazioni di Cesio137  nei bambini, aumentano i livelli ematici di omocisteina1, un amminoacido che determina, già in giovane età, infarti, trombosi, ictus oltre che aborti e malformazioni feto placentari. Tutto questo in bambini che, per la permanenza in territori afflitti dalle gravi conseguenze del fallout di Chernobyl, soffrono – nonostante siano passati 34 anni – di disturbi cardiaci (82%) e alterazioni tiroidee (55,2%).

Coronavirus, a Mosca coda chilometrica di ambulanze per l’ospedale

I mezzi erano tutti in attesa di entrare nella struttura sanitaria - Ansa /CorriereTv

Una coda chilometrica quella che si è verificata in Russia, a Mosca. Una fila infinita di ambulanze, in attesa di entrare in una struttura ospedaliera.

martedì 14 aprile 2020

Coronavirus: indagati i vertici delle Rsa lombarde con pazienti deceduti

Nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura, perquisizioni al Trivulzio dove sono 143 gli anziani deceduti da marzo


Sono 143 in totale, da marzo ad oggi, gli anziani morti che erano ospitati al Pio Albergo Trivulzio di Milano, struttura al centro dell'indagine della Procura milanese. Lo ha appreso l'ANSA. Già dai primi giorni di marzo i sindacati Cisl-Cgil, che seguono alcuni operatori della casa di riposo e riabilitazione, avevano inviato lettere ai vertici dell'istituto lamentando l'assenza di mascherine e presunte minacce agli infermieri che volevano usarle. Nelle indagini si dovrà verificare quali morti siano correlate alla diffusione del Coronavirus nella Rsa.
La Gdf di Milano da questa mattina è impegnata a perquisire le sedi del Pio Albergo Trivulzio di Milano coinvolto nell'inchiesta aperta dalla Procura sulle morti dei pazienti durante l'emergenza coronavirus. Le perquisizioni e le acquisizioni di documenti in corso riguardano anche altre strutture. Per ora la squadra di polizia giudiziaria, guidata da Maurizio Ghezzi, del dipartimento coordinato dall'aggiunto Tiziana Siciliano è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese, mentre la Gdf sta lavorando nelle sedi del Pat.

I numeri del Caso Piemonte dell’epidemia di coronavirus: la regione sta per raggiungere l’Emilia Romagna e per ora si fanno pochi tamponi

Si comincia a discutere su di un caso Piemonte nella gestione dell’epidemia di Coronavirus. Secondo i dati più recenti ll Piemonte è la regione in cui i malati di coronavirus crescono di più rispetto alle altre regioni.
In Piemonte i malati di coronavirus sono cresciuti del 2.85% al confronto della Lombardia e Toscana (2.14%) , Emilia Romagna (1.7%) e Veneto (1.24%).  A breve secondo le proiezioni la regione Piemonte potrebbe essere la seconda regione in Italia per malati andando a superare l’Emilia Romagna con i suoi attuali quasi 17 mila casi positivi
I dati di ieri parlano di 1876 morti, 17.246 positivi per 371 pazienti in terapia intensiva e 1372 guariti.
Per quello che riguarda le province Torino cresce del 2.39%, Cuneo 9.9%, Alessandria del 2.98%, Novara 0,44%, VCO 1.27%, Asti 1.8%, Biella 2.57%.
Il Piemonte è mediamente sfasato in ritardo di 7-10 giorni rispetto a Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. La provincia di Torino e’ la quarta per malati dopo quelle di Milano, Bergamo e Brescia. Il Piemonte ha piu casi del Veneto derivati prevalentemente dall’epidemia lombarda.
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La morte del sindaco di Castelletto d’Erro sconfitto dal coronavirus, lo choc di colleghi, la rabbia della moglie


A Pasquetta record di multe, scoperte 16.545 persone 'in fuga'

Nel weekend pasquale sono state identificate in tutto 465.713 persone, e 30.301 sono risultate non in regola. A Roma scoperto un uomo che si era appartato con un trans



