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giovedì 12 novembre 2020

Vinovo, l’intera classe doveva andare in quarantena. Ma l’avviso è arrivato quando era già finita

 Il caso sollevato dai genitori di una scuola elementare torinese

VINOVO. L'avviso dell'Asl che l'intera classe doveva andare in quarantena è arrivato esattamente il giorno dopo la fine del periodo. E' il caso sollevato dai genitori della scuola elementare Matteotti di Vinovo, alle porte di Torino. La classe - si avvertiva nella lettera dell'azienda sanitaria Asl To5 alle famiglie degli alunni - avrebbe dovuto «andare in quarantena a partire dal 27 ottobre per i 14 giorni successivi al contatto con alunno positivo». Ma la comunicazione - raccontano i genitori - è arrivata soltanto ieri, mercoledì 11 novembre, quindi nel giorno in cui il periodo di isolamento era finito. E in queste due settimane le famiglie hanno continuato a portare a scuola i loro bambini, ignare del divieto.

Coronavirus: i contagi in Italia e quali sono le regioni da tenere sotto controllo

Covid, Ilaria Capua: «Cura Trump da 1 milione di euro, forte come la Kryptonite»

Trump e la sua guarigione dal Covid? «Trump è stato capace di dare il peggiore esempio possibile, perché ha avuto un trattamento da Superman, tipo kryptonite. Gli hanno fatto una dose sostanziosa di anticorpo monoclonale, che è tipo un missile terra aria, e che blocca il virus quando sta entrando nel sangue e quindi non riesce a provocare malattia Ma questa non è una medicina per tutti, è costosissima, la sua cura sarà costata moltissimo, si parla di 1 milione di euro. E' una cura da presidente».

A dirlo, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è Ilaria Capua, direttrice dell'UF One Health Center della Florida, che oggi è intervenuta nel programma condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Lei come sta affrontando questo momento delicato? «Sono in lockdown volontario, non mi voglio ammalare, non me lo posso permettere, anche come immagine, devo dimostrare che questo virus posso tenerlo a bada.

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Nel mondo 10 mila morti di Covid nel mondo in 24 ore, la metà in Europa

Covid: 37.978 nuovi contagi, 636 morti

Record tamponi a 234mila, incidenza positivi risale a 16%

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - Sono 37.978 i nuovi contagi da coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 636.

Il totale dei casi individuati da inizio epidemia sale così a 1.066.401, mentre i morti sono ora 43.589. In un singolo giorno non si registrava un numero così alto di vittime dal 6 aprile scorso, anche in quel caso furono 636.
    E' ancora record sui tamponi nelle ultime 24 ore in Italia: sono 234.672 quelli effettuati nell'ultimo giorno, circa novemila più di ieri. Il rapporto tra positivi e test risale al 16,18%, quasi il 2% in più rispetto a ieri.

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Covid: Gimbe, superata la soglia dell'1% della popolazione infetta


L’emergenza Covid-19 ha saturato l’ospedale di Aosta: “Occupati l’86% dei posti letto in area medica e il 50% in Terapia intensiva”


Apre l'ospedale da campo al San Martino

Ventiquattro i posti letto attrezzati

GENOVA - E’ prevista nel primo pomeriggio di giovedì 12 novembre, con un giorno di ritardo sulla tabella di marcia, l’apertura dell’ospedale da campo allestito dalla Croce Rossa Italiana davanti al pronto soccorso dell’ospedale San Martino.

L’entrata in funzione dell’ospedale di emergenza, sistemato all’interno di sei tendoni, con 24 posti letto attrezzati, servirà per alleggerire la pressione sul pronto soccorso. "Ciò a cui teniamo e sul quale siamo particolarmente attenti – ha detto il direttore generale del policlinico Giovanni Ucci - è il fatto che i pazienti non debbano rimanere fermi sulle ambulanze o in strada. Questo spazio servira' proprio per accoglierli in attesa di essere sistemati nei nostri reparti Covid o in quelli degli altri ospedali della Liguria". 

