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lunedì 4 marzo 2019

Quota 100, assegni a rischio: le risorse non bastano

Le risorse stanziate dal governo potrebbero non bastare. Brambilla: "Serve un rubinetto". Ecco cosa può succedere

Rischio coperture per quota 100. A lanciare l'allarme sul nuovo sistema previdenziale è il professor Alberto Brambilla che ai microfoni di Tgcom24 sottolinea un rischio imminente che riguarda migliaia di lavoratori che chiedono di poter accedere alla pensione: "Le domande sono tante, oltre 77mila.



Se consideriamo che siamo partiti da circa un mese, oggettivamente sono parecchie, più di quanto previsto. Di questo passo - continua - penso che dovrà scattare l’articolo 28 (commi 3 e 4): in sintesi, se le domande cominciano a essere più di tante occorre mettere un rubinetto". Insomma il tecnico vicino alla Lega prospetta lo scenario di un cambio in corsa che di fatto possa mettere delle barriere ulteriori all'uscita anticipata per frenare la corsa alle risorse stanziate dal governo. È noto che con la manovra varata poco prima di Capodanno, l'esecutivo gioca un partita rischiosissima: rischia di dover spendere più di quanto c'è in cassa. E il caso quota 100 in questo senso è abbastanza emblematico.

Secondo quanto riportato dall'Inps, le domande pervenute all'istituto di previdenza sociale per una uscita dal mondo del lavoro con il nuovo regime previdenziale. Se il trend venisse confermato allora nei conti del governo risulterebbero 133mila uscite in più rispetto alle 315mila che aveva stimato l'esecutivo. E questo scenari può portare ad un esito finora imprevedibile: una drastica riduzione delle uscite per evitare un aggravio di costi sulle casse dello Stato. Infatti per Quota 100 in un primo momento erano stati stanziati ben 6,7 miliardi. Poi dopo il braccio di ferro tra i gialloverdi e l'Ue, le risorse messe a disposizione hanno toccato quota 4,7 miliardi. Una cifra nettamente inferiore a quella prevista in partenza.

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Fuori 23mila medici in 3 anni per pensioni e quota 100

Primarie Pd, trionfa Zingaretti: “I delusi stanno ritornando”. L’affluenza supera 1,8 milioni

Gentiloni verso la presidenza del partito. L’obiettivo è la pace interna con i renziani


ROMA
Non sono andati a vuoto gli appelli di Prodi, Veltroni, Letta e dello stesso Renzi: la chiamata alle armi del popolo della sinistra ha funzionato e le primarie del Pd sono state un successo imprevisto alla vigilia. Un milione e mezzo di votanti ai gazebo, assicurano dal Nazareno, qualcuno si spinge a dire oltre 1,8 milioni, più del 2017 quando fu eletto Renzi: del resto code fin dalla mattina ai gazebo facevano presagire un esito eclatante. E anche grazie a questa poderosa affluenza, Nicola Zingaretti, classe 1965, governatore del Lazio, si afferma e vince sfiorando il 70%, secondo i dati ancora parziali nella notte ma già indicativi. «Il nuovo Pd dovrà essere fatto di unità e cambiamento. Vorrà dire guardare le persone non dal dirigibile, ma da vicino nella loro vita concreta. Basta con le figurine, le incomprensioni, io sto con quello tu con l’altro, la politica non ha senso se si distanzia dalla condizione umana degli individui», è il suo biglietto da visita, seguito da un «non sarò mai capo, ma leader di una comunità». Con l’orgoglio di poter dire «i delusi stanno tornando», guardando ad una possibile rivincita.

domenica 3 marzo 2019

LUNEDI arriverà qualche PIOGGIA su alcune zone del NORD, vediamo dove...

La coda di una perturbazione riporterà un po' di pioggia al nord dopo quasi un mese di secco. Sulle Alpi arriverà anche qualche nevicata.


