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venerdì 22 marzo 2019

Samir e i nuovi italiani: per Salvini la pacchia è finita

Oggi Il Giornale apre con un titolo shock: Terrorismo Buonista“. Il riferimento è alla strage mancata di Ousseynou Sy l’autista di origine senegalese ma cittadino italiano dal 2004, che ha dato fuoco ad un autobus e che voleva uccidere 51 bambini per vendicare le stragi di migranti nel Mediterraneo. Fortunatamente i propositi dell’uomo sono stati vanificati dall’intervento dei Carabinieri, allertati da una chiamata partita proprio dall’interno del mezzo dove l’autista aveva sequestrato i ragazzini.
La narrativa dell’integrazione mancata e degli stranieri che sono tutti pericolosi
Per Libero il “senegalese” (ma appunto è italiano) è un “emulo di Erode” e un altro esempio di integrazione mancata. Non possiamo chiudere gli occhi davanti al pericolo dell’immigrazione, è la chiosa. Perché non sappiamo chi ci portiamo in casa quando decidiamo di accogliere a braccia aperte profughi e migranti come fanno i buonisti. Inutile ricordare che essere italiani non è garanzia di essere dei bravi cittadini o di non essere dei criminali (l’uomo aveva dei precedenti gravi eppure faceva il conducente). Ma ieri è andata così, e il criminale era un cittadino di origine straniera che dopo aver requisito i telefonini dei passeggeri (due classi della scuola media Vailati di Crema) ha tentato di portare a compimento il suo criminale desiderio di vendetta.  Il problema qui non è la cittadinanza ma l’aver commesso un reato.
Quaranta minuti di terrore mentre Ousseynou Sy minacciava la scolaresca dopo aver costretto gli adulti a legare i polsi dei ragazzi con delle fascette di plastica per impedirne la fuga. E forse l’esito sarebbe stato diverso se non fosse stato per il coraggio di due ragazzi, due eroi. Ieri il Ministro dell’Interno Salvini ha pubblicato su Facebook il racconto di uno dei due, quello che su Repubblica viene chiamato Riccardo. Assieme a due suoi compagni di classe – “Rahmi” e “Adam” o “Samir” – è riuscito a chiamare i Carabinieri e probabilmente ad evitare la strage.
Salvataggio Buonista
Sulla Stampa Niccolò Zancan racconta che Samir, un ragazzo italiano di origine marocchina, aveva avuto la freddezza e la prontezza di nascondere il suo telefonino sotto il sedile. Lui era seduto sul fondo dell’autobus e in quei pochi minuti necessari a Ousseynou Sy per raggiungere la coda del mezzo e verificare che nessuno avesse il telefonino ha creato una via di fuga per sé e per i compagni. «Se non fosse stato per Samir e per i due studenti accanto, anche loro di origini straniere, tutti bravissimi a non consegnare quel telefono senza farsi prendere dal panico, non ci saremmo salvati», ha raccontato  il docente Giacomo Andrico, uno degli accompagnatori della scolaresca.
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giovedì 21 marzo 2019

Stadio della Roma: indagato Frongia, assessore allo sport del Campidoglio

"Confido nell'imminente archiviazione", dice l'assessore fedelissimo della Raggi

L'assessore allo Sport del Comune di Roma, Daniele Frongia, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione nell'ambito del filone principale dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Frongia, che è stato anche vicesindaco di Roma, è indagato nell'ambito della parte dell'inchiesta che ha portato in carcere l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone e l'imprenditore Luca Parnasi.
"Con il rispetto dovuto alla magistratura inquirente, avendo la certezza di non aver mai compiuto alcun reato - spiega in un nota l'assessore Daniele Frongia - e appurato che non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia, confido nell'imminente archiviazione del procedimento risalente al 2017". Frongia spiega di aver "appreso di essere coinvolto nell'indagine 'Rinascimento' del 2017, per la quale non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, elezione di domicilio o avviso di garanzia". "A seguito di informazioni assunte presso la Procura -spiega- il procedimento a mio carico trarrebbe origine dall'interrogatorio di Parnasi del 20 settembre 2018, già uscito all'epoca sui giornali, in cui lo stesso sottolineava più volte di non aver mai chiesto né ottenuto favori dal sottoscritto". 
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Massoneria, scoperta loggia a Castelvetrano: 27 arresti, tra cui politici e poliziotti

Castelvetrano è la città del superlatitante Matteo Messina Denaro.