Intanto sono  1.102 i nuovi positivi in Liguria (644 nell'area di Genova), a fronte di 6.922 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. In totale i tamponi effettuati da inizio emergenza sono 503.245 e i positivi 39.242. Gli ospedalizzati sono attualmente 1.413 (+6 rispetto a ieri), di cui 98 in terapia intensiva (+6).

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Comprati da un dentista di Bolzano, importati dall’India, contatto cinese e intermediario turco: la farsa dei 150mila vaccini antinfluenzali di Regione Lombardia

È la surreale filiera esistente dietro una discussa fornitura che ora rischia di saltare. Sul caso hanno avviato verifiche sia i carabinieri del Nas di Trento sia la guardia di finanza di Bolzano, dopo l’articolo de ilfattoquotidiano.it che ha svelato i retroscena dell’ultimo tentativo della giunta Fontana per mettere una pezza sul pasticcio dei vaccini. Dai primi riscontri è emerso che la società dello studio dentistico non è iscritta nel registro degli intermediari di prodotti farmaceutici detenuto dal ministero della Salute. E per questo i carabinieri, in attesa di approfondire eventuali rilievi penali, hanno già preso un primo provvedimento amministrativo: una sanzione da 6mila euro allo studio 


Vaccini indiani importati da un dentista di Bolzano attraverso un intermediario turco, grazie agli auspici di un conoscente cinese. È questa la surreale filiera dietro la fornitura di 150mila dosi di vaccino antinfluenzale che Regione Lombardia era in procinto di affidare allo Studio Dr. Mak & Dr. D’Amico Srl, società che gestisce un piccolo studio dentistico in Alto Adige. Una fornitura che ora rischia di saltare. Sul caso hanno infatti avviato verifiche sia i carabinieri del Nas di Trento sia la guardia di finanza di Bolzano, dopo l’articolo de ilfattoquotidiano.it che ha svelato i retroscena dell’ultimo tentativo della giunta Fontana per mettere una pezza sul pasticcio dei vaccini. Dai primi riscontri è emerso che la società dello studio dentistico non è iscritta nel registro degli intermediari di prodotti farmaceutici detenuto dal ministero della Salute. E per questo i carabinieri, in attesa di approfondire eventuali rilievi penali, hanno già preso un primo provvedimento amministrativo: una sanzione da 6mila euro allo studio.

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Covid, 52 milioni di contagi al mondo

I decessi dall'inizio della pandemia sono stati 1,28 milioni

Sono oltre 52 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall'inizio della pandemia di Covid-19, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,28 milioni.


Il paese più colpito al mondo dal nuovo coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, con più di 10 milioni di casi e quasi 241 mila vittime. Seguono l'India e il Brasile.

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Mille posti nei Covid Hotel per alleggerire gli ospedali

Camere per ospitare pazienti dimessi ma ancora positivi e chi non può rimanere isolato in casa. Le disposizioni della Regione alle Asl: subito i contratti con gli alberghi e assunzione del personale per l’assistenza

Un posto ogni 4mila abitanti, ovvero mille per tutto il Piemonte. Tanti dovranno essere quelli al più presto disponibili nei Covid Hotel. Dovranno servire per ospitare quei pazienti che pur essendo ancora positivi sono in condizioni da consentire, in assoluta sicurezza, la loro dimissione dall’ospedale ma per vari motivi, incominciando dal non poter contare su un isolamento domiciliare, non possono tornare subito a casa.

Gli alberghi serviranno anche per accogliere gli ammalati che, pur non richiedendo cure ospedaliere, per evitare contagi famigliari non possono rimanere nella loro abitazione. Il ricorso a queste strutture non è una novità assoluta, già nel corso della prima ondata del Coronavirus la soluzione alberghiera era stata individuata come la principale in grado di evitare il sovraffollamento degli ospedali, ma salvo rarissimi casi non si era andati oltre l’aver messo sulla carta un progetto che, invece, adesso la Regione adotta con decisione tanto da definire i numeri necessari e sollecitare le Asl ad agire tempestivamente. 

