Nuovo orrore nel caso di Lucia Perez, la sedicenne morta in seguto alle violenze subite da tre spacciatori. I giudici di Mar del Plata, città dove è avvenuto il fatto, hanno assolto i tre imputati per il delitto. Matias Farias di 25 anni e Juan Pablo Offidani di sono stati condannati a otto anni e al pagamento di una multa di 135mila pesos per il solo reato di possesso e commercializzazione di stupefacenti, aggravato dalla vendita a un minore nella giurisdizione di una scuola. Il terzo, Alejandro Maciel, di 61 anni, ha ottenuto la piena assoluzione.
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sabato 8 dicembre 2018
Gilet gialli, "assalto" a Macron: scontri al corteo di Parigi, 575 fermati. Diretta
Sono cominciati gli scontri a Parigi. Tafferugli, con cariche della polizia e lancio di oggetti da parte di manifestanti, si registra in zona Arco di Trionfo, dalla parte opposta rispetto agli Champs-Elysees. La polizia ha finora evitato in modo assoluto il passaggio all'Arco di Trionfo di individui non perquisiti. Ai ripetuti tentativi di infiltrarsi e premere sulle barriere, la polizia ha riposto respingendo i gilet gialli e ricevendo in risposta il lancio di oggetti.
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Spray al peperoncino in discoteca Fuggi fuggi, sei morti nella ressa
CORINALDO (AN) - Sei persone morte nella ressa causata dalla fuga generale in una discoteca dove è stato spruzzato dello spray al peperoncino. E' successo poco dopo la mezzanotte a Corinaldo alla Lanterna Azzurra gremita di persone, per lo più giovanissime, dove era in programma il concerto del rapper Sfera Ebbasta. Poco prima dell'inizio del concerto, la tragedia dal bilancio ancora non definitivo. Qualcuno ha spruzzato spray al peperoncino. E' scoppiato il caos. Nella ressa provocata dal fuggi fuggi, molte persone sono finite a terra e sono rimaste schiacciate. Sei le vittime al momento accertate: sarebbero cinque minorenni e una donna di 40 anni. Sul posto un massiccio spiegamento di ambulanze, polizia, carabinieri e vigili del fuoco. Al momento sarebbero una trentina i feriti di cui sette in condizioni gravissime.
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Tragedia Ancona, il procuratore: «Venduti 1400 biglietti, la capienza della discoteca era 800 posti»
venerdì 7 dicembre 2018
I gilet gialli si preparano alla "presa di Parigi". La Francia schiera 90mila agenti ma paura cresce
I poliziotti: "Domani dovremo sparare". Il ministro Gourault: "Abbiamo informazioni, paese rischia fase violenta". E fa discutere il video dei liceali inginocchiati. Il Ministro dell'istruzione: "Sono sconvolto"
Tensione altissima alla vigilia dell'ennesimo sabato di passione in Francia, dove i gilet gialli tornano in strada e si annunciano disordini e violenze forse ancora peggiori delle settimane scorse. una fonte dell'Eliseo ha parlato di "tentativo di colpo di Stato". Intanto è polemica su un video che ritrae i ragazzi di un liceo costretti ad inginocchiarsi con le mani dietro la testa sotto la supervisione di una settantina di poliziotti. La Francia blindata Il ministro per la Coesione del territorio, Jacqueline Gourault, ha lanciato un appello "a chi non è costretto ad uscire a rimanere in casa sabato" in occasione della manifestazione dei gilet gialli perché "ci sono rischi che vada a finire male". Parlando a Bfm-tv, Gourault ha aggiunto: "Abbiamo informazioni riguardanti gruppuscoli, al di là dei gilet gialli, che vogliono scontrarsi. Il nostro paese rischia una fase violenta".
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Tensione altissima alla vigilia dell'ennesimo sabato di passione in Francia, dove i gilet gialli tornano in strada e si annunciano disordini e violenze forse ancora peggiori delle settimane scorse. una fonte dell'Eliseo ha parlato di "tentativo di colpo di Stato". Intanto è polemica su un video che ritrae i ragazzi di un liceo costretti ad inginocchiarsi con le mani dietro la testa sotto la supervisione di una settantina di poliziotti. La Francia blindata Il ministro per la Coesione del territorio, Jacqueline Gourault, ha lanciato un appello "a chi non è costretto ad uscire a rimanere in casa sabato" in occasione della manifestazione dei gilet gialli perché "ci sono rischi che vada a finire male". Parlando a Bfm-tv, Gourault ha aggiunto: "Abbiamo informazioni riguardanti gruppuscoli, al di là dei gilet gialli, che vogliono scontrarsi. Il nostro paese rischia una fase violenta".