Questa notte a Castelvetrano, la città del superlatitante Matteo Messina Denaro, i carabinieri del nucleo investigativo di Trapani hanno arrestato 27 persone e altre dieci sono indagate a piede libero. L'accusa è di aver creato un'associazione a delinquere segreta che ruotava attorno a Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale di Forza Italia, che nel 1998 in un esposto anonimo era indicato come finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro, ma il caso venne archiviato.
Lo Sciuto, diventato deputato regionale con il movimento per le autonomie nel 2012, dopo una parentesi nell'Ncd, approdò infine a Forza Italia. Aveva fatto parte della commissione Lavoro e poi, addirittura, di quella Antimafia, promettendo di essere "la sentinella alla Regione per l'intera provincia di Trapani e per Castelvetrano in particolare".
Oltre a Lo Sciuto, secondo gli inquirenti, anche l'ex sindaco Felice Errante (ora ai domiciliari) era coinvolto in questa associazione. E sempre ai domiciliari è finito Francesco Cascio, ex deputato di Forza Italia, accusato di aver favorito il gruppo di Lo Sciuto rivelando l'esistenza di intercettazioni dopo averlo saputo da Giovannantonio Macchiarola, allora segretario del ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ora Macchiarola, che è indagato per rivelazione di notizie riservate, sarà interrogato dai magistrati.
Tra gli arrestati finiti in carcere ci sono tre poliziotti (Salvatore Passannante, Salvatore Virgilio e Salvatore Giacobbe) mentre l'ex rettore di Palermo Roberto Lagalla, che è attualmente assessore regionale all'Istruzione, è indagato per abuso d'ufficio perché avrebbe avuto un ruolo importante nella concessione di una borsa di studio alla figlia di Rosario Orlando, che è stato responsabile del centro medico legale dell'INPS e poi membro delle commissioni di invalidità civile.
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MOZAMBICO, strage senza precedenti. Oltre 1000 morti a causa del ciclone IDAI

E' un vero e proprio disastro quello che si sta abbattendo in MOZAMBICO. Il ciclone "IDAI" sta letteralmente devastando e inondando interi paesi e villaggi dell'Africa australe. Particolarmente colpito il Mozambico dove, secondo alcune prime stime, si temono più di mille vittime. Il presidente Filipe Nyusi ha dichiarato: "È un disastro di grandi proporzioni, interi villaggi sono scomparsi, le comunità sono isolate e i corpi galleggiano sulle acque».

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mercoledì 20 marzo 2019

Bologna, la gaffe di Bosco (Lega): "Greta non va a scuola ed è disturbata: chi meglio di lei per rappresentare la sinistra?"

Un post di pessimo gusto del consigliere comunale solleva polemiche. E lui: "Non so nulla di autismo, è una battuta"

BOLOGNA - I social sono molto scivolosi per tutti e anche per i politici, specie quando pensano di essere spiritosi e rimediano pessime figuracce. L'ultima è quella del consigliere leghista di Bologna Umberto Bosco che si è sentito simpatico scrivendo "Dite quello che volete su #Greta ma chi, meglio di una sedicenne che non va a scuola e che soffre di disturbi pervasivi dello sviluppo, può, nel 2019, rappresentare la #sinistra?".

Non è mancata la reazione negativa di molti followers che non hanno apprezzato il sarcasmo sulla sindrome che afflige Greta Thumberg, la giovane attivista svedese. La giustificazione di Bosco è peggio del post: "E cmq, ragazzi, è una battuta, non un comunicato politico. Non so nulla di Asperger e autismo e non voglio insegnare nulla a nessuno.