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Curare a casa il Covid ora si può, arriva (finalmente) il protocollo

La Regione Piemonte dirama le linee guida per i medici di famiglia e le Rsa. La terapia domiciliare consente di intervenire ai primi sintomi del contagio ed evita i ricoveri impropri, decongestionando gli ospedali. L'efficacia della sperimentazione alessandrina


Come e quando curare a casa i pazienti Covid. Mentre gli ospedali si avviano verso una situazione sempre più critica, con necessità impellente di posti letto, torna a riaffacciarsi come già accadde nella prima ondata il tema, cruciale, delle terapie a domicilio. Ormai è accertato che una parte considerevole dei pazienti che vengono ricoverati potrebbe essere curata al proprio domicilio. Lo aveva dimostrato una sperimentazione sul campo nell’area di Acqui Terme e Ovada dove era stato applicato il protocollo denominato Covid a Casa, elaborato tra gli altri dal primario di oncologia Paola Varese e dal direttore del distretto Claudio Sasso chiamato a far parte del Dirmei. Da oggi quel protocollo, con le indicazioni terapeutiche del primario di malattie infettive del San Giovanni Bosco, Giovanni Di Perri, deve essere applicato in tutta la regione. “In relazione alla evoluzione Covid sul territorio regionale e alla esigenza di potenziare ulteriormente le azioni nell’area territoriale” si legge nella circolare inviata dal Dirmei ai direttori generali delle Asl, ai medici di famiglia e ai pediatri di libera scelta, “si dispone l’immediata applicazione del protocollo”.

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Covid-19, curarsi a casa. Lo può fare un paziente su tre. E invece si corre in ospedale

mercoledì 11 novembre 2020

"Terapie intensive al collasso", ecco le regioni in crisi

Ampiamente superata in Italia la soglia del 30% di posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19, definita "critica" dal ministero della Salute nell'emergenza coronavirus. La media italiana è infatti salita rapidamente negli ultimi giorni attestandosi al 37%, ma è allarme rosso in 11 regioni e nelle 2 Province autonome del Trentino Alto Adige, che l'hanno ampiamente superata. In cima alla 'lista nera' l'Umbria che ha toccato ormai il 57% di saturazione dei suoi posti letto di intensiva, seguita da Piemonte (56%), Provincia autonoma di Bolzano e Lombardia al 54%. E' quanto emerge dai dati, aggiornati alle 20.16 di ieri 10 novembre, elaborati dall'Agenas, l'Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali. 

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Ciondolo anti-Covid, si dimette il presidente di InnovaPuglia

Il governatore Emiliano ha accettato le dimissioni irrevocabili

Si è dimesso il presidente di InnovaPuglia - l'Agenzia che gestisce anche i maxi appalti sanitari della Regione Puglia - Giuseppe Tiani, finito nella bufera dopo essersi presentato in audizione in Commissione Affari Costituzionali con un ciondolo "micropurificatore d'aria" capace di "inibire qualsiasi virus".
    Tiani, che è anche segretario generale del sindacato di Polizia Siap, ha chiamato il presidente della Regione Michele Emiliano presentando le dimissioni "irrevocabili" dal consiglio di amministrazione dell'azienda.

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Covid: l'Italia supera il milione di casi. In 24 ore 32.961 nuovi contagi, 623 morti. Oltre tremila pazienti in terapia intensiva

'Sbagliato dare messaggi che sminuiscono situazione drammatica'

A quasi 11 mesi dall'inizio dell'emergenza, l'Italia supera il milione di casi Covid 19. I contagiati totali, compresi guariti e vittime, sono 1.028.424. 