Dopo un febbraio disastroso al nord e su parte del centro, trascorso tra nebbia, inquinamento e temperature sopra media, in questi giorni la situazione sta lentamente cambiando.
L'alta pressione è stata elimitata dall'Europa, ma ora si attende qualche risultato in termini precipitativi anche su quelle zone che non vedono cadere acqua dal cielo da diverso tempo.
Una prima perturbazione (debole) si farà vedere al nord nella giornata di lunedi 4 marzo; purtroppo si tratterà di piogge mal organizzate e non risolveranno i problemi di carenza idrica che affliggono queste zone; inoltre, non tutte le regioni del nord verranno coinvolte.
Per dare un'idea delle regioni che verranno interessate, ecco la sommatoria delle precipitazioni che cadranno al nord nella giornata di lunedi 4 marzo (fino grossomodo alle 8 di sera).
Come si nota dalla mappa, le precipitazioni bagnerannola Liguria centro-orientale (specie le zone interne), la Lombardia (specie i settori settentrionali), l'alto Veneto, il Trentino e il Friuli.
Sulle Alpi tornerà anche un po' di neve sopra i 1500-1700 metri a partire dalla Val d'Aosta.
Qualche pioggia potrebbe spingersi anche sul Piemonte orientale e settentrionale, unitamente all'alta Toscana.
Tempo invece asciutto su Ponente Ligure, Piemonte centro-occidentale, Emilia Romagna e basso Veneto, zone che resteranno sottovento al flusso portante da sud-ovest.

Code ai gazebo delle primarie Pd: «Le schede non bastano, servono fotocopie»

Roma - È la domenica delle primarie per il Partito democratico. Lunghe code, fin dalle 8, per eleggere i mille componenti dell’Assemblea nazionale e per scegliere chi sarà il nuovo segretario dem tra Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti. Oltre 7000 i seggi, fra Italia ed estero, aperti fino alle 20. Possono votare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 16 anni e quelli dell’Unione europea e di altri Paesi, residenti in Italia: occorre avere la tessera elettorale e un documento di identità. Chi non è iscritto al Pd dovrà lasciare un contributo di almeno 2 euro. Sono inoltre previsti seggi speciali negli ospedali, case di cura, case di riposo.
Genova, 10mila al voto in mattinataSecondo quanto comunicato intorno alle 14 da Alberto Pandolfo, segretario del Pd a Genova, fra le 8 e le 12, sul territorio dei 9 Municipi genovesi e nei Comuni della provincia di Genova (più sotto, tutti i seggi) «hanno votato circa 10mila persone: si tratta di un ottimo segnale, che ci auguriamo venga confermato anche nel pomeriggio».

Fallimento Fogliani, chiudono Moody e Pasticceria svizzera

Genova - Dietro ai due banconi bianchi del Moody di via XII Ottobre è un via vai di camerieri e barman che spostano centinaia di paste e sandwich. «Dobbiamo portare via tutto - dice uno di loro - Oggi sono venuti i curatori e ci hanno detto che da domani il locale resterà chiuso. In attesa di capire cosa succederà. Anche a noi». Qualcuno saluta i colleghi con una piccola scatola di dolci in mano, che tanto il giorno dopo non potrà acquistare nessuno. Altri aspettano che gli ultimi clienti seduti ai tavolini si alzino. Così anche l’ultima porta verrà chiusa con una catena da moto.
Quella di ieri è stata l’ultima giornata di attività del Moody, storico bar del centro, e della Pasticceria Svizzera di via Albaro. Martedì scorso, il collegio di giudici della sezione fallimentare del tribunale di Genova ha sentenziato il fallimento della Moody srl, la società di Gregorio Fogliani che gestisce oltre a questi due locali lo stesso marchio Pasticceria Svizzera. E, ieri, le due curatrici fallimentari nominate dal tribunale, Olga Russo ed Elisabetta Vassallo, hanno deciso di non concedere alle tre realtà l’esercizio provvisorio
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Dall’Ecotassa all’ecobonus, cosa cambia per gli automobilisti

I chiarimenti sono arrivati in extremis, ieri sera. Ma la risoluzione 32/E, con cui l’agenzia delle Entrate ha dato le prime indicazioni ufficiali su ecobonus ed ecomalus, non lascia dubbi su un punto: il bonus non si può ancora prenotare, l’ecotassa va invece pagata subito. E facendo attenzione

