giovedì 10 gennaio 2019
Legittima difesa, Anm: “C’è il pericolo di legittimare l’omicidio. E il testo è a rischio incostituzionalità”
Il presidente del sindacato delle toghe Minisci ha parlato in audizione alla commissione Giustizia della Camera. Il testo "comporta pericoli", ha detto, citando il nuovo comma 4 dell'art. 52 del codice penale che "si presta a usi distorti". La replica di Salvini: "Definisce pericoloso un diritto sacrosanto"
Ci sono norme nella riforma della legittima difesa che rischiano di “legittimare condotte illecite gravi, anche l’omicidio“. E alcuni aspetti del testo presentano il rischio di “profili di illegittimità costituzionale“. La valutazione sul provvedimento, cavallo di battaglia della Lega e indicato da Matteo Salvini come una delle priorità di inizio anno, è del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, che ha parlato in audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera che sta esaminando la proposta di legge già approvata dal Senato. La stessa commissione ha deciso poi lo slittamento alle ore 16 di venerdì del termine per la presentazione degli emendamenti: saranno esaminati a partire da mercoledì.
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Ci sono norme nella riforma della legittima difesa che rischiano di “legittimare condotte illecite gravi, anche l’omicidio“. E alcuni aspetti del testo presentano il rischio di “profili di illegittimità costituzionale“. La valutazione sul provvedimento, cavallo di battaglia della Lega e indicato da Matteo Salvini come una delle priorità di inizio anno, è del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, che ha parlato in audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera che sta esaminando la proposta di legge già approvata dal Senato. La stessa commissione ha deciso poi lo slittamento alle ore 16 di venerdì del termine per la presentazione degli emendamenti: saranno esaminati a partire da mercoledì.
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Roma, Salvini a muso duro contro la Raggi: “Faccia il suo mestiere. Copra le buche e pulisca le strade”
Attacco via Facebook del ministro dell’Interno e leader leghistaMatteo Salvini al sindaco di Roma ed esponente M5s Virginia Raggi. “Caro sindaco Raggi: il ministro dell’Interno lavora per i cittadini di Roma e di tutte le città d’Italia; ma ognuno faccia il suo mestiere e i sindaci si preoccupino di coprire le buche nelle strade, perché non si possono fare i rally in motorino in giro per Roma; di avere autobus puntuali; di togliere l’immondizia dalle strade e dai cassonetti, perché ci sono dei gabbiani in giro per Roma che sembrano degli pterodattili e fanno quasi paura”.
Salvini è intervenuto dalla Magliana, dove in mattinata si è registrato un grave fatto di cronaca (una sparatoria di fronte ad un asilo) a cui la sindaca Raggi aveva reagito con un tweet: “Indignata per gli spari fuori dall’asilo alla Magliana. Roma ha bisogno di più poliziotti come annunciato dal ministro Matteo Salvini. Non è più possibile aspettare, serve un numero di forze dell’ordine congruo per la Capitale d’Italia”.
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Sorpresa a Buckingham Palace: la guardia reale suona "Bohemian Rhapsody"
I visitatori nei pressi di Buckingham Palace hanno assistito a un'esibizione inaspettata. La guardia reale ha infatti sorpreso tutti suonando la propria versione di Bohemian Rhapsody, un omaggio alla recente vittoria dell'omonimo film ai Golden Globes 2019. La pellicola infatti, si è aggiudicata il premio per miglior film e miglior attore.
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Di Maio non ha capito una cosa: quello del M5s è proprio il modello contro cui si battono i gilet gialli
La guerra contro la Francia di Emmanuel Macron e a favore dei gilet gialli, dichiarata da Luigi Di Maio (vicepremier, bis-ministro e capo del M5s), offre molti spunti di riflessione. Prima di tutto, il leader grillino non ha capito con chi ha a che fare: i francesi, al contrario degli italiani (per ragioni storiche che qui non è il caso di rivangare), si sentono Nazione sul serio. Magari si ghigliottinano a vicenda, ma guai se uno straniero osa mettere il naso nei loro affari interni. In virtù della presunzione – e grazie all’ignoranza (nel senso che ignora, tanto più sul fronte internazionale) – il giovane vicepremier ha trascurato quest’ultimo aspetto. Insomma, offrendo ai gilet gialli la sua “competenza”, nonché la “democrazia” farlocca basata sulla piattaforma Rousseau (è il colmo voler vendere un filosofo svizzero-francese ai francesi…), Di Maio “a marché dans une merde”, come amano dire a Parigi e dintorni; o come, diremmo noi, ha pestato una cacca. Perché ha sottovalutato l’ipotesi di ricevere una pernacchia anche da coloro che vorrebbe sedurre.