Sono 32.961 i nuovi contagi da coronavirus individuati nelle ultime 24 ore in Italia. Le vittime sono 623 e portano il totale a 42.953.

E' stata superata la soglia dei 3 mila pazienti in terapia intensiva. Con i 110 delle ultime 24 ore il totale è di 3.081 persone in rianimazione. Il limite massimo resta quello del 3 aprile scorso con 4.068 ricoverati in terapia intensiva.

Sono 225.640 i tamponi per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, circa 8 mila più di ieri. Il rapporto tra positivi e test è del 14,6%, in calo di 1,5% rispetto a ieri. (ANSA).

L'ALLARME DI MEDICI E INFERMIERI - Gli ospedali "sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto a fronte dell'abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell'infezione da Covid. Non vanno dati messaggi che sminuiscono la situazione". 

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Covid, Zaia: "Rischiamo di perdere guerra all'epidemia"


Arrestati manager ed ex vertici di Autostrade. Castellucci ai domiciliari

L'indagine sui pannelli fonoassorbenti è una costola nata dall'inchiesta sul crollo del ponte Morandi

La Guardia di finanza ha eseguito una serie di misure cautelari nei confronti di ex vertici e di alcuni degli attuali manager di Autostrade per l'ItaliaSarebbero 6 le misure cautelari.

Le accuse ipotizzate sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture

Ai domiciliari l'ex Ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, e Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, rispettivamente ex responsabile manutenzioni e direttore centrale operativo dell'azienda.  I tre attuali dirigenti interdetti per 12 mesi sono Stefano Marigliani, già direttore del primo tronco di Autostrade ora trasferito a Milano, Paolo Strazzullo, che era responsabile delle ristrutturazioni pianificate sul ponte Morandi, per l'accusa mai eseguite, distaccato a Roma, e Massimo Meliani di Spea.

L'inchiesta è coordinata dalla procura di Genova ed è scattata un anno fa dopo l'analisi da parte dei finanzieri di alcuni dei documenti acquisiti nel corso dell'indagine sul crollo del ponte Morandi. In particolare, sempre secondo quanto si apprende, quelli relativi ai problemi riscontrati, in termini di sicurezza, sulle barriere fonoassorbenti montate sull'intera rete autostradale. Delle sei misure disposte dal Gip del tribunale di Genova, tre sono arresti domiciliari e tre sono misure interdittive. 

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Una alessandrina: “Abbandonata a me stessa. Ecco perché tanti vanno al Pronto Soccorso”

ALESSANDRIA – Ancora una volta alla nostra redazione è arrivata la testimonianza di chi deve purtroppo fare i conti con imprevisti e ritardi legati all’emergenza covid. Katia, una alessandrina, ha raccontato la sua situazione.

“Le istituzioni ti lasciano in balia di te stesso” ha scritto la nostra ascoltatrice “Asl ti manda dal medico di famiglia e il medico di famiglia all’Asl. Alla fine nessuno ti ha in carico”. Tutto è iniziato quando il compagno della donna ha scoperto di essere positivo e lei ha iniziato a stare male, evidenziando i tipici sintomi del coronavirus. “Mi è stata prescritta una terapia anti Covid, anche se non avevo fatto alcun tampone che accertasse il mio stato. La Asl è stata informata eppure a loro non risulto. Nessuno ti chiama per sapere il tuo stato, eppure nella mail che ha ricevuto il mio compagno c’era scritto che sarebbe stato contattato ogni giorno per sapere se c’erano sintomi nuovi. Lo hanno chiamato due volte: nella prima gli chiedevano i componenti del nucleo familiare e lui ha comunicato tutto, evidenziando che anche io avevo i sintomi. Il giorno dopo è stato richiamato ma nessuno sapeva nulla della chiamata precedente. Lui allora ripete tutto quello che aveva già detto il giorno prima, compreso il fatto che anche io sto male. Nella terza chiamata, quando gli hanno comunicato il giorno in cui dovrà eseguire il tampone di controllo, è di nuovo emerso che la segnalazione che mi riguardava non risultava”.

