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mercoledì 3 ottobre 2018

Trump e i soldi del padre: «Ereditò 413 milioni grazie alle frodi fiscali»

Inchiesta choc del New York Times sulle origini del patrimonio del presidente Usa. Il legale del tycoon: «Tutto falso»

Donald Trump avrebbe costruito il suo gruppo partendo da almeno 413 milioni di dollari: una donazione del padre Fred, occultata al fisco negli anni Novanta. Il New York Times ha pubblicato ieri una lunga inchiesta sulle origini finanziarie del costruttore e ora presidente degli Stati Uniti. Ne viene fuori un quadro al limite della legalità e che, sicuramente, rilancerà le polemiche sui rapporti tra «The Donald» e l’amministrazione tributaria.

Il quotidiano ha esaminato i documenti sul passaggio dalla prima alla seconda generazione dei Trump. Fred, intraprendente costruttore del Queens, aveva deciso di trasferire circa 1 miliardo di dollari ai tre figli: Maryanne, Robert e Donald, il futuro 45° presidente degli Stati Uniti (un altro fratello Fred Trump era morto nel 1981).

Bene, secondo le leggi in vigore in quegli anni sull’eredità e le donazioni, il capofamiglia avrebbe dovuto versare circa 550 milioni di imposte. Risulta, invece, che i Trump pagarono solo 52,2 milioni di dollari: un’aliquota dieci volte inferiore a quella legale. Come fu possibile? Il giornale scrive che fu proprio il giovane Donald a mettere in piedi una serie di società fittizie per far sparire il denaro e le ricchezze. Nello stesso tempo il futuro leader del Paese riuscì a svalutare gli immobili costruiti dal padre Fred e che presto sarebbero passati sotto il suo controllo.

Nel corso dell’ultima campagna elettorale lo stesso Trump si era vantato più volte: «Nessuno conosce meglio di me il codice fiscale di questo Paese». Così come aveva sempre detto di aver cominciato praticamente da solo, con un piccolo aiuto da parte di Fred.

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