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mercoledì 3 novembre 2010

Caso Ruby e la frase sui gay e le donne Contro Berlusconi pure i giornali vicini

L'attacco di Libero: è dura aiutarlo se non si aiuta da sè
Il Secolo: l'ultima berlusconata. I consigli di Feltri

ROMA (3 novembre) - «È dura aiutarlo se non inizia ad aiutarsi da sè». È esplicita la sollecitazione per Silvio Berlusconi che arriva da Maurizio Belpietro nell'editoriale di prima pagina sul caso Ruby. «Sostenerlo non significa dargli sempre ragione: Libero ha segnalato dei problemi che lui ha ignorato per troppo tempo. Ora trovi il coraggio di tirarsi su», scrive Belpietro. Sempre su Libero, ancora in prima, è Mario Giordano a firmare un pezzo critico sulle battute del premier su donne e gay in cui si sostiene che «Silvio non può censurare le inclinazioni sessuali degli altri. Tenga la politica fuori dalle lenzuola». Il foglio non giustifica il premier, ma lo perdona: «Nessuno intende difendere o giustificare la boutade. Ma è chiaro che Silvio Berlusconi non l'ha detta in senso omofobico ma solo insenso egocentrico», si legge in pezzo in prima.

Vittorio Feltri firma un editoriale in cui offre i suoi consigli al premier, individuandone il suo «limite»: «Per essere apprezzato da Bersani, da Vendola, da Della Vedova, da Fini e perfino da Di Pietro, Silvio deve fare una scelta radicale: diventare frocio», sostiene Feltri. La Padania se la prende con i magistrati: «Procure scatenate», ma aggiunge in inquietante interrogativo: «Il governo è a rischio?». Si legge ancora sul quotidiano del Carroccio: «Un'ipotesi di reato potrebbe essere la pietra tombale sull'esecutuvo».

Il secolo bolla la battuta del premier alla fiera del ciclo come «l'ultima berlusconata», il titolo di apertura del giornale. Per il quotidiano dei finiani, «il premier è riuscito in un colpo solo a imbarazzare gli amici, molti dei quali costretti a una difesa molto ardua, e scatenare gli avversari». Ma non solo, il Secolo dedica l'intera ultima pagina al rapporto tra la Chiesa e Berlusconi: «Si sorreggono a vicenda le debolezze del premier e quelle di una Chiesa che ha scelto il collateralismo», si legge. «La laicità naturale del Cav ha lasciato spazio ad un confessionalismo opportunistico, come il suo liberismo è sfumato in un vittimismo ansiogeno».

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