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mercoledì 27 febbraio 2019

Amazon, la richiesta dei driver: «Servono 500 fattorini in più»

Gli addetti alle consegne: orari insostenibili. Landini: «Vogliamo contrattare l’algoritmo che regola le consegne»


In primo piano Maurizio Landini ieri al presidio dei corrieri di Amazon
È una vertenza fuori dagli schemi quella dei corrieri di Amazon. Il punto qui non è salvare posti di lavoro. Ma ottenere assunzioni. «Secondo noi solo in Lombardia serve un piano da 500 ingressi nel giro di un anno — dice Luca Stanzione, giovane segretario generale della Filt Cgil della Lombardia —. Amazon ha una capitalizzazione che equivale al Pil di due Stati messi assieme. È giusto che le persone possano lavorare senza mettere a rischio la loro sicurezza per tenere il passo dell’algoritmo».
Attenzione, a occuparsi delle consegne non sono dipendenti diretti del colosso di Seattle ma driver assunti da società terze che a loro volta hanno contratti in esclusiva con Amazon. In Lombardia si parla di 1.200-1.300 persone. Ora il sindacato chiede che non si superino le 9 ore di guida giornaliera. Inoltre il problema sarebbero anche i ritmi di lavoro imposti dall’algoritmo: «Una consegna ogni tre minuti è troppo, in questo modo siamo costretti a prendendoci dei rischi», dicevano ieri i driver al presidio. Amazon — che nel 2018 ha creato in Italia oltre 2.000 posti di lavoro a tempo indeterminato — ribatte punto su punto. «Circa il 90% degli autisti termina la giornata prima delle 9 ore e comunque lo straordinario è pagato il 30% in più», dicono al quartier generale della multinazionale. E ancora: «È vero, affidiamo le rotte ai corrieri che a loro volte le assegnano ai loro autisti. Ma non è assolutamente vero che il numero di pacchi da consegnare sia inappropriato».

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