“Una proposta inattesa, sconveniente”: è stata infatti la reazionedell’ala moderata dei gilet gialli, che vorrebbe diventare un partito in vista delle elezioni europee. Non solo: “Quella del vostro vicepremier è un’ingerenza negli affari interni del nostro Paese”, ha detto Jacline Mouraud, focosa signora che lavora al progetto del partito, “Les Emergents“. “Davvero mi domando come sia possibile che un ministro italiano abbia bisogno di schierarsi contro un presidente di un Paese vicino”. Più favorevole a un dialogo con Di Maio è il camionista Eric Drouet, uno dei leader dell’ala dura. Intanto l’Eliseo, che ha ricevuto il sostegno della Commissione europea, ha fatto sapere che, se proprio Macron vorrà parlare con qualche italiano, lo farà con il premier Giuseppe Conte, mica con un vice che ricorre a “slogan a fini elettorali interni”.
(...)Insomma, il vicepremier, prima di riprovare a sedurre i francesi incavolati, deve studiare un po’ di più e deve capire con quale delle tante anime (alcune gratuitamente vandaliche) vuole parlare. Però non può fare a meno di ritentare. Il motivo? Le elezioni europeesono alle porte e il M5s – già in calo in Italia, a favore della Lega di Salvini – nel futuro Parlamento dell’Ue rischia essere schiacciato dai leghisti e dai loro alleati europei di estrema destra. L’obiettivo del partito – tuttora controllato, più o meno a distanza, da Grillo e Casaleggio – è quello di mostrarsi (a Bruxelles e non solo) distinto dai sovranisti alla Salvini, il cui abbraccio lo sta soffocando. Quindi i pentastellati hanno bisogno di avere qualcuno, all’estero, che faccia da spalla.
(...)Insomma, il vicepremier, prima di riprovare a sedurre i francesi incavolati, deve studiare un po’ di più e deve capire con quale delle tante anime (alcune gratuitamente vandaliche) vuole parlare. Però non può fare a meno di ritentare. Il motivo? Le elezioni europeesono alle porte e il M5s – già in calo in Italia, a favore della Lega di Salvini – nel futuro Parlamento dell’Ue rischia essere schiacciato dai leghisti e dai loro alleati europei di estrema destra. L’obiettivo del partito – tuttora controllato, più o meno a distanza, da Grillo e Casaleggio – è quello di mostrarsi (a Bruxelles e non solo) distinto dai sovranisti alla Salvini, il cui abbraccio lo sta soffocando. Quindi i pentastellati hanno bisogno di avere qualcuno, all’estero, che faccia da spalla.
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Pizzeria di Tortona chiusa perché aveva tre lavoratori in nero. Al titolare multa di 15 mila euro
Nei giorni scorsi l’Ispettorato del Lavoro di Asti-Alessandria ha effettuato controlli nei pubblici esercizi nel centro di Tortona nell’ambito dell’attività istituzionale di contrasto al fenomeno del lavoro nero ed irregolare.
In particolare, gli Ispettori del lavoro della sede di Alessandria hanno individuato presso un pub/pizzeria 6 lavoratori, dei quali 3 “in nero”, senza contratto e senza copertura previdenziale ed assicurativa.
All’ora di cena, con i primi clienti già seduti ai tavoli, i funzionari hanno sorpreso i tre lavoratori, tutti di nazionalità italiana, impiegati irregolarmente nella cucina del locale, procedendo, quindi, alla sospensione dell’attività imprenditoriale, successivamente revocata a seguito dell’assunzione dei lavoratori irregolari e al pagamento di sanzioni pari a € 2.000.
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Riforma tariffe: aumenti significativi in bolletta da gennaio 2018
L'Autorità avverte: a gennaio 2018 la bolletta della luce per i piccoli consumatori potrebbe avere un significativo aumento per via della riforma della tariffa e della cosiddetta "norma energivori".
La bolletta luce sarà più alta a gennaio?
Con il nuovo anno scatta l'ultimo step della riforma delle tariffe della luce, avviata già nel 2016 e che riguarda tutti i clienti domestici.
L'Autorità per l'energia ed il gas avvisa il Governo che con questo cambiamento previsto contemporaneamente alla norma energivori, i piccoli consumatori domestici potrebbero vedere aumentare il conto delle loro bollette in modo significativo.
L'ipotesi della stessa Autorità è quella di rinviare la riforma di un anno modificando il percorso stabilito originariamente.
Vediamo quali clienti vengono coinvolti dalla riforma e di quanto potrebbe aumentare la bolletta dell'energia elettrica per ciascuna tipologia di utenza.
Cosa cambia dal 2018 con la riforma della tariffa della luce?
La riforma delle tariffe punta ad eliminare la progressività delle bollette. Il costo unitario del chilowattora progressivo è più elevato all'aumentare dei consumi del cliente.
Lo scopo è quello di promuovere tecnologie elettriche più efficienti, come le pompe di calore per il riscaldamento, piani cottura ad induzione per la cucina e le auto elettriche. Il processo è stato avviato già nel 2016 e prevede 3 step intermedi per un cambiamento graduale della tariffa.