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Parigi blindata per la nuova protesta dei gilet gialli (video)
Antitrust multa Facebook per 10 milioni di euro
Per violazioni del codice del consumo
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l'istruttoria, nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo, irrogando alle società due sanzioni per complessivi 10 milioni di euro.
"Stiamo esaminando la decisione e speriamo di poter lavorare con loro per fare chiarezza in merito a quanto contestato - commenta un portavoce di Facebook -. Quest'anno abbiamo reso più chiare le nostre Condizioni d'uso e le nostre normative, in modo da aiutare le persone a capire meglio come utilizziamo i dati e come funziona il nostro business. Abbiamo anche reso le nostre impostazioni sulla privacy più facili da trovare e utilizzare e lavoriamo costantemente per migliorarle. Le persone hanno il possesso e il controllo delle loro informazioni personali su Facebook".
L'Antitrust ha accertato che Facebook, induce ingannevolmente gli utenti consumatori a registrarsi nella piattaforma Facebook, non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell'account, dell'attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità. "In tal modo, gli utenti consumatori hanno assunto una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso (registrazione al social network e permanenza nel medesimo)".
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M5S, Dall'Osso lascia il gruppo: "Nessun impegno per i disabili". Ma il direttivo valuta una penale di 100mila euro
Matteo Dall'Osso, affetto da sclerosi multipla, aveva subìto dal suo gruppo la bocciatura di un emendamento che potenziava il fondo per i disabili.
ROMA - Si dice "usato" e "preso in giro" dai 5 Stelle. E per questo lascia il Movimento di Luigi Di Maio per entrare in Forza Italia. Matteo Dall'Osso, alla seconda legislatura con M5s, malato di sclerosi multipla, aveva subito dal suo gruppo la bocciatura di un emendamento che potenziava il fondo per i disabili. Decisione che lo aveva fatto sentire "solo, umiliato e tradito". E che lo ha spinto a richiedere l'ingresso nel gruppo parlamentare di Forza Italia. Perché, come dichiara in un'intervista a Il Giornale, "per questo gruppo la diversità è un valore aggiunto e una risorsa".
E la decisione di Dall'Osso viene subito attaccata dal Movimento 5 Stelle. Perché all'onorevole sarà chiesto di pagare una penale per il passaggio dal gruppo parlamentare del M5S alla Camera a quello di Forza Italia. Così fonti del direttivo M5S all'Adnkronos: il gruppo grillino non intende fare sconti al deputato che oggi ha annunciato l'adesione al partito di Silvio Berlusconi puntando il dito contro gli ex colleghi, 'rei', secondo Dall'Osso, di aver respinto alcuni suoi emendamenti a favore dei disabili. Le stesse fonti ribadiscono quanto scritto nel nuovo codice etico pentastellato, in vigore dall'anno scorso.
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ROMA - Si dice "usato" e "preso in giro" dai 5 Stelle. E per questo lascia il Movimento di Luigi Di Maio per entrare in Forza Italia. Matteo Dall'Osso, alla seconda legislatura con M5s, malato di sclerosi multipla, aveva subito dal suo gruppo la bocciatura di un emendamento che potenziava il fondo per i disabili. Decisione che lo aveva fatto sentire "solo, umiliato e tradito". E che lo ha spinto a richiedere l'ingresso nel gruppo parlamentare di Forza Italia. Perché, come dichiara in un'intervista a Il Giornale, "per questo gruppo la diversità è un valore aggiunto e una risorsa".
E la decisione di Dall'Osso viene subito attaccata dal Movimento 5 Stelle. Perché all'onorevole sarà chiesto di pagare una penale per il passaggio dal gruppo parlamentare del M5S alla Camera a quello di Forza Italia. Così fonti del direttivo M5S all'Adnkronos: il gruppo grillino non intende fare sconti al deputato che oggi ha annunciato l'adesione al partito di Silvio Berlusconi puntando il dito contro gli ex colleghi, 'rei', secondo Dall'Osso, di aver respinto alcuni suoi emendamenti a favore dei disabili. Le stesse fonti ribadiscono quanto scritto nel nuovo codice etico pentastellato, in vigore dall'anno scorso.
