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lunedì 14 gennaio 2019

Polonia: morto il sindaco di Danzica

Era stato accoltellato ieri sera

Non ce l'ha fatta sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, accoltellato ieri da un giovane mentre si trovava a una manifestazione di beneficenza. Il primo cittadino, 54 anni, è morto, secondo quanto affermano i medici che lo hanno operato stanotte, in un comunicato riportato dai media polacchi. "Nonostante in nostri sforzi non siamo riusciti a salvarlo", ha detto Thomasz Stefaniak, direttore del centro clinico universitario di Danzica, dove il primo cittadino era ricoverato da ieri sera. Adamowicz era stato accoltellato da un ventisettenne, che ieri dal palco della manifestazione aveva subito dopo preso il megafono per urlare di esser stato incarcerato ingiustamente, durante il governo di Piattaforma civica, partito di cui il primo cittadino faceva parte in passato. Le condizioni del sindaco era subito apparse disperate: ferito con una lama da 15 cm, Adamowicz era stato ricoverato e operato in un lungo intervento.

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In fuga come Battisti, le primule rosse del terrorismo

L'arresto in Bolivia dell'esponente di punta dei Pac, Cesare Battisti, riaccende all'improvviso i riflettori sul lungo elenco dei terroristi, rossi e neri, ancora ricercati e latitanti. E il capogruppo alla Camera del Carroccio Riccardo Molinari e il deputato Daniele Belotti fanno sapere che la Lega presenterà una mozione alla Camera "per sollecitare con determinazione l'estradizione degli oltre 50 terroristi condannati in via definitiva e latitanti in Francia, Nicaragua, Argentina, Cuba, Algeria, Libia, Angola".
Nel frattempo con i tanti anni trascorsi dal momento del reato per alcuni latitanti è scattata la prescrizione. Come è accaduto per l'ex leader di Potere Operaio Oreste Scalzone, condannato a 16 anni, rifugiato in Francia e tornato in libertà nel 2007. Proprio la Francia, tra il 1978 e il 1982, era diventata la meta di una vera e propria migrazione, con 400-500 esponenti della galassia eversiva italiana riversatisi Oltralpe. Tra i rifugiati a Parigi fino al 2004 figurava anche anche Cesare Battisti: dopo quella data, quando si stava avvicinando la sua estradizione per una condanna all'ergastolo, aveva però fatto perdere le sue tracce, per poi riapparire a Rio de Janeiro, in Brasile, dove nel 2007 è stato arrestato una prima volta e detenuto in carcere a Brasilia fino al giugno 2011.
Tra gli ex brigatisti rossi spiccano per importanza Alessio Casimirri, condannato con sentenza definitiva per il sequestro Moro, latitante secondo le ultime notizie in Nicaragua. Casimirri, indicato come componente del commando che sequestrò Aldo Moro e uccise i cinque uomini di scorta, è stato condannato all'ergastolo. Nella sua latitanza è diventato cittadino nicaraguense e gestisce un ristorante sulla costa.

Gettano liquido su volto di un senegalese a Pisa

Due giovani in sella a uno scooter avrebbero lanciato un liquido, forse candeggina, sul volto di un venditore abusivo. L'uomo è stato medicato e dimesso con 10 giorni di prognosi

Due giovani in sella a uno scooter avrebbero lanciato un liquido non meglio identificato, ma che potrebbe essere stata candeggina, sul volto di un venditore abusivo senegalese la notte scorsa nel centro storico di Pisa: lo straniero è stato soccorso da alcuni passanti prima di farsi medicare agli occhi al pronto soccorso dove è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni. Sull'episodio indagano le forze dell'ordine che stanno ricostruendo l'accaduto dopo alcuni messaggi postati su Facebook da coloro che hanno prestato aiuto e che hanno lamentato il clima di odio alimentato da certe prese di posizioni politiche.
    Secondo le prime ricostruzioni, la vittima dell'aggressione, identificata in ospedale ma non ancora rintracciata, sarebbe un senegalese destinatario di un provvedimento di espulsione perché clandestino.