Record di persone sanzionate amministrativamente nel giorno di Pasquetta: su 252.148 controllate dalle forze di polizia, 16.545 sono risultate non in regola rispetto ai divieti sugli spostamenti, il 20,2% in più rispetto al giorno di Pasqua (13.756). Secondo i dati diffusi dal Viminale, tra Pasqua e Pasquetta i controlli hanno riguardato complessivamente 465.713 persone, 30.301 delle quali (il 6,5%, contro una media dei giorni feriali che oscilla tra il 3 e il 4%) risultate non in regola. Sempre ieri le persone denunciate per aver attestato il falso nell'autodichiarazione sono state 88, quelle denunciate per aver violato la quarantena imposta dalla positività al virus 29. I controlli di esercizi e attività commerciali sono stati 62.391 e hanno portato a sanzionare 146 esercenti e a chiudere 63 attività. A Roma sono state elevate 162 sanzione. Tra gli episodi, quello di un transessuale ed un cliente che si erano appartati in una vettura sul bordo della Pineta di Castel Fusano, vicino al litorale di Ostia. Lì sono stati sorpresi dagli agenti della Polizia Locale del Campidoglio nell'ambito dei controlli per il rispetto delle norme di prevenzione della diffusione del coronavirus.

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A Oviglio creata la “casetta della solidarietà”: chi ha mette chi è in difficoltà può prendere

OVIGLIO (AL) – A Natale è la casetta che celebra il 25 dicembre, ma ora è diventata un luogo ancora più prezioso che conferma il valore del donare anche durante il resto dell’anno. A Oviglio alcuni cittadini hanno infatti chiesto di poter utilizzare la struttura in legno come piccolo deposito di cibo per chi è in difficoltà durante l’emergenza coronavirus.
Per questo è stata ribattezzata “Casetta della solidarietà“, struttura dove chi può porta la spesa e chi non può è libero di prendere secondo le necessità. Sulla falsa riga di quanto è avvenuto a Napoli, con la spesa sospesa, anche in provincia dunque prende piede una iniziativa pensata per aiutare quanti faticano a superare questo momento di crisi. I cittadini sono liberi di portare ciò che ritengono e ciò che riescono, possono essere beni di prima necessità inteso come pasta, pane, riso, cibi a lunga conservazione, zucchero, latte, prodotti per l’igiene personale e anche giochini per bambini, disegni da colorare, pannoloni e pennarelli. Ancora un bel modo per fare comunità.
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Anna Maria e la sua quarantena per coronavirus tra angosce e dubbi

ALESSANDRIA – Una nostra lettrice ha raccontato la sua esperienza di persona positiva al coronavirus. Nella sua testimonianza racconta il difficile percorso durante la malattia, per fortuna senza gravi conseguenze, con tutti gli sforzi per seguire le regole ma anche con la sensazione di abbandono per un lungo periodo e tutti i dubbi maturati nel tempo. Ecco la sua storia:
Sono stata a contatto con un a persona a me cara che il 26 marzo è stata ricoverata ed è risultata positiva al covid 19, purtroppo poi mancata il 31 marzo. In seguito, a fronte di quanto appreso dal 26 mi ero messa in quarantena e ho iniziato a chiamare i numeri che il mio medico mi ha fornito per segnalare la mia situazione. Il 3 aprile, disperata perché mi erano comparsi da qualche giorno febbre, mal di gola e mal di testa, mi hanno fatto una scheda e mi hanno segnalato dicendomi che tutti i giorni sarei stata contattata dal S.I.S.P. (Servizio igiene e sanità pubblica ndr) per sapere della mia salute, cosa mai avvenuta (fino a domenica 12 aprile)”.
Senza avere informazioni e assistenza Anna, il 5 aprile, “dopo pianti disperati al telefono” è riuscita a farsi visitare da due medici volontari “peraltro molto gentili che non mi hanno fatto il tampone ma mi hanno dichiarata positiva per contatto, dicendomi che comunque i miei sintomi (per fortuna) erano lievi. Sono stati loro a prescrivermi un antibiotico, l’Azytromicina, e io ho iniziato quella cura, anche se non so ancora tutt’oggi di essere positiva o meno. Nei giorni successivi mi è arrivata un email con la dichiarazione di quarantena dal 3 al 17 aprile e nel frattempo le condizioni sono migliorate e mi sento comunque meglio”.
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lunedì 13 aprile 2020

Coronavirus mondo, seconda ondata in Cina: 108 nuovi casi. Trump contro Fauci ritwitta: "Se ne vada"

Negli Stati Uniti oltre 1.500 decessi nel giorno di Pasqua. Pechino torna a stringere i controlli per evitare seconda ondata. In Ecuador 700 cadaveri recuperati dalle case


Madrid, un poliziotto distribuisce mascherine alla fermata della metropolitana (reuters)
Il numero globale di casi confermati ha superato 1,85 milioni: 1.850.527, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University. Ci sono stati 114.245 decessi a livello globale. I morti negli Usa hanno superato i 22 mila.