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Terrore sul bus: sequestra 51 bambini e dà fuoco al mezzo. Li ha minacciati col coltello

L'uomo, Ousseynou Sy, senegalese di origine ma italiano dal 2004, è stato fermato per tentata strage

'Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo'. E' quanto avrebbe detto Ousseynou Sy47enne senegalese di origine ma italiano dal 2004, che ha sequestrato un autobus di cui era alla guida a San Donato Milanese, con a bordo una cinquantina di studenti, e poi, dopo aver forzato un blocco, gli ha dato fuoco, minacciando di uccidersi. E' stato fermato dai carabinieri dopo che aveva già versato benzina all'interno del mezzo. Non risultano feriti, ma ci sono 14 intossicati in ospedale (dodici ragazzini e due adulti). Sy dopo aver sequestrato il mezzo si era diretto verso l'aeroporto di Linate. Dopo esser stato bloccato, l'uomo è sceso dal pullman con in mano un accendino e ha dato fuoco al mezzo, mentre i carabinieri salvavano dalla parte posteriore i ragazzi dopo aver rotto i finestrini.

Ad un certo punto Sy avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: "Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno". A quel punto uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un'accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori.
È durato poco meno di 40 minuti il viaggio del terrore dei 51 studenti.
Sequestro di persona, strage, incendio e resistenza. Sono i reati al momento ipotizzati nei confronti dell'autista. Anche se non è ancora formalmente aperto un fascicolo, le indagini sono coordinate dal pm di Luca Poniz, sul posto per i rilievi.

Nicoletta Indelicato è stata uccisa, due arresti per l'omicidio della 25enne scomparsa a Marsala

Un uomo e una donna accusati del delitto e della soppressione del cadavere, ritrovato in campagna: la coppia ha confessato e fatto ritrovare il cadavere carbonizzato

Marcello De Vito arrestato per corruzione a Roma. Di Maio: 'E' fuori da M5s'

Presidente della assemblea capitolina coinvolto nell'inchiesta della Procura. Di Maio: 'E' fuori'. Pd Campidoglio chiede le dimissioni della Raggi. La sindaca: 'Nessuno sconto a chi ha sbagliato'

Marcello De Vito di M5S, presidente dell'assemblea capitolina, è stato arrestato dai carabinieri per corruzione nell'ambito della inchiesta della Procura sul nuovo stadio della Roma. Sono in corso perquisizioni in Campidoglio da parte dei carabinieri nell'ambito dell'operazione che ha portato all'arresto. Le perquisizioni stanno interessando anche uffici di Acea, l'Italpol e la Silvano Toti Holding Spa. "Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l'ho già comunicata ai probiviri", annuncia Di Maio via Facebook. "Nessuno sconto a chi ha sbagliato", dice anche la sindaca Virginia Raggi aggiungendo che "non c'è spazio per le ambiguità".

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Congresso famiglie a Verona, boicottati sui social alberghi partner dell'evento. Di Maio: "Lega festeggia il Medioevo, noi no"

Un gruppo sui social contro gli albergatori. L'università chiude le porte alla manifestazione. Primo strappo nel Carroccio locale: Lascia il capogruppo leghista in Comune

La destra raduna antiabortisti e antigay, a Verona il meeting della famiglia sovranista

Pensioni, Luigi Marattin (Pd): “Lega ha bloccato aumento, proprio come fece la Fornero”

Il blocco dell’aumento delle pensioni previsto dal governo per il 2019 arriverà solo a giugno, secondo l’accusa del Pd. E i pensionati dovranno restituire successivamente i soldi in più presi da gennaio. Luigi Marattin, deputato del Pd, in un’intervista a Fanpage.it, spiega: “È proprio la misura su cui la Fornero si mise a piangere. L’Ironia è che la Lega ha pubblicato le foto di lei piangente, attaccando quella misura, e ora ha rifatto la stessa cosa, il blocco delle indicizzazioni”.


L’aumento delle pensioni nel 2019 è stato bloccato con la legge di Bilancio. Si tratta della mancata indicizzazione prevista (anche) per finanziare la quota 100. La novità è che il mancato aumento arriverà a partire da giugno, come accusa il Pd. Il che vorrà dire restituire successivamente i soldi in più ricevuti nei primi mesi. E, ironia della sorte, la mancata indicizzazione delle pensioni – un mancato aumento dell’1,1% – del governo a guida Lega ricalca esattamente quanto fatto da Elsa Fornero, quando nel 2011 si mise a piangere, in conferenza stampa, proprio per la stessa decisione. A sottolinearlo, in un’intervista a Fanpage.it, è il deputato dem Luigi Marattin: “Il meccanismo non è un taglio se non sopra una certa cifra”, precisa subito. Ma sottolinea: “È un mancato aumento, proprio la misura su cui la Fornero si mise a piangere. L’Ironia è che la Lega ha pubblicato le foto di lei piangente, attaccando quella misura, e ora ha rifatto la stessa cosa, il blocco delle indicizzazioni. Questa è incoerenza”.

