martedì 24 febbraio 2015

Distratti dal cellulare in auto, ecco la prima causa degli incidenti

Un giovane su quattro ammette di scattare selfie, chattare e navigare mentre guida. A Torino è partito un progetto sulla sicurezza per gli studenti in età da patente


Torino
La sindrome che ci attanaglia ha un nome. Si chiama «Fomo», fear of missing out: paura di essere tagliati fuori. Ed è per questo che stiamo - non tutti, certo - sempre attaccati al telefono. Controlliamo il cellulare in media 150 volte al giorno, una volta ogni sei minuti. Roba da strizzacervelli. Lo facciamo anche in auto, alla guida, in bici, in moto, quindi il problema non è più solo psicologico. La distrazione è, infatti, la prima causa degli incidenti stradali in Italia (16,8% secondo i dati Aci/Istat). Uno studio minuzioso sul fenomeno ha confermato i sospetti. 

La confessione
Il 12,4% dei guidatori è stato sorpreso mentre guidava con il telefonino in mano, mentre un giovane su 4 ammette di scattarsi selfie, chattare e navigare al volante e persino al manubrio. Un’emergenza sociale ed economica: 181 mila incidenti nel 2014, la prima causa di morte sotto i 40 anni, la prima causa di invalidità permanente per i giovani, pesano per il 2% cento sul Pil. Ma finalmente, ecco la notizia, qualcosa si muove. O, per dirla con lo slogan coniato da Tim e Ducati, finalmente «c’è qualcuno che guarda avanti». Ieri hanno lanciato un progetto comune rivolto ai ragazzi in età da patente. L’idea è spiegare una semplice verità: usare il cellulare alla guida può essere letale. È stata questa la materia portata al centro di formazione professionale Gabriele Capello di Torino, prima scuola in Italia su ventitré. 

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