domenica 18 gennaio 2015

Proteste contro Charlie Hebdo, in Niger uccise dieci persone in 48 ore

Presi d'assalto e dati alle fiamme bar e chiese frequentati da cristiani. In tutto il Paese, ex colonia francese, sale la tensione

Cresce il bilancio delle vittime nelle proteste contro le vignette di Charlie Hebdo in Niger. Secondo il presidente del Paese, Mahamadou Issoufou, i morti sarebbero almeno dieci in 48 ore. Cinque sono stati riportati dopo le manifestazioni nella capitale Niamey. Le vittime erano all'interno delle chiese e dei bar che sono stati dati alle fiamme, mentre altre cinque persone sono state uccise nella città di Zinder dopo le funzioni religiose.

Dovunque la polizia e l'esercito sono intervenuti in forze per contrastare centinaia di musulmani inferociti, soprattutto giovani che, dopo l'inizio pacifico di manifestazioni anti-Charlie al grido di "Allah Akhabar" ("Dio è grande"), hanno gradualmente cambiato obiettivo facendo di Parigi il bersaglio del maggior numero di insulti culminati dell'urlo "Francia vattene" e "Fuori i francesi dal nostro Paese".

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