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Pensioni, il taglio agli assegni d’oro slitta a maggio


Candidata leghista Gerarda Russo contestata durante il comizio, lei sbotta: «Io sono fascista»

«Strumentalizzare un concetto di una frase è da vigliacchi quali siete. La frase è: “Se Fascista vuol dire essere a favore del popolo allora io sono Fascista” che equivale a dire “se essere Populista vuol dire essere a favore del popolo allora io sono Populista”». Si è difesa così la candidata della Lega alla carica di consigliere regionale della Basilicata Gerarda Russo in seguito alle polemiche suscitate dal video del suo comizio a Melgi, in provincia di Potenza, che in risposta ad alcuni contestatori che urlavano 'fascisti fascisti', durante un comizio, ha risposto di esserne «orgogliosa»

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martedì 19 marzo 2019

Proposto nuovo reato, fino a 14 anni a chi sfregia una donna

Ascari (M5s): 'Sorveglianza speciale e cambio di dimora per le vittime'


"Viene introdotto nel pacchetto un nuovo reato che punisce severamente chi sfregia una donna. E' disposta la reclusione fino a 14 anni per un reato che, ripeto, prima non era previsto". Lo ha detto la deputata in Commissione Giustizia Stefania Ascari alla presentazione del Pacchetto di norme predisposte dal Movimento 5 Stelle per il contrasto della violenza su donne e minori presentato alla sala stampa della Camera.
 "Sono previsti aumenti di pena per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia", fino a 7 anni. "Estendiamo inoltre - ha aggiunto - misure di controllo e prevenzione prevedendo ad esempio la sorveglianza speciale per i casi gravi o cambio di dimora per la donna vittima". Condanne inoltre fino a 12 anni per "chi violenta una donna". 
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La nave Mare Jonio è a Lampedusa, “no” del Viminale. Il sindaco: il porto è aperto

Roma - È ferma a un miglio e mezzo da Lampedusa la nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea, che ha soccorso 49 migranti, tra cui 12 minori, davanti alle coste libiche. L’imbarcazione, che non ha l’autorizzazione allo sbarco, è circondata da tre motovedette, due della Guardia di Finanza e una della Guardia Costiera. Ieri Mediterranea aveva chiesto alle autorità italiane un «porto sicuro», prima di fare rotta verso Lampedusa.
Lo stop del ViminaleLa Guardia di Finanza avrebbe vietato via radio l’ingresso nelle acque territoriali, anche sulla base di una direttiva del Viminale. Per il ministro dell’Interno Salvini, infatti, «i porti erano e rimangono chiusi». Il comandante della Mare Jonio avrebbe quindi trasgredito a quest’ordine impartito dalla Guardia di Finanza. La Guardia Costiera successivamente avrebbe autorizzato un punto di fonda a circa un miglio e mezzo dalla costa. A bordo della nave, sempre secondo la testimonianza del cronista, vi sarebbe un clima di grande tensione. I naufraghi, soccorsi su un gommone alla deriva, sarebbero spossati dalla traversata con mare Forza 7; uno di loro sarebbe anche in precarie condizioni di salute.
Il sindaco di Lampedusa: «Porto aperto»«Il porto è aperto, non ci sono cannoni puntati» dice all’Agi il sindaco di Lampedusa Totò Martello, che ricorda che sull’isola gli sbarchi non si sono mai fermati.
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Accise benzina Italia 2019: aumento in Legge di Bilancio sui carburanti

Accise benzina Italia 2019: aumento in Legge di Bilancio sui carburanti

Tabella aumento accise carburanti 2019


Accise benzina Italia 2019: non ci sarà l’annunciato taglio. Alla luce della manovra votata dal Parlamento, il governo in carica non riuscirà almeno nell’immediato a dare seguito a quella che era stata una delle promesse fatte in campagna elettorale dal leader della Lega Matteo Salvini. L’attuale ministro dell’Interno e vicepremier del Governo Conte ha ammesso di non essere riuscito a promettere l’impegno rinviando di fatto l’appuntamento col taglio delle accise.