PER SAPERNE DI PIU’ 
Ecotassa 2019 sull'auto si paga subito, l'ecobonus può attendere 
Mercoledì con il Sole / Auto, tutti i modelli con ecobonus e quelli con ecotassa 
Ecotassa 2019: tutte le offerte delle case auto



Ecotassa, ecco 20 modelli auto diffusi che la pagheranno



Ecotassa sulla CO2 sopra i 160 g/km, l'elenco delle auto colpite


Fa troppo caldo Caldo: mandorli, albicocchi e peschi pronti a sbocciare, natura in tilt

Mandorli, albicocchi e peschi in fiore già pronti a sbocciare ma tutte le coltivazionisono in grande anticipo per un mese di febbraio insolitamente caldo e siccitoso che ha mandato la natura in tilt, con lo spuntare addirittura di fiori spontanei come le viole nei prati.
“Questa “finta primavera” ha ingannato le coltivazioni favorendo un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’annunciato ritorno del freddo con danni incalcolabili per la produzione. Gli effetti peraltro – sottolinea il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – si fanno già sentire sugli ortaggi dove è saltata ogni programmazione dei raccolti con broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole che maturano contemporaneamente per le temperature primaverili”.
Temperature massime di 2,8 gradi superiori alla media compromettono le coltivazioni che si stanno predisponendo alla ripresa vegetativa con l’inizio del rigonfiamento delle gemme nelle piante da frutto.
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Sondaggi elettorali del Termometro, il PD si avvicina al Movimento 5 stelle


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Bologna: uccise una donna in preda ad una 'tempesta emotiva', pena dimezzata

Sentenza di appello. Olga Matei fu strangolata il 5 ottobre 2016


Una 'tempesta emotiva' determinata dalla gelosia può attenuare la responsabilità di chi uccide. Anche sulla base di questo ragionamento la Corte di appello di Bologna ha quasi dimezzato la pena a Michele Castaldo, 57 anni, omicida reo confesso di Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione da un mese e che strangolò a mani nude il 5 ottobre 2016 a Riccione (Rimini). In primo grado era stato condannato a 30 anni dal Gup di Rimini, per omicidio aggravato dai motivi abietti e futili.
Davanti alla Corte di assise di appello di Bologna il pg Paolo Giovagnoli, nell'udienza del 16 novembre, aveva chiesto la conferma della sentenza. Ma i giudici, pur riconoscendo l'aggravante, hanno ridotto la pena a 16 anni, concedendo le attenuanti generiche. 

Nella sentenza, da poco depositata, si spiega che la decisione deriva in primo luogo dalla valutazione positiva della confessione. Inoltre, si legge nell'atto, sebbene la gelosia provata dall'imputato fosse un sentimento "certamente immotivato e inidoneo a inficiare la sua capacità di autodeterminazione", tuttavia essa determinò in lui, "a causa delle sue poco felici esperienze di vita" quella che il perito psichiatrico che lo analizzò definì una "soverchiante tempesta emotiva e passionale", che in effetti, "si manifestò subito dopo anche col teatrale tentativo di suicidio".
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sabato 2 marzo 2019

Milano: marcia antirazzista 'People, prima le persone': 'Siamo in 200mila'

In piazza sfilano ong, sindacati e scout

A Milano la manifestazione contro il razzismo 'People, prima le persone'. All'iniziativa partecipano - secondo la stima dell'assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino - 200mila persone. 
Apre il corteo uno striscione giallo con il nome dell'evento, tenuto dagli scout, vicino a loro il sindaco di Milano Sala. 'E' un momento di grande cambiamento per il Paese, è questa la nostra visione dell'Italia. Uno spartiacque per la società', dice. Fra i presenti i segretari della Cgil, Maurizio Landini, della Uil, Carmelo Barbagallo, i governatori della Toscana, Enrico Rossi, e del Lazio, Nicola Zingaretti. Molte le famiglie con bambini arrivate alla coloratissima manifestazione. 
 "Una grande iniziativa pubblica per dire che vogliamo un mondo che metta al centro le persone. La politica della paura e la cultura della discriminazione viene sistematicamente perseguita per alimentare l'odio e creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B. Per noi, invece, il nemico è la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà".
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Camorra, preso il superlatitante Di Lauro