È ora di licenziare Fauci, recita l'hashtag. Parliamo del tweet di una repubblicana ex candidata al Congresso, DeAnna Lorraine, ripostato poche ore fa dal presidente americano. Il più grande esperto di malattie infettive del governo Usa, Anthony Fauci, aveva scritto sul Nyt che se il Paese fosse stato chiuso prima, altre vite sarebbero state risparmiate dal coronavirus.

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Washington Post: Trump chiese a Fauci perché "non lasciamo inondare gli Stati Uniti dal coronavirus?"

Lettera a Conte: “Prima l’alluvione, poi il virus e senza l’Imu di giugno i Comuni rischiano il crac”

Il sindaco di Ponzone: “Ci ritroveremo con le casse vuote e non sapremo più in che modo garantire alla popolazione i servizi”


PONZONE, Prima le alluvioni dello scorso autunno, con una pioggia di frane non ancora risolte del tutto, adesso l’epidemia di coronavirus. Di fronte a continue emergenze, non sono solo i conti delle famiglie ma pure quelli dei piccoli Comuni che rischiano di saltare.
Il grido d’allarme parte da Fabrizio Ivaldi, sindaco di Ponzone, mille abitanti sparsi su 7 mila ettari di Appennino alle spalle di Acqui, terra di villeggianti e seconde case. Ieri mattina, il primo cittadino ha spedito una lettera al premier Giuseppe Conte – in copia i capigruppo alla Camera di Pd, Graziano del Rio, di Lega e Leu, gli alessandrini Riccardo Molinari e Federico Fornaro, e l’Uncem, che già appoggia la battaglia – per spiegare che le casse dei centri minori rischiano il default.
«Abbiamo assistito a varie dilazioni sul pagamento di tasse e tributi, anche a livello locale io ho congelato la tariffa dei rifiuti, e in questo frangente è doveroso – dice Ivaldi, spiegando il senso della sua presa di posizione –. Ma se, come sta circolando, si dovesse arrivare a bloccare a giugno il versamento dell’Imu, non so come faremo

Pasqua, il mare della Versilia visto dell'elicottero della guardia di finanza

Da Forte dei Marmi a Viareggio: il litorale della Versilia nelle immagini girater nella domenica di Pasqua dalla guardia di finanza di Livorno. Spiagge e viali lungo il mare deserti.

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Coronavirus, la Pasqua desolata della costa romagnola: il litorale deserto visto dal drone

Coronavirus: da Venezia a Palermo, città deserte


Coronavirus, grigliata sul tetto del palazzo a Palermo: interviene la polizia

domenica 12 aprile 2020

Coronavirus in Italia, alla vigilia di Pasqua +20% di sanzioni per i furbetti dell'autocertificazione

Tutte le ultime notizie sulla situazione in Italia per l'emergenza Covid-19: i contagi, le guarigioni e l'evolversi della pandemia a livello sanitario, politico ed economico


Sono aumentate del 20% le sanzioni comminate dalle forze dell'ordine alla vigilia di Pasqua nei controlli per verificare il rispetto delle misure di contenimento del contagio da coronavirus. Sono stati controllate 280.717 persone e 89.931 tra esercizi e attività commerciali.
Le persone sanzionate amministrativamente per non aver rispettato le norme sugli spostamenti sono state 12.514, il 19,8% in più rispetto a venerdì; le persone denunciate per aver attestato il falso nell'autodichiarazione sono state 104, quelle denunciate per aver violato la quarantena imposta dalla positività sono state 53.

Gli esercenti sanzionati sono stati 179 mentre 35 sono state le attività chiuse.