Allarme gamberetti a Ischia, la Guardia costiere avverte: "Non mangiateli"

Ignote le cause del fenomeno: sono migliaia i crostacei rinvenuti sulla spiaggia di San Montano. Biologi al lavoro per scoprire da dove siano arrivati


E' scattato l'allarme gamberetti su una spiaggia di Ischia, dove sono comparsi all'improvviso migliaia di crostacei, di cui non è chiara la provenienza. La loro presenza è stata segnalata sul litorale di San Montano a Lacco Ameno, dove si indaga sulle cause di un fenomeno apparentemente inspiegabile. Nel frattempo, la Guardia costiera ha invitato la popolazione a non mangiare quei gamberetti.

Manca il lavoro o la voglia di lavorare? Servono 15 mila camionisti ma non si trovano

In Italia manca il lavoro?  No, il lavoro c’è ma mancano i lavoratori, giovani che abbiano voglia di rispondere  alle proposte d’assunzione. Accade nel settore dell’autotrasporto dove, come ha confermato Pasquale Russo, segretario nazionale di Conftrasporto, “le imprese sono alla ricerca di circa 15mila autisti da assumere, ma senza trovarli”. Col risultato che “altrettanti tir, sono fermi nei parcheggi delle imprese, con un gravissimo danno al settore”. A denunciare l’incredibile situazione è stato un servizio giornalistico realizzato dall’emittente La7 (Clicca qui per vedere il video):un servizio “partito” da Albino, in provincia di Bergamo dove il direttore generale della Nicoli Spa, una delle più importanti aziende del territorio, e non solo, ha confermato  l’incredibile realtà. “Abbiamo bisogno di almeno 40 o 50 conducenti che non troviamo e abbiamo i mezzi fermi nei piazzali”, ha confermato Matteo Magoni che ha “respinto” la possibilità di aggirare l’ostacolo ricorrendo a contratti di somministrazione perché, ha affermato, “non sono assolutamente una soluzione”. Una situazione paradossale, testimoniata anche da uno degli autisti dell’azienda, Angelo di 45 anni, quasi stupefatto di fronte al fatto che i giovani non vogliano accettare di svolgere un lavoro su “camion molto confortevoli” e con “stipendi buoni, che vanno dai 2 ai 3 mila euro al mese”. 

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domenica 13 gennaio 2019

Pernigotti, di corsa a Novi Ligure per raccogliere fondi per i dipendenti

Novi Ligure (AL) Di corsa per la Pernigotti, la storica azienda dolciaria di Novi Ligure a rischio chiusura: circa 200 persone hanno partecipato questa mattina all’iniziativa podistica organizzata per raccogliere risorse da destinare al fondo della Caritas per i 100 dipendenti, in sciopero e presidio permanente dallo scorso 6 novembre contro la richiesta della proprietà turca di cassa integrazione per cessazione dell’attività.
Sono stati raccolti circa 5mila euro, e tra i podisti c’era anche il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere: «Un’ulteriore dimostrazione di affetto dei novesi nei confronti dei novesi - hanno detto i dipendenti dell’azienda - Adesso ci aspettiamo che la vertenza Pernigotti prenda la strada di pensare al futuro, marchio compreso, continuando a farlo restare novese. Confidiamo nelle buone intenzioni di gruppi industriali forti che vogliano investire qua», perché «produrre altrove sarebbe la fine della Pernigotti. La proprietà si decida, una volta per tutte, ad ascoltare il territorio: sarebbe anche interesse loro».
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I migranti, l’insulto alle donne di Ormea e l’indignazione per la risata di Salvini