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La denuncia: “Mancano i reagenti, esiti dei tamponi in ritardo a Lucca”

martedì 10 novembre 2020

Coronavirus: 35.098 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore, 580 le vittime

Ieri i morti erano stati 356. Non si registrava un dato così alto di vittime giornaliere dal 14 aprile, quando furono 602

Nelle ultime 24 ore sono 35.098 i nuovi casi di Covid individuati in Italia. Sono 580 le vittime nelle ultime 24 ore. Ieri i morti erano stati 356. Non si registrava un dato così alto di vittime giornaliere dal 14 aprile, quando furono 602. Dall'inizio dell'emergenza i contagiati dal virus - comprese vittime e guariti - sono 995.463 mentre le persone guarite o dimesse sono 363.023, con un incremento rispetto a ieri di 17.734. A livello regionale è ancora una volta la Lombardia, con 10.955 nuovi casi in 24 ore, seguita dal Piemonte (+3.659), dal Veneto (+2.763), dalla Campania (+2.716) e dal Lazio (+2.608).

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Piemonte, «Ricoverati verso quota 6mila. Quasi esauriti i letti in terapia intensiva»


Liguria, 1.172 nuovi casi su 3.513 persone testate. I decessi sono 39


Covid e discoteche aperte in Sardegna, la Procura di Cagliari apre un'inchiesta

Dopo il servizio andato in onda ieri nella trasmissione Report, ora i magistrati indagano sulla scelta della Regione di tenere aperti locali da ballo in estate. Si cerca di capire se questa decisione abbia provocato l'aumento dei contagi

Sui giorni dell'estate isolana con le discoteche aperte (anche se con la distanza di due metri in pista) sono al vaglio della Procura della Repubblica di Cagliari. L'ipotesi è epidemia colposa, la stessa su cui indaga la Procura di Tempio Pausania – in Gallura - che già a fine agosto aveva aperto un fascicolo dopo il moltiplicarsi di contagi in una Sardegna che a luglio registrava pochissimi casi. L'azione scatta a meno di dodici ore dalla messa in onda di un servizio di Report in cui vari consiglieri regionali di maggioranza e opposizione hanno spiegato come si è arrivati a tarda sera all'ordinanza del 12 agosto.

Centrali le parole del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Cocciu, che spiega il tentativo di conciliare rilancio economico e rischio sanitario da Covid. Chiare le possibili ripercussioni sulla salute dei sardi, ora alle prese con la seconda ondata: tracciamenti saltati anche nei piccoli paesi, ricoveri e morti, solo ieri tredici. "Non si trattava – dice - di tenere aperte le discoteche fino al 31 agosto, perché così avremmo 'ammazzato' la Sardegna, considerato che il contagio iniziava a crescere. Solo uno o due giorni. Abbiamo rischiato un po' ". Parole da cui già in serata si è dissociato il partito, con una presa di posizione del coordinatore e deputato Ugo Cappellacci.

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Scenari meteo CLAMOROSI dopo la metà del mese? Guarda che mappe!

Basta una frenata convinta della corrente a getto, l'anticiclone che fa muro et voilà: il gioco è fatto. Si chiama scambio di calore: l'aria mite sale verso nord, quella fredda che si è accumulata nel nord del Continente, si scarica verso sud e ne consegue spesso un tale contrasto da favorire la formazione di depressioni e dunque di maltempo.

Arriveranno dunque freddo e neve precoci durante la terza decade del mese? Non è affatto da escludere. Sono davvero tanti stamane gli scenari estremi proposti dal modello americano.