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La bolletta luce sarà più alta a gennaio?
Con il nuovo anno scatta l'ultimo step della riforma delle tariffe della luce, avviata già nel 2016 e che riguarda tutti i clienti domestici.
L'Autorità per l'energia ed il gas avvisa il Governo che con questo cambiamento previsto contemporaneamente alla norma energivori, i piccoli consumatori domestici potrebbero vedere aumentare il conto delle loro bollette in modo significativo.
L'ipotesi della stessa Autorità è quella di rinviare la riforma di un anno modificando il percorso stabilito originariamente.
Vediamo quali clienti vengono coinvolti dalla riforma e di quanto potrebbe aumentare la bolletta dell'energia elettrica per ciascuna tipologia di utenza.
Cosa cambia dal 2018 con la riforma della tariffa della luce?
La riforma delle tariffe punta ad eliminare la progressività delle bollette. Il costo unitario del chilowattora progressivo è più elevato all'aumentare dei consumi del cliente.
Lo scopo è quello di promuovere tecnologie elettriche più efficienti, come le pompe di calore per il riscaldamento, piani cottura ad induzione per la cucina e le auto elettriche. Il processo è stato avviato già nel 2016 e prevede 3 step intermedi per un cambiamento graduale della tariffa.
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mercoledì 9 gennaio 2019
Allarme del 118, sui treni manca il sistema di soccorso
'Ogni giorno viaggiano 5 milioni di persone, subito il piano di emergenza'
Lettera del presidente del Sis 118 Mario Balzanelli al presidente di Ferrovie Gianluigi Vittorio Castelli per chiedere subito un sistema di soccorso sui treni italiani. "Ogni giorno 5 milioni di persone prendono il treno, chiedo di assicurare ai cittadini, con carattere uniforme su tutto il territorio nazionale, di standard adeguati di cardioprotezione con la collocazione sui treni, di defibrillatori semiautomatici (DAE) e di personale formato". Il presidente del 118 spiega l'importanza sui convogli di personale addestrato alle competenze della rianimazione cardiorespiratoria di base (certificazione BLSD): "In caso di arresto cardiaco improvviso, evento che può colpire chiunque anche senza la comparsa di sintomi premonitori, in qualsiasi fascia d'età, tra i milioni di persone che ogni giorno viaggiano sui treni, il soccorso immediato entro e non oltre i primi 3 minuti fa la differenza tra la vita e la morte".
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Padre vittima Rigopiano violò sigilli per portare fiori, condannato
Alessio Feniello, padre di Stefano, una dei 29 morti del disastro dell'hotel
Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime del disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), è stato condannato dal gip del tribunale di Pescara a pagare una multa di 4.550 euro, per avere violato, il 21 maggio scorso, i sigilli giudiziari apposti per delimitare l'area nella quale si verificò la tragedia. La sentenza di condanna emessa dal giudice Elio Bongrazio, su richiesta del pm Salvatore Campochiaro, trae origine dal fatto che Feniello si sarebbe introdotto "abusivamente", nonostante "le ripetute diffide ed inviti ad uscirne rivoltigli dalle forze dell'ordine addette alla vigilanza del sito".
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Ces: Italia 25ma al mondo in innovazione, fuori dal Gotha
Estonia guida classifica Cta 2019, poi Svizzera e Finlandia
Italia fuori dal vertice mondiale dell'innovazione, ma comunque un 'leader' nel settore con la sua 25ma posizione sui 61 Paesi osservati. Sono i risultati, annunciati al Ces di Las Vegas, delsondaggio condotto dall'associazione di categoria Consumer Technology Association (Cta), che mettono per il 2019 l'Estonia sul gradino più alto del podio a livello mondiale, seguita da Svizzera e Finlandia.
Subito sotto, Usa, Singapore e Regno Unito. Sono in tutto 16 i Paesi indicati dal Cta come i leader al mondo nel creare le migliori condizioni per l'innovazione, con criteri (e voti dalla A alla F) che vanno dalla libertà alla diversità di etnie presenti, dalla banda larga al capitale umano, dal 'fisco amico' fino agli investimenti in ricerca e sviluppo. I nuovi ingressi nella top 16 del 2019 sono Germania e Israele.
L'Italia, classificata appunto fra gli 'Innovation leader', paga "la mancanza di diversità etnica", un fisco sempre meno amico e, soprattutto, la mancanza di "unicorni" (le startup che hanno superato il miliardo di dollari di valore) e il bassissimo livello di ridesharing, "limitato a poche città a causa di rigide norme municipali". Il nostro Paese incassa una 'A' per i veicoli a guida autonoma e una 'A+' per l'ambiente: se la qualità dell'aria è sotto gli standard dell'Oms, il 100% della popolazione ha accesso a fonti di acqua pulita e protetta.