Genova- «A Ormea i rifugiati sono una risorsa (ha detto il signor sindaco) lo possono testimoniare alcune t... del posto che fino ad ora hanno usufruito di queste risorse»: un cartello che recita questa frase in mano a Matteo Salvini sta facendo discutere un intero paese e non solo.
Il video in questione risale a novembre 2016, quando il leader del Carroccio arrivò al mercato di Mondovì per un appuntamento elettorale: il filmato è sempre stato sulla pagina Facebook della Lega, ma è salito all’attenzione pubblica solo in questi giorni, quando un abitante di Ormea ha tirato fuori il selfie con il cartello incriminato, fino ad allora custodito gelosamente nel suo cellulare, per vantarsene in alcuni gruppi WhatsApp del territorio.
La foto ha fatto il giro della vallata, moltiplicando le condivisioni da una chat all’altra e facendo scattare l’indignazione delle donne dello splendido borgo della Val Tanaro. A consegnare il foglio a Salvini è stato un militante della Lega, anch’egli ormeese, in evidente polemica con le decisioni del sindaco Giorgio Ferraris in materia di immigrazione: nella clip si vede l’attuale vicepremier, allora senza incarichi istituzionali, leggere ad alta voce il messaggio e ridacchiare con i suoi sostenitori.

Azienda di Castelfranco (Tv): «giovani schizzinosi, prenderò operai in Africa»

Farà sicuramente discutere lo sfogo di un’imprenditrice di Castelfranco Veneto (Treviso)che al programma “Stasera Italia” di Rete4 ha raccontato di aver dovuto rinunciare a metà commesse a causa della mancanza di personale. Vanessa, questo il nome della titolare dell’azienda che produce meccanica di precisione per il settore alimentare, dà lavoro a 13 operai, ma vorrebbe assumerne altri, con stipendi che possono andare dai 1500 ai 3500 euro, a seconda dell’esperienza.  Le maggiori difficoltà in fase di valutazione dei curricula emergono con i giovani:«fanno gli schizzinosi – spiega l’imprenditrice – non si vogliono muovere, troppa strada da fare, l’orario di lavoro non va bene». Da qui l’idea di trasferirsi all’estero, dove «i giovani hanno voglia di lavorare» o quella, forse provocatoria, di assumere stranieri: «siamo arrivati al punto, io e il mio socio, di pensare di prendere operai in Africa e portarli qui per formarli. Pagandoli esattamente come faremmo con chiunque altro». L’imprenditrice invita poi a inviare il curriculum a info@tmcorporate.it. (t.d.b.)

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Cesar Battisti arrestato in Bolivia. Il figlio di Bolsonaro a Salvini: ora arriva il piccolo regalo

L'ambasciatore italiano Bernardini: la democrazia è più forte del terrorismo

Cesare Battisti è stato catturato in Bolivia. E il deputato federale e figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha voluto subito mandare un messaggio al ministro dell'Interno: "Matteo Salvini, il 'piccolo regalo' sta arrivando", ha scritto Eduardo Bolsonaro su Twitter.
La notizia della cattura è stata confermata da fonti italiane e dall'ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, che ha celebrato la cattura dell'ex terrorista latitante da dicembre affermando: "E' stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo".
Battisti è stato arrestato alle 17 di ieri (le 22 in Italia) da una squadra speciale dell'Interpol formata anche da investigatori italiani e brasiliani mentre camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, popolosa città nell'entroterra boliviano. L'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) non avrebbe opposto resistenza. Secondo alcuni media, indossava pantaloni e maglietta di colore blu, un paio di occhiali da sole e barba finta. Caricato in macchina e accompagnato in una caserma della polizia, Battisti non avrebbe proferito parola.
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sabato 12 gennaio 2019

LETTERA A SALVINI DI UN'IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»

È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell'Interno. "Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità".


«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.
Lo conosce il Delta del Niger? Non credo. Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì.
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.

È dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza. Ed io ero una ragazza. Tutto è a pagamento. Tutto. Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare. E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è? La fame, la miseria, la disperazione e l’assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.