Accise benzina, Salvini promette di “portare a casa il risultato nel 2019”

Di seguito le parole di Matteo Salvini: “Togliere le accise più vecchie non siamo riusciti a farlo, mi riprometto di portare a casa questo risultato nel 2019, siamo riusciti soltanto a bloccare ulteriori aumenti. Ma le accise che risalgono a 20, 30, 50 anni fa sono fuori dal mondo. Ammetto che in sei mesi non sono riuscito a fare tutto quello che mi ero proposto, ma è uno stimolo a fare ancora meglio”.

Accise benzina, il commento dall’opposizione di Giorgia Meloni

Intanto dall’opposizione coglie l’occasione per affondare il colpo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha commentato così l’azione del Governo: “La manovra del governo prevede un aumento delle accise di 400 milioni solo nel 2020. Tanto perché dovevano essere cancellate nel primo consiglio dei ministri…”.
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Io, combattente italiano in Siria al fianco dei curdi: “La guerra con l’Isis non è finita”

Le Forze democratiche siriane hanno costretto i miliziani dell'Isis a rifugiarsi a Baghouz e si apprestano a conquistare gli ultimi chilometri quadrati ancora in mano ai jihadisti. L'ideologia dell'Isis resta però una minaccia da non sottovalutare


La fine dell’autoproclamato Stato islamico in Siria è ormai vicina.
Dopo cinque anni di guerra le forze curdo-arabe delle SDF (Forze democratiche siriane) hanno ripreso il controllo della provincia di Deir el Zor, nel sud-est della Siria, e si apprestano a riconquistare gli ultimi chilometri quadrati ancora in mano all’Isis.
I jihadisti, dopo essere stati cacciati dalla roccaforte di Hajin, si sono rifugiati nei villaggi circostanti radunandosi a Baghouz, diventato teatro dell’ultima battaglia contro lo Stato Islamico.
Per sapere come procede lo scontro finale e cosa significa la sconfitta dell’Isis in Siria TPI ha contattato telefonicamente Lorenzo Orsetti [chi era], combattente italiano nelle fila delle SDF.
Come procede la battaglia per riconquistare Baghouz?
Io adesso mi trovo ad Al Hasaka (nel Rojava, ndr), sono appena tornato da Baghouz. In battaglia non hai la possibilità di riposare né di lavarti, per cui le squadre al fronte si danno il cambio ogni 15 giorni.
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L’Aquila, crollano 3 balconi delle “case” costruite per gli sfollati del terremoto

Altri tre balconi sono venuti giù nel complesso residenziale del progetto “Case” di Cese di Preturo, frazione del Comune dell’Aquila.


A dare la notizia è stato il Comune de L’Aquila, che ha spiegato come le strutture, realizzate per ospitare gli sfollati del terremoto del 6 aprile 2009, si trovano all’interno del complesso situato in via Gian Maria Volontè numero 6, piastra 20, già sgomberato in passato e, pertanto, “non sono stati registrati danni a persone o cose”.
Sul posto si è recato personale del settore Opere pubbliche e Protezione civile del Comune dell’Aquila e del Corpo di Polizia municipale che ha constatato l’accaduto. Nei prossimi giorni verranno rimossi i materiali di risulta derivanti dalla caduta dei terrazzini.
Quelli caduti oggi non sono i primi balconi che, per difetti strutturali e mancate manutenzioni, cedono. Il primo crollo al Progetto Case di Preturo in via Volontè, ci fu nel 2014 quando un balcone si staccò dal secondo piano di un edificio.
In quel caso si sfiorò, per un soffio, la tragedia: in quel balcone sottostante solitamente stazionava un signore di 88 anni il quale, per fortuna, in quel momento era altrove.
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lunedì 18 marzo 2019

Pene dimezzate per femminicidio, una sconfitta per tutti

Dieci giorni fa si scatenava una tempesta emotiva, ora è il turno della delusione, domani chissà: il comportamento della vittima e i sentimenti (nella sentenza "i risentimenti") di un uomo che colpisce a morte sua moglie – l'amante, la sorella, la compagna – hanno un peso nelle aule di tribunale. Una relazione burrascosa o una madre anaffettiva possono costituire attenuanti e alleggerire la condanna per un reato agghiacciante e odioso.