Salvini: "Nessuna tregua ai criminali". Classe 1980, è latitante dal 2004: quarto figlio di Paolo di Lauro, soprannominato "Ciruzzo o' milionario"

Al centro il superlatitante di camorra Marco Di Lauro catturato grazie a un'operazione congiunta di Polizia e Carabinieri, Napoli, 2 marzo 2019. ANSA/FUSCORIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Catturato il superlatitante di camorra Marco Di Lauro, grazie a un'operazione congiunta di Polizia e Carabinieri: lo rende noto il titolare del Viminale Matteo Salvini che fa i complimenti alle forze dell'ordine. "Dopo l'arresto di un terrorista algerino dell'Isis - afferma - mettono a segno un'altra operazione importantissima. Nessuna tregua ai criminali".
Marco di Lauro si nascondeva in un appartamento di via Emilio Scaglione, nel quartiere di Chiaiano, periferia nord di Napoli. Alla vista delle forze dell'ordine non ha opposto resistenza. Classe 1980, Di Lauro è latitante dal 2004: quarto figlio di Paolo di Lauro, soprannominato "Ciruzzo o' milionario", fondatore della famiglia camorristica napoletana di Secondigliano, figura nella lista dei 30 latitanti più pericolosi.
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Difesa del suolo, su 11 miliardi solo 4,7 milioni per il Piemonte

La Regione protesta: “Dal governo discriminazione inaccettabile, il precedente esecutivo attribuiva alla nostra regione 470 milioni”

Il Piemonte è una delle Regioni maggiormente soggette a rischio idrogeologico
TORINO
Piemonte dimenticato da Roma: anche sul fronte della difesa del suolo. «A noi solo le briciole». La protesta parte dall’assessore regionale Francesco Balocco:, che tra le deleghe ha anche la Difesa del suolo. «Continua la penalizzazione del governo Lega-5 Stelle nei confronti della nostra regione - esordisce l’assessore -. La ripartizione degli 11 miliardi annunciati da Conte per il programma Proteggi Italia, che però considera solo i danni delle alluvioni del 2018, assegna al Piemonte solo 4,7 milioni con regioni che si assicurano cifre quasi 200 volte più grandi: 750 milioni al Veneto, 333 alla Liguria.
«Fondi spariti»
Le risorse complessive, aggiunge Balocco, sono le stesse messe a disposizione del piano Italia Sicura del governo precedente, che però attribuivano al Piemonte 470 milioni per interventi urgenti già concordati e programmati e altri programmabili. Alcuni esempi: 55 milioni per l’area metropolitana torinese, 27 milioni per frane e valanghe, 69 milioni per le inondazioni, 8,6 milioni in prevenzione del dissesto, 40 milioni per la manutenzione diffusa del territorio, destinati e comuni e province. «Appena insediato il Governo Conte ha azzerato Italia Sicura, togliendo sostanzialmente la copertura finanziaria per questi impegni e perpetuando l’ennesimo furto al Piemonte - conclude l’assessore -. Ora, quasi una beffa, questa ridicola “mancia”: 4,7 milioni per l’intervento su Bussoleno, una cifra che copre solo la metà del necessario per la frana.
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venerdì 1 marzo 2019

A7: sbaglia direzione, fa inversione a 'U' e prende l'autostrada contromano

GENOVA - Sbaglia uscita e imbocca l'A7 e per tornare indietro fa inversione a U e prende l'autostrada contromano. E' successo alcuni giorni fa e adesso la polizia stradale ha identificato il conducente responsabile della manovra azzardata. Si tratta di un albanese di 50 anni, denunciato dagli agenti. L'uomo ha imboccato l'A7 alle 4 del pomeriggio al casello di Genova Bolzaneto per tornare verso Recco.
Sbaglia strada e invece di imboccare la A12 prosegue verso Genova Ovest. A quel punto, accosta in una piazzola e inverte la marcia mettendosi in contromano. Una volta entrato nella galleria Rivarolo, dopo avere evitato una vettura, riesce a evitare anche un furgone della manutenzione. L'autista lo avvisa e gli fa invertire marcia. La polizia stradale ha analizzato le immagini delle telecamere e sentito i testimoni e grazie al numero di targa è riuscita a risalire al guidatore.
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Tav, la nuova relazione dimezza gli svantaggi. Via ai bandi, 5S spaccati