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Disabili, sempre più sulle spalle delle famiglie
Istat: l'economia arretra nel terzo trimestre, Pil -0,1%
Contrazione congiunturale in Italia si confronta con un +0,2% registrato nello stesso periodo nell'area Euro.
L'economia italiana, dopo una fase di progressiva decelerazione, nel terzo trimestre "ha registrato un arretramento dei livelli di attività" (-0,1% congiunturale il Pil), determinato dalla "marcata contrazione degli investimenti e da una lieve flessione dei consumi". Lo rileva l'Istat nella Nota sull'andamento dell'economia italiana sottolineando che la domanda estera netta ha invece fornito un contributo positivo alla crescita del Pil. I margini di profitto delle imprese manifatturiere mostrano una flessione mentre l'occupazione si è mantenuta sui livelli dei mesi precedenti.
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giovedì 6 dicembre 2018
Caffè Hag e Splendid: chiude lo stabilimento in Piemonte
PREVISTI 57 LICENZIAMENTI
Non si è risolta con una reindustrializzazione, almeno non per ora, la vicenda dello stabilimento Hag e Splendid di Andezeno, nel Torinese. Al tavolo di crisi istituito dalla Regione Piemonte la soluzione è stata quella degli incentivi all’esodo per gli oltre 50 addetti dell’azienda, di proprietà del Gruppo Jde, Jacobs Douwe Egberts, il gigante del caffe con sede nei paesi baschi. L’azienda aveva aperto la procedura di licenziamento collettivo il 25 settembre, dopo aver annunciato lo stop alla produzione e la chiusura della fabbrica.
La trattativa è andata avanti per due mesi e mezzo tra scioperi e manifestazioni, con l’apertura di un tavolo di crisi anche al ministero dello sviluppo economico, Alla fine è arrivato l’accordo che incentiva l’uscita dei dipendenti ma sancisce la fine della produzione nello stabilimento torinese della multinazionale, di proprietà di Acorn Holdings (maggioranza) e il Gruppo Mondelez International.
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Non si è risolta con una reindustrializzazione, almeno non per ora, la vicenda dello stabilimento Hag e Splendid di Andezeno, nel Torinese. Al tavolo di crisi istituito dalla Regione Piemonte la soluzione è stata quella degli incentivi all’esodo per gli oltre 50 addetti dell’azienda, di proprietà del Gruppo Jde, Jacobs Douwe Egberts, il gigante del caffe con sede nei paesi baschi. L’azienda aveva aperto la procedura di licenziamento collettivo il 25 settembre, dopo aver annunciato lo stop alla produzione e la chiusura della fabbrica.
La trattativa è andata avanti per due mesi e mezzo tra scioperi e manifestazioni, con l’apertura di un tavolo di crisi anche al ministero dello sviluppo economico, Alla fine è arrivato l’accordo che incentiva l’uscita dei dipendenti ma sancisce la fine della produzione nello stabilimento torinese della multinazionale, di proprietà di Acorn Holdings (maggioranza) e il Gruppo Mondelez International.
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Caffè Hag e Splendid prodotti all’estero: chiude il sito piemontese
Istat, nel 2017 1 su 4 a rischio povertà
In 2017.Calo persone che vivono in famiglie gravemente deprivate
L'Istat stima che, nel 2017, oltre una persona su quattro in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, pur registrando un miglioramento rispetto all'anno precedente. La stima dei residenti a rischio cala infatti al 28,9%, dal 30% del 2016. In particolare risulta "pressoché stabile al 20,3% la percentuale di individui a rischio di povertà (era 20,6%) mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1% da 12,1%), come pure coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (11,8%, da 12,8%)".
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Nuova eco tassa sulle auto inquinanti: quanto si paga e a chi si applica „Dal 2019 arriva la tassa per le auto inquinanti (e il bonus per quelle eco)“
Nuova eco tassa sulle auto inquinanti: quanto si paga e a chi si applica
„In manovra spunta un meccanismo di bonus/malus parametrato alle emissioni di CO2 con una tassa fino a 3.000 euro per le immatricolazioni di auto più inquinanti ed un incentivo che arriva a 6.000 euro per le auto elettriche.
“
Nuova eco tassa sulle auto inquinanti: quanto si paga e a chi si applica
„Novità per gli automobilisti: il disegno di legge di bilancio 2019 si arricchisce nel suo passaggio parlamentare di una modifica che introduce - per la prima volta in Italia - una nuova forma di fiscalità per i possessori di un'autovettura. È stato infatti approvato un emendamento che introduce un contributo per l'acquisto di autovetture, basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico.