Nella sentenza che vede dimezzata la pena per Javier Napoleon Pareja Gamboa - 52 anni, operaio edile ecuadoriano, condannato in primo grado per l'omicidio volontario della moglie Angela Coello Reyes, per tutti Jenny – ci sono due questioni da considerare, spesso confuse dall'opinione pubblica.
La prima riguarda il rito abbreviato, ammesso anche per giudicare reati violenti come l'omicidio e la violenza sessuale. È grazie al rito abbreviato (o a causa di), se la condanna a 24 anni per omicidio volontario a Gamboa è diventata automaticamente di 16 (diminuzione di un terzo della pena). Ancora oggi chi commette un reato efferato può godere di sconti, solo perché permette alla farraginosa burocrazia statale una riduzione dei tempi processuali. Le leggi vanno rispettate, ma anche le vittime e le famiglie che restano a piangerle dovrebbero esserlo: considerare caso per caso e concedere riti speciali solo quando ritenuto opportuno potrebbe essere un primo passo.
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Imane Fadil: nel sangue alta presenza di cadmio e antimonio

Ancora giallo sulla morte della modella marocchina teste del processo Ruby

Nel sangue di Imane Fadil, la testimone chiave delle inchieste sul caso Ruby, era presente un'alta concentrazione di alcuni metalli, in particolare il cadmio e l'antimonio, ha rivelato il procuratore capo di Milano Francesco Greco sottolineando che l'antimonio era presente con un valore di quasi tre volte superiore e il cadmio urinario di quasi sette volte superiore il range normale. Prima di pronunciarsi definitivamente sulla vicenda, ha aggiunto il procuratore, "attendiamo l'esito dell'autopsia". La donna era invece risultata negativa anche ai test sui veleni più comuni, in particolare l'arsenico.

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Isis: "Ucciso in Siria un crociato italiano". E' Lorenzo Orsetti

Era a Baghuz tra i curdi. Lo Stato islamico pubblica la foto del corpo. La madre lo apprende dai tg

L'Isis ha pubblicato la fotografia dei documenti di un italiano, Lorenzo Orsetti, fiorentino, nato nel 1986, dichiarando di averlo ucciso durante una battaglia a Baghuz, in Siria. Orsetti sarebbe stato ucciso in un'imboscata. La notizia della morte è stata confermata da fonti di sicurezza italiane.
L'Isis ha diffuso la foto del cadavere di quello che viene descritto come "il crociato italiano Lorenzo Orsetti". L'immagine, pubblicata sui social network da Aamaq, piattaforma di notizie legata all'Isis, mostra il viso e parte del busto della vittima, a terra. Accanto al volto appaiono le punte di due scarponi militari, probabilmente indossati dai miliziani dell'Isis autori dell'immagine.

Orsetti combatteva nelle file delle milizie curde Ypg, legate al Pkk turco, contro i jihadisti dello 'Stato islamico'. Era stato di recente intervistato da media italiani come un combattente volontario italiano a fianco dei curdi contro l'Isis.
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domenica 17 marzo 2019

Salvini accolto a Napoli al grido di ‘Odio la Lega’, costretto a entrare in prefettura dalla porta secondaria

ROMA – Si e’ fermata fuori alla prefettura di Napoli dove era atteso il ministro dell’interno, Matteo Salvini, il corteo per il clima che stamattina ha portato quasi 10mila studenti a sfilare tra le strade di Napoli.
Durante la manifestazione ci sono stati dei momenti di tensione con le forze dell’ordine nel momento in cui e’ stato comunicato ai manifestanti che non avrebbero potuto raggiungere piazza del Plebiscito, sede del palazzo di governo.
Gli studenti hanno avvicinato le forze dell’ordine mostrando i palmi delle mani colorati con vernice verde, simbolo della difesa dell’ambiente. Gli agenti hanno risposto respingendo il corteo anche con l’uso di manganelli.
Un nutrito gruppo di studenti e’ riuscito comunque a raggiungere la piazza, intonando cori contro il vicepremier e la Lega.
“Il modello di questi signori e’ aprire gli inceneritori in Terra dei Fuochi. Non possiamo nascere gia’ condannati a vedere le nostre famiglie morire di cancro per colpa della mala politica che fa affari con la camorra”, dicono gli studenti, mentre in piazza, dai loro megafoni urlano “Odio la Lega” e altri slogan contro Matteo Salvini. I cartelli che alzano, pero’, sono tutti in difesa del clima e contro la devastazione ambientale.
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Berlusconi: 'Mai conosciuta Imane Fadil'. Teste processo Ruby aveva paura di essere controllata