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Sea Watch: Ok a intesa Ue, migranti sbarcati a Malta. Ira di Salvini: 'Chiarimento nel governo'
L'annuncio del premier Muscat. Il vicepremier: 'Non autorizzo arrivi di migranti'. La gioia dei migranti nell'apprendere la notizia - VIDEO
Si avvia verso una soluzione la vicenda dei migranti della Sea Watch e della Sea Eye ma il caso manda in fibrillazione la maggioranza con Matteo Salvini che chiede un chiarimento di governo. Stasera si terrà un vertice di maggioranza per chiarire la vicenda: Quella sui migranti, ha detto il vicepremier leghista, "è una partita di civiltà. Finchè aiutiamo scafisti e ong a portare illegalmente migranti in Europa gli scafisti continueranno ad arricchirsi. E' una questione di principio: in Europa si arriva in aereo e con i documenti e stasera dirò a Conte di aspettare che i Paesi europei prendano quelli che avevano promesso di accogliere. Non si capisce perche' altri se ne fregano e noi dobbiamo accogliere".
Economist: l’Italia cede 12 posti in Indice di democrazia
Gli analisti dell’Economist hanno bocciato il Governo italiano che, secondo i suoi analisti, ha fatto scendere nel 2018 l'Italia dal 21/o alla 33/o posto nella classifica globale del 'Democracy Index' (Indice della Democrazia). In ribasso anche il voto complessivo, da 7,98 a 7,71 punti: voto complessivo che vede in testa la Norvegia (9,87 punti). Seguono l'Islanda (9,58) e la Svezia (9,39), mentre la Nuova Zelanda (9,26) soffia la quarta posizione alla Danimarca (9,22), che diventa quinta. Si conferma sesto il Canada (9,15), a pari merito con l'Irlanda (9,15), seguita da Finlandia (9,14) e Australia (9,09).
Fanalino di coda la Turchia
Gli Usa (7,96) sono venticinquesimi e la Corea del Nord ultima (167/a a 1,08 punti). In Europa Occidentale l'Italia scende dal 15/o al 18/o posto, superata da Malta (13/a), Spagna (14/a), Portogallo (15/o) Francia (16/a) e Belgio (17/o). Fino alla Spagna - secondo l'analisi dell'Economist - la democrazia è 'compiuta', dal Portogallo alla Grecia (20/a) è 'imperfetta', mentre la Turchia, fanalino di coda in Europa, è un 'regime ibrido'.
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Fanalino di coda la Turchia
Gli Usa (7,96) sono venticinquesimi e la Corea del Nord ultima (167/a a 1,08 punti). In Europa Occidentale l'Italia scende dal 15/o al 18/o posto, superata da Malta (13/a), Spagna (14/a), Portogallo (15/o) Francia (16/a) e Belgio (17/o). Fino alla Spagna - secondo l'analisi dell'Economist - la democrazia è 'compiuta', dal Portogallo alla Grecia (20/a) è 'imperfetta', mentre la Turchia, fanalino di coda in Europa, è un 'regime ibrido'.
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Lama Mocogno. Chiude l’albergo centenario: «Colpa della fattura elettronica»
Rosanna Adani di Lama Mocogno abbassa le serrande dell’attività che fungeva anche da bottega. «Ancora mi alzo al mattino e vado ad aprire come se il tempo si fosse
LAMA MOCOGNO. (MO) Il nuovo anno ha portato una perdita storica nel borgo di Barigazzo, gruppetto di case a quota mille metri ostinatamente aggrappate alla via Giardini e memori della grande storia passata, quando questa era l’unica grande arteria della montagna dove passava un flusso turistico continuo. Rosanna Adani, la storica titolare dell’albergo Posta, ristorante, drogheria, tabaccheria ed edicola (secondo le licenze accorpate di un tempo) nonostante a 89 anni si sentisse ancora le forze per continuare l’attività, si è dovuta arrendere alla fatturazione elettronica e a malincuore ha chiuso.
Una pesante perdita per il centro, per cui la bottega era un riferimento costante: lì si poteva trovare di tutto (dai giochi a frutta, verdura, tabacchi, giornali, pasta, zucchero, farina, surgelati e merceria) a pochi passi da casa. Che non è cosa da poco in una comunità formata in gran parte da anziani.
«Mi è dispiaciuto tanto davvero - ammette Rosanna - ma le nuove regole mi hanno messo in ginocchio: era troppo difficile adattarsi al sistema della fatturazione elettronica, un baraccone dove non si capisce niente. E oltre al problema tecnico ce n’era uno economico, perché per il piccolissimo giro d’affari che avevo (c’erano giornate in cui passavano 2-3 persone) non conveniva attivare il sistema. È stata una sofferenza: non ci ho voluto pensare fino agli ultimissimi giorni».