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Orrore in provincia di Bari: bambini autistici legati, imbavagliati e picchiati dalle insegnanti

Un nuovo episodio di violenza da parte di alcune insegnanti sui bambini, questa volta all’interno di un istituto di riabilitazione privato convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, l'”Istituto Sant’Agostino” di Noicattaro, in provincia di Bari.
Le principali vittime di violenze fisiche, insulti e minacce sono infatti nove bambini affetti da autismo di età compresa tra i 7 e i 15 anni, i quali da tempo subivano i maltrattamenti da parte di tre educatrici e un’insegnante tra i 28 e i 42 anni. Le donne sono state arrestate dai Carabinieri di Triggiano e si trovano adesso ai domiciliari. Ancora a piede libero invece altre due maestre, le quali sono state appunto coinvolte nell’inchiesta.
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Torino, manifestazione Sì Tav: in 30mila in piazza a sostegno dell’Alta velocità

In piazza anche esponenti della Lega per la seconda manifestazione in favore della Tav


Il 12 gennaio 2019 i Sì Tav sono tornati a manifestare a piazza Castello a Torino in favore della costruzione dell’Alta velocità che dovrebbe unire Tornino e Lione, in Francia (qui tutti gli aggiornamenti).
Secondo i manifestanti avrebbero preso parte al corteo 40mila persone, mentre per la Prefettura sono state 25mila. Numeri comunque importanti per una piazza che fin dal primo momento si è definita apartitica, anche se ha fatto discutere la presenza della Lega.
“Sapevamo dal primo giorno che era motivo di dissenso”, ha affermato il capogruppo alla Camera del Carroccio, Riccardo Molinari. “Non c’è contraddizione nella nostra presenza in piazza oggi. La Lega ha posizione confermata da posizioni storiche in parlamento. Sapevamo dal primo giorno che era un tema divisivo, un conto è ridiscutere il progetto, tagliare sprechi. Un altro  è cancellare il progetto. Abbiamo trovato la sintesi su tanti argomenti, lo troveremo anche su questo”.
Fredda la replica del vicepremier Luigi Di Maio: “Non mi scandalizzo per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav: diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo”.

Fondi editoria, da Di Maio 70mila euro (di soldi pubblici) a Radio Padania

Soldi pubblici, quelli dei fondi per l’editoria, a Radio Padania. Dal Ministero dello Sviluppo Economico guidato da Luigi Di Maio sta per essere staccato un “assegno” di 70mila euro per Radio Padania.
Immediata la reazione delle opposizioni. In prima linea Laura Boldrini: “Non solo dopo aver gridato ‘onesta’, onestà!’ si sono alleati con chi ha illecitamente sottratto 49 milioni di euro ai cittadini. Ma ora Di Maio fa i tagli all’editoria tranne che alla radio leghista a cui il Mise regala 70000 euro di soldi pubblici. #DoppiaMorale. #RadioPadania”.
Dello stesso tono l’accusa di Andrea Marcucci, presidente dei senatori Pd: “Il bello è che dicevano di perseguire il modello Bbc. Tagliano progressivamente fondi editoria, dimezzano risorse per convenzione con Radio Radicale, però poi Di Maio stanzia 70 mila euro per Radio Padania”.

(...) Nella graduatoria che il Mise sta per pubblicare la radio di cui Salvini è stato direttore riceverà una somma non da poco, che potrebbe addirittura raddoppiare entro marzo in caso di redistribuzione della quota “extragettito” del Canone Rai 2017.

Da dove arrivano i soldi per Radio Padania

Il contributo per Radio Padania arriva dal Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, proprio quello che il Movimento 5 Stelle, in questo caso guidato dal sottosegretario con delega all’Editoria Vito Crimi, punta ad abolire per la parte destinata alla carta stampata.