Ponti ricalcola i costi-benefici su mandato di Conte, il saldo negativo passa da 7 a 3,5 miliardi. Verso un progetto low cost. E il premier incontrerà Macron

Chiamare i bandi di gara «ricognizioni tra le imprese» che dunque «non preoccupano», come dice il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Aggiungere un allegato all’analisi costi-benefici «che abbatte di circa la metà l’eccesso di costi passando da 7 a 3,5 miliardi, perché si considerano solo le spese che sosterrà l’Italia», come spiegano Marco Ponti e Francesco Ramella, autori della prima analisi e ora del supplemento...

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Airola: "Se il Movimento dice sì alla Tav, me ne vado, ma mi tengo il simbolo"

“Furbetti” degli esami del sangue Al San Martino, gli indagati sono 2.300

Genova - Nessuna possibilità di minimizzare: è salito a 2.300 il numero delle persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sulle analisi di laboratorio fatte ad amici e parenti senza pagare il ticket all’ospedale San Martino, un’indagine partita da alcuni esposti presentati in procura tre anni fa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nas, tra il 2015 e il 2016, almeno 600 dipendenti avrebbero evitato a conoscenti, amici, parenti - e a se stessi - di pagare il ticket per le analisi di laboratorio. Le accuse, a vario titolo, sono falso, truffa ai danni dello Stato e accesso abusivo al sistema informatico.
Il sistema scoperto dai Nas era semplice: per evitare code e ticket si faceva risultare il paziente ricoverato. Il dipendente accedeva al sistema dell’ospedale e immetteva i dati della persona consentendo risparmi ogni volta di 6, 15 o 36 euro. La Corte dei conti nel 2017 aveva condannato a un risarcimento di quasi 96 mila euro, 37 dipendenti ed ex dipendenti del laboratorio di analisi dell’ospedale San Martino,(tra loro anche il direttore del laboratorio, Michele Mussap) senza troppo clamore.
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giovedì 28 febbraio 2019

Ma quanto spendi?!?

Il sito di analisi dei rendiconti del MoVimento 5 Stelle


TAVERNA PAOLA - Spese Telefoniche



Spese telefoniche

Questo parlamentare

Totale: € 17,751.15
Ogni mese (media): € 306.05

Il gruppo M5S

Totale: € 850,579.30
Ogni mese (media): € 14,665.16


In ordine decrescente

1. TAVERNA PAOLA (€ 17,751.15) 
2. GRANDE Marta (€ 14,692.04) 
3. SERRA MANUELA (€ 13,706.67) 
4. SARTI Giulia (€ 13,684.39) 
5. LEZZI BARBARA (€ 12,621.04) 
6. CRIMI VITO CLAUDIO (€ 12,468.35) 
7. COTTI ROBERTO (€ 11,471.60) 
8. RUOCCO Carla (€ 10,974.16) 
9. BUSTO Mirko (€ 10,212.84) 
10. GIARRUSSO MARIO MICHELE (€ 10,171.39) 

11. FICO Roberto (€ 9,936.04) 
12. NUGNES PAOLA (€ 9,673.62) 
13. CATALFO NUNZIA (€ 9,633.89) 
14. DE LORENZIS Diego (€ 9,603.03) 
15. CORDA Emanuela (€ 9,410.49) 
16. SIBILIA Carlo (€ 9,354.12) 
17. CAPPELLETTI ENRICO (€ 9,235.99) 
18. BULGARELLI ELISA (€ 9,202.06) 
19. NESCI Dalila (€ 8,934.75) 
20. SPADONI Maria Edera (€ 8,803.95) 


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Viaggio (incredibile) sotto i piloni degradati delle Autostrade A24 e A25