Per lei infatti l’attività era luogo di vita e memoria. Ad aprirla, più di un secolo fa, la nonna Margherita Cavadini, che creò all’ombra del campanile simbolo del paese un ricovero dove c’era la fermata dei cavalli, la “posta” di una volta. Da qui il nome di quello che diventò poi un albergo con ristorante e bottega, con una gestione che passò al padre Pietro Enrico Adani e poi dall’età di 14 anni a lei, che l’ha portata avanti con i fratelli tenendone le redini fino all’ultimo, con sveglie alle 6 del mattino per andare a prendere i giornali e un lavoro che finiva alla sera dopo aver servito la cena.
Del resto, l’abitare al piano di sopra rendeva tutto in qualche modo naturale, alimentando quello spirito di famiglia che ha sempre contraddistinto l’attività. Che ha avuto anche i suoi momenti di gran lustro: dall’albergo Posta sono passati per il risotto con i funghi e altre prelibatezze personaggi come Celina Seghi e Zeno Colò, nonché Enzo Ferrari col pilota Kriss Ammon, poi Lauda, Regazzoni e anche Schumacher, tutti lasciando i loro autografi.
«Ancora non ci riesco a credere - chiosa amara Rosanna - Ancora mi alzo e faccio per andare ad aprire come se fosse tutto come prima, poi mi rendo conto che no, non è più così. È una tristezza pensare che una storia del genere sia finita non per mia volontà, ma perché in qualche modo costretta. Ma ormai è andata così».
Carige, il governo stanzia un fondo da 1,3 miliardi di euro per ‘salvare’ la banca | Gli ultimi aggiornamenti
Il governo del Movimento Cinque Stelle, quello che ha sempre protestato contro il salvataggio delle banche, ha deciso di concedere la garanzia pubblica a Banca Carige. Il consiglio dei ministri, riunito d’urgenza, ha approvato un decreto in favore dell’Istituto di Genova, aprendo alla possibilità di nazionalizzazione.
Qui alcuni pezzi utili per sapere cosa sta succedendo tra Carige e il governo:
L’8 gennaio il governo ha messo a punto i paracadute per il salvataggio di Carige. Il decreto è stato trasmesso alle Camere e prevede un fondo da 1,3 miliardi di euro per ‘salvare’ la banca. Il testo non è altro che una fotocopia del Dl 237/2016, che il governo Gentiloni pubblicò per salvare Monte dei Paschi e le venete. Il decreto prevede fondi per un miliardo al massimo di ricapitalizzazione e 300 milioni di garanzie sull’emissione di passività da parte della banca fino a un massimo di 3 miliardi.
Terremoto Etna, nuova forte scossa sul vulcano: magnitudo 4.1 nella notte, gente in strada a Zafferana, Linguaglossa e Piedimonte. Paura da Catania a Messina
Terremoto, forte scossa di magnitudo 4.1 nella notte sull'Etna: paura in Sicilia da Catania a Messina, si temono nuovi danni nei paesi vulcanici
Una nuova forte scossa di terremoto ha colpito l’Etna nella notte. La scossa è stata di magnitudo 4.1 e si è verificata alle 00:50 ad appena 2.2km di profondità sul versante nord/orientale del vulcano, a monte di Linguaglossa e Piedimonte Etneo. La scossa è stata distintamente avvertita in tutta la Sicilia centro/orientale, a Catania e Messina e in modo particolare a Giarre, Randazzo, Zafferana Etnea, Mascali, Maletto, Bronte, Belpasso e Santa Venerina, Fiumefreddo di Sicilia, Castiglione di Sicilia, Gaggi, Aci Catena, Acireale oltre che sui Nebrodi e sulla costa tirrenica messinese.
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martedì 8 gennaio 2019
Reddito di cittadinanza, in media 138 euro a persona. Platea di 1,7 milioni di famiglie
La platea del reddito di cittadinanza sarà di quasi 5 milioni di persone, 1,7 milioni di famiglie. Nell'ultima bozza della relazione di accompagnamento al decreto atteso ormai in settimana, il governo torna ad indicare il numero di beneficiari da sempre designato dai padri pentastellati della misura, ridotto di qualche centinaio di migliaio nelle prime bozze del provvedimento, ma subito corretto nella versione più aggiornata. La platea dunque aumenta, ma gli stanziamenti restano quelli noti: 6,1 miliardi per reddito e pensioni di cittadinanza nei nove mesi di applicazione del 2019, da aprile a dicembre.