Tutto potrebbe cominciare intorno a mercoledì 18 novembre, se davvero l'anticiclone dovesse rifugiarsi sull'ovest del Continente, ci sono scenari che dipingono uno spiccato maltempo sulla nostra Penisola con piogge e nevicate anche a quote basse, qui con stretta depressione al suolo sul Ligure:

Vista cosi, sembra una soluzione un po' troppo "forzata" per il periodo, mentre gli scenari previsti per la terza decade, parliamo almeno di domenica 22 novembre, già potrebbero risultare più credibili, perché frutto di un cambiamento di assetto barico più graduale ma pur sempre incisivo:

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Jessica, da volontaria anti covid a paziente: “Il virus è davanti a tutti, ho allontanato amici che non ci credono”

ALESSANDRIA – Jessica Criscuolo, 28 anni, ha visto tutte le facce del covid. È passata dal suo servizio di assistenza ai malati per Castellazzo Soccorso a un letto, colpita dalla malattia che ha lasciato dolorose impronte su tante persone durante la sua attività di volontariato. In un video ha riassunto per immagini questo concentrato di emozioni e dolori per dimostrare a tutti quante cicatrici sta infliggendo questo virus. “È da un mese che sono a casa, ho complicazioni circolatorie, sono stata ricoverata all’ospedale di Casale a metà ottobre e sono stati giorni tremendi, solo ora mi sto riprendendo“. Jessica si è sempre protetta, è sempre stata scrupolosa, ha spiegato a RadioGold, eppure ha contratto la malattia a dimostrazione di quanto sia subdola nonostante aumenti il fronte di chi non crede a questa tragedia. “Più che nella prima ondata vedo molte più persone scettiche eppure la situazione è sotto gli occhi di tutti” insiste Jessica, segnata da una prima fase “fatta di tanti decessi nelle case di riposo“, nel periodo in cui ha prestato assistenza insieme alla sua associazione, Castellazzo Soccorso. “È stata una esperienza forte con persone portate via che non potevano avere contatti con nessuno, dal punto di vista psicologico ed emotivo un massacro per tutti” ha raccontato ancora la volontaria, sbalordita davanti a chi ancora oggi nega la portata di questo virus “che colpisce anche i giovani, come me, che ho 28 anni”. “Non capisco come facciano a rinnegare una cosa palese, che fa morire le persone, che induce lo Stato a misure devastanti“. Una situazione che ha indotto Jessica anche a “perdere degli amici che negavano tutto questo“.

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Più tasse su imprese e ricchi, maggiori spese per il welfare e investimenti in infrastrutture, istruzione e sanità: ecco la Bidenomics

Il piano fiscale del nuovo presidente prevede tra l'altro l'aumento dal 21 al 28% della corporate tax ridotta da Trump e una sanzione per chi delocalizza. Su anche l'aliquota massima per individui che guadagnano oltre 400mila dollari e un'imposta del 39,6% sui redditi da investimento oltre 1 milione di dollari. L’aumento di gettito non basterà a finanziare l’intero programma: servirà un aumento di deficit e debito. Probabile un cambio di rotta della politica commerciale americana nei confronti della Ue, ma non subito

Aumento delle tasse sulle imprese e i più ricchi, sostegno al welfare, investimenti in infrastrutture, educazione e sanità: ecco la Bidenomics, la piattaforma economica del ticket Biden-Harris alla Casa Bianca. L’aumento di gettito, tuttavia non basterà a finanziare l’intero programma, e così sembra fin d’ora inevitabile un aumento di deficit e debito. Con effetti sul pil ancora incerti. Molto però dipenderà dall’esito del ballottaggio in Georgia per due seggi del Senato, il 5 gennaio: se i Repubblicani manterranno la maggioranza potranno limitare le mosse del nuovo presidente sul fronte fiscale. Probabile comunque un cambio di rotta della politica commerciale americana almeno nei confronti della Ue. Senza fretta, però: almeno all’inizio, sul fronte delle tariffe e dei dazi, il cambio di guardia a Washington potrebbe passare addirittura inosservato.