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“
Potrebbe interessarti: https://www.today.it/economia/tassa-auto-inquinanti-bonus-auto-green.html
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„In manovra spunta un meccanismo di bonus/malus parametrato alle emissioni di CO2 con una tassa fino a 3.000 euro per le immatricolazioni di auto più inquinanti ed un incentivo che arriva a 6.000 euro per le auto elettriche.
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Nuova eco tassa sulle auto inquinanti: quanto si paga e a chi si applica
„Novità per gli automobilisti: il disegno di legge di bilancio 2019 si arricchisce nel suo passaggio parlamentare di una modifica che introduce - per la prima volta in Italia - una nuova forma di fiscalità per i possessori di un'autovettura. È stato infatti approvato un emendamento che introduce un contributo per l'acquisto di autovetture, basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico.
Nuova eco tassa sulle auto inquinanti: quanto si paga e a chi si applica
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Novità per gli automobilisti: il disegno di legge di bilancio 2019 si arricchisce nel suo passaggio parlamentare di una modifica che introduce - per la prima volta in Italia - una nuova forma di fiscalità per i possessori di un'autovettura. È stato infatti approvato un emendamento che introduce un contributo per l'acquisto di autovetture, basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico.
Ora vediamo nel dettaglio gli oneri connessi alla nuova eco tassa per le auto.
"Dal 1 gennaio 2019 e per i successivi tre anni- spiegano il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell'Orco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa - chi acquisterà e immatricolerà in Italia un'autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro.
“
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Lo sfogo del sindacalista: "Con gli incentivi alle auto elettriche Di Maio uccide l'Fca di Pomigliano"
Auto, dalle utilitarie ai camper ecco i modelli incentivati o tassati
Ecotassa sulle auto, tensione nel Governo. Crippa (M5S): «Modifiche solo limitate»
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La bolla dei bitcoin è scoppiata: ecco chi ha guadagnato e chi ha perso
In poco meno di un anno la criptovaluta ha bruciato oltre l'80% del suo valore. Ma sul campo non restano solo macerie
Il 2018 sarà ricordato come l’anno che ha sancito lo scoppio della bolla dei bitcoin, la criptovaluta più famosa, che poco meno di un anno fa (il 17 dicembre 2017) toccava il massimo storico a 19.535,4 dollari attirando piccoli investitori in ogni angolo del mondo. Da allora le cose sono profondamente cambiate. La moneta elettronica ha perso più del 80% del suo valore scendendo a 3.368 dollari. Destino analogo per tutto l’universo delle criptovalute il cui valore complessivo è passato da oltre 800 miliardi di dollari ai poco più di 100 di oggi.
La speculazione ha raggiunto l'obiettivo
Perché la bolla si è sgonfiata? Secondo i principali esperti mondiali il motivo è molto semplice: la perdita di interesse da parte della speculazione. Ancora una volta dunque è andato in scena il delitto perfetto da parte dei grandi squali della finanza internazionale. Chi sono le vittime? Ovviamente i piccoli investitori. Dati ufficiali non ce ne sono, ma è facile immaginare che in tanti si sono bruciati le mani.
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Raccolta differenziata: solo 49 comuni in provincia di Alessandria sopra la soglia del 65%
Tra i grandi comuni capoluogo peggio di Alessandria solo Torino
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Solo il 35,5% dei Comuni piemontesi raggiunge il 65% di raccolta differenziata previsto per legge e Alessandria, tra i comuni capoluogo, occupa il penultimo posto, dietro solo a Torino. In totale, in provincia, sono solo 49 i comuni con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65% richiesto dalla legge, pari al 25.7% del totale dei comuni del territorio. Peggio hanno fatto solo Vercelli (20.8%) e Biella (23.1%). I dati emergono dal dossier Comuni Ricicloni Piemonte 2018 presentato a Torino da Legambiente nel corso della seconda edizione dell’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte.
Tornando al Piemonte sono solo 36, su 1201, i Comuni Rifiuti Free che oltre ad aver raggiunto il 65% di raccolta differenziata, producono meno di 75 kg pro capite l’anno di secco residuo, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento. Tra questi, per l’alessandrino figurano Pecetto di Valenza, Rivarone e Castelletto Monferrato. Tutti e tre, insieme agli altri paesi che hanno raggiunto l’obiettivo, sono stati premiati da Legambiente nel corso dell’EcoForum.