IN MEDIA 391 EURO A FAMIGLIA, 138 EURO A PERSONA
Dividendo a spanne l'ammontare del fondo previsto in manovra per il numero stimato dei beneficiari e per gli interi potenziali nove mesi di percezione del sostegno si ottengono poco meno di 400 euro medi a famiglia e poco meno di 140 persona. In base al testo del decreto finora circolato, il beneficio economico andrà comunque da un minimo di 40 a un massimo di 780 euro mensili. Il reddito sarà scomposto in una componente massima di 500 euro a famiglia a cui aggiungere eventuali 280 euro per l'affitto. La pensione di cittadinanza ammonterà invece ad un massimo di 630 euro a cui aggiungere eventuali 150 euro al mese per l'affitto. Un'integrazione di 150 euro è prevista anche per il mutuo.
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IN MEDIA 391 EURO A FAMIGLIA, 138 EURO A PERSONA
Dividendo a spanne l'ammontare del fondo previsto in manovra per il numero stimato dei beneficiari e per gli interi potenziali nove mesi di percezione del sostegno si ottengono poco meno di 400 euro medi a famiglia e poco meno di 140 persona. In base al testo del decreto finora circolato, il beneficio economico andrà comunque da un minimo di 40 a un massimo di 780 euro mensili. Il reddito sarà scomposto in una componente massima di 500 euro a famiglia a cui aggiungere eventuali 280 euro per l'affitto. La pensione di cittadinanza ammonterà invece ad un massimo di 630 euro a cui aggiungere eventuali 150 euro al mese per l'affitto. Un'integrazione di 150 euro è prevista anche per il mutuo.
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Gilet gialli, Ue: "Commenti Italia? Sosteniamo Macron"
"Non facciamo commenti ad altri commenti", ma sulla questione dei gilet gialli "la Commissione Ue sostiene Emmanuel Macron e le autorità francesi, che hanno tutta la nostra fiducia per mettere in opera il programma per cui il presidente è stato eletto". Lo ha affermato il portavoce del presidente della Commission Ue Jean-Claude Juncker, in merito al sostegno espresso da esponenti del governo italiano ai gilet gialli.
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Tenta di rapinarla, ma è una lottatrice professionista: l'aggressore messo ko dalla ragazza
L'apparenza inganna: lo ha imparato, a sue spese, un uomo che ha tentato di rapinare una ragazza di 26 anni, senza sapere che si trattava di una lottatrice UFC, esperta di arti marziali miste, e che è stato messo letteralmente ko. Polyana Viana, atleta professionista brasiliana, era stata avvicinata con una scusa e racconta così l'episodio: «Si è seduto accanto a me e mi ha chiesto l'ora, ma poi è rimasto lì e non si è allontanato. Mi ha detto che era armato e mi ha intimato di consegnargli il telefono: era così vicino che potevo anticiparlo e impedirgli di tirare fuori la pistola».
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Gli scienziati schedati dai 5Stelle: “Ecco i loro orientamenti politici”
Dossier sui membri del Consiglio superiore di sanità. La ministra Grillo: “Verifica chiesta da me”
ROMA - L'allontanamento dei 30 membri del Consiglio superiore di Sanità, organismo di primo livello scientifico che annovera scienziati di chiara fama come il farmacologo Silvio Garattini, il genetista Bruno Dallapiccola, l'endocrinologo Andrea Lenzi, è stata preceduta da un'inchiesta ordinata dalla ministra Giulia Grillo sui precedenti politici dei suoi componenti.
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| La ministra della Sanità Giulia Grillo |
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Carige, Lega e M5S «costretti» a salvare le banche come i governi Renzi-Gentiloni
I clienti-depositanti di Banca Carige sono garantiti. E questa è l'unica certezza di rilievo che emerge dopo il decreto di emergenza varato ieri sera dal Governo con un piano di aiuti di Stato articolato su più livelli. Il destino futuro della banca è invece ancora avvolto nell'incertezza: se ne saprà di più oggi quando i tre commissari nominati da Bce annunceranno il loro piano di azione.
Il piano A resta quello di una ricapitalizzazione in opzione ai soci, bocciata nell'assemblea dello scorso 22 dicembre da Malacalza Investimenti, da riproporre nelle prossime settimane eventualmente con il supporto dello schema volontario del Fondo interbancario di garanzia.
Il piano B prevede che, in assenza di un ritorno sul mercato dei capitali, la banca possa comunque contare sulla fornitura di liquidità a lungo termine attraverso la garanzia di Stato sulle obbligazioni, decisa lunedì per decreto, che Carige emetterà in futuro. E che consentirà alla banca, in assenza di ulteriori richieste di capitale da parte di Bce, di avere certezze sul finanziamento per tutto il 2019 in attesa dell'aggregazione con un altro istituto.
Il piano B prevede che, in assenza di un ritorno sul mercato dei capitali, la banca possa comunque contare sulla fornitura di liquidità a lungo termine attraverso la garanzia di Stato sulle obbligazioni, decisa lunedì per decreto, che Carige emetterà in futuro. E che consentirà alla banca, in assenza di ulteriori richieste di capitale da parte di Bce, di avere certezze sul finanziamento per tutto il 2019 in attesa dell'aggregazione con un altro istituto.