Scheletri di ferro, ruggine e pezzi di cemento. Da mesi va avanti il botta e risposta tra il Ministero di Toninelli e la società concessionaria. Indagano tre Procure. I fondi sono stati stanziati ma è difficile spenderli


Scheletri di ferro che sporgono dai pilastri. Ruggine ovunque e pezzi di cemento che si sgretola. Anche il ferro è talmente usurato che si spezza. Si presentano così molti piloni di una serie di viadotti presenti sulle Autostrade A24 e A25 (Strada dei Parchi). Alcuni sono altissimi, raggiungono anche 40 metri. Da mesi si discute del loro degrado tra un botta e risposta dei dirigenti del Ministero dei trasporti e quelli della società concessionaria che a vicenda scaricano le varie responsabilità. Sono stati stanziati quasi duecento milioni con il «decreto Genova» che però secondo uno dei vertici del Ministero sarà difficile spenderli e cominciare i lavori. Intanto ci sono tre procure che indagano sullo stato, sulla gestione e sulla manutenzione di queste strutture: le procure di Teramo, L’Aquila e Pescara. 

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Il 27 febbraio più caldo di sempre: 15° sopra la media

A Vittorio Veneto rispetto all’anno scorso ci sono 30° in più. E - parola di esperto - c’è di che preoccuparsi


VITTORIO VENETO (TV) Abbiamo gioito per lo scoppio improvviso della primavera. Ma queste temperature dovrebbero allarmarci. La giornata di oggi è stata il 27 febbraio più caldo di sempre. A Vittorio Veneto si sono toccati i 22° C e, se si guarda lo stesso giorno dello scorso anno, si sono registrati ben 30°C in più.  Nel 2018 a fine febbraio a Vittorio Veneto le temperature sono scese fino a -10, e il primo marzo ha nevicato. Una bella differenza.

A darci le esatte misurazioni, e a fornirci un’accurata analisi di queste, è il meteorologo vittoriese Andrea Costantini. ”In 9 anni di rilevazioni della mia stazioncina - riferisce Costantini - è la prima volta che si superano i 20°C a febbraio, ma non solo: abbiamo di slancio superato anche il record di massima precedente (fermo a circa 17°C), ma con distacco superiore ai 5°C netti. Oggi - fa notare - siamo circa 15°C sopra la media stagionale”.  “Stanotte - spiega ancora Costantini - c’erano 15° C, a causa del Fohn arrivato dalle Alpi. Un evento estremamente raro: a memoria mia non si era mai arrivati a tanto”.

mercoledì 27 febbraio 2019

Omicidio Rozzano, il fermato: "Quando ho visto mio suocero, ho avuto un black out" | Gli abusi sarebbero durati 2 anni

Il 35enne avrebbe parlato di un atto di "vendetta" e "giustizia privata" contro quellʼuomo accusato di aver abusato di sua figlia


"Quando l'ho visto ho avuto un black out improvviso e immediato". Lo ha affermato il 35enne fermato dai carabinieri per l'omicidio del suocero a Rozzano (Milano) giustificando l'atto di "vendetta" e "giustizia privata" contro quell'uomo accusato di aver abusato di sua figlia. Avrebbe parlato di un atto "istintivo" causato da un "black out mentale". Il fermato e il suo presunto complice saranno interrogati giovedì dal gip di Milano Elisabetta Meyer.

La bimba che avrebbe subito abusi dal nonno era stata sentita proprio lunedì pomeriggio in un incidente probatorio davanti al gip, alla presenza dei pm e dei legali, per cristallizzare le sue dichiarazioni, già rese in un'audizione protetta, in vista di un processo a carico del presunto pedofilo. L'incidente probatorio era finito verso le 16, circa un'ora e mezza prima dell'omicidio.