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Decreto Dignità: per Federmeccanica un contratto su tre non verrà rinnovato e anche la provincia trema
Le previsioni di Federmeccanica sono allarmanti anche per la provincia di Alessandria, territorio che conta un gran numero di imprese metalmeccaniche
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Il Decreto Dignità del Governo potrebbe non avere l’auspicato effetto di ridurre il precariato. Almeno non nel settore metalmeccanico. Ben diverse dalle previsioni dell’Esecutivo sono le stime di Federmeccanica. Secondo gli industriali del settore, il provvedimento del Governo spingerà il 30% delle imprese a non rinnovare i contratti a tempo determinato in scadenza.
Quello di Ferdermeccanica, tra l’altro, non è l’unico campanello d’allarme sul Decreto Dignità. Per Assolavoro, associazione di categoria cui fanno riferimento l’85% delle agenzie di somministrazione in Italia, saranno 53 mila le persone che dal 1° gennaio 2019 non potranno essere riavviate al lavoro perché raggiungeranno il limite massimo di 24 mesi fissato per l’impiego a tempo determinato.
Esclusivo TPI, ex tesoriere Lega: “I 49 milioni? Li abbiamo spesi scientemente. Salvini era d’accordo”
Stefano Stefani sottoscrisse le spese che, in pochi mesi, svuotarono le casse della Lega. Nell'intervista esclusiva a TPI, ha rivelato a Giuseppe Borello e Andrea Sceresini: "Feci presente più volte a Maroni e Salvini che si stava spendendo troppo e troppo in fretta. Nessuno, all'interno del Consiglio Federale, si oppose a questa politica"
Parla per la prima volta l’uomo che sottoscrisse le spese che determinarono, nel giro di pochi mesi, il quasi totale svuotamento delle casse del Carroccio. Si tratta di Stefano Stefani, tesoriere della Lega durante la segreteria di Maroni e successore di Francesco Belsito.
Incalzato dalle domande di Giuseppe Borello e Andrea Sceresini, in una intervista inedita ed esclusiva per The Post Internazionale, Stefani ammette: “Io non contavo un cazzo, ero un mero esecutore”.
Parte dei 40 milioni rimasti in cassa dopo le dimissioni di Bossi – frutto, almeno parzialmente, dei rimborsi elettorali nel mirino della magistratura – sarebbero stati spesi in modo ingiustificato, assumendo costosissimi professionisti esterni “amici di Maroni” e finanziando la campagna elettorale del futuro governatore della Regione Lombardia.
“Feci presente più volte a Maroni e Salvini, sia in pubblico che in privato, che si stava spendendo troppo e troppo in fretta – dice Stefani -. Mi fu detto che non potevamo fare altrimenti, perché in quel momento eravamo sotto schiaffo”.
“Nessuno, all’interno del Consiglio Federale, si oppose a questa politica – ribadisce l’ex tesoriere -. Tantomeno Salvini, che all’epoca aspettava solo di diventare segretario”.
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mercoledì 5 dicembre 2018
Roberto Zanda, il sopravvissuto della Yukon Artic: “Senza gambe e senza mani, ma ora torno a correre”
L'ultrarunner sardo detto "Massiccione", dopo le amputazioni causate dai congelamenti nei ghiacci canadesi, racconta tutto in un libro che abbiamo letto in anteprima: "La vita oltre"
A volte basta un paletto a cambiare il corso delle cose, è sufficiente una svista o un momento di distrazione per modificare la storia di una vita, anche per decretarne la sua fine. È da qui che parte Roberto Zanda per raccontare la sua, di storia, perché “l’incidente, l’imprevisto, sono dietro l’angolo, nei dettagli più impensabili”. Come – appunto – uno stupido paletto catarifrangente che dovrebbe indicarti la giusta via ma che tu non vedi, perché la notte è di un buio profondo, perché sono più di cinque giorni che corri nel mezzo dei ghiacci, 300 chilometri trascinandoti una slitta di 15 kg, senza dormire, senza tregua, senza rete… “Perdersi era la variabile non contemplata”, ma Roberto si perde. E qui inizia la sua odissea.