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Mesej, ecco il clochard a cui il vicesindaco di Trieste Polidori ha gettato via le coperte
Mesej Mihaj, 57 anni, arrivato dalla Romania a Trieste il 12 ottobre dello scorso anno, è il clochard che, a sua insaputa, è diventato il senzatetto più conosciuto d'talia, dopo che il vicesindaco di Trieste Paolo Polidori ha lanciato nelle immondizie le sue coperte, vantandosi poi su Facebook. In una video-intervista di Andrea Pierini e Andrea Lasorte dall'hotel Transilvania, a Fernetti, nel comune di Monrupino (Trieste), dove è ora ospite, Mesej racconta la sua storia. Spiega come è finito a Trieste in autunno, mentre stava viaggiando per raggiungere la famiglia in Francia. Ha perso i documenti o forse glieli hanno rubati: è stato quindi accolto in un centro di accoglienza del capoluogo giuliano.
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Essere un senzatetto, la testimonianza di Srdjan a Trieste
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lunedì 7 gennaio 2019
Stipendio dei ministri, Bongiorno la più ricca, poi il premier Conte: i dettagli
Ecco le dichiarazioni dei redditi dei ministri:
Fonte
Quanto guadagna Luigi Di Maio: stipendio e dichiarazione dei redditi
Palazzo Chigi ha pubblicato sul suo sito, nel capitolo amministrazione trasparente, le dichiarazione dei redditi del 2017 di molti dei suoi suoi membri (solo la metà per ora ha aderito all’iniziativa, c’è tempo fino alla fine del mese). Per gli avvocati al governo la prossima dichiarazione dei redditi rischia di essere più povera. Si scopre che in testa alla classifica dei più ricchi c’è la ministra della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, con quasi 4 milioni di euro (per la precisione 3.834.594), cui si aggiungono numerose proprietà e pacchetti azionari. Al secondo posto del podio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, secondo la dichiarazione relativa al periodo di imposta 2017 – quando dunque non era ancora premier ma avvocato civilista – ha avuto un imponile pari a 370.314 mila euro. Sempre sul sito del governo si legge per l’incarico di presidente del Consiglio invece guadagnerà 114.796 euro circa, così come previsto dalla legge.
Il sottosegretario per gli Affari Ue Luciano Barra Caracciolo è il terzo di questa particolare classifica con 179.434 euro mentre è pari a 123.635 euro l’imponibile del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, seguito dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Vincenzo Santangelo che vanta un imponibile di poco più di 105mila euro (periodo di imposta 2016), dal vicepremier e leader leghista Matteo Salvini (circa 100mila euro da europarlamentare secondo l’attestazione dei redditi 2016, più circa 11 mila euro per la vendita del libro Secondo Matteo) e infine dalla ministra per gli Affari regionali Erika Stefani (circa 100mila euro ma relative anche queste al periodo di imposta 2016).
Particolare il caso del vicepremier 5Stelle, Luigi Di Maio. L’imponibile supera di poco i 102 mila euro. Il leader pentastellato ha però messo online anche i redditi della sua famiglia: il papà del leader del M5S risulta avere un imponibile di soli 88 euro anche se appare come comproprietario di vari fabbricati e terreni, staccato così non solo dalla moglie che si attesta intorno ai 52mila euro ma anche dalla figlia Rosalba che ne dichiara 7mila. Il fratello di Di Maio, Giuseppe, risulta a zero. L’ultimo nella speciale classifica è Riccardo Fraccaro, ministro dei Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, con 93.437 euro di imponibile.
Quanto guadagna Luigi Di Maio: stipendio e dichiarazione dei redditi
Trieste, pronta la multa per il vicesindaco: 450 euro per il cassonetto sbagliato
La sanzione della polizia municipale dopo il blitz di Polidori che ha gettato tra i rifiuti gli indumenti di un clochard
E poi arrivò la multa per il vicesindaco leghista, Paolo Polidori. Dopo aver buttato via le coperte usate da un clochard per riparsi dal freddo, vantandosene poi sui social e scatenando le proteste (e una gara di solidarietà) tra i cittadini, la polizia municipale è pronta a sanzionarlo per aver gettato nel cassonetto dell'indifferenziata gli indumenti, un piumino e una bottiglietta di plastica appartenenti al clochard, violando così le norme del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani.
Il numero due del comune di Trieste dovrà pagare fino a 450 euro di multa. E la sanzione sarà comminata proprio dalla Polizia municipale, di cui il vicesindaco è responsabile, avendo nelle proprie mani la delega alla Sicurezza. Il vicesindaco non sembra dunque conoscere così bene il funzionamento della raccolta differenziata: i materiali tessili integri, infatti, vanno gettati negli appositi cassonetti gialli o conferiti ai centri di raccolta mentre la plastica ha il suo contenitore dedicato.