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Covid, Biden agli americani: "Vi imploro, indossate la mascherina". E sul vaccino: "Lo distribuiremo gratis"


Coronavirus: “Se la crescita non rallenta domenica stop ai posti letto negli ospedali”.

La denuncia arriva da Federico Fornaro, deputato di Leu: “In Piemonte il numero dei ricoveri Covid oltrepasserà i 6mila, superando di oltre 400 unità il limite massimo di ricezione”.

Tra pochi giorni, “il numero dei ricoveri Covid in Piemonte oltrepasserà i 6mila, superando di oltre 400 unità il limite massimo di ricezione del sistema ospedaliero piemontese”. Lo sostiene il deputato Federico Fornaro (Leu) analizzando i dati sulla crescita dei contagi. Il cosiddetto crash, cioè l’impossibilità di accogliere pazienti, è previsto per domenica 15 novembre, “se l’andamento dei numeri relativi agli ammalati che varcano le porte dei nosocomi resterà, come purtroppo assai probabile, quello delle ultime settimane. L’impossibilità di accogliere pazienti, si tramuterà in tragica realtà se non si riuscirà ad aumentare in qualche modo i posti letto e, soprattutto, il personale sanitario.

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Covid, Ospedale Alessandria: 178 ricoverati. “Ogni giorno 30/40 accessi al Pronto Soccorso tra positivi o sospetti”

lunedì 9 novembre 2020

Giovane madre morta di coronavirus a Romano Canavese. Il sindaco: "Fate attenzione, colpisce a qualsiasi età"“

Giovane madre morta di coronavirus a Romano Canavese | 9 novembre 2020 | Chiara Cringolo
Lettera sul sito del Comune

Giovane madre morta di coronavirus a Romano Canavese | 9 novembre 2020 | Chiara Cringolo

Una ragazza di 21 anni, Chiara Cringolo, residente a Romano Canavese, madre di un bambino piccolissimo, è morta per complicanze del coronavirus all'ospedale Molinette di Torino nel pomeriggio di ieri, domenica 8 novembre 2020, dopo 20 giorni di ricovero. A darne notizia, sul sito dell'amministrazione comunale, oggi, lunedì 9, è il sindaco Oscarino Ferrero.

"La notizia - scrive Ferrero - ci lascia attoniti e ci rende consapevoli che le conseguenze di questa pandemia ci possono toccare da vicino e con grande dolore. Purtroppo questa morte testimonia che il virus è letale non solo per una certa fascia di popolazione, ma può coinvolgere ciascuno di noi a qualsiasi età".






Covid: 25mila nuovi casi,ma 43mila tamponi in meno. 356 morti. Altre 5 regioni in zona arancione

Il rapporto positivi/tamponi è al 17,1%

Nelle ultime 24 ore sono 25.271 i nuovi casi di Covid individuati in Italia, circa 7mila meno di domenica ma con 43mila tamponi in meno rispetto alla giornata di sabato: 147.725 domenica contro 191.144. Il rapporto positivi/tamponi è al 17,1%. In leggero aumento invece l'incremento delle vittime, 356 nelle ultime 24 ore, mentre domenica era stato di 331. Il totale dei morti dall'inizio della pandemia sale a 41.750 mentre il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, è arrivato a 960.373.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto apprende l'ANSA, firmerà in serata un'ordinanza che - sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia - prevede il passaggio in zona arancione di 5 Regioni: Abruzzo, Basilicata. Liguria, Toscana e Umbria a partire da mercoledì 11 novembre.

Il ministro della Salute firmerà in serata una ordinanza, che andrà in vigore dall'11 novembre con la quale la Provincia di Bolzano passerà in area 'rossa'.

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Nuovo record di contagi in Valle d’Aosta: 201 positivi in 24 ore. La situazione dell’ospedale si fa drammatica

Angela da Mondello di “Non ce n’è Coviddi” è indagata dalla polizia per il suo videoclip: ecco di cosa è accusata