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Coronavirus, auto in coda a Roma: "Vanno a fare la gita fuori porta". Ma è l'effetto dei controlli



Coronavirus, la giornalista di Sky positiva al Covid-19: "Dopo un mese non sono ancora guarita"

Riapertura: le regole dopo il 3 maggio

La riapertura dopo il 3 maggio annunciata da Conte dovrà seguire regole ben precise perché l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 non sarà finita per quella data. E mentre Ilaria Capua spiega sul Corriere della Sera che nulla sarà come prima, almeno fino alla cura e al vaccino, ci sono tre strutture che lavorano per la fase 2 con lo scopo di far ripartire le attività senza riavviare il contagio.

Riapertura: le regole dopo il 3 maggio

La riapertura potrebbe essere diversificata tra Regioni, che d’altro canto già vanno in ordine sparso su librerie e cartolerie. Il nuovo gruppo di lavoro che dovrà «individuare modelli organizzativi e relazionali» è già attivo, alcune linee guida sono state comunque già decise e inserite nel decreto che entra in vigore martedì 14 aprile. E avranno valore quando altri imprenditori, commercianti e professionisti potranno ricominciare l’attività. Sempre con la stessa raccomandazione: evitate baci e abbracci e mantenete la distanza tra le persone di almeno un metro. 
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Il caldo ferma il Coronavirus?

Quella di Alessandria è la provincia più contagiata del Piemonte, lo dicono i numeri

Ci sono però alcuni fattori a cui aggrapparsi per guardare al futuro con un po’ più di ottimismo

ALESSANDRIA. Quella di Alessandria è la provincia più contagiata del Piemonte. E con il numero di morti più elevato. Non in valore assoluto certo, ma in rapporto alla popolazione: purtroppo con le altre province piemontesi non c’è partita, per usare una metafora calcistica. Un triste record forse non abbastanza sottolineato. In primis dalle istituzioni e poi dagli stessi organismi sanitari.

Lo dicono i dati ufficiali della Regione Piemonte. La città metropolitana di Torino (Torino e provincia) registra, per esempio, 507 decessi e 6246 positivi, al 6 aprile, che corrisponde a 22 morti e 270 positivi su 100 mila abitanti; in provincia di Alessandria, con 239 decessi e 1930 positivi, risultano 56 morti e 450 positivi su 100 mila abitanti. Più del doppio per i morti, poco meno per i positivi.


Molto probabilmente si paga la vicinanza alla Lombardia, in particolare con il territorio di Tortona dove morti e positivi ne fanno forse un’altra Codogno: Tortona non ha avuto la stessa attenzione dall’opinione pubblica anche se qui è stato allestito un covid hospital. Anche il fatto di essere, sempre la provincia di Alessandria, il crocevia fra diverse regioni, per lo spostamento ai fini lavorativi, ha contribuito a creare una situazione così drammatica.
Impressionante poi  la sequenza dei numeri dallo scoppio dell’emergenza coronavirus: in Piemonte si è passati dai 13 morti del 9 marzo ai 662 del 28 marzo, fino ai 1349 del 7 aprile; per i positivi, dai 380 del 9 marzo, ai 7990 del 28 marzo, fino ai 13. 434 del 7 aprile. La provincia di Alessandria contava zero morti e 63 positivi il 9 marzo, 141 morti e 1223 positivi il 28 marzo, fino ai 252 morti e 1966 positivi il 7 aprile.

Coronavirus. Ottava multa per l’ingegnere che viola la quarantena

RICCIONE. Sette non bastavano, l’ingegnere di 62 anni che ha fatto sapere che vuole “sentirsi libero” venerdì è stato multato per l’ottava volta dalla polizia locale di Riccione ” perché con la bici sportiva si trovava lontano da casa senza motivi di urgenza”. Lo ha comunicato il Comune di Riccione facendo sapere che, con i controlli potenziati per la Pasqua, sono già oltre 133 le persone controllate, di cui 5 multate, ieri pomeriggio dalla Polizia Locale di Riccione.