E' giallo sulla morte della modella marocchina che risulta deceduta per un mix di sostanze radioattive. I pm indagano per omicidio volontario

"Spiace che muoia sempre qualcuno di giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato": così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha risposto oggi a Melfi (Potenza) a chi gli chiedeva un commento sulla morte di Imane Fadil, testimone nel processo cosiddetto Ruby.  Quello che ho letto delle sue dichiarazioni - ha aggiunto Berlusconi - mi ha fatto sempre pensare che fossero tutte cose inventate e assurde".
La rafgazza è stata ricoverata all'Humanitas di Rozzano per una gravissima disfunzione del midollo osseo che aveva smesso di produrre globuli bianchi, rossi e piastrine. Da quanto si è saputo, i medici nel cercare le cause di questa grave aplasia midollare avevano anche pensato ad un tumore, poi escluso. Ora l'autopsia dovrebbe chiarire cosa abbia aggredito il midollo e poi gli organi vitali, portando, nel giro di un mese, alla morte.
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sabato 16 marzo 2019

Maria Giovanna Maglie: 'Greta? La metterei sotto con l'auto'

La giornalista a Un giorno da pecora. Poi su Twitter: 'Era una battuta'

"Adesso non si può più dire male di Greta perché mi hanno detto che ha la sindrome di Asperger, cioè è malata di autismo, allora a quel punto il politically correct e anche il buon senso mi vietano di dire quello che avrei detto se fosse stata sana: che l'avrei messa sotto con la macchina. Ma non si può dire". La giornalista Maria Giovanna Maglie, ospite ieri a Un giorno da pecora, il programma satirico di Rai Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, ha risposto in questi termini a una domanda su Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata l'icona mondiale delle proteste ambientaliste dei giovani. "Ma non si può dire", l'hanno incalzata a loro volta i conduttori. E Maglie: "Ma sapete quanti esseri umani metterei sotto con la macchina?". Oggi su Twitter ha chiarito il senso di quella che ha definito "una battuta durante una trasmissione di satira e di scherzo come 'Un giorno da pecora'. L'esercito del #politicallycorrect è sempre #incinta". 

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Ciclone colpisce Mozambico-Zimbabwe-Malawi, 150 morti

Centinaia i dispersi. Strade fuori uso e black-out elettrici

Mozambico, Zimbabwe e Malawi sono stati colpiti da un violento ciclone che ha provocato almeno 150 vittime e centinaia di dispersi. Nelle aree rurali più povere in decine di migliaia sono isolati a causa delle strade fuori uso e di black-out telefonico. Sono in complesso più di un milione e mezzo le persone colpite dal Ciclone Idai nei tre Paesi dell'Africa Australe, secondo dati Onu e fonti governative ufficiali.

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Morto a Cagliari, ira sui social: "I tifosi della Fiorentina urlavano 'devi morire'"

Polemica per i cori dal settore ospiti durante i soccorsi all'uomo colto da malore sugli spalti. Il Codacons: "Se vero viola giochino a porte chiuse". La società viola: "Condanniamo qualsiasi gesto di mancata solidarietà nel rispetto di questa terribile tragedia"


La rabbia è esplosa sui social a strettissimo giro e il giorno dopo non accenna a placarsi. Nel mirino i cori vergognosi sentiti dal settore ospiti della Sardegna Arena, in cui sedevano i tifosi della Fiorentina per la sfida col Cagliari, indirizzati al tifoso soccorso per un malore. "Devi morire", riportano in tanti, il coro partito da alcuni ultrà viola alla vista dell'ambulanza. E quell'uomo - Daniele Atzori, 45 anni, della provincia di Cagliari - è poi morto, fulminato da un arresto cardiaco che lo ha colpito a 10 minuti dalla fine del match. 

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