Parigi, esplosione per una fuga di gas nella zona dell'Opera: dodici feriti in condizioni gravi, tra cui un'italiana

In fiamme un intero palazzo. Un pompiere risulta disperso


Una fortissima esplosione, provocata da una fuga di gas avvenuta in una boulangerie di Parigi, ha scosso l'intero quartiere dell'Opera, provocando un incendio in un intero palazzo. Un pompiere risulta dispersoI feriti sono 36, tra questi un'italiana in gravi condizioni. C'è poi un altro italiano, un operatore di Cartabianca, il videomaker Valerio Orsolini, il quale ha riportato una ferita sopra un occhio: è stato giù medicato e le sue condizioni non sono gravi. L'operatore era a Parigi per seguire le manifestazioni dei gilet gialli con il giornalista Claudio Pappaianni, che è rimasto illeso.  La Farnesina è al lavoro. 
Dodici persone sono ricoverate in gravi condizioni: tra loro, 5 sono in pericolo di vita (3 civili e 2 vigili del fuoco). Ci sono anche di 24 persone ferite lievemente. L'italiana ferita sarebbe una ragazza che lavora in un hotel vicino al luogo dell'esplosione. La giovane si troverebbe attualmente all'ospedale parigino de Lariboisiere. 
   I vigili del fuoco si trovavano sul posto, nella rue de Trevise, già prima dell'esplosione, chiamati dagli abitanti del quartiere per il forte odore di gas.

Serravalle Scrivia, ad agosto riapre il Mercatone Uno: salvi 23 lavoratori

Serravalle Scrivia (AL) - Una crisi durata almeno 4 anni, quella del Mercatone Uno, la catena commerciale romagnola titolare del punto vendita di Serravalle. Ora, si comincia vedere la luce in fondo al tunnel e per l’estate è fissata la riapertura con quasi tutti i dipendenti riassunti dalla Shernon Holding, che nel 2015 aveva rilevato tutti i 79 punti vendita. Il superamento della crisi può essere l’ok del tribunale di Bologna all’ammissione al concordato preventivo presentata dalle famiglie Cenni e Valentini, titolari del Mercatone Uno, per evitare il fallimento.
Si era gennaio 2015 e da allora per Serravalle come per molti degli altri punti vendita è stata una lenta agonia, costellata persino dalla notizia delle indagini della Finanza sui titolari del gruppo, nel 2017. Tutti ricordano la svendita delle merci e gli scaffali tristemente vuoti del market, fino alla chiusura, con la speranza rappresentata, nel 2018, dall’acquisto da parte del gruppo turco-polacco, dopo due bandi di vendita andati a vuoto nel 2016 e nel 2017. La scorsa estate, per l’appunto, l’accordo con la Shernon Holding per la vendita di 55 punti vendita su 79. Ora si attende la riapertura con lo stesso genere merceologico, quindi soprattutto arredo.
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La strategia del M5s per recuperare voti sulla Lega: tornare ad essere di sinistra

Il caso Sea Watch ha segnato la prima sconfitta politica di Salvini: i grillini ora vogliono alzare la testa, mostrarsi diversi dall'alleato di governo e provare a frenarne l'ascesa, recuperando i voti della base delusa

La ribellione del M5s all’egemonia leghista, all’interno del governo e nel paese, parte dal caso Sea Watch.
La vicenda dei 29 migranti bloccati per 19 giorni nel Mediterraneo, e infine fatti sbarcare a Malta in vista di una redistribuzione in otto paesi europei, tra cui l’Italia, ha segnato la prima importante sconfitta politica di Salvini in questo esecutivo.