Fonte

Le 6mila auto in fila dei nuovi poveri in attesa di cibo, la foto simbolo del disastro Coronavirus

La pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo simboleggiata da foto che resteranno per sempre nell’immaginario collettivo. Come quella scattata martedì a San Antonio, nel ricco Texas americano, dove 6mila automobilisti si sono messi in coda per ricevere 500 tonnellate di cibo messi a disposizione grazie all’assistenza alimentare filantropica alla Banca del Cibo della città.
Gli Stati Uniti sono diventati il nuovo epicentro globale del contagio da Covid-19: sono oltre mezzo milione i casi di contagio accertati, soltanto nelle ultime 24 ore sono stati 2.100 i morti per Coronavirus, portando il totale a 18.693.
A spiccare sono anche i nuovi poveri, coloro che in quella interminabile scia di macchine sono all’interno di enormi Suv lussuosi, che potrebbero sembrare ‘sciacalli’ ma che in realtà sono solo cittadini che, di punto in bianco, hanno perso il loro ben remunerato lavoro restando senza niente.

sabato 11 aprile 2020

In centinaia in strada per la via Crucis del Venerdì Santo, nel Foggiano. C'è anche il sindaco

Assembramenti di persone durante le preghiere del Venerdì santo. È successo a San Marco in Lamis, paese del Foggiano dove c'è stato il primo decesso in Puglia di un anziano positivo al virus Covid-19. Un centinaio di persone ha assistito davanti al sagrato della chiesa di Maria Santissima Addolorata alla preghiera alla Vergine, recitata da don Matteo, senza rispettare le misure anti-contagio che vietano di uscire di casa...

Video

Il Covid in pochi giorni uccide marito e moglie. «Mortalità cittadina, dati da approfondire»

La coppia di ottantenni si era trasferita da Marassi a Rovegno. Pastorino (Linea condivisa): più chiarezza sui casi legati al virus

Genova – Lina Maria Pugi, 81 anni, è morta il 20 marzo scorso. Suo marito Giuseppe Ballaera, per tutti Pino, 83 anni, è scomparso il 27. Entrambi positivi al coronavirus, entrambi ricoverati al San Martino. Sino all’estate scorsa la coppia viveva in corso Montegrappa, prima di trasferirsi a Rovegno da una delle due figlie. La generazione più anziana di un’intera famiglia spazzata via in sette giorni da un’epidemia della quale, ancora, non si riesce a conoscere la vera portata. In termine di morti, dolore e lacrime. Secondo uno studio realizzato dal consigliere regionale di Linea condivisa e vicepresidente della commissione salute in Regione, Gianni Pastorino, le vittime solo a Genova avrebbero avuto un incremento di circa il 120% nei primi sette giorni di aprile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri ben più alti di quelli ufficiali.

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Da Monza fino alla spiaggia di “Santa”: «Non posso stare senza tintarella, pagherò la multa»

Genova - «Non riesco a stare senza prendere la tintarella. Lo so che non posso farlo, ma pagherò la multa»: è la giustificazione di una donna di 60 anni, che da Monza ha raggiunto la sua seconda casa a Santa Margherita Ligure, data ai carabinieri che ieri pomeriggio l'hanno trovata in spiaggia incurante dei divieti e delle restrizioni per fronteggiare il Coronavirus.
Accertamenti sono in corso per capire come la donna sia arrivata nel Tigullio e quando. Nella giornata di ieri sono state 4243 le persone controllate e 175 quelle multate dai carabinieri, polizia, guardia di finanza, polstrada, e polizia municipale.
Controlli serrati e a tappeto che hanno visto l'uso anche dell'elicottero dell'arma per monitorare appunto spiagge e prati alla ricerca di trasgressori. 

Coronavirus, al cimitero di Piacenza nasce un'area per i musulmani

La decisione dopo la morte di un ricercatore siriano la cui salma non può essere rimpatriata

Nel cimitero di Piacenza sorgerà uno spazio per seppellire i defunti di fede islamica. La decisione, come riferisce il quotidiano Libertà, è stata presa dopo la morte di Iyad Aldaqre, 32 anni, siriano, ricercatore in un'azienda di Milano, padre di un bambino di 5 anni.
 
Durante gli studi a Monaco, Aldaqre aveva conosciuto una ragazza di Piacenza, poi divenuta sua moglie. Nelle ultime settimane è risultato positivo al Coronavirus, poi le sue condizioni si sono aggravate fino alla morte. "Un rimpatrio in Siria non è possibile - ha detto la moglie Francesca al giornale - e in ogni caso io vorrei mio marito qui, a Piacenza, la città che lui sentiva da anni come casa".
 