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Manovra, niente soldi per gli orfani dei femminicidi. Carfagna attacca: "Bastardata del governo"
Bocciato l'emendamento proposto in Commissione bilancio. Freddo con la Lega: "Avalla decisioni incomprensibili che fermano il Paese"
MILANO - Mara Carfagna, vice presidente della Camera ed esponente di Forza Italia, all'attacco del governo e delle scelte in materia di legge di Bilancio dopo la bocciatura della proposta di destinare 10 milioni di euro al supporto delle famiglie che si prendono cura dei bambini che hanno perso la madre perché uccisa dal partner.
"Movimento 5 stelle e Lega hanno trovato soldi per tutto: detassare i massaggi e i trattamenti di bellezza negli hotel, consentire ai turisti di fare shopping con 15 mila euro in contanti e far costare meno la birra prodotta nei birrifici artigianali. Promettono soldi a pioggia col reddito di cittadinanza, assumono "navigator", ma non sono riusciti a far spuntare 10 milioni di euro per le famiglie che si prendono cura degli orfani di femminicidio, delle migliaia di bambine e bambini che hanno spesso assistito all'assassinio della madre da parte del padre. E' una vergogna che tradisce tutti gli impegni pubblici presi dai partiti della maggioranza", l'accusa della parlamentare Fi.
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MILANO - Mara Carfagna, vice presidente della Camera ed esponente di Forza Italia, all'attacco del governo e delle scelte in materia di legge di Bilancio dopo la bocciatura della proposta di destinare 10 milioni di euro al supporto delle famiglie che si prendono cura dei bambini che hanno perso la madre perché uccisa dal partner.
"Movimento 5 stelle e Lega hanno trovato soldi per tutto: detassare i massaggi e i trattamenti di bellezza negli hotel, consentire ai turisti di fare shopping con 15 mila euro in contanti e far costare meno la birra prodotta nei birrifici artigianali. Promettono soldi a pioggia col reddito di cittadinanza, assumono "navigator", ma non sono riusciti a far spuntare 10 milioni di euro per le famiglie che si prendono cura degli orfani di femminicidio, delle migliaia di bambine e bambini che hanno spesso assistito all'assassinio della madre da parte del padre. E' una vergogna che tradisce tutti gli impegni pubblici presi dai partiti della maggioranza", l'accusa della parlamentare Fi.
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Manovra, il governo taglia fuori gli extracomunitari dalle agevolazioni per le famiglie
Auto senza assicurazione, stangata in arrivo per i furbetti
Per chi viaggia su vetture prive di RcAuto decurtazione di 5 punti dalla patente e per i casi di recidva raddoppio delle sanzioni amministrative (da 1.682 euro a 6.574 euro). Emendamento della Lega al Senato al decreto fiscale
di VINCENZO BORGOMEO
Sono circa tre milioni - fonte Ania - le auto che in Italia circolano senza assicurazione. Ma, per contrastare il fenomeno, qualcosa si muove: le novità arrivano nel provvedimento di conversione in legge del decreto fiscale: al Senato è stata proposta una modifica al Codice della Strada all'art. 193, l'emendamento 23.0.1 presentato dalla Lega (firmatari Montani, Saviane, Romeo) con il nuovo art. 23-bis, titolato "Disposizioni urgenti in materia di circolazione".
In pratica le sanzioni di base rimangono invariate (da 841 a 3.287 euro) ma chi viene beccato al volante di una vettura senza copertura RcAuto si vedrà decurtati 5 punti dalla patente (10 per i neopatentai). E nel caso di recidiva, in un periodo di due anni, si prevede il raddoppio delle sanzioni amministrative (da 1.682 euro a 6.574 euro), la sanzione amministrativa della sospensione della patente da uno a due mesi, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente per ogni violazione.
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di VINCENZO BORGOMEO
Sono circa tre milioni - fonte Ania - le auto che in Italia circolano senza assicurazione. Ma, per contrastare il fenomeno, qualcosa si muove: le novità arrivano nel provvedimento di conversione in legge del decreto fiscale: al Senato è stata proposta una modifica al Codice della Strada all'art. 193, l'emendamento 23.0.1 presentato dalla Lega (firmatari Montani, Saviane, Romeo) con il nuovo art. 23-bis, titolato "Disposizioni urgenti in materia di circolazione".
In pratica le sanzioni di base rimangono invariate (da 841 a 3.287 euro) ma chi viene beccato al volante di una vettura senza copertura RcAuto si vedrà decurtati 5 punti dalla patente (10 per i neopatentai). E nel caso di recidiva, in un periodo di due anni, si prevede il raddoppio delle sanzioni amministrative (da 1.682 euro a 6.574 euro), la sanzione amministrativa della sospensione della patente da uno a due mesi, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente per ogni violazione.