Leggi anche: Sea Watch, chi ha vinto e chi ha perso

Sconfitta, per giunta, maturata sul proprio terreno, quello dell’immigrazione. Il premier Conte, in maniera inaspettata, ha fatto la voce grossa, contrapponendosi al ministro dell’Interno e riuscendo a far passare la sua linea.
Conte è espressione dei rapporti di forza tra Lega e M5s post elezioni del 4 marzo, quando i grillini erano il primo partito nel paese (oggi non è più così, come testimoniano i sondaggi) e spettava quindi a loro indicare il presidente del Consiglio.
Dietro la mossa del premier c’è la probabile regia proprio dei pentastellati. Questi ultimi, dopo aver ingoiato rospi per mesi, aver visto la Lega schizzare in alto nel gradimento degli elettori, essersi fatti dettare la linea politica da Salvini, hanno preso atto che occorre un cambio di passo.
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Incubo recessione

La brusca frenata della produzione industriale fa tornare lo spettro della recessione. La doccia gelata per l'Italia è arrivata ieri mattina con la diffusione dei dati dell'Istat. A novembre la produzione industriale italiana è crollata del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2017 e dell'1,6% rispetto a ottobre. L'indice destagionalizzato mensile evidenzia un aumento congiunturale solo nel comparto dell'energia (+1,0%); variazioni negative registrano, invece, i beni intermedi (-2,4%), i beni strumentali (-1,7%) e i beni di consumo (-0,9%).


Per Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "il nuovo calo della produzione industriale rafforza il timore che il nostro Paese stia entrando ancora una volta in recessione. La conferma - spiega - la si avrà soltanto il 31 gennaio quando verrà pubblicata la prima stima dell'Istat sulla crescita del Pil nel quarto trimestre 2018".
Se al calo, già registrato nel terzo trimestre, seguirà un altro calo, come è molto probabile, sottolinea Quagliano, "il nostro Paese sarà nuovamente in recessione peraltro senza aver superato il livello massimo toccato a metà 2011 al termine della ripresa seguita al crollo generato tra il 2008 e il 2009 dalla grande crisi innescata dal fallimento di Lehman Brothers il 15 settembre 2008". Se effettivamente il dato del quarto trimestre, conclude, "confermerà che la tendenza positiva del Pil avviatasi dal 2015 si è nuovamente invertita, per l'Italia, unica tra le economie avanzate, la crisi iniziata nel 2008 assumerà un profilo non più a doppia V ma ancora più preoccupante".

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Shutdown, federali fanno causa a governo

'Richiesto a lavoratori essenziali di lavorare senza stipendio'


(ANSA) - NEW YORK, 12 GEN - I sindacati dei dipendenti federali fanno causa al governo americano per lo shutdown: viola le leggi sul lavoro richiedendo ai dipendenti ritenuti ''essenziali '' di continuare a lavorare senza stipendio.

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venerdì 11 gennaio 2019

Strage bus Avellino, assolto ad di Autostrade Castellucci

Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, è stato assolto nel processo per il bus caduto nella scarpata della A16 vicino ad Avellino. Per lui l'accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. Nella strage del pullman caduto dal viadotto Acqualonga sulla tratta Napoli-Canosa, tra Nola e Avellino, avvenuta il 28 luglio 2013, hanno perso la vita 40 persone. 

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Ordina le pizze, brasiliana pestata a sangue. «Siamo in Friuli, devi parlare friulano per legge»

UDINE - Pestata in un locale pubblico perché non parla friulano. Accade fuori da una pizzeria da asporto, a Mereto di Tomba. La donna, brasiliana, 47 anni, residente a Cavasso Nuovo nel Pordenonese, era entrata nel locale insieme ai figli, per ordinare delle pizze da portare a casa. Ha chiesto le pizze in buon italiano, ma ad un uomo presente nel locale, un camionista, non è bastato: «Qui siamo in Friuli e si deve parlare friulano per legge». La donna, per evitare liti, è uscita fuori, al freddo, per attendere le pizze. Ma l'uomo è uscito e nonostante il figlio della donna cercasse di difenderla, l'ha spintonata e colpita al volto. Col naso sanguinante e sotto choc la brasiliana è andata al pronto soccorso: ha numerosi traumi.