La mancata osservanza del regolamento prevede una multa che va da 50 a 300 euro, ma se i rifiuti non sono chiusi nel sacco la sanzione va da 25 a 150 euro. Multe che è sempre molto difficile elevare, non fosse che Polidori ha fotografato e pubblicato sui social l'immagine dell'interno del cassonetto. Con la prova fotografica a disposizione, sarà difficile chiudere un occhio davanti al trasgressore.
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E poi arrivò la multa per il vicesindaco leghista, Paolo Polidori. Dopo aver buttato via le coperte usate da un clochard per riparsi dal freddo, vantandosene poi sui social e scatenando le proteste (e una gara di solidarietà) tra i cittadini, la polizia municipale è pronta a sanzionarlo per aver gettato nel cassonetto dell'indifferenziata gli indumenti, un piumino e una bottiglietta di plastica appartenenti al clochard, violando così le norme del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani.
Il numero due del comune di Trieste dovrà pagare fino a 450 euro di multa. E la sanzione sarà comminata proprio dalla Polizia municipale, di cui il vicesindaco è responsabile, avendo nelle proprie mani la delega alla Sicurezza. Il vicesindaco non sembra dunque conoscere così bene il funzionamento della raccolta differenziata: i materiali tessili integri, infatti, vanno gettati negli appositi cassonetti gialli o conferiti ai centri di raccolta mentre la plastica ha il suo contenitore dedicato.
La mancata osservanza del regolamento prevede una multa che va da 50 a 300 euro, ma se i rifiuti non sono chiusi nel sacco la sanzione va da 25 a 150 euro. Multe che è sempre molto difficile elevare, non fosse che Polidori ha fotografato e pubblicato sui social l'immagine dell'interno del cassonetto. Con la prova fotografica a disposizione, sarà difficile chiudere un occhio davanti al trasgressore.
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Quattro i neonati morti agli Spedali Civili di Brescia: la procura indaga per omicidio colposo
Ai tre casi già noti si è aggiunto quello di un bimbo morto sabato mattina. Sequestrata la cartella clinica del piccolo Marco, i Nas nel reparto
BRESCIA - Sono diventati quattro i casi di neonati deceduti agli Spedali Civili di Brescia nel reparto di terapia intensiva neonatale. Ai tre casi già noti, si è aggiunto anche quello di un neonato morto sabato mattina. Sarebbe stato portato in reparto poco dopo la nascita e non è sopravvissuto. Anche su questo caso l'ospedale bresciano ha disposto accertamenti.
Questa mattina nel reparto sono arrivati i Nas inviati dalla ministra della Salute Grillo che ha disposto un'ispezione. I carabinieri hanno preso visione delle cartelle cliniche di Marco, Cristian e Nicole i tre bimbi morti il 5 e 4 gennaio e il 30 dicembre. Il fascicolo aperto dalla procura è omicidio colposo e per ora non ci sono formalmente indagati.
La lettera della mamma di Marco: "Mio figlio e gli altri, così ho visto sparire quelle culle"
L'autopsia sul corpo del piccolo Marco è stata rinviata di un giorno per consentire a tutte le parti di essere presenti all'esame. Il pubblico ministero Corinna Carrara, titolare del fascicolo, in mattinata ha ricevuto l'intera cartella clinica. Sono tre le inchieste aperte per fare piena luce sulla sua morte. Oltre a quella della procura, infatti, indaga anche l'ospedale e la Regione che ha disposto una commissione interna.
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BRESCIA - Sono diventati quattro i casi di neonati deceduti agli Spedali Civili di Brescia nel reparto di terapia intensiva neonatale. Ai tre casi già noti, si è aggiunto anche quello di un neonato morto sabato mattina. Sarebbe stato portato in reparto poco dopo la nascita e non è sopravvissuto. Anche su questo caso l'ospedale bresciano ha disposto accertamenti.
Questa mattina nel reparto sono arrivati i Nas inviati dalla ministra della Salute Grillo che ha disposto un'ispezione. I carabinieri hanno preso visione delle cartelle cliniche di Marco, Cristian e Nicole i tre bimbi morti il 5 e 4 gennaio e il 30 dicembre. Il fascicolo aperto dalla procura è omicidio colposo e per ora non ci sono formalmente indagati.
La lettera della mamma di Marco: "Mio figlio e gli altri, così ho visto sparire quelle culle"
L'autopsia sul corpo del piccolo Marco è stata rinviata di un giorno per consentire a tutte le parti di essere presenti all'esame. Il pubblico ministero Corinna Carrara, titolare del fascicolo, in mattinata ha ricevuto l'intera cartella clinica. Sono tre le inchieste aperte per fare piena luce sulla sua morte. Oltre a quella della procura, infatti, indaga anche l'ospedale e la Regione che ha disposto una commissione interna.
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