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Straniero va in ospedale per un dolore al petto, l'infermiera: "Devi morire"

Straniero va in ospedale per un dolore al petto, l'infermiera: "Devi morire"
Il giovane, studente e lavoratore, sabato sera ha avvertito un dolore al petto e così ha allertato il 118 che lo ha condotto presso il Pronto Soccorso dell'ospedale Curteri di Mercato San Severino: ecco cosa ha raccontato




Straniero va in ospedale per un dolore al petto, l'infermiera: "Devi morire"
Denuncia choc, nel salernitano, da parte di Souleymane Rachidi, 20enne originario della Costa d'Avorio residente nella Valle dell'Irno. Il giovane, studente e lavoratore, la scorsa notte, ha avvertito un dolore al petto e così ha allertato il 118 che lo ha condotto, alle ore 2.55, presso il Pronto Soccorso dell'ospedale Curteri di Mercato San Severino. "Arrivato al Pronto Soccorso, una donna del personale ospedaliero, immagino un'infermiera, mi ha iniziato a rivolgere insulti, dicendo che sarei dovuto tornare al mio Paese ed augurandomi più volte di morire".

Denuncia choc, nel salernitano, da parte di Souleymane Rachidi, 20enne originario della Costa d'Avorio residente nella Valle dell'Irno. Il giovane, studente e lavoratore, la scorsa notte, ha avvertito un dolore al petto e così ha allertato il 118 che lo ha condotto, alle ore 2.55, presso il Pronto Soccorso dell'ospedale Curteri di Mercato San Severino. "Arrivato al Pronto Soccorso, una donna del personale ospedaliero, immagino un'infermiera, mi ha iniziato a rivolgere insulti, dicendo che sarei dovuto tornare al mio Paese ed augurandomi più volte di morire".

Lo sfogo

Souleymane, sconvolto per l'accaduto, ha ripreso la scena con il suo cellulare: nel video si sente chiaramente la voce in sottofondo della donna che lo offende. "Questa è l’Italia? Dove la vita umana non ha nessun valore, in un ospedale pubblico dove ti dicono devi andare al paese tuo, devi morire perché sei nero?

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Il video


Potrebbe interessarti: http://www.salernotoday.it/cronaca/denuncia-straniero-souleymane-rachidi-offese-razzismo-ospedale-curteri-mercato-san-severino-24-febbraio-2019.html
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Caccia al nordafricano fuggito dai Murazzi: “Soggetto squilibrato e molto pericoloso”

La pista seguita dai carabinieri per l’omicidio del Lungo Po. Mazzi di fiori sul luogo del delitto

TORINO
I carabinieri stanno ricercando un nordafricano. Uno sbandato dal carattere irascibile, verosimilmente squilibrato. Quella indicata dai testimoni come una capigliatura «rasta» sarebbe in realtà una coda di capelli ricci, raccolti sulla nuca. A lato, capelli rasati da boxer. Fisico asciutto. Sarebbe lui l’assassino di Stefano Leo, 33 anni, aggredito e accoltellato alla gola sabato mattina in cima al viale pedonale di Lungo Po Machiavelli, ai piedi della scalinata che sbuca sopra i murazzi di lungo Po Cadorna. È questa la pista su cui si stanno concentrando i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, guidato dal colonnello Francesco Rizzo. Gli investigatori stanno esaminando accuratamente decine di filmati registrati in quelle ore dalle telecamere di videosorveglianza della rete di sicurezza pubblica e dei mezzi pubblici Gtt. L’uomo, probabilmente un senza fissa dimora, si sarebbe allontanato in direzione di piazza Vittorio, per poi svanire dietro i palazzi. Non è escluso che abbia usato un tram o un autobus per allontanarsi dalla zona.
Sarebbe un soggetto molto pericoloso. C’è massima allerta da parte delle forze dell’ordine. La caccia è serrata. Nei dormitori, nelle aree isolate, negli ospedali, nelle stazioni. Oggi intanto, il medico legale Roberto Testi, eseguirà l’autopsia, disposta dal pm Ciro Santoriello, titolare dell’inchiesta. Stefano Leo è stato ucciso da una profonda lesione alla gola: un taglio netto, fatto da una mano sicura. Una lesione che gli esperti definiscono molto regolare, fatta dall’alto verso il basso. Una mano forte. Probabilmente impugnava un coltello a serramanico a scatto, con una lama a doppio bordo affilato, dotato di un ampio manico. Oppure un grosso pugnale.
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