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Esplosione in un distributore sulla Salaria in provincia di Rieti: due vittime e 17 feriti. Prende fuoco un'autocisterna, morto vigile del fuoco
È successo al chilometro 39, poco distante da Passo Corese. Lo scoppio mentre i soccorritori erano all'opera
di CLEMENTE PISTILLI, FLAMINIA SAVELLI e LAURA VENUTIDue morti e 17 di feriti: è il bilancio dell'incendio e delle esplosioni in un distributore di carburanti al chilometro 39 della via Salaria, in prossimità di Borgo Quinzio, in provincia di Rieti, poco distante da Passo Corese. Al momento, secondo quanto si apprende dalla Questura di Rieti, il bilancio provvisorio sarebbe di 2 morti e 17 feriti, di cui tre gravi. Le vittime sono un vigile del fuoco in servizio nel distaccamento di Poggio Mirteto e un uomo che al momento dell'esplosione dell'autocisterna di Gpl si trovava nei pressi del distributore. Dei feriti, 3 sono stati portati all'ospedale di Monterotondo, 5 all'ospedale di Rieti, il resto a Roma: 4 al Sant'Andrea, 3 al Sant'Eugenio e 2 al Policlinico Gemelli. Tutti hanno riportato ustioni e traumi da scoppio.Continua quiRieti, incendio distributore sulla Salaria: i resti carbonizzati del camion dei Vigili del Fuoco (video)
Infrastrutture, in bilico 27 grandi opere per 24 miliardi
Secondo l'Ance, l'associazione dei costruttori edili, sono 27 le grandi opere italiane di importo superiore a 100 milioni ferme, in bilico o congelate e valgono un investimento complessivo di 24,6 miliardi. Si va dalla Gronda di Genova al completamento dell'ospedale Morelli di Reggio Calabria. Le infrastrutture ferme sono soprattutto al Nord, 16 opere, contro le 4 al Centro e le sette al Sud. Per l'Ance lo sblocco delle grandi opere potrebbe generare 380mila posti di lavoro, con un impatto sull'economia per 86 miliardi. L'Italia è al terzo posto tra i Paesi beneficiari di fondi Ue per le infrastrutture e la Torino-Lione è la prima opera, con 451 milioni
Le gaffe di Toninelli in 4 punti (video)
Dal tunnel del Brennero, alla rinascita di Genova in mesi o anni, al dibattito al bar dopo un paio di birre, alla lunga giornata di lavoro sulla quale siamo invitati a interrogare sua moglie. La gaffe del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli scatenano la rete, dove si moltiplicano i commenti e i video che mettono insieme i suoi scivoloni. Il collage del Sole 24 Ore.
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Intascavano i soldi delle macchinette Atac: undici vigilanti arrestati
Si intascavano fino a 500 euro al giorno, sottraendo il denaro dalle case di Atac, la municipalizzata che occupa del trasporto pubblico a Roma. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari - emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma - nei confronti di 11 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di peculato e simulazione di reato. Altre due persone sono state destinatarie dell’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini hanno fatto emergere gravi e reiterate condotte poste in essere da guardie particolari giurate (G.P.G.) dipendenti della società di vigilanza aggiudicatrice dell’appalto relativo alla gestione dei servizi di prelievo, ricarica, trasporto e vigilanza dei titoli di viaggio e del denaro delle casse automatiche (parcometri, biglietterie, macchine distributrici di biglietti bus e metro) di proprietà dell’Atac.
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Le indagini hanno fatto emergere gravi e reiterate condotte poste in essere da guardie particolari giurate (G.P.G.) dipendenti della società di vigilanza aggiudicatrice dell’appalto relativo alla gestione dei servizi di prelievo, ricarica, trasporto e vigilanza dei titoli di viaggio e del denaro delle casse automatiche (parcometri, biglietterie, macchine distributrici di biglietti bus e metro) di proprietà dell’Atac.