Dopo che per l'ultimo defunto musulmano, il dottor Abdel Sattar Airoud, si era trovato uno spazio di sepoltura nel Bresciano, il segretario dell'Ucoii Yassine Baradai ha chiesto aiuto alla sindaca Patrizia Barbieri e dopo un sopralluogo si è trovata una soluzione.

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Il trio leghista del disastro di Alzano, dove tutto iniziò

Ci sono tre persone (più una) che potrebbero spiegare com’è partito il contagio nel “cluster” infettivo più devastante d’Italia, quello scoperto ufficialmente il 23 febbraio all’ospedale di Alzano Lombardo. Da lì, il virus si è diffuso verso la zona di Bergamo, poi di Brescia e infine, probabilmente, verso Milano. I tre sono il direttore generale della Asst Bergamo Est Francesco Locati, il direttore sanitario Roberto Cosentina e il direttore medico Giuseppe MarzulliIl Fatto quotidiano ha chiesto ai tre di ricostruire le prime ore del contagio più terribile del Paese, ma non ha avuto risposta.
L’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Bergamo Est comprende gli ospedali di Seriate, dove ha la sua sede, e di Alzano, Gazzaniga, Piario, Lovere, Trescore Balneario, Sarnico. È feudo leghista, presidiato da Francesco Locati, che ha voluto al suo fianco come direttore sanitario Roberto Cosentina. Il “Presidio 2” della Asst, che comprende l’ospedale di Alzano, ha Marzulli come direttore medico.
È all’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano – Val Seriana, 6 chilometri da Bergamo – che tutto comincia. Sappiamo ormai che i primi due pazienti Covid-19, almeno ufficialmente, sono Franco Orlandi, ex camionista di Nembro, e Tino Ravelli, pensionato di Villa di Serio. Sono ricoverati nel reparto medicina generale, terzo piano. Come Samuele Acerbis, rappresentante di commercio. Ravelli e Orlandi saranno i primi due morti della zona di Bergamo: per polmonite e crisi respiratoria, dopo giorni di febbre alta e oppressione al petto.

venerdì 10 aprile 2020

Il Montebore in dono al personale sanitario dell’Ospedale di Pavia

Un piccolo gesto d’amore  rivolto a chi tutti i giorni, ma soprattutto in questo difficile momento di pandemia, sta salvando le nostre vite a discapito della loro. Le tristi cronache raccontano di tanti medici e infermieri morti a causa del Covid-19, ma i medici, gli infermieri e tutto il personale che opera negli ospedali, non si arrende e continua strenuamente a lottare per sconfiggere questo invisibile e terribile nemico.
A loro hanno pensato Roberto e Agata di Vallenostra, che hanno voluto donare ai sanitari del San Martino di Pavia, i prodotti del loro caseificio.
In realtà – dice Roberto – l’idea non è arrivata da noi, ma da alcuni nostri affezionati clienti. In questo periodo anche a causa della chiusura di tutti i  ristoranti e anche del nostro, ci avanzava molto latte, e per evitare che andasse sprecato abbiamo comunque prodotto i formaggi rilanciando l’adozione della pecora con il pacco “pecora” edizione speciale “Restate a Casa”. L’iniziativa ha avuto successo, le adozioni sono tante, c’è chi ha adottato per la famiglia, chi per far un regalo di compleanno o per un’altra ricorrenza, chi ha donato il pacco a qualcuno più bisognoso e c’è chi ha adottato anche solo per aiutarci perché ci vuole bene! Tra le tante adozioni ci ha commosso quella di Eleonora Lacrima che ha voluto donare due pacchi pecora a un centro Covid.
Come lei, anche Jasmina Dei Negri e Stefano Baseotto dalla Germania, ci hanno detto che volevano devolvere un pacco in beneficenza a chi volevamo noi. Commossi da quest’altruismo abbiamo aggiunto un altro pacco ai loro e abbiamo donati al Policlinico San Matteo – Pavia per ringraziare e supportare tutto il personale medico e infermieristico in questi lunghi, difficili ed estenuanti turni di lavoro. Io li chiamo eroi – conclude Roberto – ma loro rispondono che stanno facendo solamente il loro lavoro adempiendo al loro dovere, cosa non del tutto scontata! Per noi siete eroi, e ci teniamo a dirvelo anche con questo piccolo pensiero”.
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