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Bimba suicida a 10 anni, lettera choc alla madre: «Volevi che non fossi mai nata, ora sarai felice»

Un terribile fatto di ccronaca sta scuotendo il Messico. Si è uccisa per rendere la madre «la più felice del mondo». Il fatto straziante è avvenuto, appunto, in Messico dove una bambinadi 10 anni è stata trovata morta accanto a una lettera. La piccola si sarebbe tolta la vita per rendere sua madre "la donna più felice del mondo". La piccola si è impiccata il 6 gennaio, nel giorno del Three Kings Day, o El Dia de Reyes, un festival popolare in Messico dove le famiglie si scambiano i regali.

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Palermo, il sindaco Orlando protesta contro Libero: "Titolo vergognoso"

Il quotidiano scrive: "Comandano i terroni", riferendosi al fatto che tre delle quattro cariche istituzionali più alte del Paese sono rivestite da cittadini meridionali



Con un post appena pubblicato sui social network, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando condanna il titolo di apertura del quotidiano "Libero", che in prima pagina scrive "Comandano i terroni", riferendosi al fatto che tre delle quattro cariche istituzionali più alte del Paese sono rivestite da cittadini meridionali. "Vergognoso titolo contro i meridionali del quotidiano portavoce di Matteo Salvini - scrive Leoluca Orlando su Facebook e Twitter - Si preparano già a scaricare sul Sud le colpe dei fallimenti del governo Lega-Cinque Stelle. Ha da passà a nuttata!".

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"Ho la Sma e questa è la mia ragazza, non la mia badante. Dimenticate i falsi miti sull'amore per un disabile"

Shane e Hannah raccontano la loro relazione. "Il nostro obiettivo è normalizzare la disabilità e le relazioni come la nostra"


Quando Shane e Hannah camminano insieme per strada, sono tutti convinti che lei sia la sua badante. Shane, affetto da Sma, si muove con la sedia a rotelle da quando aveva due anni, e per molti è difficile immaginare che una ragazza senza disabilità come Hannah possa aver con lui una relazione sentimentale. Eppure i due - 25enni statunitensi - sono fidanzati da tre anni e hanno deciso di raccontare su un canale Youtube il loro rapporto, per sfatare i falsi miti sull'amore per un disabile.

È stata Hannah a fare il primo passo. Rimase affascinata da Shane dopo averlo visto in un documentario in cui raccontava la sua vita. Decise allora di inviargli una email nel quale si complimentava per il suo senso dell'umorismo, aggiungendo infine di trovarlo molto carino. "Ho capito subito di voler conoscere questa persona", ricorda Shane, "Non dimenticherò mai come il mio cuore cominciò a battere rapidamente mentre digitavo la risposta".

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Ofo ha detto ai propri dipendenti di tenersi pronti alla bancarotta

La startup cinese, osannata agli eventi e capace di raccogliere 2 miliardi di investimenti, secondo il Financial Times avrebbe finito i soldi e avvisato i propri dipendenti di tenersi pronti a tutto. È la terza azienda che rischia il collasso, e gli analisti da anni parlano di "bolla del bike sharing"

Ofo, la startup cinese delle bici condivise, ha chiuso la sua divisione internazionale e potrebbe essere costretta a dichiarare bancarotta. Lo ha rivelato il Financial Times, citando fonti dell’azienda che spiegano come la società starebbe preparando i suoi amministratori e dipendenti: “Siate preparati alla bancarotta, o a un’acquisizione”.
Bancarotta o fallimento. Detto altrimenti: i soldi, oltre 2,2 miliardi raccolti in due anni, sono finiti. La flotta europea, presente da un paio d'anni, a seguito della chiusura della divisione internazionale si sarebbe “drammaticamente ridotta”. E il mese scorso il suo fondatore, Dai Wei, avrebbe inoltre confessato che l’azienda ha un ‘immenso’ problema di fondi, e che avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di avviare il fallimento.
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