giovedì 8 settembre 2016

Almese reclamizza un angolo sconosciuto in Val Susa: i turisti lo trasformano in immondezzaio

Il paradosso della Goja del Pis: ora l’amministrazione dovrà correre ai ripari



Almese 
Bagnanti stipati come sardine, barbecues accesi, musica «a palla», macchine in doppia fila, rifiuti abbandonati, caos. Insomma: tutto quello che non vorreste trovare in una rilassante gita fuori porta in mezzo alla natura. Tutto ciò è purtroppo il triste primato della Goja del Pis, fino a qualche mese fa suggestiva pozza (con cascata) nei dintorni di Almese. Lo spettacolo, si fa per dire, tocca ovviamente l’apice il fine settimana quando decine di villeggianti raggiungono la località in cerca di refrigerio, un tuffo, un posto all’ombra per il pic-nic. Non è così.

Il fenomeno è scoppiato questa estate, dopo la campagna pubblicitaria lanciata dal Comune su Internet. L’idea sembra buona, il posto ha le carte in regola per piacere, la notizia della Goja incontaminata fa il giro del web. Il tam tam funziona, richiama in Valsusa frotte di turisti, molti da Torino e anche più in là. Tutto bene? No, se non è un disastro poco ci manca. Perché i turisti sono troppi per quel piccolo spazio incastrato tra le rocce. E soprattutto sono troppo maleducati a giudicare la gran quantità di cartacce, vetro e plastica che lasciano ovunque, triste spettacolo ogni lunedì mattina.

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