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Pozzuoli, folle sfida notturna a tutta velocità tra due auto: investito e ucciso un uomo
Alla guida delle utilitarie due ventenni che si sono rincorsi per le strade del centro. E dopo aver evitato un primo incidente hanno travolto un operatore ecologico
Una sfida prima di rincasare dopo una notte balorda. In auto, a tutto gas per le strade del centro, come nei film. Solo che lo scenario non è una metropoli americana ma una cittadina di provincia, Pozzuoli, nel Napoletano. E le macchine, guidate da due ventenni, non hanno motori rombanti ma sono due utilitarie. Il finale è però tragico. Una delle due auto, al culmine della folle corsa, ha investito e ucciso un uomo. Un operatore ecologico di 62 anni che stava recandosi al lavoro, come ogni notte, con il suo scooter.
Come in pista
A bordo di una Fiat 500, di proprietà del nonno, un giovane di 21 anni con al fianco la fidanzata. Sulla Ford Fiesta della mamma, un altro 21enne. I due si sono affiancati nei pressi di una piazza per dare il via alla gara. Proseguita a tutta velocità nelle strade del centro storico di Pozzuoli. La Fiesta, prima di raggiungere il Lungomare della cittadina puteolana, ha azzardato un sorpasso , rischiando di schiantarsi frontalmente con una macchina che proveniva dal senso di marcia opposto. Qualche centinaio di metri dopo, il 21enne a bordo della Fiat 500 non è riuscito ad evitare l’impatto con lo scooter dell’operatore ecologico, investito frontalmente.
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Crotone, ecco chi è Mustapha: il marocchino che ha salvato la vita alla dottoressa crotonese
E' ancora adrenalinico Mustapha El Aoudi, il marocchino che ha salvato la dottoressa dell’ospedale di Crotone dal suo aggressore. L’uomo le aveva sferrato colpi di cacciavite al collo e altri ne avrebbe tirato se non fosse intervenuto Mustapha.
Lo conoscono tutti a Crotone e in ospedale in particolare. È arrivato in Italia trent’anni fa, in cerca di un futuro. Si è sposato, è padre di tre figli che sono nati tutti in Italia.
Mustapha è un commerciante ambulante e spesso si sistema poco distante dall’ingresso dell’ospedale di Crotone. Gentile, cortese e sempre disponibile, anche dopo aver salvato la vita alla dottoressa.
“Ho sentito gridare, mi sono girato e ho visto un uomo con qualcosa in mano che stava per colpire la donna”. Mustapha racconta con grande lucidità quei momenti in cui c’era poco tempo per decidere cosa fare, ma lui ha fatto, si è mosso. È arrivato di corsa sull’aggressore, lo ha scaraventato su un’auto e poi lo ha inseguito, bloccandolo a terra fino all’arrivo della polizia.
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Tria tentato dalle dimissioni: troppe tensioni interne. E su pensioni e reddito il ministro apre a modifiche
L'isolamento del ministro dell'Economia, che non vuole essere il capro espiatorio per ciò che non ha funzionato
Non lo aveva neanche preso in considerazione a metà settembre quando Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi, aveva orchestrato un’aggressione senza precedenti ai suoi uomini. Non ci aveva pensato più di qualche ora a fine settembre, quando i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini ignorarono la sua proposta sul bilancio. Ora però Giovanni Tria, ministro «tecnico» dell’Economia in un governo politico, è tentato dalle dimissioni più che in qualunque altro momento da quando venne chiamato a sorpresa nel governo sei mesi fa. Lo è così tanto da avere già segnato mentalmente un momento nel quale potrebbe passare la mano: durante la pausa di fine anno, quando la legge di bilancio sarà stata approvata in parlamento.
Non si tratta di una decisione già presa – sottolineano varie persone che lo conoscono — quindi Tria potrebbe restare al suo posto come del resto è già successo dopo vari incidenti politici del passato. Una figura dell’amministrazione precisa che il ministro certo non lascia, «per adesso». Ma chi ha parlato con lui racconta di averlo trovato stanco sul piano fisico e mentale ma soprattutto “stufo” di subire dal governo quelli che considera colpi alla sua credibilità. Ultimo in ordine di tempo, il comunicato di Salvini e Di Maio domenica scorsa nel quale i due leader politici ignorano Tria e sottolineano solo la loro fiducia nel premier Giuseppe Conte quale protagonista della trattativa con la Commissione Ue sui conti pubblici. Il dettaglio decisivo di quel comunicato arriva quando i vicepremier rimarcano il ruolo di Conte nel rapporto con colui che sarebbe l’interlocutore istituzionale del ministro dell’Economia: il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Proprio come se Tria non esistesse o il suo ruolo non fosse apprezzato all’interno del governo.
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